ANTONY BEEVOR.

LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA.

Parte 1.

Titolo originale: The Battle for Spain.
Traduzione di: Enzo Peru.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nella notte tra il 17 e il 18 luglio 1936, il colpo di Stato delle truppe guidate dal generale Franco
segn l'inizio di una guerra civile che dilani la Spagna per i tre anni seguenti: fu una vera e propria
prova generale della Seconda guerra mondiale in cui vennero sperimentate sulla popolazione quelle
atrocit che avrebbero caratterizzato il conflitto successivo. Alcuni dei protagonisti furono i medesimi:
Hitler e Mussolini inviarono truppe regolari in aiuto di Franco, e Stalin sostenne con armi, volontari e
denaro le formazioni comuniste. Dagli Stati Uniti e da tutta Europa giunsero, mossi dallo sdegno per
quanto stava avvenendo in terra iberica, migliaia di volontari: scrittori come Ernest Hemingway e
George Orwell, e uomini politici italiani come Palmiro Togliatti e Pietro Nenni, pronti ad aderire alle
brigate internazionali per fronteggiare la minaccia fascista e difendere la Repubblica spagnola. Antony
Beevor offre qui l'avvincente resoconto di uno degli scontri pi duri e sanguinosi del ventesimo secolo
attingendo a una notevole mole di nuovi documenti emersi dagli archivi spagnoli, tedeschi e russi.
Ricostruisce con lucidit le cause e gli sviluppi di questa guerra e, con le sue straordinarie doti di
narratore, racconta uno dei momenti cruciali della storia del Novecento, quello che per la prima volta
ha visto contrapporsi, in uno scontro epocale, fascismo e antifascismo.
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L'Autore.
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Antony Beevor ex ufficiale dell'esercito britannico,  romanziere e saggista specializzato in
storia militare. I suoi libri sono stati tradotti in 29 Paesi. In Italia sono usciti per Rizzoli il bestseller
internazionale Stalingrado (1998), Berlino 1945 (2002) e Creta. 1941-1945: la battaglia e la resistenza
(2003), tutti disponibili in BUR.
Prima edizione digitale 2013
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Indice di questa parte:
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Introduzione.
PARTE PRIMA. La Vecchia Spagna e la Seconda Repubblica
1. Le Loro Cattolicissime Maest.
2. Il re se ne va.
3. La Seconda Repubblica.
4. Il Fronte Popolare.
5. Il paradosso fatale.
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PARTE SECONDA. La guerra delle due Spagne.
6. La rivolta dei generali.
7. La lotta per il predominio.
8. Il terrore rosso.
9. Il terrore bianco.
10. La zona nazionalista.
11. La zona repubblicana.
12. L'armata d'Africa e le milizie popolari.
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PARTE TERZA.
La guerra civile diventa internazionale.
13. Le armi e i diplomatici.
14. Stati sovrani.
15. L'Unione Sovietica e la Repubblica spagnola.
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Fine Indice.
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Una guerra civile non  una guerra, ma una malattia. Il nemico  all'interno e si finisce per combattere quasi contro se stessi.
Antoine de Saint-Exupry.
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A Gonzalo Pontn tutta la mia gratitudine per l'aiuto prestato.
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Introduzione.
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Una guerra civile, scrisse Antoine de Saint-Exupry, non  una guerra, ma una malattia. Il
nemico  all'interno, e si finisce per combattere quasi contro se stessi. Tuttavia la tragedia della
Spagna nel 1936 fu ancor pi grande, perch rimase calata nel contesto di una guerra civile
internazionale cominciata con la Rivoluzione bolscevica.
Gli orrori in Russia avevano minato il centro democratico in tutta l'Europa continentale. Il
processo di polarizzazione fra rossi e bianchi, infatti, permise agli estremisti di destra e di sinistra
di aumentare la propria influenza agitando immagini paurose, e perfino apocalittiche, degli avversari: la
loro propaganda si nutr di quella avversaria. Sia Stalin sia Goebbels sfruttarono con diabolico ingegno
quella potente combinazione di paura e di odio: il processo spogli della loro umanit oltre che della
loro cittadinanza gli avversari tacciati come traditori. Ecco perch  un errore definire fratricida la
guerra civile spagnola. La tendenza delle nuove ideologie a creare divisioni poteva trasformare i fratelli
in stranieri senza volto e i sindacalisti, o i commercianti, in nemici di classe; tutti i concetti tradizionali
di affinit e di comunit locale vennero ciecamente distrutti.
La guerra civile spagnola  stata molto spesso definita uno scontro fra la destra e la sinistra, ma
questa  una semplificazione fuorviante. Ci sono almeno altri due aspetti fondamentali: il centralismo
statale contrapposto all'indipendenza regionale e l'autoritarismo contrapposto alla libert
dell'individuo. Le forze nazionaliste di destra erano molto pi unite perch, tranne alcune eccezioni
minori, combinavano tre fattori di aggregazione: erano di destra, centraliste e autoritarie nello stesso
tempo. Dal canto suo la Repubblica era un calderone di incompatibilit e di reciproci sospetti, con i
centralisti e gli autoritari, soprattutto i comunisti, in opposizione ai regionalisti e ai libertari.
I fantasmi di queste battaglie di propaganda di settant'anni fa ci tormentano ancora. Eppure la
guerra civile spagnola  uno dei pochi conflitti moderni la cui storia  stata scritta con pi efficacia dai
vinti che dai vincitori. Ci non deve sorprendere, quando si ricorda la sensazione condivisa di cattivo
presagio che accompagn la sconfitta della Repubblica, nella primavera del 1939. La rabbia mont
dopo il 1945, quando si conobbero i crimini della Germania nazista e l'ossessivo desiderio di vendetta
del generale Franco nei confronti dei repubblicani sconfitti.
Per le generazioni pi giovani  difficile immaginare quale fosse davvero la vita in quell'epoca
di ideologie totalitarie. Gli ideali condivisi che agitavano eserciti, movimenti politici giovanili o
sindacati, oggi sono praticamente scomparsi. Le passioni e gli odi di quell'epoca sono agli antipodi del
rispetto, dei diritti e della sicurezza delle societ di oggi. Quel passato  davvero un altro mondo. La
Spagna stessa  cambiata completamente in pochi decenni. La sua uscita dalla guerra civile e dall'era
franchista  stata una delle trasformazioni pi sorprendenti e impressionanti di tutta l'Europa. Ecco,
forse, perch non  saggio tentare di giudicare il terribile conflitto di settant'anni fa con i valori e gli
atteggiamenti progressisti che oggi noi accettiamo come normali. Dobbiamo fare uno sforzo
d'immaginazione per cercare di comprendere le convinzioni e gli atteggiamenti del tempo: sia i miti
nazionalisti cattolici sia il timore del bolscevismo della destra sia la convinzione della sinistra che la
rivoluzione e la redistribuzione della ricchezza avrebbero portato alla felicit universale.
Queste cause combattute con tanta passione hanno reso molto pi difficile essere obiettivi,
soprattutto quando si cercano le origini della guerra; gli uni e gli altri impegnati a dimostrare che
furono gli avversari a iniziarla, e qualche volta si tende anche a trascurare aspetti neutrali, come il fatto
che la Repubblica stava cercando di attuare in pochi anni un processo di riforme sociali e politiche che
altrove aveva richiesto addirittura un secolo.
Gli eventi stessi della guerra, tuttavia, come le atrocit commesse e la repressione che ne segu,
sono oggi al di l di ogni seria controversia, grazie all'enorme e scrupoloso lavoro di molti storici
spagnoli negli archivi locali e anche nei cimiteri. I dettagli sulle operazioni militari, comprese le
divergenze fra i comandanti repubblicani, sono stati chiariti dopo l'apertura nel corso degli ultimi
dodici anni di archivi sovietici in precedenza segreti; abbiamo anche una visione molto pi precisa
della politica sovietica in Spagna. Eppure, fatalmente, l'interpretazione dei fatti spesso soggiace alle
opinioni personali, soprattutto quando a essere messe in discussione sono le cause che portarono alla
guerra. Che si voglia cominciare con l'egoismo suicida dei proprietari terrieri, o con la ginnastica
rivoluzionaria e la retorica che arroventarono la paura del bolscevismo, spingendo il ceto medio nelle
braccia del fascismo, come avevano ammonito i dirigenti socialisti pi moderati, una risposta
definitiva  al di fuori della portata di qualsiasi storico.
Alcuni sono fortemente tentati di sostenere che la guerra civile spagnola non poteva essere
evitata. Questo contravviene alla regola ufficiosa, eppure importante, che nulla  inevitabile, tranne
forse che con il senno di poi. Per contro,  molto difficile immaginare come sarebbe stato possibile
giungere a una forma qualsiasi di compromesso accettabile dopo il fallimento della rivoluzione di
sinistra dell'ottobre del 1934. Una sinistra sempre pi militante non poteva perdonare la ferocia della
Guardia Civil e delle truppe coloniali, mentre la destra si convinceva che occorreva prevenire un altro
tentativo di rivoluzione violenta.
Vi sono altri importanti interrogativi senza risposta, se non altro perch spingono a osservare i
problemi da una prospettiva insolita. Gli ideali di libert e di democrazia erano alla base della causa
della Repubblica all'estero. Tuttavia, la realt rivoluzionaria sul terreno, l'impotenza del parlamento
spagnolo, le Cortes, le violenze compiute da entrambe le parti vanno studiate con cura.
La propaganda repubblicana durante la guerra civile ha sempre sostenuto che il suo governo era
quello legalmente costituito dopo le elezioni del febbraio 1936. Questo  vero, ma bisogna chiedersi se
la coalizione di destra avesse vinto quelle elezioni, la sinistra avrebbe accettato come legittimo il
risultato? C' il forte sospetto che non l'avrebbe fatto. Il leader socialista Largo Caballero aveva
minacciato apertamente, prima delle elezioni, che se avessero vinto le destre sarebbe scoppiata una
guerra civile.
I nazionalisti tentarono, fin dal primo momento, di sostenere che avevano deciso di insorgere
soltanto per prevenire un putsch comunista, ma si tratta di un puro artificio per fornire una
giustificazione retrospettiva delle loro azioni. D'altra parte proclamare, come fece la sinistra, che i
nazionalisti avevano sferrato un attacco non provocato contro una giovane democrazia rispettosa delle
leggi  malafede. Le sinistre avevano spesso dimostrato poco rispetto per la procedura democratica e il
valore delle leggi quanto le destre. Entrambi gli schieramenti,  naturale, hanno giustificato la propria
condotta sostenendo che se non avessero agito per primi i loro avversari si sarebbero impadroniti del
potere e li avrebbero schiacciati. Ma ci serve soltanto a dimostrare che niente distrugge la centralit
democratica pi rapidamente della politica della paura e della retorica della minaccia.
C' chi sostiene che le parole non possono uccidere. Ma  un'affermazione sempre meno
convincente quando si osserva una catena di reciproci sospetti e odio, tutti infiammati da proclami
irresponsabili. Di fatto, il leader di destra Calvo Sotelo venne assassinato per i suoi discorsi
deliberatamente provocatori alle Cortes. Va anche valutato se la retorica dell'annientamento tenda a
diventare una profezia che si autoavvera. Il generale Queipo de Llano minacci, in una delle sue
violente arringhe da Radio Siviglia, che i nazionalisti avrebbero decimato i loro avversari repubblicani.
E questo si dimostr, alla fine, non molto lontano dalla realt.
Non bisogna dimenticare, inoltre, la dichiarazione di Largo Caballero che voleva una repubblica
senza lotte di classe, ma, per riuscirvi, occorreva che una classe politica scomparisse. Questa era
un'ovvia eco dell'esplicita intenzione di Lenin di eliminare la borghesia. Una vittoria delle sinistre,
diciamo nel 1937 o nel 1938, avrebbe comportato una serie di esecuzioni e di arresti come sotto quella
di Franco? Naturalmente  impossibile dirlo e non si pu formulare un giudizio soltanto in base alla
guerra civile russa, ma  pur sempre un interrogativo che non si deve scartare. Il vincitore, in qualunque
guerra civile, come hanno sostenuto molti storici,  costretto a uccidere in nome del timore e dell'odio.
Tutti questi problemi complessi e interconnessi dimostrano quanto sia difficile separare con
precisione scientifica cause ed effetti. La prima vittima della guerra civile spagnola fu la verit.
L'argomento  stato pi lungamente dibattuto e oggetto di aspre controversie della Seconda guerra
mondiale. Lo storico, per quanto incapace di essere del tutto spassionato, dovrebbe cercare di fare
qualcosa di pi che comprendere i sentimenti delle due parti: dovrebbe sondare i presupposti e
dovrebbe allargare i confini della conoscenza. Per quanto umanamente possibile, il giudizio morale
dovrebbe essere lasciato al singolo lettore.
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PARTE PRIMA.
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La Vecchia Spagna e la Seconda Repubblica
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1.
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Le Loro Cattolicissime Maest.
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Su una strada sterrata in Andalusia o in Estremadura, una delle prime automobili in Spagna si
era guastata. Nella fotografia, un giovanotto stringe il volante. Non  molto bello: ha un grosso naso e
orecchie enormi; ha capelli imbrillantinati con una scriminatura centrale e sfoggia un paio di baffi.
L'uomo al volante  re Alfonso XIII.
A entrambi i lati, alcuni uomini spingono con forza sui parafanghi; hanno volti bruciati dal sole
e sono vestiti poveramente, senza colletto n cravatta: stanno facendo un grosso sforzo. Sullo sfondo,
tre o quattro persone ben vestite e con il cappello osservano la scena. Un signore a cavallo, forse un
proprietario terriero locale, ha frenato la sua cavalcatura. Sulla destra, un land, un tiro a due, con un
cocchiere in uniforme che regge le redini, attende di andare in aiuto del re qualora il motore
dell'automobile non dovesse ripartire. La didascalia spiega che il principale desiderio del sovrano 
mantenere il contatto diretto con il suo popolo. Poche immagini potrebbero rappresentare meglio gli
estremi dei contrasti sociali ed economici della Spagna dei primi anni del XX secolo. Ma forse
l'aspetto che pi colpisce nella fotografia  il modo in cui i contadini e il sovrano devono essere
sembrati a vicenda stranieri in patria.
La Spagna, con la sua rigida tradizione di governo da Madrid, stava diventando sempre pi
turbolenta, sia nelle campagne sia nelle grandi citt. Al punto che nemmeno i pi ingenui possono
sostenere che la guerra civile spagnola cominci semplicemente nel luglio del 1936 con l'insurrezione
dei generali nazionalisti contro il governo repubblicano. In quel momento si catalizzarono tutte le
forze che hanno fatto la storia della Spagna. Una di queste forze riguardava gli interessi di classe, ma le
altre due non avevano minore importanza: il governo autoritario contro l'istinto libertario e quello
centrale contro le aspirazioni regionali.
La genesi di questi tre tipi di conflitto si ritrova nel modo in cui la Reconquista della Spagna dai
mori aveva modellato il quadro sociale della nazione e influenzato l'atteggiamento dei conquistatori
castigliani. La guerra a intermittenza contro i mori, iniziata dai visigoti nell'VIII secolo, ebbe termine
nel 1492 con l'ingresso trionfale di Isabella e Ferdinando a Granada. Per i tradizionalisti spagnoli
l'episodio segn sia il culmine di una lunga crociata sia l'inizio della civilt della nazione. Questo
concetto perme l'alleanza nazionalista del 1936, che continuava a richiamarsi alla gloria di
Ferdinando e Isabella, i sovrani cattolici, e definiva la propria lotta come la seconda Reconquista,
assegnando ai progressisti, ai rossi e ai separatisti il ruolo dei pagani contemporanei.
Con un esercito feudale quale prototipo del potere dello Stato, la monarchia e l'aristocrazia
guerriera ripresero possesso delle terre durante la lotta contro i mori. Allo scopo di continuare la
Reconquista, l'aristocrazia aveva bisogno di denaro, non di cibo. Il prodotto destinato alla vendita che
poteva fornirlo era la lana Merino. Le terre comuni vennero requisite per il pascolo delle pecore, il che
ebbe non solo un effetto catastrofico per le bocche dei contadini, ma comport anche l'erosione del
suolo, mandando in rovina quello che una volta era stato il granaio dell'impero romano. Per badare
alle pecore bastava poca gente e l'unica alternativa alla fame era l'arruolamento e, pi tardi, l'impero.
Nel Medioevo la popolazione della Spagna era stimata in circa 14 milioni, di persone; alla fine del
XVIII secolo superava di poco i 7 milioni.
L'autoritarismo castigliano si svilupp passando da un regime feudale-militare a uno
caratterizzato dall'alleanza fra trono e altare. Durante i sette secoli della Reconquista, il ruolo della
Chiesa era stato soprattutto quello di propagandista dell'azione militare, nonch di partecipante; poi,
durante il regno di Isabella, all'arcivescovo guerriero succedette il cardinale statista. Tuttavia il legame
fra Chiesa ed esercito rimase fondamentale durante la rapida crescita dell'impero spagnolo, quando il
crocifisso fu l'ombra della spada sopra met del mondo. L'esercito conquistava, poi la Chiesa integrava
i nuovi territori nello Stato di Castiglia.
Il controllo esercitato sulla popolazione era totale, sostenuto dalla minaccia dell'inferno e dal
suo assaggio terreno sotto forma dell'Inquisizione. Al Sant'Uffizio bastava una sola denuncia, un
sussurro anonimo da parte di un nemico geloso, e le pubbliche confessioni strappate prima degli
autodaf fornivano una dura esperienza preliminare dello Stato totalitario. La Chiesa inoltre controllava
ogni aspetto dell'educazione e proteggeva le menti dell'intera popolazione facendo roghi di libri e
imponendo un cordone sanitario per tenere lontane le eresie politiche e religiose. Ed era sempre la
Chiesa a vantare le qualit della Castiglia, come la sopportazione della sofferenza e l'equanimit di
fronte alla morte, incoraggiando l'idea che era meglio essere un caballero affamato piuttosto che un
grasso mercante.
Questo puritanesimo cattolico spagnolo era stato formulato dal cardinale Ximnes de Cisneros,
l'ascetico frate innalzato da Isabella a uomo di Stato pi potente dell'epoca. Si trattava, in sostanza, di
una riforma interna. Il papato veniva rifiutato per la sua corruzione e, di conseguenza, la Spagna
doveva salvare l'Europa dall'eresia e il cattolicesimo dalla sua stessa debolezza. Come risultato il clero
metteva in pratica ci che predicava, fatta eccezione per il perdono e per l'amore fraterno, e qualche
volta faceva dichiarazioni sulla propriet che erano sovversive quasi quanto l'insegnamento originale.
Tuttavia la Chiesa forniva una giustificazione spirituale per la struttura sociale castigliana e fu la forza
pi autorevole nel suo consolidamento.
Il terzo tipo di conflitto, il centralismo contro il regionalismo, si svilupp anch'esso nel XV e
XVI secolo. La prima grande rivolta contro i regni uniti ebbe una caratteristica prettamente regionale.
La rivolta dei comuneros nel 1520 contro il nipote di Isabella, l'imperatore Carlo V, fu provocata non
solo dal suo uso della nazione come tesoro del proprio impero e dall'arroganza dei suoi cortigiani
fiamminghi, ma anche dal suo disprezzo per i diritti e gli usi locali. Buona parte della nazione era stata
assimilata nel regno di Castiglia mediante matrimoni reali e gli Asburgo spagnoli, fino a Filippo IV,
preferirono lasciare alla Chiesa il ruolo di forza di coesione del reame.
I tre attributi dello Stato di Castiglia, feudale, autoritario e centralista, erano fortemente
interconnessi. Questo era vero in particolare quando si arrivava alla questione regionale. La Castiglia
aveva istituito un'autorit centrale in Spagna e costruito l'impero, ma la sua amministrazione si
rifiutava di ammettere che le relazioni economiche feudali erano avviate al tramonto. Le guerre
nell'Europa settentrionale, la lotta contro i francesi in Italia e la distruzione dell'Armada stavano a
significare che il potere imperiale, realizzato in meno di due generazioni, aveva cominciato quasi subito
a declinare. La Castiglia aveva l'inflessibile orgoglio di un nobile da poco impoverito, il quale rifiuta di
accorgersi delle ragnatele e del degrado del suo grande maniero e continua a sognare la grandezza della
sua giovent. Questa capacit di vedere soltanto quanto voleva rese la situazione del governo
castigliano molto difficile: si rifiut di ammettere che i tesori dalle Americhe nelle chiese non
nutrivano alcuno e che l'ingente afflusso di metallo prezioso ma inutile poteva soltanto minare la
struttura economica della nazione.
La Catalogna, assorbita nel regno d'Aragona durante il Medioevo, era molto diversa dal resto
della penisola e non c' da sorprendersi se in seguito fra Madrid e Barcellona si sia sviluppato un duro
contrasto. I catalani avevano avuto un notevole potere nel Mediterraneo: il loro impero aveva compreso
le Baleari, la Corsica, la Sardegna, la Sicilia e il ducato di Atene. Tuttavia, poich era stata Isabella di
Castiglia e non Ferdinando d'Aragona a finanziare Colombo, i catalani non avevano un accesso
commerciale diretto con le Americhe.
Nel 1640 Catalogna e Portogallo insorsero contro Filippo IV di Spagna e il suo ministro, il
conte-duca di Olivares. Il Portogallo ottenne l'indipendenza, ma la Catalogna riconobbe Luigi XIII di
Francia come proprio sovrano, finch Barcellona non cadde in mano a Filippo IV nel 1652. E allora,
dopo la morte dell'ultimo Asburgo spagnolo nel 1700, cominci la guerra di Successione Spagnola e la
Catalogna si schier con l'Inghilterra contro il nipote di Luigi XIV, Filippo d'Angi. I catalani furono
traditi dagli inglesi con il Trattato di Utrecht e Filippo V abol i diritti della Catalogna, dopo averla
conquistata nel 1714. Il castello di Montjich fu costruito per dominare la citt e per ricordare ai
catalani che era Madrid a comandare: con questo inizio Filippo cominci a realizzare il sogno
centralista di suo nonno il Re Sole. La forza unificatrice della Chiesa era tramontata, e se la monarchia
voleva tenere sotto controllo i non castigliani le occorreva una nuova forza centripeta. Il filosofo basco
del XX secolo Unamuno, il quale non era affatto un separatista, sostenne che lo scopo era l'unit e
soltanto essa; l'unit per soffocare la minima individualit e differenza...  il dogma dell'infallibilit di
chi governa. Ma la spietatezza non risolse il problema, e prepar il terreno per i guai del futuro.
L'arretratezza dei commerci spagnoli durante i secoli XVII e XVIII era dovuta soprattutto al
modo in cui il cattolicesimo spagnolo aveva mantenuto una linea anticapitalista aggrappandosi agli
insegnamenti medievali sull'usura. Il codice dell'hidalgo, il gentiluomo spagnolo, lo costringeva a
disprezzare il denaro in generale e lavorare per guadagnarlo in particolare. Il censimento del 1788
dimostr che quasi il 50 per cento della popolazione adulta maschile non era impegnata in alcun genere
di lavoro produttivo; l'esercito, la Chiesa e soprattutto la vasta nobilt erano un peso morto per il resto
della popolazione, e fu forse questa statistica a dare origine al famoso detto che mezza Spagna mangia
ma non lavora, mentre l'altra met lavora ma non mangia.
Come reazione contro l'arretratezza commerciale e il rigore dell'ordine al potere, la Spagna
avrebbe sperimentato una rivoluzione del ceto medio prima di gran parte delle altre nazioni europee.
Ebbe un breve periodo senza catene verso la met del XVIII secolo, sotto il regno di Carlo III, quando
si fece sentire l'influenza dell'Illuminismo. Le riforme ridussero di molto l'influenza della Chiesa
sull'esercito, mentre numerosi ufficiali furono attratti dalla massoneria. Questo movimento anticlericale
e, di conseguenza, politico, fu connesso in modo indissolubile allo sviluppo del liberalismo nel piccolo
ceto medio professionale spagnolo, il liberalismo che divent una forza apprezzabile nel XIX secolo
come conseguenza della guerra d'indipendenza contro le truppe napoleoniche. Il poco coraggioso re
Carlo IV fu deposto da una rivolta popolare per la corruzione e gli scandali del suo favorito Manuel de
Godoy, e per l'invasione dell'esercito francese; Napoleone si rifiut di riconoscere il suo erede
Ferdinando VII e gran parte dell'aristocrazia spagnola si schier a fianco della potenza occupante. Poi
le esecuzioni di Murat a Madrid provocarono la rivolta popolare spontanea del 2 maggio 1808, con il
feroce attacco a coltellate contro la cavalleria dei Mammalucchi dell'imperatore. L'ulcera di
Napoleone, come venne chiamata la rivolta, fu la prima guerra di guerriglia su vasta scala dei tempi
moderni e 60.000 spagnoli morirono nella difesa di Saragozza. L'aspra resistenza origin da un
movimento popolare, anche se alcuni ufficiali progressisti vi ebbero un ruolo importante, soprattutto
nelle juntas locali di difesa.
La struttura di governo tradizionale della Vecchia Spagna sub la prima scossa formale nel
1812, quando la giunta centrale di difesa proclam la Costituzione di Cadice, basata su princpi liberali
del ceto medio. Quest'occasione di liberarsi dalle soffocanti restrizioni della monarchia e della Chiesa
indusse molte citt e province a proclamarsi regioni a governo autonomo nel quadro di una federazione
spagnola. Tuttavia queste novit non durarono a lungo perch, anche se Ferdinando VII fu autorizzato a
tornare a condizione che accettasse la Costituzione, il re in seguito manc di parola e invoc
l'intervento della Santa Alleanza, sotto la quale, nel 1823, il sovrano francese Luigi XVIII mand un
esercito, definito i centomila figli di San Luigi, a schiacciare il liberalismo spagnolo. Ferdinando
sciolse infine l'esercito liberale e reintrodusse l'Inquisizione, per stroncare la disastrosa mania del
pensare.
Nel XIX secolo la Spagna continu a soffrire nella lotta fra liberalismo e tradizionalismo. Dopo
la morte di Ferdinando VII nel 1833 sua erede fu la giovane regina Isabella II; l'esercito liberale
appoggi la sua successione (e in seguito forn la maggior parte dei suoi amanti). Le schiere
tradizionaliste si raccolsero per attorno al fratello di Ferdinando, Don Carlos (diventando note come
carlisti) pretendente al trono. La loro forza principale era rappresentata dai piccoli proprietari dei
Pirenei, soprattutto in Navarra e i suoi sostenitori divennero famosi per il fanatismo religioso e il feroce
rifiuto della modernit. Nella prima guerra carlista dal 1833 al 1840 una Legione Britannica, forte di
quasi 10.000 uomini e comandata da ufficiali di carriera, combatt dalla parte dei liberali. La guerra
civile di cent'anni dopo avrebbe anch'essa attirato volontari stranieri, ma la simpatia per queste
avventure idealistiche mut in modo drastico negli ambienti governativi britannici, e l'ammirazione
verso la tradizione byroniana di appoggiare le insurrezioni all'estero scomparve dopo il 1918 in seguito
alla nascita della rivoluzione socialista e al riconoscimento dei veri orrori della guerra.
Il liberalismo che permeava il sempre crescente numero di ufficiali provenienti dal ceto medio
nei primi anni del secolo perse vigore quando i suoi sostenitori approfittarono della vendita delle terre
della Chiesa e si trasformarono in una grande bourgeoisie reazionaria. I governi di Madrid erano
corrotti e i vertici militari si impegnarono a fondo per rovesciarli. Era l'epoca dei pronunciamientos,
quando i generali facevano allineare le loro truppe e le arringavano a lungo, proclamandosi salvatori e
dittatori della nazione: fra il 1814 e il 1874 ci furono 37 tentativi di colpo di Stato, 12 dei quali ebbero
successo.1 La nazione prosegu arrancando, diventando sempre pi povera, mentre la regina Isabella
teneva in esercizio i suoi ufficiali della guardia. Alla fine fu deposta, nel 1868, dopo essersi scelta un
amante che non era gradito all'esercito. Due anni dopo venne designato come suo successore Amedeo
di Savoia duca d'Aosta, ma la sua sincera buona volont non fu sufficiente a guadagnargli l'appoggio
di una popolazione esasperata contro la monarchia. La sua abdicazione nel febbraio del 1873 venne
seguita da una votazione alle Cortes che sanc la nascita di una Repubblica.
La Prima Repubblica fu rovesciata ben presto da un intervento militare, anche se il suo
programma federalista aveva avuto un vasto consenso: aveva anche incluso l'abolizione della
coscrizione militare, misura molto popolare, ma pochi giorni dopo la prima elezione indetta dal nuovo
regime le sporadiche rivolte carliste sfociarono in una vera e propria guerra civile e il governo fu
costretto a rimangiarsi questa importante promessa. Le truppe pi efficienti del pretendente carlista
erano i cattolicissimi baschi, i quali erano motivati, in primo luogo, dall'ambizione separatista di
scrollarsi di dosso il giogo di Madrid. I sovrani spagnoli erano soltanto signori delle province basche,
che costituivano un seoro e che non erano mai state soggette a un governo centrale come altri territori
della penisola.
Per i generali il ruolo principale dell'esercito era imporre l'unit nazionale, soprattutto dopo la
perdita dell'impero americano. Come i centralisti castigliani, erano sbigottiti dalla prospettiva di vedere
la frontiera dei Pirenei occupata da nazioni separatiste basche e catalane ed erano inoltre implacabili
nella loro opposizione al federalismo, per cui, quando vennero proclamate in altre zone regioni ad
autogoverno, non esitarono a reprimere questo movimento contro Madrid oltre a quelli carlisti e baschi.
La Prima Repubblica dur soltanto pochi mesi.
Il conservatore Cnovas del Castillo aveva pianificato la restaurazione dei Borboni fin dalla
caduta di Isabella; voleva inoltre costituire un governo stabile e fare rientrare le truppe nelle caserme.
Ci gli riusc quando alla fine del 1874 il generale Martnez Campos proclam re Alfonso XII. Questi
era figlio di Isabella (e di conseguenza presumibilmente di buona stirpe militare), ma era ancora
soltanto un cadetto di Sandhurst.
Sotto la Costituzione di Cnovas, che doveva durare per mezzo secolo, la Chiesa e i latifondisti
erano tornati forti e avevano tutte le intenzioni di restare tali; di conseguenza le elezioni vennero
spudoratamente manipolate: contadini e affittuari dovevano votare come il padrone comandava, se non
volevano venire cacciati; gli scrutini erano effettuati da caporioni politici, i caciques, che
sguinzagliavano bande armate note come El Partido de la Porra (il partito del manganello), e se queste
non risultavano efficienti, le schede elettorali venivano distrutte o sostituite. La corruzione politica ed
economica si estese da Madrid in misura molto superiore rispetto a quanto accaduto nei secoli
precedenti. I tribunali erano corrotti fino alle preture di villaggio e nessun povero poteva sperare di fare
sentire le proprie ragioni, per non parlare di ottenere giustizia.
Anche se pu esserci stata spesso una feroce rivalit fra progressisti e conservatori nelle
province, fra i loro leader nella capitale vigeva una specie di tacito accordo. Ogni volta che c'era
qualche misura impopolare da prendere i conservatori si ritiravano e i liberali, ormai praticamente
indistinguibili dai loro avversari, intervenivano al loro posto; ma qualunque personaggio di alta
levatura, anche se aristocratico, avesse denunciato la corruzione, veniva considerato traditore e isolato.
La triade di Chiesa, esercito e monarchia, che aveva a suo tempo fondato l'impero, doveva presiedere
al suo disfacimento finale. Nel 1898 la guerra ispano-americana vide la sconfitta delle forze armate e la
perdita di Cuba, delle Filippine e di Portorico. Gli ufficiali si erano venduti la maggior parte dei viveri e
dell'equipaggiamento dei soldati.
Nemmeno la misera fine della visione della Reconquista a Cuba nel 1898 riusc a strappare i
governanti spagnoli dal loro arrogante e miope compiacimento; non riuscirono ad ammettere che
l'ossessione dell'impero aveva rovinato la nazione: se lo avessero fatto, avrebbero minato le istituzioni
dell'aristocrazia, della Chiesa e dell'esercito. Questo rifiuto di affrontare la realt cominci a scontrarsi
con nuove forze politiche che stavano crescendo rapidamente e che, a differenza del liberalismo dei
primi anni del XIX secolo, non potevano venire assorbite nella struttura di governo. L'incompatibilit
tra la Spagna Eterna e questi nuovi movimenti politici si trasform nello scontro che avrebbe in
seguito smembrato la nazione.
Alfonso XIII, il guidatore di quell'auto in panne, divent re a sedici anni, nel 1902. La povert
era cos grande, all'inizio del XX secolo, che oltre 500.000 spagnoli, su una popolazione di 18,5
milioni, emigr nel Nuovo Mondo nel solo primo decennio del secolo. L'aspettativa di vita era sui
trentacinque anni, come ai tempi di Ferdinando e Isabella; il livello di analfabetismo, che variava molto
da regione a regione, era del 64 per cento come media generale; due terzi della popolazione attiva
spagnola lavorava ancora nei campi. Tuttavia non c'era soltanto un problema di diritti di propriet e di
tensioni fra proprietari e contadini senza terra: su un totale di 5 milioni di contadini e coltivatori,
esistevano enormi differenze di tenore di vita e di capacit tecnica, a seconda delle regioni. In
Andalusia, in Estremadura e nella Mancia l'agricoltura rimaneva primitiva e inutilmente faticosa; in
molte altre zone, come la Galizia, il Len, la Vecchia Castiglia, la Catalogna e il nord, i piccoli
proprietari coltivavano la loro terra con fiera indipendenza, mentre la ricca piana costiera del Levante
forniva forse il miglior esempio di coltivazioni intensive d'Europa.2
Industria e miniere fornivano soltanto il 18 per cento dei posti di lavoro disponibili: poco pi di
quelli domestici e di altri servizi.3 Le esportazioni principali della Spagna venivano dalla produzione
agricola, soprattutto dalla fertile regione costiera attorno a Valencia, e soltanto in parte dalle miniere.
Ma dopo il crollo delle ultime vestigia dell'impero il denaro rientr in patria e, assieme ad altri
investimenti europei, soprattutto dalla Francia, ci fu un boom degli istituti bancari, dopo il quale
vennero fondate alcune delle principali banche di oggi.4 I governi finanziarono lo sviluppo industriale
e, soprattutto in Catalogna, si crearono enormi fortune.
La nazione rimase neutrale durante la Prima guerra mondiale. Le sue esportazioni di prodotti
agricoli, di materie prime e una crescente produzione industriale diedero vita a quello che sembrava un
miracolo economico, con migliaia di nuove imprese. Tale nuova prosperit comport un significativo
aumento delle nascite, che avrebbe avuto il suo effetto vent'anni dopo, a met degli anni Trenta. La
bilancia dei pagamenti spagnola era tanto favorevole da fare aumentare in modo sensazionale le riserve
auree della nazione.5 Ma quando la guerra fin, il miracolo economico svan e i governi ritornarono al
protezionismo. Alla nascita della speranza, avevano fatto seguito la delusione e il risentimento dovuti
alla disoccupazione.
...
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...
2.
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Il re se ne va.
.
Il primo tentativo di costituire in Spagna una specie di sindacato risaliva agli anni attorno al
1830, e verso la met del XIX secolo esistevano piccole associazioni apolitiche. Poi dai Pirenei
cominciarono a filtrare nuove idee che iniziarono a mettere radici. Giunse per prima la forma
anarchica, o libertaria, del socialismo e il suo disaccordo fondamentale con il socialismo marxista
avrebbe avuto vaste ripercussioni. Proudhon era gi stato tradotto da Pi y Margall, presidente della
Prima Repubblica, quando Giuseppe Fanelli era arrivato in Spagna nel 1868. Fanelli era un ammiratore
di Bakunin, il grande avversario di Marx nella Prima Internazionale. Era arrivato a Madrid senza sapere
una parola di spagnolo e senza un soldo, ma l'Idea, come venne chiamata, trov un seguito
entusiasta. Dopo quattro anni c'erano circa 50.000 bakuninisti in Spagna, la maggioranza dei quali si
trovava in Andalusia.
Esistevano varie ragioni perch l'anarchismo dei primi giorni diventasse la forza principale tra
la classe lavoratrice spagnola. Esso incoraggiava la nascita di comunit cooperative e della libera
associazione e si richiamava a tradizioni di mutuo soccorso profondamente radicate e sostenendo
modelli organizzativi federalisti faceva appello a sentimenti anticentralisti. Inoltre offriva una forte
alternativa morale a un sistema politico cinicamente corrotto e a una Chiesa ipocrita. Molti osservatori
hanno sottolineato l'ingenuo ottimismo che l'anarchismo ispirava ai contadini senza terra andalusi.
Molto  stato detto anche del modo in cui il verbo veniva diffuso da personaggi ascetici, quasi santi, e
di come i convertiti rinunciassero al tabacco, all'alcool e all'infedelt (pur rifiutando il matrimonio
ufficiale). Di conseguenza il movimento  stato spesso definito, erroneamente, come una religione
secolare. Comunque, l'intensit ottimistica di questo primitivo anarchismo port i convertiti a credere
che tutti gli altri dovessero pensare che la libert e l'aiuto reciproco fossero l'unica base per una societ
naturalmente ordinata. Un'insurrezione era tutto ci che occorreva per fare aprire gli occhi alla gente e
scatenare quella che Bakunin definiva la spontanea creativit delle masse.
La frustrazione per essere incapaci di liberare il meccanismo della storia, come la defin lo
scrittore russo Victor Serge, port ad atti individuali di violenza politica negli anni Novanta del XIX
secolo. I tigres solitarios, come li definivano i loro compagni anarchici, agivano sia nella speranza di
spingere altri a emularli sia per rappresaglia contro la brutalit indiscriminata della Brigada Social, la
polizia segreta, il cui esempio pi famoso fu la tortura a morte nel 1892 di numerosi anarchici nel
castello di Montjich a Barcellona, che port a una protesta internazionale e all'assassinio di Cnovas
del Castillo, l'organizzatore della restaurazione. Ne sarebbe derivato un circolo vizioso di repressioni e
di vendette.
Durante l'ultimo quarto del XIX secolo l'ala marxista dei socialisti, los autoritarios, come li
chiamavano i loro avversari, si svilupp con minore rapidit. Il genero di Karl Marx, Paul Lafargue,
arriv verso la fine del 1871, dopo la caduta della Comune di Parigi, e nell'arco di un anno furono
gettate a Madrid le basi del socialismo marxista spagnolo. La relativa mancanza di successo dei
marxisti, rispetto agli anarchici, era dovuta in parte all'enfasi che attribuivano allo Stato centrale. I
socialisti, sotto Pablo Iglesias, un tipografo emerso come guida del marxismo spagnolo, procedettero
con cautela, dedicandosi a costituire un'organizzazione; poi, nel 1879, fondarono il PSOE, il Partito
socialista operaio spagnolo, e nel 1888 fondarono l'Unione generale del lavoro (UGT). Iglesias
sosteneva ancora che la lotta di classe andasse svolta in modo moderato e per gradi (e fu soltanto nel
1914 che il PSOE ripudi in modo formale la monarchia). I socialisti accusavano i loro rivali anarchici
di irresponsabilit, ma venivano a loro volta considerati rigidi e privi di ispirazione, e vennero
soprannominati prussiani spagnoli.
Un'altra ragione del lento progredire dei socialisti in una societ a predominio agricolo era
dovuta al disprezzo di Marx per il mondo contadino e per quella che chiamava l'idiozia della vita
rurale. Marx era convinto che il capitalismo potesse essere rovesciato soltanto dalla sua creazione: il
proletariato industriale. Tuttavia in Spagna l'industria era concentrata prevalentemente in Catalogna,
che divent invece la roccaforte dell'anarchismo. Di conseguenza i socialisti castigliani dovettero
rivolgersi agli operai delle industrie di Bilbao; la Spagna centrale e la costa settentrionale sarebbero
state le loro principali zone d'influenza, mentre il seguito degli anarchici era maggiore nella fascia
mediterranea.
Dagli anni Novanta del XIX secolo fino ai primi anni Venti del XX la Spagna affront un
periodo molto turbolento, soprattutto in coincidenza con le rivoluzioni russa e tedesca alla fine della
Prima guerra mondiale. Le zone di maggiori agitazioni furono i latifondi dell'Andalusia e
dell'Estremadura, le vallate minerarie delle Asturie e della Biscaglia e la Catalogna industriale. Nella
Barcellona fin de sicle i nuovi ricchi, i proprietari delle fabbriche, si crogiolarono nella loro trionfante
ostentazione, sia in campo architettonico sia in quello sociale.
Il ciclo delle violenze nelle fabbriche fra rivolte e repressioni divent a volte caotico. La
Brigada Social, ossia la gi citata polizia segreta, interpret il proprio ruolo di guardiano dell'ordine
pubblico in modo estensivo, assoldando banditi contro i pistoleros anarchici o i dirigenti degli
scioperanti. La Semana Trgica, a fine luglio del 1909, non fu dovuta a scioperi nelle fabbriche a
Barcellona, ma risult una conseguenza della guerra coloniale in Marocco. Le trib del Rif avevano
annientato una colonna di soldati diretta a proteggere le concessioni minerarie acquistate dal conte di
Romanones, uno dei consiglieri di Alfonso XIII. Il governo richiam i riservisti: i poveri non potevano
comprarsi l'esenzione dal servizio militare e gli operai sposati furono i pi colpiti.1 Negli anni
successivi alla disfatta di Cuba era affiorato un forte atteggiamento antimilitarista e la reazione
spontanea di Barcellona alla crisi in Marocco fu improvvisa e irresistibile.
I giovani barbari che appoggiavano Alejandro Lerroux, il capo del partito radicale, si
scatenarono e altri li seguirono, con incendi delle chiese e forme di dissacrazione come il famoso
episodio di un operaio che si mise a ballare con il cadavere dissepolto di una suora. Questa violenza
simbolica contro la Chiesa era la reazione di una popolazione traumatizzata dalla superstizione. In
buona parte degli insegnamenti della Chiesa cattolica spagnola sembravano appropriati ai secoli bui del
Medioevo, e questo ottundimento delle menti unito al ruolo politico svolto dalle autorit ecclesiastiche,
mise la Chiesa sullo stesso piano della Guardia Civil come primo bersaglio di un'insurrezione. Una
mezza dozzina di persone perse la vita durante questi disordini, ma quando arriv l'esercito a ristabilire
l'ordine fu un massacro.
Centinaia di persone furono arrestate, compreso Francisco Ferrer y Guardia, il fondatore della
Scuola Moderna libertaria. Anche se era evidente che Ferrer era estraneo ai disordini, la gerarchia
cattolica esercit forti pressioni sul governo affinch il suo avversario nel campo dell'istruzione fosse
punito. Ferrer fu condannato a morte in base a false testimonianze e la sua esecuzione scaten
un'ondata di proteste in Spagna e all'estero.
Dopo la rivolta di Barcellona del 1909, la maggioranza del movimento libertario svilupp una
nuova strategia influenzata in gran parte dal movimento sindacalista francese che aveva come obiettivo
finale uno sciopero generale seguito da una riorganizzazione della societ basata sull'industria e
sull'agricoltura autogestite. Questo port alla costituzione della CNT, la Confederazione nazionale dei
lavoratori, i cui sindacati dovevano essere organizzati in base al tipo di industria, non per categorie di
lavoro. Di conseguenza il movimento libertario spagnolo consisteva soprattutto di anarchici puri e di
anarcosindacalisti.
Durante la Prima guerra mondiale, mentre gli industriali ottenevano enormi profitti, gli operai
risentirono dell'alta inflazione: fra il 1913 e il 1918 i prezzi raddoppiarono, ma i salari aumentarono
soltanto del 25 per cento.2 Pertanto le adesioni ai sindacati aumentarono in modo vertiginoso. L'UGT
sal a 160.000 iscritti, mentre la CNT anarcosindacalista alla fine del 1919 tocc i 700.000. Lo stesso
partito socialista, il PSOE, cont ben presto 42.000 attivisti; fra i suoi esponenti principali: Francisco
Largo Caballero, Indalecio Prieto, Fernando de los Ros e Julin Besteiro, che avrebbero tutti avuto una
parte di primo piano negli anni successivi. Nel frattempo il movimento sindacale cattolico, molto
moderato, la CONCA (Confederacin Nacional Catlica Agraria), prosperava soprattutto nel cuore
agricolo della Castiglia e del Len. Nei centri industriali raccoglieva adesioni solo nella devota regione
basca.3
In Spagna, l'establishment militare si dimostr un grosso ostacolo alle riforme graduali.
L'esercito spagnolo era forte di 160.000 uomini, comandato da 12.000 ufficiali e da 213 generali.4
Quest'organizzazione pletorica e incompetente costituiva un grave peso per lo Stato e il suo ruolo non
fu mai chiaro. Per quanto reazionaria di base, a volte si considerava un alleato del popolo contro la
corruzione dei politici e una forza per la rigenerazione nazionale. Ridotta, dopo la perdita dell'impero,
a sopravvivere relegata in guarnigioni provinciali, la sua unica zona operativa era nel protettorato
spagnolo del Marocco, un territorio molto pi piccolo di quello accordato alla Francia nel 1906 dalla
Conferenza di Algeciras. L'unico interesse economico del territorio era costituito dalle miniere di
fosfati, mentre la popolazione delle cabile locali non vedeva l'ora di liberarsi del governo degli europei.
Per gli ufficiali spagnoli che volevano fare carriera, il servizio in Marocco prometteva una vera vita
militare, lontana da quella di caserma in patria. Nacque cos una mistica africanista che fece di loro
l'lite delle forze armate spagnole e diede loro un'arrogante sensazione di potenza.
Nel 1917 si svilupp in Spagna una crisi militare e politica. Associazioni note come Juntas de
Defensa erano sorte per reclamare un miglioramento degli stipendi e delle proprie posizioni, ma
quando il governo tent di abolirle, i loro dirigenti pubblicarono un manifesto in cui si attaccavano le
deplorevoli condizioni dell'esercito. Temendo un pronunciamiento, il governo conservatore di Eduardo
Dato fece alcune concessioni. Ma questo incoraggi in alcuni politici, e soprattutto in Francesc Camb,
leader della Lega Catalana, l'idea di poter insistere per ottenere riforme costituzionali. Essi speravano
di modernizzare in tal modo la nazione e introdurre una vera democrazia. Camb indisse per il 19
luglio a Barcellona una riunione di politici come passo per un'assemblea costituente, un parlamento
pienamente rappresentativo.
Nello stesso momento i socialisti del PSOE e l'UGT, con le stesse illusioni, immaginarono che
le Juntas offrissero una possibilit di cambiamento e indissero uno sciopero generale in appoggio alle
loro richieste di un'assemblea costituente. Dato sciolse il parlamento e sospese le garanzie
costituzionali. Lo sciopero inizi il 13 agosto a Madrid, Barcellona, Bilbao, Saragozza, Oviedo e nelle
zone minerarie delle Asturie e dell'Andalusia. La Junta de Defensa per non solo si rifiut di aderire
alla rivoluzione, ma intervenne per reprimere gli scioperi, facendo 72 morti, 156 feriti e 2.000 arresti.
Nelle Asturie, dove lo sciopero dur un mese, il generale Ricardo Burguete e un giovane maggiore
africanista, Francisco Franco, si incaricarono di una repressione che comprendeva anche la tortura. Fu
un anticipo della rivolta pi pericolosa del 1934, in cui il generale Franco avrebbe avuto un ruolo
guida. Mentre i dirigenti socialisti furono condannati a Cartagena all'ergastolo, a Camb non accadde
nulla.
La repressione, da sola, non era una soluzione dei problemi sociali che aumentarono con la fine
della Prima guerra mondiale. La popolazione era in crescita, soprattutto per la riduzione della mortalit
infantile, e le citt erano affollate a causa della migrazione interna dalle zone pi impoverite delle
campagne, mentre uomini e donne cercavano lavoro, in un periodo di crescente disoccupazione. La
Chiesa non era pi in grado di tenere sotto controllo la popolazione, eppure i politici dell'epoca si
rifiutarono di accettare la possibilit di un cambiamento: essi non sapevano, oppure non volevano
pensare, a come spostarsi da un liberalismo oligarchico verso una democrazia di massa.5
Nell'atteggiamento era cambiato ben poco da quando Ferdinando VII, un secolo prima, aveva
paragonato la Spagna a una bottiglia di Champagne e se stesso al tappo per impedire che uscisse.
Con la fine della Prima guerra mondiale il boom delle esportazioni si sgonfi, e i lavoratori
diventarono pi militanti. Inoltre, le notizie provenienti dalla Russia davano adito a speranze per le
sinistre e si parlava di un'Europa in fiamme da un capo all'altro. Il periodo 1918-20, con sollevazioni
in Andalusia e disordini a Barcellona, rimase famoso come i tre anni di bolscevismo. La peggiore
ondata di disordini cominci quando la CNT anarcosocialista fece scioperare gli operai di La
Canadiense.6 Gli imprenditori catalani reagirono con serrate e ricorsero a crumiri provenienti dalle zone
depresse; in risposta alla violenza dei sindacati, soprattutto della CNT, assoldarono anche pistoleros per
eliminare i dirigenti sindacali. A questo punto, per ristabilire l'ordine Alfonso XIII nomin
capitano-generale [governatore civile] il generale Martnez Anido. Il suo capo della polizia, generale
Arlegu, riorganizz i pistoleros della polizia e in meno di quarantott'ore 21 dirigenti sindacali furono
uccisi nelle loro abitazioni o per strada. La spirale delle violenze fu tale da portare in seguito
all'assassinio di Eduardo Dato da parte degli anarchici nel 1921.7
La radicalizzazione della CNT contrastava con l'atteggiamento moderato dell'UGT socialista.
Gli anarcosindacalisti consideravano i socialisti come riformisti, se non traditori della classe operaia. Il
partito comunista spagnolo fu fondato nel 1921, e militanti socialisti e anarchici risposero all'appello di
Andreu Nin e di Joaqun Maurn; questa terza forza, pur essendo ancora esigua, avrebbe preso parte
alla lotta per la guida della classe operaia industriale. Nel frattempo, nelle campagne i lavoratori a
giornata dell'Andalusia continuarono la loro lunga jacquerie di sollevazioni condannate in partenza.
Gli scioperi dei braccianti agricoli si susseguivano a un ritmo molto rapido: veniva fatta intervenire la
Guardia Civil, e i disordini erano domati con fucilate e arresti. Le proteste, che si estesero da Crdoba a
Jan, a Siviglia e a Cadice, reclamavano migliori condizioni e il riconoscimento dei sindacati rurali.
Ma, incoraggiati dalle notizie dall'altro capo dell'Europa, i lavoratori adottarono slogan come Vivan
los soviets!, che scrivevano a calce sui muri, confermando nei proprietari terrieri il sospetto che se
avessero ceduto sarebbero andati incontro alla stessa terribile sorte dei possidenti russi.8 Perfino i
politici di Madrid riconobbero che occorreva varare d'urgenza un programma di riforma agraria, ma
pochi governi rimasero al potere il tempo necessario per affrontare il problema.9
Per quanto i politici di Madrid fossero riusciti a mantenere per la maggior parte del tempo un
certo status quo, nel luglio del 1921 si svilupp una crisi ben pi grave quando l'esercito in Marocco
sub una sconfitta umiliante. Una divisione comandata dal generale Silvestre sub, il 20 luglio 1921,
un'imboscata ad Annual da parte di trib marocchine agli ordini di Abd el-Krim. Si disse che per vanit
personale re Alfonso avesse voluto una sensazionale vittoria da annunciare in occasione della festa di
San Giacomo (il patrono dell'esercito) e che avesse agito alle spalle del ministero della Guerra per
incoraggiare Silvestre in quell'avventura.
La spedizione di Annual fu un classico esempio d'incompetenza militare: rimasero uccisi
10.000 soldati, altri 4.000 furono catturati e Silvestre si tolse la vita. Una settimana dopo venne perduta
un'altra importante posizione: altri 7.000 soldati furono massacrati e tutti gli ufficiali trascinati via in
catene. La reazione in Spagna fu cos aspra che il governo dovette istituire una commissione
d'inchiesta. Il sovrano venne severamente censurato dal risultato, ma pochi giorni prima della sua
pubblicazione, il nuovo capitano-generale della Catalogna, Miguel Primo de Rivera, fece il 13
settembre un pronunciamiento, nominandosi dittatore, mentre Alfonso XIII rimaneva capo dello Stato.
Gli altri generali approvarono tacitamente questa sua mossa, onde evitare una pubblica condanna
dell'esercito e del re.
Il generale proclam subito lo stato di guerra in tutta la nazione per bloccare sul nascere
qualsiasi disordine o protesta. Tuttavia non fu il tipico dittatore di quel periodo fra le due guerre
mondiali: fu, sotto molti aspetti, una versione andalusa dei gentiluomini dell'Inghilterra della
Reggenza, sempre a cavallo e sempre spiantati. Da ufficiale subalterno era rimasto disgustato dalla
pratica corrotta vigente nell'esercito, come la vendita dei viveri e dell'equipaggiamento dei soldati; ma
aveva anche il fatale atteggiamento tipico dei militari per quanto riguardava la politica: tutto sarebbe
andato bene se tutti avessero potuto riunirsi in un solo partito, un po' come lo stesso esercito. Di
conseguenza fond una sua organizzazione, l'Unin Patritica, ma non riusc mai a ottenere un
appoggio di massa. Primo de Rivera aveva anche un approccio del tutto arbitrario nei confronti della
giustizia e tentava spesso di fare la parte di Salomone, con un senso dell'umorismo che falliva
miseramente. In parallelo, sotto la sua dittatura si verificavano rari episodi di brutalit da parte della
polizia.
In un primo momento, la sua assunzione del potere fu accolta in modo favorevole dagli
industriali e venne anche accettata dalle classi medie progressiste, le quali ritenevano che niente
sarebbe stato peggio degli ultimi anni di caos e di sangue: esse speravano che il dittatore, per quanto
provenisse dall'aristocrazia, potesse attuare quelle riforme agrarie che nessun governo sostenuto dai
proprietari terrieri avrebbe mai preso in esame. Ma per quanto Primo de Rivera simpatizzasse in modo
patriarcale con i contadini, qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema agrario avrebbe richiesto
provvedimenti troppo radicali per lui e impensabili per coloro dai quali dipendeva.
Tuttavia il dittatore cerc di porre fine alle agitazioni nelle fabbriche in Catalogna. Le
organizzazioni sindacali dovevano venire coinvolte e gli imprenditori dovevano essere sottoposti a
controllo. La scelta ovvia di Primo de Rivera erano i socialisti centralisti, per cui inser nel suo governo
il segretario dell'UGT, Francisco Largo Caballero, come consigliere di Stato perch istituisse
commissioni arbitrali industriali. Questa idea del generale di lavorare in seno al governo provoc una
ferma opposizione da parte dell'altro principale leader socialista, Indalecio Prieto. Gli anarchici, dal
canto loro, accusarono Largo Caballero di sfacciato opportunismo quando le loro organizzazioni e
pubblicazioni vennero bandite.
Gli imprenditori catalani, nel frattempo, avversavano il controllo del governo sui loro metodi di
trattare con i dirigenti sindacali. Primo de Rivera non nascondeva la sua soddisfazione nell'attaccare il
loro nazionalismo con tentativi di sopprimere la lingua e la cultura catalana. Come tutti i potenti, era
convinto delle proprie buone intenzioni: fece gesti grandiosi, var piccoli provvedimenti e fu
soprattutto imprevedibile. Il suo principale successo, dovuto pi alla fortuna che a una scelta oculata, fu
la fine della guerra in Marocco. Nell'aprile del 1925 il grande capo ribelle del Rif, Abd el-Krim,
commise l'errore di attaccare in modo selvaggio la zona francese, il che comport un'immediata
alleanza militare franco-spagnola. L'8 settembre truppe francesi e spagnole sbarcarono ad Alhucemas,
intrappolando le forze di Abd el-Krim e la ribellione in Marocco venne stroncata.
In dicembre Primo de Rivera costitu un direttorio composto da militari e civili. Tuttavia i suoi
piani per una modernizzazione della Spagna mancavano sia di giudizio sia di fortuna. Comprendevano
anche progetti ingegneristici troppo ambiziosi e male studiati, come la costruzione di sbarramenti
idroelettrici e autostrade, che comportarono uno spreco enorme.10 Fra il 1925 e il 1929 il deficit
raddoppi, e il suo giovane ministro delle Finanze, Jos Calvo Sotelo, peggior la situazione ancorando
la peseta all'oro. Gli speculatori sulle valute accumularono enormi fortune a spese del governo e i
tentativi di sostenere il valore della moneta fecero un fiasco solenne; ci furono fughe di capitali e al
momento della proclamazione della Seconda Repubblica la peseta aveva perso quasi la met del valore.
Sotto il governo di Primo de Rivera sorsero forti contrasti. Banchieri e industriali erano
preoccupati per i suoi interventi in problemi che non comprendeva, e il ceto medio inizi a reagire
quando egli interfer nelle universit. Il generale divent un peso per la monarchia che si era messo in
testa di salvare, e Alfonso XIII cominci a temere per il trono. Nel corso dei cinque anni precedenti, nei
circoli liberali di sinistra e fra gli intellettuali, aveva preso corpo l'opposizione politica. La pi
importante assunse il nome di Alianza Republicana ed era diretta, tra gli altri, da Manuel Azaa,
Alejandro Lerroux, Marcelino Domingo; il suo scopo non era soltanto togliere di mezzo la dittatura, ma
anche la monarchia. L'opposizione a una qualche forma di collaborazione con Primo de Rivera si era
sviluppata anche fra i socialisti, e nel 1929 Largo Caballero era stato costretto a riconoscere come un
errore il suo avvicinamento al regime. Quando nel 1930 i socialisti si opposero alla monarchia e alla
dittatura, le iscrizioni all'UGT aumentarono rapidamente. I 211.000 iscritti del 1923 passarono a
277.000 nel 1930 e due anni dopo superarono di poco i 500.000.
Come un duro e insensibile padre del quale si contesta l'autorit, Primo de Rivera tent di
imporre sempre pi la sua volont. Irritato e confuso poich non si sentiva apprezzato, si rivolse
all'esercito perch lo rassicurasse con il suo appoggio. Non avendolo ottenuto, il 28 gennaio 1930 il
generale si dimise e and in esilio. Mor a Parigi poche settimane dopo.
Il 30 gennaio il sovrano, che non poteva tornare alla Costituzione che proprio lui aveva
apertamente violato, affid il governo a un altro generale, Dmaso Berenguer. Ci irrit il generale
Sanjurjo, allora direttore della Guardia Civil, il quale si riteneva pi qualificato per quella carica.
L'ostinato ricorso di re Alfonso ai generali e il fatto che Berenguer avesse lasciato trascorrere quasi un
anno intero prima di convocare le Cortes non fecero che esasperare sempre pi la popolazione in una
nazione governata per decreti e con la censura sempre in atto. Perfino monarchici come Jos Snchez
Guerra, Niceto Alcal Zamora e Miguel Maura si dichiararono in pubblico contrari alla monarchia e a
favore di un regime repubblicano.
Alcal Zamora e Maura fondarono un partito liberalrepubblicano di destra. Indalecio Prieto,
prima per conto proprio, e in seguito con l'appoggio di comitati esecutivi del PSOE socialista e
dell'unione dell'UGT ader al movimento. L'alleanza repubblicana fu ufficializzata nella localit
costiera basca di San Sebastin il 27 agosto 1930. I repubblicani catalani aderirono al Patto di San
Sebastin, come divent noto, a condizione che alla Catalogna venisse concesso uno statuto autonomo.
Questo movimento repubblicano si rafforz con l'appoggio di ufficiali come Gonzalo Queipo de Llano,
uno dei principali rivali del generale Franco dopo la rivolta militare del 1936; Ramn Franco, il fratello
aviatore del leader nazionalista; Ignacio Hidalgo de Cisneros, che divent in seguito il comandante
comunista dell'aeronautica repubblicana durante la guerra civile.
In dicembre l'UGT indisse uno sciopero generale al quale la CNT anarcosindacalista non si
oppose. Frattanto Niceto Alcal Zamora divent presidente di un comitato rivoluzionario che si costitu
come governo ombra. Gli studenti universitari e gli operai condussero un'aperta campagna per il
rovesciamento della monarchia e un'insurrezione, prevista per il 12 dicembre, dovette essere ritardata
di tre giorni. Per sfortuna nessuno avvert i capitani Galn e Garca Hernndez della guarnigione di
Jaca, che si ribellarono alle 6 del mattino, ma, trovandosi soli, dovettero arrendersi. Processati per
ribellione, furono giustiziati e questo li trasform di colpo in martiri della causa repubblicana. Il
generale Emilio Mola, direttore generale della Pubblica Sicurezza, arrest tutti i componenti del
comitato rivoluzionario che trov e la rivolta fall, ma ci non riusc a frenare la spinta repubblicana.
Il mese successivo, gennaio 1931, scoppi un altro sciopero nelle universit, diretto da un
gruppo noto come Al servicio de la Repblica, che comprendeva i principali esponenti
dell'intelligencja spagnola: Jos Ortega y Gasset, Antonio Maran, Ramn Prez de Ayala e il loro
presidente, il poeta Antonio Machado. Il 14 febbraio il sovrano, scosso dall'agitazione, sostitu
Berenguer con l'ammiraglio Juan Bautista Aznar e ordin che le elezioni municipali fossero tenute il
12 aprile. Questo permise ai repubblicani di trasformarle in un plebiscito sulla stessa monarchia. La
sera del 12 aprile cominciarono a essere diffusi i risultati: i socialisti e i repubblicani liberali avevano
vinto in quasi tutti i capoluoghi di provincia spagnoli. Una folla eccitata che gremiva il centro di
Madrid acclam come nuovo governo quello ombra di Zamora, anche se queste elezioni non
riguardavano le Cortes.11
Il generale Berenguer, diventato ministro della Guerra, ordin all'esercito di accettare la volont
del popolo. Il conte di Romanones, che faceva parte del governo dell'ammiraglio Aznar, tent invano
di giungere a un accordo con il comitato repubblicano; poi chiese al direttore della Guardia Civil,
generale Sanjurjo, se poteva contare sulle sue forze: il generale, offeso, si vendic e rispose di no. Tutta
Madrid esplose in una fiesta popolare che assunse l'aspetto di una rivoluzione.12 E quella sera stessa
Aznar present al sovrano le dimissioni del governo.
Alle 6 del mattino del 14 aprile 1931 la Repubblica venne proclamata a Eibar e la notizia si
diffuse subito per tutta la Spagna. Il conte di Romanones ebbe un incontro con Alcal Zamora, il quale
gli comunic che il sovrano e la sua famiglia dovevano lasciare la Spagna quello stesso pomeriggio. Il
re, che aveva respinto la proposta del suo ministro Juan de la Cierva di rimanere sul trono con
l'appoggio dell'esercito, abbandon Madrid per imbarcarsi a Cartagena. La sua partenza non provoc
disordini. Molto prima della sua caduta, scrisse Miguel Maura, la monarchia era evaporata nella
coscienza degli spagnoli.13
...
.
...
3.
.
La Seconda Repubblica.
.
Il 14 aprile 1931 il comitato rivoluzionario diretto dall'ex monarchico Niceto Alcal Zamora,
cattolico e latifondista di Crdoba, si trasform nel governo provvisorio della Repubblica. Alcal
Zamora divent poi presidente e capo dello Stato.1
I nuovi governanti dovettero affrontare enormi problemi che avevano profonde radici nella
societ spagnola: la riforma agraria, quella delle forze armate, le questioni catalana e basca, le relazioni
fra la Chiesa cattolica e lo Stato. E dovevano anche porre rimedio alle carenze del sistema educativo
nazionale, nel loro obiettivo di creare una Repubblica di cittadini.
La situazione internazionale, dopo il crollo di Wall Street del 1929, era tutt'altro che propizia.
La depressione mondiale non colp la Spagna quanto alcune delle nazioni pi industrializzate, tuttavia i
prezzi delle esportazioni tradizionali della nazione si ridussero quasi della met.2 Le proteste sul
peggioramento del tenore di vita e i disordini sociali fecero sorgere in buona parte dell'Europa la paura
di altre rivoluzioni, dopo quella sovietica, e ci comport la salita al potere di regimi dittatoriali o
autoritari in numerose nazioni.3 In un clima del genere la caduta della monarchia in Spagna e la
proclamazione della Repubblica non ebbero un'eco favorevole nella comunit bancaria internazionale,
tanto che la Morgan's Bank cancell subito un prestito di 60 milioni di dollari concordato con il
governo precedente.
Il nuovo regime eredit anche le conseguenze degli errori economici commessi sotto la dittatura
di Primo de Rivera, i massicci debiti per i progetti della spesa pubblica e il crollo del valore della
peseta. Inoltre forti capitali erano stati trasferiti all'estero in previsione di aumenti delle tasse e di un
ulteriore peggioramento dell'economia nazionale.4 I proprietari terrieri e gli industriali, temendo gli
effetti finanziari del programma sociale del governo, interruppero subito gli investimenti. Questi timori
erano influenzati dalla nomina di un socialista, Indalecio Prieto, a ministro delle Finanze e di un altro,
Largo Caballero, a ministro del Lavoro.5
Tuttavia il governo, formato da una coalizione di sei partiti, procedette alla convocazione delle
Cortes e a redigere una Costituzione per la Seconda Repubblica. Durante i mesi di aprile, maggio e
giugno 1931 furono emanati decreti sulla questione della riforma terriera, in cui si vietava ai proprietari
di licenziare i coloni o di assumere braccianti a ore dall'esterno delle loro municipalit, e si estesero
anche ai lavoratori delle campagne i diritti concessi a quelli delle industrie, compresa la giornata di otto
ore lavorative. Il 21 maggio il governo istitu la Commissione Tecnica Agraria per la stesura di una
legge che fondava l'Istituto per la Riforma Agraria. Fu stabilito un programma di ricollocamento di
60.000-75.000 famiglie all'anno, ma lo stanziamento era di soli 50 milioni di pesetas: del tutto
inadeguato per quel compito.
La settimana successiva il nuovo ministro della Guerra, Manuel Azaa, si accinse a riformare il
pletorico establishment militare. Offr ai generali e agli ufficiali la possibilit di passare nella riserva a
stipendio pieno. Ridusse le sedici capitanerie generali a otto divisioni organiche; soppresse il grado
di tenente generale [di corpo d'armata]; ridusse la durata della ferma a un anno e dispose la chiusura
dell'Accademia militare generale di Saragozza, il cui comandante era il generale Francisco Franco.6
Queste riforme non comportarono alcun sostanziale miglioramento per quanto riguardava la
modernizzazione o l'efficienza dell'esercito; caso mai forn agli ufficiali insoddisfatti il tempo e
l'occasione per congiurare contro la Repubblica. Il governo commise anche l'errore di mantenere il
generale Sanjurjo al comando della Guardia Civil, un corpo che aveva una reputazione sinistra per le
sue attivit repressive.7 E costitu anche una nuova formazione paramilitare, dal nome poco
promettente di Guardia de Asalto, i cui componenti divennero noti come asaltos e operarono nelle citt
grandi e piccole, mentre la Guardia Civil era la polizia delle campagne.
Anche l'autonomia catalana era in primo piano nell'elenco dei problemi da affrontare. Era una
questione che preoccupava molto i centralisti castigliani vecchio stile, i quali consideravano qualsiasi
concessione alle regioni come una minaccia all'unit della Spagna. Le elezioni di aprile avevano
premiato la sinistra catalana, l'Esquerra Republicana de Catalunya: un'organizzazione essenzialmente
del ceto medio diretta da Francesc Maca e da Llus Companys, i quali il 14 aprile avevano proclamato
che, nel quadro di uno Stato federale, sarebbe stata costituita una repubblica catalana. Non era proprio
quanto concordato nel Patto di San Sebastin, per cui tre giorni dopo tre ministri si trasferirono da
Madrid a Barcellona per discutere con Maca e Companys il modo migliore per indurre le Cortes ad
approvare uno statuto autonomo. Il 21 aprile Maca fu nominato presidente della Generalitat de
Catalunya, nome medievale della nazione catalana.
I rapporti fra la nuova Repubblica laica e la Chiesa cattolica sembravano tutt'altro che semplici,
con il Concordato del 1851 ancora in vigore. Nemmeno quindici giorni dopo l'annuncio della
proclamazione della Repubblica, il cardinale Segura y Saenz, primate di Spagna, diram una pastorale
in cui denunciava l'intenzione del governo di istituire la libert di culto e di separare la Chiesa dallo
Stato. Esort quindi i cattolici a votare, nelle future elezioni, contro un governo che a suo avviso
mirava a distruggere la religione. La stampa cattolica segu il suo esempio: l'organo dell'Azione
Cattolica, El Debate, si dedic a difendere i privilegi della Chiesa, mentre il quotidiano monarchico
ABC si schierava sulle posizioni pi tradizionaliste.
Come risposta, i ministri repubblicani ordinarono l'estradizione del cardinale Segura e di un
altro dignitario, Mateo Mgica, vescovo di Vitoria. Dal sud della Francia, dove si era trasferito, il
cardinale Segura ordin al clero spagnolo di vendere le propriet della Chiesa senza trasformare in
pesetas il ricavato.8
Il fanatico misticismo della Chiesa caus buona parte dell'anticlericalismo in Spagna
soprattutto con i miracoli che durante gli anni Trenta sembravano consistere di solito in un
comunista che commetteva un gesto sacrilego e subito dopo moriva sul colpo. Il romanziere Ramn
Sender attribu il vandalismo anticlericale, come la dissacrazione delle mummie, all'ossessione della
Chiesa di baciare ossa e arti dei santi. Qualsiasi cosa, per quanto ridicola, veniva creduta dalle beatas,
le donne in abiti neri che obbedivano ciecamente ai loro sacerdoti, come fossero devote al leader di un
culto. In Spagna c'erano pi disordini psicologici derivanti da illusioni religiose che di qualsiasi altro
genere. Quest'atmosfera influenz in uno strano modo anche i non credenti. Gli operai si fecero
macabre idee di torture nei conventi e numerose catastrofi naturali vennero attribuite ai gesuiti allo
stesso modo in cui la Chiesa condannava i massoni, gli ebrei e i comunisti.
L'11 maggio, due settimane dopo la pubblicazione della pastorale del primate, si verificarono
gravi disordini, scatenati da un incidente davanti a un circolo monarchico a Madrid, quando un autista
di piazza venne a quanto sembra bastonato per avere gridato Viva la Repubblica!. La folla si radun
e la sede del quotidiano monarchico ABC fu data alle fiamme. Poco dopo tocc alla chiesa dei
Carmelitani nella Plaza de Espaa e ad altre chiese nel corso dei due giorni successivi e l'agitazione si
estese lungo la costa mediterranea e nell'Andalusia, con incendi dolosi ad Alicante, Mlaga, Cadice e
Siviglia. Il governo, seppure a malincuore, fu costretto a imporre la legge marziale. Tuttavia la destra
non dimentic mai la famosa affermazione attribuita ad Azaa, che avrebbe preferito vedere bruciare
tutte le chiese di Spagna piuttosto che vedere soffrire un solo repubblicano.
Il 3 giugno i vescovi spagnoli inviarono al capo del governo una lettera collettiva che
denunciava la separazione fra Stato e Chiesa e protestava contro la soppressione dell'istruzione
religiosa obbligatoria nelle scuole.9 Ma pressioni contro il governo stavano montando anche dalla parte
opposta, soprattutto della sinistra libertaria. Il 6 luglio la CNT anarcosindacalista proclam uno
sciopero del personale telefonico in tutta la Spagna. Questo paralizz le comunicazioni da Barcellona e
Siviglia, ma gli aderenti alla CNT effettuarono anche atti di sabotaggio contro la Red Telefnica, di
propriet statunitense, che la dittatura di Primo de Rivera aveva venduto all'ITT, tanto che
l'ambasciatore degli Stati Uniti pretese l'intervento delle forze di sicurezza e il governo di Madrid fece
intervenire anche crumiri dell'UGT.
La CNT proclam uno sciopero generale e a Siviglia il funerale di un operaio ucciso da un
crumiro fu sciolto dalla Guardia Civil. Negli scontri ci furono sette morti, tra cui tre agenti. Il 22 luglio
il governo di Madrid proclam lo stato di guerra. L'esercito e la Guardia Civil, tradizionali
rappresentanti della legge e dell'ordine, agirono con la loro consueta brutalit, facendo uso
dell'artiglieria leggera, oltre che della ley de fugas, la scusa per uccidere prigionieri che tentavano
di fuggire. Le vittime salirono, con altri 30 morti e 200 feriti oltre a centinaia di arresti. Gli operai
spagnoli, che avevano riposto grandi speranze nella Repubblica, giunsero alla conclusione che era
repressiva quanto la monarchia. La CNT dichiar guerra aperta e annunci l'intenzione di abbatterla
con una rivoluzione sociale.
La Repubblica, dopo le elezioni del 28 giugno, stava cominciando i lavori parlamentari alle
Cortes.10 La prima seduta era stata tenuta il 14 luglio sotto la presidenza dell'intellettuale socialista
Julin Besteiro. I socialisti del PSOE, una volta tanto, erano uniti, con una rara armonia fra Largo
Caballero e Indalecio Prieto, il moderato di Bilbao strenuo sostenitore di un'alleanza di centro-sinistra
con i repubblicani liberali. Largo Caballero aveva accettato una partecipazione socialista al governo
perch riteneva fosse nell'interesse dell'UGT, sua preoccupazione principale. Anche se il suo sindacato
era in costante crescita, la CNT, riammessa legalmente l'anno prima, lo superava di continuo (i dati
governativi del 1934 dicevano che gli iscritti all'UGT erano 1,44 milioni mentre quelli della CNT 1,58
milioni).
Alla fine di agosto si discusse la prima bozza della Costituzione, comprendente la dichiarazione
che la Spagna  una repubblica democratica di lavoratori di tutte le classi. Le clausole pi discusse,
gli articoli 26 e 27, prevedevano lo scioglimento degli ordini religiosi. Questo provoc una crisi, risolta
dall'abilit di persuasione di Manuel Azaa. Soltanto quello dei gesuiti venne messo al bando e le sue
propriet nazionalizzate.11 Ma l'articolo 26 prevedeva la fine dei sussidi statali alla Chiesa entro due
anni e con 150.000 fra preti e suore a carico, la Chiesa si trov a dover risolvere un grosso problema.
Per la prima volta si trovava di fronte a un governo che rifiutava il concetto tradizionale secondo cui la
Chiesa era sinonimo della Spagna. Il fatto che la presenza di fedeli nelle chiese spagnole fosse la pi
bassa di qualsiasi altra nazione cristiana non imped al cardinale Segura di proclamare che in Spagna si
era o cattolici o nessuno. Meno del 20 per cento del totale della popolazione andava a messa e nella
maggior parte della zona a sud della Sierra de Guadarrama la presenza era inferiore al 5 per cento.
Nonostante queste statistiche, le gerarchie ecclesiastiche, in Spagna e a Roma, erano convinte che la
Repubblica aveva deciso una persecuzione.12
Il dibattito sull'articolo 44 in merito all'esproprio delle terre nell'interesse della nazione,
richiesto dai socialisti, provoc una crisi ancora maggiore, e una volta di pi (come per l'articolo 26)
Alcal Zamora fu sul punto di dimettersi. La politica della riforma agraria richiedeva tali poteri e a quel
tempo soltanto le terre incolte potevano essere assegnate ai contadini senza terra, eppure il centro e la
destra avevano forti sospetti su dove misure del genere avrebbero potuto portare.13 Alla fine, il 9
dicembre la Costituzione venne approvata. Niceto Alcal Zamora fu ufficialmente eletto presidente
della Repubblica, e il 15 dicembre Azaa costitu un nuovo governo.14
Manuel Azaa, il pi noto repubblicano liberale, era un intellettuale fortemente anticlericale,
brillante, molto ricco di spirito e dotato di un macabro pessimismo. Era giunto a considerarsi l'uomo
forte della Repubblica, ma gli mancavano la costanza e la fibra per questo ruolo. Il sostegno gli
proveniva perlopi da appartenenti al ceto medio progressista, come insegnanti e medici, oltre che da
artigiani e impiegati delle classi medio-basse.
Il capo dei radicali, Alejandro Lerroux, che aveva sperato di diventare Primo ministro al posto
di Azaa, si trov di fronte al veto dei socialisti i quali, a ragione, consideravano corrotto il suo partito.
Da quel momento Lerroux pens ad allearsi con le destre. I suoi sostenitori provenivano in gran parte
dai conservatori e dai commercianti cui Alfonso non garbava molto, ma che non nutrivano una
profonda avversione alla monarchia.
Gli oppositori della riforma repubblicana, i sostenitori dei grandi latifondisti, il clero e l'esercito
avevano soltanto una piccola minoranza di seggi alle Cortes ma non rallentarono la mobilitazione in
difesa della Spagna tradizionale.15 Il fascismo era in questa fase una presenza trascurabile, con un paio
di riviste e un pugno di intellettuali di destra stretti attorno a Jos Antonio Primo de Rivera, figlio del
defunto dittatore.16
Dopo la proclamazione della Repubblica, gli anarchici si erano scissi fra coloro che seguivano
la via dei sindacalisti, come i treintistas di ngel Pestaa e Joan Peir, e gli appartenenti alla FAI
(Federazione anarchica iberica). Questi ultimi, fra cui Juan Garca Oliver e Buenaventura Durruti,
credevano con passione nella lotta contro lo Stato, mediante scioperi e sommosse, soprannominata
gimnasia revolucionaria, che avrebbe dovuto portare alla rivoluzione sociale. Ma avevano scarso
seguito nelle campagne, che avrebbero costituito la prima grossa minaccia contro il governo.
Negli ultimi giorni di dicembre del 1931, Castilblanco, un villaggio nella provincia di Badajoz,
presso il confine portoghese, era in sciopero. Quando un piccolo distaccamento della Guardia Civil
arriv a ristabilire l'ordine, uno dei gendarmi spar, uccidendo un uomo. La reazione dei contadini fu
feroce: linciarono quattro guardie. La spirale della violenza scatt subito. In un altro incidente, molto
pi lontano nella Rioja, sembra che la Guardia Civil abbia voluto vendicare i commilitoni di
Castilblanco, uccidendo 11 persone e ferendone altre 30. Azaa convoc Sanjurjo, lo rimprover
aspramente per il comportamento dei suoi uomini e lo destitu, nominandolo ispettore generale dei
carabineros [le guardie confinarie].17
Sanjurjo, che aveva appoggiato la nascita della Repubblica in aprile, rifiutandosi di sostenere il
re, si sent trattato ingiustamente e cominci a prendere contatti con altri generali allo scopo di
organizzare un colpo di Stato. Il governo era al corrente della sua attivit e il tentativo di Sanjurjo, in
agosto, fin con un umiliante insuccesso; aveva ottenuto una vittoria momentanea a Siviglia, ma il suo
attendismo e l'immediata proclamazione di uno sciopero generale da parte della CNT lo fecero fallire.
Sanjurjo cerc di fuggire in Portogallo, ma venne arrestato a Huelva.18
Il governo a Madrid arrest altri cospiratori, fra cui Jos Antonio Primo de Rivera, e ne deport
in complesso 140 a Villa Cisneros, nel Sahara occidentale. Dato che anche un certo numero di
aristocratici era stato coinvolto, il governo decret la confisca di terre appartenenti ai grandi di Spagna,
un provvedimento generico e illegale che ovviamente aggrav la loro ostilit. Sanjurjo venne
condannato a morte, ma la sentenza fu subito commutata in una pena detentiva. Il generale per non
dovette languire a lungo in carcere: non appena al potere, Lerroux lo grazi. Sanjurjo and in esilio a
Lisbona a organizzare un movimento nazionale per salvare la Spagna dalla rovina e dal disonore.
L'effetto immediato della ribellione di Sanjurjo fu accelerare i lavori alle Cortes, i cui punti pi
difficili erano lo statuto autonomo per la Catalogna e la riforma agraria.19 La destra si oppose con
durezza al provvedimento sulla Catalogna, ma Azaa la spunt con uno dei pi brillanti discorsi della
sua carriera. Lo statuto fu approvato il 9 settembre, dopo il fallimento del golpe di Sanjurjo, e il 20
novembre si svolsero le elezioni del parlamento catalano, vinte dalla Esquerra Republicana de
Catalunya di Llus Companys.20
Il 1933 cominci male per il governo Azaa. Nei primi giorni di gennaio, nel quadro della
ricorrente jacquerie in Andalusia, si verific un'ondata di violenze nella provincia di Cadice. A Casas
Viejas, con una lunga tradizione anarchica, si ritenne che fosse arrivato il giorno, quello della
proclamazione del comunismo libertario. L'11 gennaio un gruppo di anarchici assedi la casermetta
della Guardia Civil e cominci una sparatoria. Sopraggiunse da Cadice un gruppo di asaltos e di
Guardia Civil che accerchi l'abitazione di un vecchio militante, soprannominato Seisdedos, sei dita;
questi si barric in casa e oppose resistenza a colpi di doppietta. Il direttore generale della Sicurezza
ordin al capitano degli asaltos Manuel Rojas di farla finita e i suoi uomini incendiarono l'edificio con
bottiglie di benzina; due scampati al rogo furono abbattuti. Poi Rojas ordin di uccidere a sangue
freddo 12 anarchici che si erano arresi in precedenza. A Casas Viejas vennero eliminati 22 contadini e
3 membri delle forze di sicurezza.21
A questo punto la destra, che aveva spesso invocato il ricorso alla forza per ristabilire l'ordine,
accus Azaa di brutalit. Si sosteneva falsamente fosse suo l'ordine di uccidere i contadini e ne pag
la sua reputazione. Alle Cortes i deputati della destra sostennero che i fatti di Casas Viejas
dimostravano che il problema era la rapidit dei cambiamenti sociali nelle campagne e attaccarono i
provvedimenti socialisti del governo nel settore industriale. Il governo Azaa perse voti nelle elezioni
municipali di aprile e in autunno la sua debolezza era evidente. Viste le circostanze, Alcal Zamora
incaric un collega di Lerroux, Diego Martnez Barrio, di costituire un governo che preparasse nuove
elezioni.
Di fronte alla possibilit di sconfiggere il governo, quasi tutti i gruppi della destra si unirono il
12 ottobre in una coalizione chiamata Unin de Derecha y Agrarios. Il partito dei repubblicani radicali
di Alejandro Lerroux si present come forza moderatrice di centro. La sinistra, per contro, and alle
elezioni divisa. I socialisti non erano soddisfatti della cautela riformista dei colleghi repubblicani e
subirono pressioni da parte dell'UGT perch denunciassero quella che consideravano una tendenza
reazionaria alle repressioni del governo Azaa. Gli anarchici, fedeli ai propri ideali e furenti per le
uccisioni da parte della Guardia Civil, chiesero l'astensione.
Le elezioni si svolsero il 19 novembre 1933. Grazie alla nuova Costituzione repubblicana, le
donne votarono per la prima volta in Spagna; per il centro-destra si assicur la maggioranza dei seggi
anche grazie al voto delle donne.22 Alcal Zamora, quale presidente, affid la formazione del governo a
Lerroux. Questo Gabinetto, composto per intero da elementi radicali, aveva bisogno dell'appoggio
parlamentare della CEDA, la quale ovviamente dett le proprie condizioni. Il suo leader, Jos Mara
Gil Robles, insistette per una serie di provvedimenti, annullando alcune riforme del governo precedente
come quelle riguardanti le scuole elementari, gli ecclesiastici, la riforma agraria e le leggi sindacali.
Lerroux e Gil Robles si accordarono anche su un'amnistia per tutti coloro che erano coinvolti nel golpe
del generale Sanjurjo.
Lo sviluppo pi pericoloso, in quel momento, fu la bolscevizzazione dei socialisti di Largo
Caballero. Il 3 gennaio 1934, El Socialista aveva dichiarato: Armonia? No! Guerra di Classe! Odio a
morte per la borghesia criminale!.23 Dieci giorni dopo il comitato esecutivo socialista compil un
nuovo programma. Fra i punti destinati a mettere in allarme il centro, oltre che la destra, c'erano:
Nazionalizzazione della terra.
Scioglimento di tutti gli ordini religiosi, con requisizione delle loro propriet.
Scioglimento dell'esercito, da sostituire con una milizia democratica.
Scioglimento della Guardia Civil.24
Dopo la sconfitta elettorale, il pi moderato Indalecio Prieto si trov in minoranza nel comitato
esecutivo del PSOE, controllato ora da Largo Caballero. Da quel momento il grosso dei socialisti segu
un processo di radicalizzazione che li port a operare prevalentemente al di fuori delle Cortes, per
esempio, crearono una Alianza Obrera. Il 3 febbraio istituirono un comitato rivoluzionario pronto a
provocare un'insurrezione contro il governo che doveva assumere tutte le caratteristiche di una guerra
civile e il cui successo sarebbe dipeso dalla sua estensione e dalla violenza scatenata.25
Caballero ignor i moniti di Julin Besteiro, il leader deposto dell'UGT, secondo cui una
politica del genere costituiva una follia collettiva e un tentativo di imporre la dittatura del
proletariato si sarebbe dimostrata una vana illusione di bambini.26 Manuel Azaa aveva anche
ammonito i socialisti che preparare un'insurrezione avrebbe fornito all'esercito una scusa per rientrare
in politica e schiacciare gli operai.27 Caballero trascur tutti questi avvertimenti. La giovent socialista
cominci ad armarsi e ad addestrarsi in segreto, come i carlisti nel nord-est e la minuscola Falange.
Il governo Lerroux, oltre a bloccare la riforma agraria, in maggio annull la confisca delle terre
ai grandi di Spagna e la legge che concedeva ai lavoratori delle campagne la stessa protezione dei
dipendenti delle industrie. Si disse che i latifondisti avevano risposto ai braccianti affamati in cerca di
lavoro: Mangiatevi la Repubblica. La sezione dell'UGT28 che si occupava dei lavoratori
dell'agricoltura indisse uno sciopero generale, che per ebbe effetto soltanto nelle province di Cceres,
Badajos, Ciudad Real e in alcune parti dell'Andalusia. Scatenare uno sciopero in queste condizioni,
senza alcun appoggio parlamentare, fu un grave errore, perch fece il gioco del governo.
Quell'estate del 1934 vide anche uno scontro fra il governo di Madrid e la Generalitat de
Catalunya, impegnata nella propria versione della riforma agraria, riguardante i contadini affittuari dei
vigneti. Il 2 ottobre 1934 il nuovo governo di Ricardo Samper, un collega di Lerroux, si trov vittima
di questa complicazione, sotto le pressioni di una destra intransigente, e Samper fu costretto a
dimettersi.
Il presidente Alcal Zamora dovette gestire questa crisi di fronte all'irritazione delle sinistre, le
quali sostenevano che la destra era decisa a distruggere la Repubblica e bisognava indire nuove
elezioni, e della destra che voleva essere rappresentata al governo. Gil Robles annunci che non
avrebbe appoggiato un governo dagli ultimi banchi, a meno che non avesse incluso anche elementi
della CEDA.
Lo stesso Largo Caballero aveva riconosciuto l'anno prima che non esisteva in Spagna il
pericolo di un fascismo, tuttavia nell'estate del 1934 la retorica dei caballeristas and nella direzione
opposta, gridando al lupo a proposito dei fascisti, una tattica che rischiava di diventare una profezia che
si autoavverava. Dopo uno scandalo per una fornitura d'armi ai socialisti nelle Asturie, Gil Robles, il
leader della CEDA, annunci che non avrebbe permesso a questa situazione di continuare.29 Pur
essendo il partito pi numeroso alle Cortes, non aveva avuto alcun ministero e Gil Robles ora voleva la
sua parte. L'UGT, la quale nutriva sospetti sulla mancanza d'impegno della CEDA nei confronti della
Repubblica (dovuta soprattutto alle clausole anticlericali della Costituzione) annunci a sua volta che
non avrebbe risposto delle proprie azioni in futuro. Dopo la caduta del governo Samper il 4 ottobre,
tre esponenti della CEDA, ma non Gil Robles, entrarono a far parte del nuovo governo di Alejandro
Lerroux.
I socialisti del PSOE, carichi di retorica militante e pronti a sollevarsi contro il governo,
decisero di organizzare uno sciopero generale rivoluzionario. Altri partiti della sinistra e del
centro-sinistra, temendo che la Repubblica finisse per essere data in pasto ai suoi nemici, proclamarono
che da quel momento avrebbero abbandonato alla legalit. Il governo si sent costretto a dichiarare
illegale lo sciopero generale e a proclamare uno stato di guerra in Spagna.
Lo sciopero generale cominci il 5 ottobre ed ebbe effetto in quasi tutta la nazione. Largo
Caballero e i suoi seguaci condivisero l'irresponsabilit delle loro azioni: avevano scatenato
un'insurrezione senza alcun piano. Era il modo pi ovvio di terrorizzare i ceti medi e costringerli a
gettarsi nelle braccia della destra, proprio come avevano predetto Besteiro e altri.
Quando l'UGT proclam il suo sciopero generale a Madrid, chiese ai militari e alla polizia di
unirsi alla rivolta come se la capitale spagnola del 1934 fosse la Pietrogrado del 1917. Largo Caballero
fu ben presto costretto a riconoscere che questo non aveva provocato la rivoluzione spontanea delle
masse in cui aveva sperato. Gli scioperanti, alcuni dei quali sparavano colpi di pistola, tentarono di
occupare il ministero dell'Interno e alcuni centri militari, ma finirono ben presto per essere arrestati
dalle forze di sicurezza. Entro l'8 ottobre quasi tutti i componenti del comitato rivoluzionario erano in
prigione.30
In Catalogna lo sciopero generale si afferm, nonostante l'astensione della CNT, i cui dirigenti
non volevano aver niente a che fare con una rivoluzione indetta da socialisti e repubblicani. La sinistra
catalana, d'altro canto, esasperata dal modo in cui il governo della capitale aveva trattato il suo statuto
autonomo, vide nello sciopero generale un'occasione per accelerare la propria indipendenza. Alle 8 di
sera del 6 ottobre Companys apparve al balcone della Generalitat per proclamare uno Stato catalano in
seno a una Repubblica Federale Spagnola e invit gli antifascisti di tutta la Spagna a radunarsi a
Barcellona per costituire un governo provvisorio. Lerroux ordin al comandante militare locale,
generale Domingo Batet, di proclamare lo stato di guerra e di porre fine a quella sedizione. Batet, uomo
prudente, fece schierare un paio di cannoni nella Plaza de Sant Jaume con l'ordine di sparare a salve.
Alle 6 del mattino del 7 ottobre Companys si arrese e venne arrestato assieme ai suoi seguaci, e fu poi
condannato a trent'anni di carcere. Manuel Azaa, che si trovava per caso a Barcellona, fu arrestato e
trasferito a bordo di una nave prigione. Lo statuto autonomo catalano venne subito sospeso e Manuel
Portela Valladares fu nominato governatore generale della Catalogna.
Nel nord, lo sciopero generale rivoluzionario si diffuse con rapidit nelle zone minerarie del
Len, a Santander e in Biscaglia. A Bilbao ci furono per cinque o sei giorni scontri con le forze di
sicurezza e a Eibar e Mondragn si contarono 40 morti. Ma l'arrivo di truppe e dell'aviazione che
sganci bombe sulle zone minerarie pose fine alla rivolta.
Nelle Asturie la situazione era diversa. Un mese prima c'era stato uno sciopero di protesta
contro la riunione della CEDA a Covadonga, un luogo simbolo per gli spagnoli della destra, perch era
considerato il punto di partenza della Reconquista contro i mori. Le Asturie, inoltre, erano l'unica zona
spagnola in cui la CNT aveva aderito alla coalizione rivoluzionaria Alianza Obrera e in cui i comunisti
avevano un seguito notevole. Il comitato rivoluzionario era diretto dal socialista Ramn Gonzlez
Pea, tuttavia i comunisti si vantarono in seguito di essere stati loro a dirigere l'insurrezione. Questo
conferm i peggiori timori del centro e della destra e diede in seguito a Franco il pretesto per parlare di
cospirazione rossa.31
Gli operai armati che presero parte alla rivolta furono fra i 15.000 e i 30.000. La maggior parte
dei loro fucili proveniva da un carico fornito da Indalecio Prieto, che si supponeva fosse uno degli
esponenti pi moderati del partito socialista parlamentare: questi fucili erano stati sbarcati dallo yacht
Turquesa a Pravia, a nord-est di Oviedo,32 mentre Prieto era subito fuggito in Francia per evitare
l'arresto; altri fucili erano stati prelevati dalle fabbriche d'armi della regione, che erano state occupate.
I minatori possedevano anche cariche di dinamite, che divennero note come la artilleria de la
revolucin.
All'ombra del 5 ottobre la prima mossa dei ribelli fu l'attacco contro le guarnigioni della
Guardia Civil e degli edifici pubblici. Occuparono Mieres, Gijn, Avils e altre cittadine della zona
mineraria, e inviarono colonne a occupare Trubia, La Felguera e Sama de Langreo. Il giorno dopo
puntarono verso Oviedo, difesa da una guarnigione di un migliaio di uomini, e la occuparono,
combattendo strada per strada e casa per casa. I rivoluzionari istituirono una comune, sostituendo la
valuta con tagliandi firmati dal comitato, requisirono treni e mezzi di trasporto, e occuparono edifici.
Furono giustiziate una cinquantina di persone, ricchi soprattutto e alcuni preti. Era una guerra civile in
piena regola, anche se limitata a una sola regione.
Con la nazione sotto legge marziale, il ministero della Guerra ordin al generale Franco di
reprimere la ribellione. Il 7 ottobre il generale Lpez de Ochoa part da Lugo con un corpo di
spedizione. Lo stesso giorno l'incrociatore Libertad, accompagnato da due cannoniere, raggiunse
Gijn, aprendo il fuoco contro i minatori sulla riva. Aerei bombardarono i campi carboniferi e Oviedo.
L'8 ottobre Franco invi due banderas della Legione Straniera spagnola e due tabor di regulares
marocchini agli ordini del tenente colonnello Yage.33 Lpez de Ochoa occup pi tardi, quello stesso
giorno, Avils. Entro l'11 ottobre la situazione dei rivoluzionari a Oviedo era gi disperata: erano a
corto di munizioni e sapevano che nel resto della Spagna l'insurrezione era fallita. Al crepuscolo del 12
ottobre le truppe del generale Lpez de Ochoa avevano ripreso il controllo di quasi tutta la citt. Sei
giorni dopo il nuovo capo del comitato rivoluzionario, Belarmino Toms, offr la resa al generale
Lpez de Ochoa, a condizione che le truppe marocchine venissero tenute fuori delle citt e dei villaggi;
tuttavia, gi dal 10 ottobre legionari e regulares avevano invaso i villaggi minerari e li avevano trattati
come territorio nemico, con saccheggi, stupri e omicidi, di solito con l'esecuzione sul posto dei
prigionieri. Le forze di sicurezza effettuarono una selvaggia repressione, torturando e uccidendo a
sangue freddo; il pi famigerato per la sua crudelt fu il comandante della Guardia Civil, maggiore
Lisardo Doval.
La rivoluzione delle Asturie era durata soltanto due settimane, ma cost circa 1.000 vite e
provoc danni enormi. Migliaia di operai furono licenziati in tronco per aver preso parte
all'insurrezione e parecchie migliaia finirono in prigione; molti furono rimessi in libert nel gennaio del
1935, con la sospensione dello stato di guerra. Venti persone furono condannate a morte, ma soltanto
due sentenze furono eseguite. La responsabilit dell'atroce brutalit delle forze di sicurezza ricadde pi
sui loro comandanti, soprattutto Yage e Franco, che sui politici di Madrid; Azaa era stato
ingiustamente criticato per i fatti di Castilblanco, ma qui si era a un livello differente. L'insurrezione
delle Asturie pretese misure pi dure, il che signific una minore possibilit di controllo da parte di
Madrid sull'operato dell'esercito e della Guardia Civil.
A sinistra, gli esponenti pi responsabili si resero conto che l'insurrezione era stata un tragico
fallimento; ma fra i militanti, soprattutto per Largo Caballero, essa provoc un'inebriante sensazione
rivoluzionaria. Per la destra, invece, parve dimostrare, come aveva sostenuto Calvo Sotelo, che
l'esercito, spina dorsale dello Stato, costituiva l'unica garanzia contro i moti rivoluzionari. Tuttavia, la
rivolta fu soprattutto un duro monito alla nazione e un colpo quasi mortale per la giovane e fragile
democrazia spagnola. Non vi  dubbio che un'insurrezione tanto violenta mise in allarme le forze del
centro oltre all'estrema destra, e parve confermare i conservatori nella loro convinzione che bisognava
fare il possibile per evitare un altro tentativo di realizzare la dittatura del proletariato, soprattutto
quando Largo Caballero dichiar: Voglio una Repubblica senza conflitto di classe, ma per questo una
classe dovr scomparire.34 Non era necessario ricordare gli orrori che seguirono la Rivoluzione russa e
la determinazione di Lenin nell'annientare la borghesia.
Con la sconfitta della rivoluzione dell'ottobre, la sospensione dell'autonomia catalana e lo
scioglimento dei consigli comunali di sinistra, la coalizione fra radicali e CEDA sembrava essere
d'importanza primaria. La CEDA, tuttavia, si rendeva conto che la sua presenza nel governo di Lerroux
non rendeva giustizia alla sua forza in parlamento. Gil Robles voleva modificare la Costituzione per
abolire le restrizioni al ruolo della Chiesa nel campo dell'istruzione pubblica, ma ebbe scarso successo.
Lerroux e i suoi radicali resistevano perlomeno su un loro principio: quello dell'anticlericalismo.
Tuttavia la crisi di governo che ne segu aveva un'altra causa. Quando il presidente Alcal Zamora
decise di esercitare le sue prerogative costituzionali e commut la condanna a morte contro il generale
Gonzlez Pea, i dirigenti della CEDA si opposero. Lerroux dovette formare un altro governo e questa
volta furono cinque i ministri della CEDA; Gil Robles insistette per diventare ministro della Guerra e
nomin il generale Fanjul sottosegretario e Franco capo di stato maggiore generale.35
Il nuovo governo riport indietro l'orologio della Repubblica in alcuni campi: ai gesuiti furono
restituite le loro propriet e i grandi di Spagna furono indennizzati per l'espropriazione delle loro terre.
Furono ignorate riforma agraria e la pubblica istruzione. Nel frattempo la sinistra repubblicana
cominci a riprendersi. Nel dicembre del 1934 Azaa venne prosciolto da qualsiasi coinvolgimento nei
fatti di ottobre e rimesso in libert. Pochi mesi dopo sottoscrisse un patto fra la sinistra e i tre partiti
centristi: Izquierda Republicana, Unin Republicana e Partido Nacional Republicano. Nel marzo del
1935 Azaa ricomparve alle Cortes e cominci una serie di comizi di massa in tutta la nazione. A
Madrid si radunarono pi di 300.000 persone e nel suo discorso propose le basi di un'alleanza di
sinistra che avrebbe portato alla vittoria nelle elezioni che avvennero nel febbraio successivo.
I socialisti rimasero invece profondamente divisi. Prieto, ancora in esilio a Parigi dopo la
rivoluzione dell'ottobre, si stacc dai seguaci di Largo Caballero, i caballeristas, e tent una volta in
pi di allearsi con Azaa. Largo Caballero a sua volta usc di prigione in novembre, pi bolscevico che
mai, dopo avere letto in cella gli scritti di Lenin e dopo aver ricevuto la visita di Jacques Duclos, il
rappresentante francese al Comintern. I capi della rivolta ricevettero un trattamento sorprendentemente
mite.
L'alleanza fra la CEDA e i radicali di Lerroux si sfasci alla fine del 1935 in seguito a scandali
politici. In ottobre c'era stato quello delle scommesse straperlo, che aveva consentito al presidente
della Repubblica di pretendere le dimissioni di Lerroux.36 La formazione del nuovo governo fu affidata
a Joaqun Chapaprieta, ma il mese successivo ci fu un altro scandalo per corruzione, che diede il colpo
di grazia al partito radicale.37
Gil Robles pens che fosse giunto il suo momento di salire al governo e rifiut di appoggiare
Chapaprieta, ma la mossa non riusc. Niceto Alcal Zamora, che non lo stimava e mirava alla
costituzione di un grande partito di centro, affid il governo a un uomo di sua fiducia, l'ex governatore
della Catalogna, Manuel Portela Valladares. Senza rendersi conto che la democrazia in Spagna era
diventata molto fragile, Alcal Zamora aveva spinto il sistema parlamentare alla fine. E divent ben
presto chiaro che lo scontro degli atteggiamenti in tutta la nazione era arrivato a un livello tale che le
forze in conflitto non avrebbero potuto restare confinate nelle Cortes.
...
.
...
4.
.
Il Fronte Popolare.
.
Quando, il 1 gennaio 1936, il nuovo capo del governo Manuel Portela Valladares convoc il
Consiglio dei ministri, aveva gi in mano il decreto per lo scioglimento delle Cortes. Per il 16 febbraio
sarebbero state indette nuove elezioni, le ultime tenute in Spagna per quarant'anni.
Il decreto venne pubblicato il 7 gennaio e la campagna elettorale si surriscald rapidamente. I
risultati delle elezioni precedenti avevano evidenziato come la legge desse molto peso alle coalizioni
politiche. L'incentivo sia a destra sia a sinistra a costituire alleanze ebbe l'effetto di svuotare il terreno
del centro.
Ogni possibilit di compromesso era caduta dopo l'insurrezione rivoluzionaria delle sinistre e la
crudele repressione che ne era seguita da parte dell'esercito e della Guardia Civil. I risentimenti erano
troppo profondi, nelle due parti, per permettere alla democrazia di funzionare; entrambi gli
schieramenti usavano toni apocalittici, convogliando le speranze dei propri seguaci verso una soluzione
violenta, non politica. Largo Caballero dichiar: Se la destra vincesse le elezioni, dovremo passare
direttamente alla guerra civile.1 Nessuna sorpresa se reag allo stesso modo anche la destra, secondo
cui una vittoria delle sinistre alle elezioni avrebbe portato a una violenta rivoluzione e alla dittatura del
proletariato promessa da Largo Caballero.
Il gruppo principale della destra era in sostanza un'alleanza della CEDA con i monarchici e i
carlisti del Blocco Nazionale. Jos Maria Gil Robles, il leader della CEDA, lo chiamava il fronte
nazionale controrivoluzionario.2 Gil Robles, il cui corporativismo cattolico si richiamava in parte al
fascismo, si lasciava acclamare dai suoi seguaci ai comizi come leader, al grido di Jefe, jefe, jefe!,
(jefe, che in spagnolo significa capo, era un'imitazione dilettantesca di duce, guida, quindi anche di
fhrer). I manifesti della sua campagna elettorale comprendevano un enorme cartellone che ricopriva
l'intera facciata di un edificio nel centro di Madrid, con lo slogan: Datemi la maggioranza assoluta e
io vi dar una grande Spagna; furono distribuiti milioni di volantini in cui si diceva che una vittoria
delle sinistre avrebbe portato ad armare la canaglia, bruciare le banche e le case private, alla divisione
della propriet e delle terre, al saccheggio e alla messa in comune delle vostre donne.3 Questa
campagna venne finanziata dai latifondisti, dalle grandi aziende e dalla Chiesa cattolica, che si affrett
a benedire l'alleanza, dichiarando che votare per essa era votare per Cristo.
Fin dalla proclamazione della Repubblica nell'aprile del 1931, con la conseguente campagna di
incendi di chiese e conventi e le disposizioni anticlericali della Costituzione, la gerarchia cattolica
aveva dimostrato la propria ostilit, ma la rivolta dell'ottobre 1934 l'aveva spinta a sollecitare la
disobbedienza a un governo legalmente costituito se fosse stato necessario proteggere gli interessi della
Chiesa. Quando la Repubblica abol i sussidi statali alla Chiesa, una delle maggiori fonti di
finanziamento, essa si trov impoverita e i suoi sacerdoti dovettero dipendere ancor di pi dalle offerte
dei parrocchiani.4
Nel 1936 la Spagna contava circa 30.000 preti, per la maggior parte poveri e poco istruiti,
incapaci di qualsiasi altro lavoro. La gerarchia, per, era gelosa dei propri privilegi: quando il cardinale
Vidal y Barraquer, di fronte alla crisi finanziaria della Chiesa, propose alle diocesi pi ricche di
assistere quelle pi povere, la maggior parte dei vescovi sollev forti obiezioni.5
Il 15 gennaio 1936 i partiti del centro-sinistra e di sinistra firmarono un patto per presentarsi alle
elezioni come gruppo unico.6 Venne redatto un programma di Fronte Popolare, concentrato soprattutto
sulla riforma agraria, sull'autonomia della Catalogna e su un'amnistia per coloro che erano stati
arrestati dopo la rivoluzione dell'ottobre.7 Non si faceva parola di nazionalizzare le banche o di
dividere le terre, ma la destra sostenne che il patto comprendeva clausole segrete.8 e questo, date le
circostanze, era un sospetto naturale. Il manifesto del Fronte Popolare era davvero moderato, tuttavia i
caballeristas avevano gi reclamato la nazionalizzazione delle terre, lo scioglimento dell'esercito, della
Guardia Civil e di tutti gli ordini religiosi, con la confisca delle loro propriet. Nel maggio del 1935 il
manifesto della Alianza Obrera aveva chiesto la confisca e la nazionalizzazione delle grandi industrie,
delle finanze, dei trasporti e delle comunicazioni.9
La proposta di liberare tutti i condannati che avevano preso parte a una ribellione violenta
contro il governo legalmente eletto, era destinata a provocare la destra. In realt, la conclamata
determinazione dell'intera sinistra a fare uscire di prigione i condannati per la rivolta del 1934, non
costituiva una prova del futuro rispetto delle leggi e del governo costituzionale. E la doppia faccia
dell'alleanza del Fronte Popolare si mostr una settimana dopo le elezioni. Quel giorno stesso Diego
Martnez Barrio dichiar che il Fronte Popolare era una societ conservatrice e El Socialista
proclam: Noi siamo decisi a fare in Spagna quanto  stato fatto in Russia. Il piano del socialismo
spagnolo e del comunismo russo  lo stesso.10
Il patto elettorale, sollecitato prima dai socialisti e dai repubblicani di sinistra, era nato con la
rivolta delle Asturie e coincideva con la nuova linea politica del Comintern, in cui si chiedeva ai partiti
comunisti di allearsi con tutti i gruppi di sinistra non rivoluzionari per combattere la nuova minaccia
del fascismo in Europa. Si trattava di un piano in due fasi, moderato in un primo momento e in seguito
rivoluzionario.11 Nel giugno del 1936 Georgi Dimitrov, capo del Comintern, dichiar che, stante
l'attuale situazione in Spagna, compito fondamentale e urgente del partito comunista spagnolo e del
proletariato spagnolo era garantire la vittoria contro il fascismo completando la rivoluzione
democratica e isolando i fascisti dalla massa dei contadini e dalla piccola borghesia cittadina.12 Chi
controllava il Comintern non aveva a cuore l'interesse dei ceti medi.
La strategia del Fronte Popolare era semplicemente un mezzo per il potere. Questo fu
confermato in seguito nella riunione del Comintern del 23 luglio per discutere l'insurrezione di destra.
Dimitrov ammon che i comunisti spagnoli non dovevano tentare di istituire nella fase attuale una
dittatura del proletariato. Questo sarebbe un errore fatale. Di conseguenza dobbiamo dire: agite in
nome della difesa della Repubblica... In altre parole, compagni, noi crediamo che nell'attuale situazione
internazionale sia pi vantaggioso e necessario per noi mantenere un atteggiamento che ci conservi la
possibilit di organizzare, educare, unificare le masse e consolidare le nostre posizioni in numerose
nazioni  Spagna, Francia, Belgio e via dicendo  nelle quali ci sono governi che contano sul Fronte
Popolare e dove il partito comunista ha ampie possibilit. Una volta consolidate le nostre posizioni,
allora potremo spingerci oltre.13
Spingersi oltre significava che l'eliminazione dei rivali politici era uno degli obiettivi fin
dall'inizio. Il 17 luglio, proprio mentre gli anarchici si preparavano a sconfiggere la rivolta dei generali
a Barcellona, il Comintern sugger all'Ufficio politico comunista spagnolo:  necessario prendere
con la massima urgenza misure preventive contro i tentativi di putsch degli anarchici, dietro i quali si
nasconde la mano dei fascisti.14
Il Partito Comunista spagnolo, come il rappresentante francese al Comintern rifer in seguito a
Mosca, era diretto quasi del tutto da Vittorio Codovilla (il cui pseudonimo era Medina) e il PSUC in
Catalogna da Ern Ger (alias Singer o Pedro), altro inviato del Comintern. Marty in seguito
critic il lavoro dell'Ufficio politico del PC spagnolo come tremendamente primitivo; l'unico
elemento competente era Jos Diaz, ma troppo ammalato di fegato per poter essere efficiente.15
Il partito pi importante del Fronte Popolare era il PSOE. Francisco Largo Caballero, ormai
sessantaseienne, era diventato il dirigente pi radicale e bolscevizzato: diffidava dell'ampia alleanza
con i repubblicani di sinistra di Manuel Azaa e si lasciava corteggiare da Jacques Duclos, altro
rappresentante del Comintern in Spagna, il quale aveva visto in Caballero il leader pi adatto della
classe operaia spagnola. Non solo Claridad, il foglio dei caballeristas, ma la stampa comunista di tutta
Europa cominci a esaltare il vecchio sindacalista come il Lenin spagnolo. Tuttavia Largo Caballero,
trascinato dalla sua stessa retorica, mise in allarme i nuovi amici comunisti: i suoi discorsi incendiari e
rivoluzionari nei comizi di massa in tutta la Spagna, nei quali propugnava l'eliminazione dei ceti medi,
erano contrari alla linea di Dimitrov. (Un bello spirito di quell'epoca aveva coniato lo slogan: Votate
comunista e salvate la Spagna dal marxismo.) Ma che i suoi discorsi fossero o meno il prodotto di un
inebriamento rivoluzionario oppure rivelassero le sue reali intenzioni, non c' da sorprendersi se la
destra, la cui esistenza era dalle sinistre, si prepar a reagire.
L'influenza del PC spagnolo era considerevole per un'organizzazione che, alla sua fondazione
nel 1921, contava soltanto poche decine di militanti; dieci anni dopo, all'atto della caduta della
monarchia, ne contava alcune migliaia. Nelle elezioni del novembre 1933 ricevette 160.000 voti e il
primo seggio alle Cortes, ma nella prima met del 1936 pass dai 30.000 iscritti a quasi 100.000.16
Tuttavia, perch le sinistre riuscissero a vincere un'elezione tanto duramente combattuta,
l'atteggiamento degli anarchici sarebbe stato il fattore decisivo: stavolta avrebbero votato, anche se era
contrario ai loro princpi, perch l'unica speranza di tirare fuori i loro compagni dalle prigioni era nel
Fronte Popolare.
Il 16 febbraio i seggi elettorali si aprirono in un'atmosfera tesa e tuttavia di calma apparente.
Entrambe le coalizioni, di destra e di sinistra, erano convinte della vittoria. I propagandisti del generale
Franco tentarono in seguito di sostenere che c'erano state gravi irregolarit che ne avevano inficiato il
risultato: una completa falsit. Perfino il foglio monarchico ABC scrisse il 17 febbraio che le elezioni si
erano svolte senza scioperi, senza minacce e senza alcuno scandalo. Tutti hanno votato come
volevano, in assoluta libert.
Le commissioni elettorali provinciali il 20 febbraio fornirono il loro verdetto: il Fronte Popolare
aveva vinto per poco pi di 150.000 voti. La legge elettorale che favoriva le coalizioni e nel 1933 le
destre, ora era a favore delle sinistre. Il Fronte Popolare, pur avendo vinto con un margine di meno del
2 per cento del totale dei voti, ottenne alle Cortes la maggioranza assoluta dei seggi.17 Forse il dato pi
singolare delle elezioni  quello dei falangisti di Jos Antonio Primo de Rivera che avevano ricevuto
soltanto 46.000 voti su quasi 10 milioni di elettori, cio meno di 1.000 voti per provincia. Questo ci d
una misura realistica della minaccia fascista rispetto a quanto proclamato da Largo Caballero.
Le sinistre, ignorando il ristretto margine della propria vittoria, cominciarono a comportarsi
come se avessero ottenuto un mandato schiacciante che le autorizzasse a un mutamento rivoluzionario.
Prevedibile la preoccupazione delle destre nel vedere le masse lanciarsi a liberare i prigionieri, senza
nemmeno aspettare l'amnistia. Poco dopo la proclamazione dei risultati, un gruppo di monarchici
chiese a Gil Robles di capeggiare un colpo di Stato, ma questi rifiut a titolo personale, e chiese invece
a Portela di proclamare lo stato di guerra prima che le folle rivoluzionarie scendessero per le strade.
Amareggiato dalla sconfitta, Gil Robles fece un sorprendente quanto ipocrita attacco contro i ricchi,
proprio coloro che avevano appoggiato e finanziato la sua campagna, accusandoli di avere dimostrato
un egoismo suicida per il modo con cui avevano ridotto stipendi e salari.
Il generale Franco, capo di stato maggiore generale, invi un emissario dal generale Pozas,
direttore generale della Guardia Civil, invitandolo a prendere parte alle decisioni necessarie in difesa
dell'ordine e del benessere della Spagna.18 Franco tent inoltre di convincere Portela Valladares a non
cedere il potere al Fronte Popolare e gli offr l'appoggio dell'esercito. Quella fu la prima volta che
Franco prese in esame un intervento militare e comprese appieno l'importanza della Guardia Civil e
della Guardia de Asalto.
Franco, poco convinto della riuscita di un golpe, torn da Portela il 19 febbraio, dicendogli a
chiare lettere che se avesse abbandonato la nazione ai comunisti, si sarebbe assunto una grave
responsabilit di fronte alla storia. Ma Portela, per quanto ridotto con le spalle al muro e a pezzi 
dava l'impressione di un fantasma, scrisse Azaa, non quella di un capo del governo  non cedette
al ricatto morale di Franco,19 e si dimise quel giorno stesso. Il presidente della Repubblica Alcal
Zamora non ebbe altra scelta che chiedere ad Azaa di costituire un governo. Questi procedette a
formare un Gabinetto con elementi del proprio partito e dell'Unione Repubblicana, e non prese in
esame l'inserimento di alcun socialista. In ogni caso Largo Caballero aveva vietato la partecipazione
del PSOE al nuovo governo per impedire a Prieto di formare un'alleanza socialdemocratica con i
repubblicani di sinistra.
Nonostante la base moderata del nuovo Gabinetto, la destra reag come se i bolscevichi si
fossero impadroniti del governo e rimase esterrefatta dalla folla che si rovesci nelle strade per
celebrare la vittoria e liberare i prigionieri politici. La Chiesa ammon che i nemici del cattolicesimo
sotto l'influenza e la direzione della cospirazione mondiale giudaico-massonica stanno sferrando un
attacco mortale contro di noi.20 Le forze di destra avevano deciso che, per salvaguardare il Paese la
via parlamentare non era pi percorribile, se non altro perch chi governava aveva gi dimostrato la
propria volont di passare sopra alla legge e al diritto.
Il 20 febbraio si riun il primo Consiglio dei ministri del governo Azaa, dopo un discorso del
premier alla radio. Azaa parl di giustizia, di libert e di Costituzione; avrebbe intrapreso, con
l'approvazione delle Cortes, un grande lavoro di restaurazione nazionale a difesa del lavoro e della
produzione, incoraggiando i lavori pubblici e prestando attenzione ai problemi della disoccupazione e
di tutti gli altri punti che erano il fondamento della coalizione dei partiti repubblicani e proletari
attualmente al potere.21
Fra i numerosi problemi che il governo doveva affrontare, il pi urgente era forse quello
dell'annuncio di un'amnistia, dopo disordini nelle carceri di Burgos, Cartagena e Valencia. Il governo
non poteva aspettare l'assemblea delle Cortes: il 23 febbraio ristabil la Generalitat de Catalunya e
anche i consigli comunali socialisti sospesi in tutta la nazione dopo la rivoluzione dell'ottobre 1934.
Nello stesso tempo Azaa si dedic alla riorganizzazione del comando dell'esercito, nominando ai
posti chiave generali fedeli alla Repubblica e trasferendo lontano dalla capitale quelli sospetti.
Poi il governo riattiv l'attivit dell'Instituto de Reforma Agraria, con il ministro
dell'Agricoltura in persona, Mariano Ruiz Funes, a dirigere i lavori in Andalusia ed Estremadura. Il
presidente della Generalitat, Llus Companys, lasci la prigione di Puerto de Santa Mara e fu accolto a
Barcellona da un'enorme dimostrazione quando riapr il parlamento catalano. Il 16 marzo Azaa
annunci il ritorno in vigore della confisca delle terre appartenenti agli aristocratici coinvolti
nell'insurrezione di Sanjurjo e il reintegro al loro posto di tutti i lavoratori licenziati per avere
partecipato alla rivoluzione di ottobre.
La situazione economica non era buona. Dal 1931 gli investimenti privati si erano ridotti
all'estremo e nel 1936 erano scesi al livello del 1913. Nessuna sorpresa se, con il programma del nuovo
governo, i capitali presero la via dell'estero a un ritmo sempre crescente. Il multimilionario di Maiorca
Juan March, principale azionista della Transmediterrnea e nella societ petrolifera Porto Pi, che aveva
ammassato un'enorme fortuna con il contrabbando del tabacco, fugg dalla Spagna per evitare il
carcere; una volta fuori dei confini si dedic a speculare contro la moneta spagnola sulle Borse estere, e
forn di tasca propria un decimo dei 20 milioni di pesetas raccolti dal gruppo antirepubblicano del quale
era presidente il conte de los Andes.22
Molto pi gravi delle attivit finanziarie di March furono le conseguenze economiche della
vittoria elettorale delle sinistre. Gli operai avanzarono enormi richieste salariali, molto superiori a
quelle che le fabbriche o le fattorie avrebbero potuto sopportare. Gli scioperi si moltiplicarono, la
disoccupazione aument e il valore della peseta si ridusse notevolmente sui mercati esteri. Il vero
problema del governo di centro-sinistra di Azaa fu la conseguenza del patto faustiano con la sinistra
estrema dei caballeristas, che lo considerava l'equivalente del regime di Kerenskij in Russia, opinione
condivisa dalle destre. Il governo progressista scopr di non avere alcuna influenza sui propri alleati
elettorali, decisi ormai a una corsa verso la rivoluzione, e non riusciva a persuadere i loro seguaci a
rispettare le leggi. Luis Araquistin, direttore del Claridad e portavoce della tendenza bolscevizzante in
seno a socialisti e all'UGT, aveva sostenuto durante la campagna elettorale che la Spagna, come la
Russia nel 1917, era pronta per la rivoluzione, e in precedenza aveva respinto i moniti di Julin
Besteiro, l'ex leader dell'UGT, che le attivit rivoluzionarie come le occupazioni delle fabbriche
facevano soltanto spaventare i ceti medi e distruggevano l'economia. Ogni organizzazione di sinistra
cominci a costituire la propria milizia, e quella dei comunisti fu la pi disciplinata e la pi efficiente.
Un numero senza precedenti di persone cominci ad andare in giro armato, pronto a difendersi dagli
attacchi degli avversari. L'impressione generale di un crollo della legge e dell'ordine faceva il gioco
della destra antidemocratica; La stampa di destra attribuiva la colpa dei disordini alle sinistre, mentre
queste la facevano ricadere sulle destre. La destra insisteva che la democrazia non funzionava e che le
Cortes erano diventate inutili. Le donne del ceto medio e delle classi superiori insultavano gli ufficiali
per le strade, definendoli vigliacchi perch non rovesciavano il governo.
Nessun gruppo di destra fece pi della Falange per causare disordini e provocare un colpo di
Stato. Era foraggiata da numerose fonti: 10.000 pesetas al mese da Renovacin Espaola, versamenti
dal Banco de Vizcaya [Biscaglia] e in seguito da Juan March, e 50.000 pesetas al mese fornite da
Mussolini che passavano per l'ambasciata d'Italia a Parigi.23 I nazisti, tuttavia, avevano poca fiducia in
quel piccolo gruppo e rifiutarono il milione di marchi che aveva chiesto come sostegno. La Falange
aveva bisogno di fondi perch stava crescendo a un ritmo sorprendente, soprattutto grazie all'afflusso
dei giovani di Accin Popular, circa 15.000 nella primavera del 1936, che raddoppiarono gli effettivi
della Falange, portandoli a 30.000.24
La Falange Espaola era nata al Teatro della Commedia a Madrid il 29 ottobre 1933. Era stata
fondata da Jos Antonio Primo de Rivera, il primogenito del dittatore, un giovane avvocato bruno di
bell'aspetto e si presume anche dotato di grande fascino. Si era attirato un seguito di intellettuali
fascisti ed era un richiamo per gli studenti, soprattutto quelli delle famiglie facoltose, i seoritos, ma
anche di molti elementi dei ceti medi inferiori, che si sentivano minacciati dai mutamenti sociali. Alla
Falange avevano anche aderito molti ex appartenenti all'Unione Patriottica di suo padre di dieci anni
prima, oltre a monarchici e conservatori frustrati e spaventati dalla vittoria elettorale delle sinistre.
Il falangismo differiva dal nazismo e dal fascismo per la sua natura profondamente
conservatrice. Mussolini usava i simboli romani e l'immagine imperiale nei propri discorsi soltanto per
il loro effetto propagandistico. La Falange, invece, usava frasi moderne e rivoluzionarie pur restando
fondamentalmente reazionaria. La Chiesa era l'essenza della Hispanidad; il nuovo Stato avrebbe
tratto ispirazione dallo spirito della religione cattolica che  tradizionale in Spagna. I suoi simboli
erano quelli di Ferdinando e di Isabella: il giogo dello Stato autoritario e le frecce dell'annientamento
per spazzare via l'eresia. Ma non erano soltanto i simboli a essere presi in prestito: si trattava di far
rinascere la mentalit castigliana. Il falangista ideale doveva essere per met monaco, per met
soldato.
Tuttavia il movimento risentiva di una specie di schizofrenia, fra l'elemento socialista e quello
nazionalista. Jos Antonio attaccava il fallimento sociale del capitalismo e denunciava le condizioni
di vita degli operai e dei contadini. Tuttavia trovava ripugnante il marxismo, perch come ideologia
non era spagnola e perch una lotta di classe indeboliva la nazione. Il Paese doveva essere saldamente
unito in un sistema in cui il datore di lavoro non potesse sfruttare il dipendente. Jos Antonio faceva
vani approcci, prima verso Prieto poi verso la CNT, e subito dopo, ricordava a Franco che come aveva
detto Spengler, in ultima analisi la civilt  stata sempre salvata da un plotone di soldati. Ma una
civilt che deve essere salvata dai soldati  un'immagine conservatrice di un mondo perfetto, anzich
quella di un mondo nazionalsocialista rivoluzionario.
La Falange voleva sempre pi armi per gli scontri nelle strade e la richiesta di Jos Antonio
mise in moto un intrigo alla Bulldog Drummond. Luis Boln, il corrispondente da Londra del
quotidiano monarchico ABC, si incontr con un importante ma anonimo personaggio inglese mediante
un segnale di riconoscimento segreto all'Hotel Claridge, e i due organizzarono la spedizione, come
casse di champagne, di grossi quantitativi di pistole mitragliatrici, in partenza dalla Germania a bordo
di uno yacht privato. In realt non arrivarono in tempo, ma non ci volle molto perch Boln da Londra
organizzasse una fornitura molto pi importante.
La Falange, tuttavia, aveva gi armi da altre fonti. Il 10 marzo una squadra di falangisti
comandata da Alberto Ortega tent di assassinare il professor Luis Jimnez de Asa, un deputato
socialista, ma uccise invece il suo agente di scorta. Quattro giorni dopo i falangisti attentarono alla vita
di Largo Caballero. In quello stesso 14 marzo, Jos Antonio si incontr con Franco in casa del genero
del generale, Ramn Serrano Suer, per discutere un piano comune d'azione. Il giorno seguente la
Falange fu dichiarata fuori legge e Jos Antonio venne arrestato per possesso illegale di armi. Risulta
difficile riconciliare il famoso carisma di Jos Antonio con la brutalit dei suoi seguaci e l'aperto
razzismo del suo seguito nelle riunioni in abito da sera all'Hotel Pars; tuttavia egli non pu in ogni
caso essere ritenuto immune da responsabilit perch i suoi discorsi erano un chiaro incitamento, anche
se la violenza rimaneva un quantum astratto per quell'incontentabile andaluso.
L'ideale di difendere la Spagna tradizionale richiedeva una preparazione attiva, ora che la destra
autoritaria aveva scartato ogni ulteriore tentativo di ricorrere al sistema parlamentare. Nei Pirenei, i
carlisti avevano cominciato ad armare e addestrare i requets della loro milizia, famosa nelle guerre
carliste del XIX secolo per la sua uniforme e la bina, il berretto basco di colore scarlatto.
Il movimento carlista era semplicemente arciconservatore. La sua denominazione ufficiale era
Comunione Tradizionalista ed  stato definito come una forma di gesuitismo laico. Era convinto che
una cospirazione giudaico-marxista-massonica stesse tentando di trasformare la Spagna, dopo la
vittoria del Fronte Popolare, in una colonia dell'Unione Sovietica.25 Il liberalismo, secondo i carlisti e
anche le gerarchie della Chiesa, era la fonte di tutti i mali moderni ed essi sognavano di ridare vita a
un'autocrazia reale cattolica in forma populista. La forza principale dei carlisti era nei Pirenei, anche se
avevano sostenitori in svariate altre zone, come l'Andalusia. I carlisti non dimostravano pi l'antica
simpatia per le aspirazioni regionaliste; questa era derivata dal fatto che la loro roccaforte si trovava in
quello che era stato il vecchio regno di Navarra ed era servita a guadagnarsi l'appoggio dei baschi e dei
catalani nelle guerre carliste del XIX secolo. Nel 1936 avevano ormai cominciato a detestare il
nazionalismo basco e quello catalano.
Un certo numero di ufficiali carlisti venne addestrato in Italia con l'appoggio di Mussolini,
mentre i loro leader, Fal Conde e il conte di Rodezno, organizzavano l'acquisto di armi in Germania. 
difficile calcolare con precisione gli effettivi dei carlisti, ma nella sola Navarra, all'inizio del 1936
erano probabilmente pi di 8.000, ed  stata avanzata anche la cifra di 30.000 per l'intera nazione. Uno
dei loro sostenitori, Jos Luis Oriol, organizz una fornitura per nave dal Belgio che port 6.000 fucili,
150 mitragliatrici pesanti, 300 mitragliatrici leggere, 5.000.000 di cartucce e 10.000 bombe a mano.26
Nella primavera del 1936 il principe Javier di Borbone-Parma e Fal Conde istituirono a Saint
Jean de Luz, poco oltre il confine francese, il Consiglio supremo militare carlista, composto da ex
ufficiali, e cominciarono a pianificare un'insurrezione insieme con l'Unione Militare Spagnola,
un'associazione segreta di destra di ufficiali dell'esercito, monarchici alfonsini e falangisti. Il loro
elemento di contatto era il colonnello Jos Varela (in seguito uno dei pi importanti comandanti di
Franco), il quale aveva in precedenza addestrato in segreto i requets carlisti nei Pirenei. Finora al
governo di Azaa a Madrid in merito a questi preparativi erano giunte soltanto informazioni molto
vaghe.
...
.
...
5.
.
Il paradosso fatale.
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Il disordine politico della primavera del 1936 provoc un'incertezza che paralizz l'industria e
la finanza. Anche se le importazioni si erano molto ridotte, le principali esportazioni spagnole, arance,
mandorle, vino e olio, si erano ridotte ancora di pi,1 e non fu certo di giovamento il fatto che la
bilancia dei pagamenti dipendesse dall'agricoltura proprio nel momento in cui la riforma agraria
rappresentava uno dei problemi di pi difficile soluzione. I proprietari terrieri, di fronte a una
deflazione mondiale dei prezzi e quattro mesi di piogge quasi ininterrotte nella Spagna occidentale e
meridionale, stavano cercando di conservare un margine di profitto proprio mentre i lavoratori
disperatamente bisognosi reclamavano migliori condizioni di vita. Il conto per decenni, se non secoli di
immobilismo sociale, tecnologico e politico veniva presentato proprio nel momento peggiore.
L'Istituto per la riforma agraria riprese alla meglio i suoi tentativi di risistemazione, ma le cose
andarono con molta lentezza per le cause che i latifondisti continuavano a presentare. Ci fin per
esasperare i contadini, soprattutto da quando si erano convinti che dopo la vittoria del Fronte Popolare
nelle elezioni di febbraio sarebbero stati in grado di dettare le proprie condizioni; questo in aggiunta al
desiderio di vendetta dopo i licenziamenti in tronco e le riduzioni salariali dei due anni precedenti e il
trionfalismo di molti proprietari terrieri dove il centro-destra era rimasto al potere.
Nella prima quindicina di marzo i braceros senza terra cominciarono a invadere tenute nelle
province di Madrid, Toledo e Salamanca. Poi, all'alba del 25 marzo 60.000 braccianti agricoli senza
terra nella provincia di Badajoz occuparono appezzamenti e cominciarono ad ararli. Nel corso di alcune
settimane altre iniziative analoghe vennero effettuate nelle province di Cceres, Jan, Siviglia e
Crdoba. Le forze di sicurezza, con il brutto ricordo di Casas Viejas, agirono con indecisione, ma non
giov. In uno scontro con braccianti a Yeste una Guardia Civil rimase uccisa e la gendarmeria, nota
con approvazione o con amara ironia come la Benemrita, reag uccidendo 17 lavoratori a giornata e
ferendone molti altri.2 In ogni caso, durante il governo del Fronte Popolare, meno di 200.000 contadini
furono ricollocati in tutta la Spagna su 756.000 ettari di terreno, ma comunque erano molti di pi di
quanto fosse stato fatto da tutte le altre amministrazioni precedenti sotto la Repubblica.3 Nessuno dei
nuovi coloni aveva per denaro per le sementi o per gli attrezzi. Il Banco Nacional Agrario, che
avrebbe dovuto affrontare il problema, non fu mai costituito.4
La linea gradualista dei socialdemocratici non poteva n soddisfare le accese aspirazioni dei
contadini n rassicurare gli agrari sul rispetto della propriet privata. In quella primavera gli scioperi
non scoppiarono per vedere soddisfatta qualche particolare richiesta, ma per mostrare i muscoli della
classe lavoratrice. C'era una fiera soddisfazione all'idea che il vecchio detto dei derelitti potesse
avverarsi: Quando Dio in cielo vorr cambiare la giustizia, i poveri mangeranno pane e i ricchi
mangeranno merda.5
Nel frattempo, il 3 aprile a Madrid si riunirono le Cortes. Indalecio Prieto propose
l'incriminazione del presidente della Repubblica. Prieto sosteneva che Alcal Zamora aveva sciolto
senza necessit il parlamento in base a un'interpretazione letterale e faziosa dell'articolo 81 della
Costituzione. La sua mozione fu approvata con 238 voti a favore e soli 5 contrari, e quattro giorni dopo
Alcal Zamora venne destituito. Meno di un mese dopo, il 3 maggio Manuel Azaa fu eletto presidente
della Repubblica. Prieto aveva sperato di diventare Primo ministro, ma il suo rivale Largo Caballero
era deciso a impedirlo, ponendo il veto a qualsiasi partecipazione socialista al governo; di conseguenza
Azaa nomin il galiziano Santiago Casares Quiroga presidente del Consiglio dei ministri,
l'equivalente di Primo ministro.
Nei giorni successivi la nazione venne sconvolta da una serie di tentati assassinii. La prima
vittima fu un giudice, Manuel Pedregal, che aveva condannato un falangista a trent'anni per l'uccisione
di un venditore di giornali di sinistra. Poi il 14 aprile una bomba scoppi nelle vicinanze del palco delle
autorit durante una parata militare che commemorava il quinto anniversario della Repubblica; la
scorta di asaltos apr il fuoco per errore contro un subalterno della Guardia Civil, e ne segu uno
scontro a fuoco tra falangisti e asaltos, con altri morti e feriti. La Falange annunci la morte del
giornalista Luciano Malumbres a Santander, del giornalista Manuel Andrs a San Sebastin e del
capitano socialista Carlos Faraudo a Madrid. Il 16 aprile i falangisti aprirono il fuoco con i mitra contro
gli operai nel centro di Madrid, uccidendone 3 e ferendone altri 40.
Nel frattempo i comunisti avevano organizzato con notevole efficienza le proprie forze
paramilitari, le Milicias Antifascistas Obreras y Campesinas (MAOC), e i socialisti organizzarono la
propria colonna, la Motorizada, per affrontare le squadre fasciste. Si portavano armi quasi fosse la
normalit, al punto che ai membri delle Cortes veniva chiesto di depositare le loro quando entravano
nell'edificio. A Barcellona, che era stata pi calma di Madrid, un pistolero della FAI anarchica uccise i
due fratelli Miquel e Josep Badia, importanti esponenti dell'Estat Catal, partito nazionalista catalano
non marxista, da cui sarebbe emersa la Esquerra Republicana.
La retorica di Largo Caballero divent pi forte delle sue intenzioni. La sua dichiarazione che
la rivoluzione che noi vogliamo si potr ottenere soltanto con la violenza venne interpretata dalla
Giovent Socialista come una strategia leninista. E il 1 Maggio, quando la grande sfilata pass per le
strade e i viali di Madrid, i conservatori la osservarono dai balconi o da dietro le persiane chiuse delle
finestre, notando con crescente preoccupazione che c'erano bandiere rosse dappertutto e grandi ritratti
di Lenin, Stalin e Largo Caballero, e ascoltarono i cori scanditi dai dimostranti che reclamavano la
creazione di un governo proletario e di un esercito popolare. Ma non furono soltanto questi ovvi
simboli politici a spaventarli: gli operai nelle strade dimostravano un diverso atteggiamento, o, ai loro
occhi, una vera e propria insolenza. I mendicanti avevano cominciato a chiedere l'elemosina non nel
nome di Dio, ma in quello della solidariet rivoluzionaria. Le ragazze giravano libere e cominciavano a
deridere le convenzioni. Il 4 maggio Jos Antonio diffuse dal carcere una diatriba contro il Fronte
Popolare. Sosteneva che era diretto da Mosca, fomentava la prostituzione e minava le famiglie: Non
avete sentito che le ragazze spagnole gridano in questi giorni bambini s, mariti no!?.6
Prieto attacc l'infantilismo rivoluzionario delle sinistre e ammon che gli eccessi nelle strade
e gli incendi delle chiese non avrebbero fatto che spingere i ceti medi ad appoggiare una ribellione
militare. Questo fu il succo del suo principale discorso del 1 Maggio a Cuenca.7 Un altro socialista,
Julin Besteiro, professore di Logica all'Universit di Alcal de Henares, tent di avvertire il suo
partito che la Spagna del 1936 non era la Russia del 1917 e che l'esercito spagnolo non stava per
ammutinarsi come le forze zariste, esaurite da una guerra lunga e terribile. Aveva ragione, ma dopo le
sollevazioni di sinistra dell'ottobre 1934, era ormai troppo tardi per aspettarsi che le due parti
tornassero alle regole della democrazia parlamentare.
La CNT anarcosindacalista, in quella turbolenta primavera, cerc di trovare lavoro per i suoi
membri disoccupati, in concorrenza con l'UGT, il sindacato socialista. Ma gli anarchici puristi della
FAI la attaccarono come riformista, convinti che avere qualcosa a che fare con la societ capitalista
equivale a essere corrotti. Comunque, la minaccia di un'insurrezione militare cominci a riavvicinare i
sindacalisti e gli elementi della FAI. Il 1 Maggio la CNT tenne a Saragozza, la seconda citt
dell'anarchismo il suo congresso nazionale, che ratific l'atteggiamento tradizionale di non scendere a
patti con alcun partito, ma ascolt con attenzione le dichiarazioni di Largo Caballero a favore dell'unit
fra l'UGT e la CNT. Non sapeva che questa era anche, guarda caso, la linea strategica segreta dei
comunisti.
Nonostante lo scarso numero di militanti, il PC spagnolo aveva un'organizzazione e una
disciplina migliori rispetto ad altri partiti e una ferma volont, ed era ci che le sue reclute
ammiravano, come unico modo per fare progredire la causa della classe lavoratrice. Per i comunisti
l'alleanza del Fronte Popolare non era sufficiente: volevano un'integrazione di tutti i partiti dei
lavoratori e dei sindacati, perch li aiutasse a prendere il potere. Largo Caballero, sindacalista della
vecchia scuola privo di immaginazione e ben poco informato, era del tutto all'oscuro del fatto che il
suo consigliere pi fidato e futuro ministro degli Esteri lvarez del Vayo stava lavorando a stretto
contatto con l'agente del Comintern Vittorio Codovilla e stavano organizzando il passaggio in massa
della Giovent Socialista al partito comunista, con promesse di potere e con l'affermazione che
soltanto il PC aveva la professionalit e la forza internazionale per sconfiggere il fascismo.
Ettore Vanni, un comunista italiano di rilievo in Spagna, spieg che la disciplina comunista
veniva accettata dai giovani militanti con un fanatismo che a volte li disumanizzava, ma nello stesso
tempo costituiva la loro grande forza; il concetto deterministico di un socialismo scientifico li
convinceva che nulla avrebbe potuto impedire il trionfo finale del marxismo; essi credevano che il
controllo assoluto del potere fosse l'unico mezzo per raggiungere i loro ideali. I comunisti erano
fortemente influenzati dalla loro immagine della rivoluzione russa, che vedevano come un misto di
eroismo romantico e di spietato rifiuto del sentimentalismo per conseguire quella che ritenevano
sarebbe stata una societ migliore, essi si consideravano i soli leader capaci di dirigere in modo corretto
le masse. Chiunque esitava o avanzava dubbi era un piccolo borghese, se non un traditore del
proletariato internazionale. Deridevano i timori dei libertari a proposito dell'influenza corruttrice del
potere, considerandoli inquietudini da dilettanti alla vigilia di una battaglia contro un nemico
implacabile. Fra coloro che vennero attirati dal comunismo ci fu il capo della Giovent Socialista,
Santiago Carrillo, diventato onnipotente dopo avere unificato i movimenti giovanili socialista e
comunista nella Giovent Socialista Unita. Poi, allo scoppio della guerra civile, Carrillo port i 200.000
membri dell'organizzazione unitaria sotto il controllo completo dei comunisti con una mossa
accuratamente preparata durante la confusione dei combattimenti.
In Catalogna, i comunisti si fusero con la Uni Socialista, l'ala catalana del PSOE, e con il
Partit Catal Proletari per costituire il PSUC (Partit Socialista Unificat de Catalunya), che fin ben
presto sotto completo controllo comunista. Quelli che avevano seguito Trockij, per contro, si erano
riuniti nel 1935 nel POUM (Partit Obrer d'Unificaci Marxista) sotto la direzione di Joaqun Maurn.
Nella regione basca, l'Euskadi, lo statuto autonomo venne finalmente approvato e in Galizia quello
dell'autonomia locale fu votato a stragrande maggioranza il 28 giugno.8
Nei primi mesi dell'estate del 1936 la situazione in Europa era tesa. Hitler stava
rimilitarizzando la Renania in una flagrante violazione del Trattato di Versailles e stava anche
esercitando pressioni sul cancelliere austriaco Dollfuss, nel quadro della sua strategia di preparazione
dell'Anschluss. Mussolini aveva invaso l'Abissinia e stava apertamente pensando alla possibilit di
allargare il suo nuovo impero in Nordafrica. In Francia il Fronte Popolare aveva vinto le elezioni con
Lon Blum a capo del nuovo governo, ma la reazione della destra lasciava intuire che il Paese avrebbe
potuto trovarsi in mezzo a tumulti politici.
In Spagna il passo della violenza politica e delle proteste aument con il trascorrere dell'estate.
Il 1 giugno l'UGT e la CNT indissero uno sciopero di tutti i lavoratori edili, dei meccanici e degli
addetti agli ascensori. Nel corso della dimostrazione di 70.000 persone, i picchetti furono attaccati con
le armi dai falangisti, i dimostranti saccheggiarono i negozi di generi alimentari e si rese necessario
l'intervento delle forze di sicurezza. Ai primi di luglio l'UGT acconsent a un arbitrato, ma la CNT
decise di continuare, e suoi esponenti reagirono agli attacchi falangisti con le armi uccidendo tre
guardie del corpo di Jos Antonio. Il governo chiuse subito le sedi dell'organizzazione a Madrid e
arrest gli organizzatori dello sciopero, David Antona e Cipriano Mera, il quale divent in seguito il
pi efficiente comandante anarchico della guerra civile.
C'erano stati scontri anche fra anarchici e socialisti a Mlaga a met giugno, condannati sia
dall'UGT sia dalla CNT. Inoltre nello stesso periodo quasi 100.000 contadini della CNT erano in
sciopero nelle campagne circostanti. Il 16 giugno Gil Robles dichiar alle Cortes che dal 16 febbraio
erano state bruciate 160 chiese, erano stati commessi 269 omicidi e 1.287 persone erano rimaste ferite.
Erano stati indetti in complesso 133 scioperi generali e 216 locali. Va rilevato che queste statistiche
provenivano da una fonte tutt'altro che imparziale, El Debate, e che tuttavia non fecero nulla per
contraddire l'impressione generale che la Spagna stesse diventando ingovernabile.9
Calvo Sotelo rincar la dose con un elenco di accuse contro il governo e fece presente che i
soldati patriottici avrebbero salvato la Spagna dall'anarchia. Quando arriv agli insulti personali, il
presidente delle Cortes lo obblig a ritirare le sue dichiarazioni. Non vi  dubbio che la sua intenzione
fosse aumentare la sensazione di un totale caos. La propaganda veniva usata per confondere le idee e a
volte era difficile capire a che cosa credere. Per esempio, la destra sostenne che le sinistre spargevano
voci incontrollate di suore che distribuivano caramelle avvelenate ai bambini, mentre la sinistra
sosteneva che era la stessa destra a diffonderle allo scopo di provocare disordini anticlericali. Durante
questo periodo la stampa di destra paragon ripetutamente Azaa a Kerenskij e Jos Antonio ricord
alle forze armate la sorte degli ufficiali zaristi.10
Nel 1936 l'esercito spagnolo contava ufficialmente su circa 100.000 uomini, 40.000 dei quali
appartenevano alle efficienti truppe coloniali in Marocco. L'esercito metropolitano, per contro, era
male organizzato. In Spagna, come ha rilevato uno storico, non vi erano munizioni sufficienti per
un solo giorno di guerra, la produzione militare era nel caos, non c'erano in pratica mezzi corazzati,
armi controcarro o cannoni contraerei.11 Parecchie migliaia di soldati non avevano mai ricevuto
l'uniforme e molti altri non avevano fatto quasi istruzione con le armi, mentre i coscritti di solito
venivano trattati come manodopera a basso costo dagli ufficiali.
La scarsa efficienza delle truppe spagnole non aveva ostacolato i pronunciamientos del passato
e, nonostante i combattimenti nelle Asturie, non sembra che i cospiratori pensassero che avrebbero
potuto trovarsi di fronte a una vera opposizione.12 Il governo Azaa, pur rendendosi conto di una
possibile minaccia, non adott misure efficaci. Subito dopo le elezioni prese la sfortunata precauzione
di trasferire i generali pi sospetti come Franco nelle Canarie e Goded nelle Baleari, ma in un'epoca di
espansione dell'aviazione, non si trattava di un vero esilio nelle isole; per di pi Las Palmas era vicina
al Marocco e Maiorca a Barcellona. Il generale Emilio Mola, il principale organizzatore dei congiurati
e che avrebbe assunto il nome convenzionale di Director, venne inviato come governatore militare a
Pamplona, il centro dei carlisti, che avevano 8.000 requets pronti a marciare.
Mola, che era stato in Marocco a preparare la guarnigione locale per la ribellione, torn in
Spagna e fece sosta a Madrid durante il trasferimento a Pamplona. Fra il 5 e il 12 marzo si incontr con
altri elementi chiave della cospirazione: Orgaz, Goded, Ponte, Kindeln, Saliquet, Franco, Varela,
Galarza, Fanjul e Rodrguez del Barrio.13 Mola disse a Goded che stava preparando istruzioni e
direttive per mettere prima in moto la congiura e poi una possibile insurrezione.14 Il piano iniziale, che
coinvolgeva Varela e Orgaz, fall perch Jos Daz, segretario generale del PC spagnolo, lesse durante
una seduta pubblica un documento riservato dei cospiratori e costrinse il governo a intervenire.
Il 25 maggio, Mola, un comandante miope e meticoloso che riusciva a fare uscire dai gangheri i
colleghi con la sua cautela, distribu la sua Instruccin reservada n. 1. In essa si indicava che il colpo
doveva riunire le forze armate e i gruppi non militari che appoggiavano la loro causa. Contavano,
ovviamente, sui falangisti, sui requets e sugli altri partiti di destra. Il personaggio principale
dell'insurrezione doveva essere il generale Sanjurjo, noto come el Jefe e anche come Il leone del
Rif per la fama che si era conquistata nello sbarco di Alhucemas del 1925 che aveva portato alla
sconfitta di Abd el-Krim. Era un uomo massiccio, piuttosto vanesio, discendente di ufficiali carlisti che
avevano combattuto contro i progressisti nel XIX secolo.
Ai suoi ordini aveva l'uomo indubbiamente pi competente fra gli ufficiali coloniali, noti come
africanistas, Francisco Franco Bahamonde, figlio di un ufficiale amministrativo della marina militare a
El Ferrol. Era entrato nell'esercito perch la marina da guerra aveva poche navi; era stato un allievo
ufficiale coscienzioso, anche se non molto brillante, all'Accademia di fanteria e ne era uscito al 251
posto su 312 allievi. Tuttavia in Nordafrica aveva ottenuto rapide promozioni nella Legione Straniera
spagnola. Questo reparto, fondato dai colonnelli Valenzuela e Milln Astray, seguiva il modello
francese. A differenza dei suoi robusti soldati, Franco era un ometto dalla voce stridula e un principio
di pancetta che lo facevano sbeffeggiare dai colleghi, i quali lo avevano soprannominato
comandantn e Franquito.15 Il giovane generale, indubbiamente coraggioso, era molto cauto nei
suoi piani e questo, durante la primavera del 1936, indusse vari generali pi anziani di lui a ritenere che
non avrebbe aderito alla rivolta, perch la sua condotta nella repressione della rivoluzione nelle Asturie
lo aveva reso quanto mai odioso alle sinistre. Non era di certo un uomo molto espansivo, rivelava di
rado come la pensasse, a quell'epoca non era famoso per le sue convinzioni religiose, e nella Legione
era noto per la sua scarsa propensione ad andare a donne. Tuttavia aveva una passione personale: era un
anticomunista viscerale e si dedicava alla lettura di riviste che parlavano della minaccia del
bolscevismo.16
Questo triumvirato di Sanjurjo, Mola e Franco non poteva essere pi ricco di contrasti, e di
conseguenza ci si stup quando un altro generale, un personaggio quanto mai eccentrico, Queipo de
Llano, si schier al loro fianco: era considerato un massone convinto e un repubblicano, perch aveva
preso parte alla fallita congiura del 1930 contro la monarchia.
La sinistra, frattanto, stava tentando di guadagnarsi alleati nell'esercito. Venne utilizzata la
societ segreta all'interno delle forze armate, l'Unin Militar Republicana Antifascista (UMRA), ma
questa era concentrata soprattutto nella Guardia de Asalto e in quella presidenziale.17 I suoi
appartenenti erano legati soprattutto al PSOE socialista, ma i comunisti, per esempio Vicente Uribe ed
Enrique Lster, cercarono di infiltrarvisi. All'inizio di luglio del 1936 un gruppo di 200 elementi
dell'UMRA stava preparando quella che avevano chiamato Operacin Romerales: si trattava di un
piano mirante a rapire o assassinare i leader del colpo in Marocco, ma l'8 luglio il progetto venne
scoperto e bloccato da Casares Quiroga. I capi dell'UMRA si incontrarono con il capo del governo, lo
avvertirono della congiura militare preparata per il 16 luglio e gli fornirono i nomi di Goded, Mola,
Fanjul, Varela, Franco, Aranda, Alonso Vega, Yage e Garca-Valio. Casares Quiroga rispose che
non c'era il minimo rischio di un'insurrezione.18
Fu il coinvolgimento politico di giovani ufficiali di sinistra dell'esercito a portare al pi
importante incidente prima della rivolta. Il 12 luglio sicari della Falange assassinarono il tenente Jos
Castillo Sera degli asaltos, noto esponente dell'UMRA: fu il secondo ufficiale socialista a essere
ucciso. Molti suoi colleghi, compresi il capitano Fernando Conds della Guardia Civil e il socialista
Vittoriano Cuenca, decisero di vendicarsi e si recarono prima a casa di Antonio Goicoechea, capo della
Renovacin Espaola monarchica, ma non lo trovarono e provarono allora a casa di Gil Robles, il quale
per era a Biarritz. Alla fine raggiunsero in piena notte l'appartamento di Calvo Sotelo, nella Calle de
Velsquez, gli ordinarono di rivestirsi e di seguirli. Lo uccisero a bordo della loro auto, poi gettarono il
corpo davanti all'entrata del cimitero orientale della citt.
Lo sdegno della destra fu enorme, anche se il delitto non era stato eseguito per ordine del
governo. Quelli che ben presto si sarebbero definiti nazionalisti insistettero sempre che l'assassinio
di Calvo Sotelo era stato l'ultima goccia. Ma ci  fuorviante, perch nel momento in cui avvenivano
tali fatti, i congiurati civili come Luca de Tena, Juan de la Cierva e Luis Boln avevano noleggiato a
Londra, con il denaro di Juan March, un biplano da trasporto De Havilland Dragon Rapide, che era gi
in volo verso Las Palmas per prelevare Franco e portarlo a Casablanca e poi a Tetun per unirsi
all'armata d'Africa. Per di pi Mola aveva gi diramato ordini dettagliati per l'insurrezione fra il 10 e il
20 luglio. Da mesi i falangisti erano in contatto con gli ufficiali ribelli per coordinare i loro piani,
appena ricevuta la parola in codice Covadonga: un tocco emotivo perch ricordava la localit delle
Asturie da dove era partita la Reconquista della Spagna contro i mori. Il 29 giugno Jos Antonio aveva
fatto uscire di nascosto dalla sua cella della prigione l'ordine che la Falange doveva aderire alla rivolta.
D'altro canto, i nazionalisti potevano sostenere che anche se il governo non aveva alcuna
responsabilit per quell'assassinio del capo dell'opposizione da parte di ufficiali di polizia in uniforme,
la cosa non era rilevante: essi non si ribellavano contro il governo eletto, ma contro la totale assenza di
governo, che l'assassinio di Calvo Sotelo aveva dimostrato con evidenza. E anche se il meccanismo
dell'insurrezione era gi stato messo in moto, l'uccisione di Sotelo indusse molta gente ad appoggiare
l'iniziativa.
A dispetto di tante prove di tutti i preparativi, i dirigenti repubblicani non riuscivano a credere a
questa terribile verit. Azaa e Casares Quiroga si comportarono in pratica come Chamberlain di fronte
a Hitler. Il presidente della Repubblica sembrava avere perso tutto il suo senso politico, e soffriva di
attacchi di depressione intervallati da occasionali momenti di euforia. Sia Azaa sia Quiroga respinsero
con sdegno tutti gli avvertimenti da parte sia di generali rimasti fedeli alla Repubblica, come Nuez de
Prado, sia di ufficiali dell'UMRA, di Prieto o della deputata comunista Dolores Ibarruri, nota come La
Pasionaria, che tent di avvertire Casares Quiroga dei preparativi di Mola a Pamplona: ma il Primo
ministro rispose che Mola  un generale fedele alla Repubblica.
Il paradosso finale e fatale della Repubblica progressista rappresentata dal suo governo fu che
esso non ebbe il coraggio di difendersi contro il proprio esercito armando i lavoratori che lo avevano
eletto. Continu a proclamare di essere il governo legalmente costituito, ma la storia della Spagna
avrebbe dovuto dimostrare che troppo spesso la legittimit  un'espressione arbitraria e soggettiva,
poco pi di un eufemismo del diritto di conquista, e del mantenimento, del potere.
...
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...
PARTE SECONDA.
...
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...
La guerra delle due Spagne.
...
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...
6.
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La rivolta dei generali.
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I generali avevano pianificato un colpo di Stato con l'insurrezione delle guarnigioni nel
Marocco Spagnolo e in tutta la Spagna. Il successo di un'iniziativa del genere dipendeva pi
dall'effetto psicologico della rapidit e della decisione che dal numero. Anche se fu un golpe non del
tutto riuscito, la Repubblica non fu in grado di reprimerlo entro le prime quarantott'ore, il periodo pi
importante di tutta la guerra, quando venne deciso il possesso di intere regioni.
In una crisi in rapido sviluppo, l'incertezza iniziale fece prevalere una mentalit difensiva, e per
la Repubblica l'esitazione fu fatale. Il Primo ministro non ebbe il coraggio di armare l'UGT e la CNT,
e si rifiut di allontanarsi dalla Costituzione legale dello Stato anche se uno Stato attaccato dalla
propria spina dorsale aveva cessato di esistere a tutti gli effetti pratici. Il ritardo nella distribuzione
delle armi scoraggi qualsiasi mossa preventiva o di reazione contro la ribellione militare. Le autorit
repubblicane non erano preparate a darci le armi, ha ricordato un falegname di Siviglia, perch
avevano pi paura della classe lavoratrice che dell'esercito. Noi comunisti non condividevamo la
fiducia del governo che l'insurrezione sarebbe stata repressa in ventiquattr'ore.1
Si dovette fare di necessit virt. La Repubblica era impegnata a sostenere il concetto che
resistere equivale a vincere, come sostenne poi uno slogan. Perfino durante l'insurrezione, la
deputata comunista detta La Pasionaria aveva espresso questo concetto pericolosamente allettante con
il suo famoso plagio del motto di Ptain a Verdun: No Pasarn!.
Di rado i congiurati militari ebbero dalla loro l'assoluta sorpresa, ma  certo che il dubbio e la
confusione giocarono a loro favore. Se gli operai esitavano, su consiglio di un governatore civile che
temeva di provocare la rivolta della guarnigione locale, erano perduti e pagarono con la loro vita questa
esitazione; ma quando dimostrarono fin dal primo momento di essere pronti ad attaccare le caserme, la
maggior parte delle forze paramilitari si schier al loro fianco e la guarnigione si arrese.
Gli ordini definitivi, trasmessi dal generale Mola mediante telegrammi cifrati, prevedevano che
l'armata d'Africa si ribellasse alle 5 del mattino del 18 luglio e che le forze della Spagna continentale
insorgessero ventiquattr'ore dopo. La differenza d'orario doveva permettere all'armata d'Africa di
impadronirsi del Marocco Spagnolo prima di essere trasportata sulla costa andalusa dalla marina. I
generali ribelli potevano contare su queste forze perch la truppa non era composta da coscritti, ma da
militari regolari o, pi precisamente, da mercenari la cui affidabilit era stata dimostrata nelle Asturie.
C'erano pochi ufficiali di tendenze progressiste, forse perch i coloniali esagerano sempre quelle che
ritenevano virt nazionali: disprezzavano i politici e nutrivano un odio violento nei confronti dei
rossi, termine comprendente tutti coloro che si opponevano a una dittatura di destra. Era un
atteggiamento che Mola aveva espresso con la massima chiarezza nelle sue istruzioni per
l'insurrezione: Chi non  con noi  contro di noi.
La forza d'lite, e la pi introversa, era la Legione Straniera. Composta in gran parte da
fuggiaschi e criminali, i suoi uomini erano indottrinati in un culto di virilit e di violenza; veniva loro
insegnato a essere pronti al sacrificio estremo con il grido di battaglia Viva la muerte!. La Legione
era organizzata in banderas, battaglioni dotati di artiglieria leggera. Le truppe marocchine, invece,
erano divise in tabor di circa 250 uomini ciascuno; questi regulares erano elementi delle trib del Rif
comandati da ufficiali spagnoli: la loro feroce efficienza era stata gi dimostrata con la resistenza al
potere coloniale durante il primo quarto del secolo. Probabilmente la loro abilit principale era quella di
spostarsi in un territorio sfruttando le pieghe del terreno, abilit che aveva un netto vantaggio rispetto al
concetto spagnolo di grande coraggio. Questi marocchini erano stati arruolati con l'offerta di un soldo
superiore a quello delle autorit coloniali francesi, e anche con un premio di arruolamento di due mesi
di paga, e la diffusa disoccupazione nella zona spagnola comport che le code per l'arruolamento
fossero molto lunghe.2
Sarebbe stato difficile per i ribelli fare fiasco nella conquista del Marocco Spagnolo. Gli
ufficiali repubblicani erano soltanto un pugno, mentre i legionari obbedirono all'ordine di unirsi alla
rivolta senza fare domande. Ai regulares venne detto che la Repubblica voleva abolire Allah. Gli
operai spagnoli, quasi privi di armi e con pochi contatti con la popolazione indigena, si trovarono
completamente isolati.
Nel pomeriggio del 17 luglio il piano per il giorno seguente venne scoperto nella cittadina
marocchina di Melilla, ma il generale Romerales, un fedele repubblicano, definito anche il pi grasso
dei quattrocento generali spagnoli e uno dei pi facili a prendere a gabbo,3 non seppe decidersi ad
arrestare gli ufficiali responsabili. Il colonnello Segu lo batt sul tempo arrestando il generale, avendo
deciso che sarebbe stato pericoloso indugiare, anche se gli altri congiurati non erano pronti. Gli asaltos
furono persuasi ad aderire all'insurrezione e gli edifici chiave della cittadina vennero presto occupati.
La Legione Straniera e i regulares attaccarono la Casa del pueblo, dove i sindacalisti si batterono fino
alla fine. Mentre venivano eliminate le ultime sacche di resistenza, Segu fece fucilare il generale
Romerales e il sindaco,4 poi avvert i colonnelli Senz de Buruaga e Yage delle guarnigioni di Tetun
e di Ceuta, prima di informare il generale Franco alle Canarie del suo gesto prematuro.
La famosa risposta di Franco, trasmessa alle 6,10 del mattino seguente, diceva: Gloria
all'eroica armata d'Africa. La Spagna prima di tutto. Accetta l'entusiastico saluto delle guarnigioni che
ti si affiancano e di tutti gli altri camerati nella penisola in questo storico momento. Fede cieca nella
vittoria. Viva la Spagna con onore!. Lo stesso testo fu inviato a tutte le divisioni sul continente, al
comando delle isole Baleari, al comandante della divisione di cavalleria e alle basi navali.5 A Las
Palmas, Franco ordin alle truppe di scendere nelle strade dove, affiancate da falangisti, assediarono gli
edifici governativi finch non si arresero. Poi Franco cedette il comando delle Canarie al generale
Orgaz e si diresse via mare all'aeroporto dove giunse alle 3 del pomeriggio del 18 luglio.6
Al crepuscolo, nel Marocco Spagnolo, i comandanti della Legione e dei regulares schierarono
in posizione le loro forze nelle altre citt di guarnigione. I quartieri operai spagnoli furono rapidamente
occupati e i principali sindacalisti vennero fucilati: la proclamazione di uno sciopero generale fu
soltanto un gesto di coraggio mentre i regulares venivano scatenati. A Larache gli operai si batterono
alla disperata per tutta la notte, con pochissime armi, ma a Ceuta i legionari di Yage eliminarono ogni
resistenza in poco pi di due ore, uccidendo il sindaco. Per tutto questo tempo il comandante in capo
del Marocco, generale Gmez Morato, stava giocando d'azzardo. Era l'uomo che aveva cambiato i
vertici militari obbedendo all'ordine di Azaa ed era odiato dagli ufficiali ribelli. Non seppe della
rivolta finch non venne raggiunto al Casin da una telefonata di Casares Quiroga da Madrid: sal
subito su un aereo per raggiungere Melilla, dove fu arrestato appena atterrato.
Gli unici centri di resistenza in Marocco all'alba del 18 erano la residenza dell'alto commissario
e la base dell'aviazione di Tetun: entrambe si arresero poche ore dopo, sotto la minaccia
dell'artiglieria. Tutti coloro che avevano opposto resistenza furono giustiziati, compresi l'alto
commissario e il maggiore Lapuente y Bahamonde, la cui condanna fu approvata dal generale Franco,
suo primo cugino. In una sola notte i ribelli avevano ucciso 189 persone.7
Il colonnello Beigbeder, che parlava arabo, si rivolse al califfo Muley Hassan per assicurarsi il
suo appoggio, avvertendolo che il governo repubblicano avrebbe potuto proclamare l'indipendenza del
Marocco allo scopo di minare la causa dei ribelli e che qualsiasi incoraggiamento del nazionalismo
marocchino lo avrebbe messo in pericolo, dopo la sua collaborazione con la potenza coloniale.
A Madrid il governo era al corrente dell'insurrezione fin dalla sera del 17. La mattina
successiva diram il seguente comunicato: Il governo dichiara che il movimento  limitato ad alcune
zone del Protettorato e che nessuno, assolutamente nessuno, sul continente ha aderito a questa assurda
avventura. Quando la notizia venne comunicata al Primo ministro Casares Quiroga, questi alle 3 del
pomeriggio respinse con fermezza l'offerta di aiuto da parte della CNT e dell'UGT ed esort tutti a
continuare come al solito e a confidare nei poteri militari dello Stato. Sostenne che l'insurrezione di
Siviglia era stata repressa, ancora convinto che il generale Queipo de Llano sarebbe riuscito a
conservare alla Repubblica l'Andalusia centrale. Ma questi in realt aveva fatto l'esatto contrario.
Grazie alle misure preventive del governo, proclam Casares Quiroga, si pu sostenere che un
vasto movimento antirepubblicano  stato spazzato via; e si rifiut ancora una volta di armare gli
operai, dichiarando: Chiunque distribuisca armi senza la mia approvazione verr fucilato.8
Quella notte la CNT e l'UGT proclamarono da Radio Unin uno sciopero generale, l'ultimo
passo che potevano fare prima di ordinare la mobilitazione. Le notizie in arrivo dimostravano che le
dichiarazioni del governo erano un misto di contraddizioni, bugie e compiacimento. Gli operai
cominciarono a tirare fuori le armi nascoste dopo i fatti delle Asturie dell'ottobre del 1934 e, per quanto
il governo di Casares Quiroga cominciasse a rendersi conto di quanto stava accadendo, il suo
atteggiamento di base non cambi. Il suo ministero  un manicomio, comment un osservatore, e il
matto peggiore  il Primo ministro. Non dorme e non mangia, continua a urlare come un ossesso. Non
vuole sentir parlare di armare il popolo e minaccia di fucilare chiunque lo faccia di propria iniziativa.9
Quando l'insurrezione aveva successo in una citt, lo schema degli eventi cominciava di solito
con l'occupazione degli edifici strategici come il municipio; se non c'era una guarnigione militare, le
forze ribelli erano composte da Guardia Civil, falangisti e sostenitori della destra armati di doppiette o
fucili da caccia, che proclamavano in forma ufficiale uno stato di guerra, e in numerose localit la
popolazione confusa credette che mettessero in atto gli ordini del governo di Madrid.
La reazione delle organizzazioni dei lavoratori come la CNT e l'UGT fu proclamare lo sciopero
generale e richiedere armi al governatore civile, che venivano loro rifiutate oppure non c'erano. Furono
erette barricate, ma gli operai che opponevano resistenza ai ribelli vennero massacrati e i potenziali
oppositori sopravvissuti, fino ai minimi livelli dei funzionari sindacali, furono giustiziati. Per contro, se
le truppe esitavano o ritardavano l'uscita dalle caserme, e se gli operai erano pronti, il risultato di solito
era molto diverso: un attacco immediato, oppure l'accerchiamento degli edifici, erano sufficienti a
garantire la resa dei ribelli.
Un fattore molto importante fu la decisione delle forze paramilitari, molto meglio addestrate e
armate della fanteria di leva. Ma  errato sostenere che la loro fedelt o meno al governo sia stata
l'elemento cruciale: come la popolazione in genere, esse erano spesso incerte sul da farsi e soltanto i
pi indottrinati si batterono quando era evidente che la battaglia era persa in partenza, mentre spesso si
tennero in disparte per vedere come andavano le cose, prima di impegnarsi. Se le organizzazioni dei
lavoratori agivano subito e in modo fermo, di solito poi restavano fedeli, anche se la Guardia Civil
spesso rivel soltanto in seguito con chi stava. Dei due corpi, gli asaltos dimostrarono pi fedelt al
governo rispetto alla Guardia Civil, ma in effetti tendevano a essere una forza cittadina, e le grandi citt
avevano una classe lavoratrice meglio preparata.
Siviglia ebbe una grande importanza strategica nei piani dei ribelli come base per l'avanzata
contro Madrid. L'intelligente capo di stato maggiore locale, Jos Cuesta Monereo, fu la vera mente
direttiva del golpe condotto dal generale Queipo de Llano, comandante del carabineros, il vicer
dell'Andalusia. Queipo era irriverente, cinico, imprevedibile e dotato di un senso dell'umor nero. Nelle
prime ore del mattino del 18, accompagnato dal suo aiutante di campo e da altri tre ufficiali di fiducia,
si present nell'ufficio del comandante della regione militare, generale Jos Fernndez de Villa-Abril e
non gli diede il tempo di riprendersi dalla sorpresa dell'irruzione. Quando gli dissero di decidere subito
se schierarsi a favore o contro l'insurrezione, Villa-Abril rimase titubante. Queipo lo arrest e mise una
guardia armata davanti alla porta con l'ordine di sparare a vista contro chiunque tentasse di lasciare il
locale.
Poi si rec alla caserma di fanteria di San Hermenegildo, dove trov il 6 reggimento schierato
in pieno assetto di guerra, e si present al colonnello per congratularsi per avere aderito alla rivolta.
L'ufficiale rispose di essere favorevole al governo e Queipo sugger di andare a discutere la questione
nel suo ufficio: una volta all'interno, il generale arrest anche lui. Poi fu chiesto ad altri ufficiali se
avrebbero assunto il comando del reggimento, ma era evidente che il ricordo dell'insuccesso di
Sanjurjo era ancora troppo forte. Alla fine un giovane capitano, un falangista di nome Carlos Fernndez
de Crdoba, si offr volontario e tutti gli altri furono incarcerati.
Con la fanteria al suo fianco, Queipo riusc a convincere anche il reggimento d'artiglieria. I
falangisti, accorsi in aiuto, vennero equipaggiati dall'armeria. La leggenda nazionalista sostiene che
Queipo si impadron di Siviglia con un piccolo reparto, ma in realt contava su circa 4.000 uomini.10
Una salva d'artiglieria convinse alla resa il governatore civile e gli asaltos. Poi, nonostante la promessa
di Queipo di risparmiare tutti coloro che si trovavano all'interno dell'edificio, se si fossero arresi,
vennero fucilati. Poco prima dell'esecuzione, al capo della polizia fu detto che sua moglie avrebbe
percepito il suo stipendio completo se avesse consegnato gli incartamenti segreti sulle organizzazioni
dei lavoratori. L'ufficiale spieg dov'erano nascosti, ma  probabile che sua moglie non abbia ricevuto
nulla dopo la sua fucilazione.
La Guardia Civil si un ai rivoltosi appena vista la resa degli asaltos. E fu soltanto a questo
punto che gli operai cominciarono a reagire. Da Radio Siviglia venne ordinato lo sciopero generale e i
contadini furono chiamati in aiuto dalle campagne. Vennero erette in fretta e furia barricate, ma la
frattura tra anarchici e comunisti imped l'organizzazione di un contrattacco efficace. Poi gli operai si
ritirarono nei loro quartieri di Triana e La Macarena, alla periferia della citt, e si prepararono alla
difesa. I ribelli occuparono la stazione radio, che venne usata da Queipo per trasmettere violente
minacce contro chi avesse opposto resistenza e, aspetto pi importante, per smentire le affermazioni del
governo che la rivolta sul continente era stata repressa. L'insurrezione del 18 luglio 1936 fu il primo
colpo di Stato moderno in cui le stazioni radio, le centrali telefoniche e gli aeroporti ebbero
un'importanza primaria.
Il 22 luglio il generale Queipo de Llano dichiar alla radio che non stava facendo politica e
che i generali volevano ristabilire l'ordine sovvertito da potenze straniere e che il conglomerato
marxista aveva deformato il carattere della Repubblica. E aggiunse: Come spagnolo deploro la cieca
ostinazione di coloro che si oppongono, armi alla mano, a questo movimento di liberazione. Ci mi
obbliga a essere implacabile nella loro punizione.11
A Mlaga gli operai erano forti, ma non avevano armi. I loro dirigenti mantennero i contatti con
gli asaltos, l'unica forza governativa che ritenevano affidabile. Nel pomeriggio del 17, quando giunse
la notizia dell'insurrezione a Melilla, un giovane ufficiale imprudente, il capitano Agustn Huelin,
aveva condotto la propria compagnia verso il centro della citt; lungo il percorso si imbatt in un forte
contingente di asaltos che scattarono subito all'attacco: la truppa ebbe la peggio. Il comandante di
Mlaga, generale Paxtot, ritenne di non avere altra scelta se non un intervento immediato: il resto della
guarnigione venne fatto uscire, ma il comandante cambi parere e fece rientrare i soldati in caserma. Il
colonnello comandante della Guardia Civil, fatto quanto mai insolito per quel corpo, venne arrestato
dai suoi stessi uomini quando si pronunci a favore dei rivoltosi. Poi gli operai circondarono la caserma
e diedero fuoco a vari edifici. La guarnigione si arrese subito.
Ad Almera il governatore civile si rifiut di armare gli operai, sostenendo che non intendeva
provocare i militari a una rivolta aperta, e in seguito sostenne che non aveva comunque armi da
distribuire. Soltanto l'arrivo, il 21 luglio, del cacciatorpediniere Lepanto agli ordini di un capitano
lealista, assicur il porto ai repubblicani. L'unit brandeggi i pezzi d'artiglieria verso il comando della
Guardia Civil, che si arrese. La minaccia delle cannonate si dimostr molto convincente in varie citt.
Il governatore civile di Jan assunse un atteggiamento pi positivo. Convoc la Guardia Civil e
persuase i suoi componenti ad arrendersi, anche se ribadivano la propria fedelt alla Repubblica. Poi
distribu le armi all'UGT e alla CNT e la localit venne presidiata. Ovvio che molte altre citt
avrebbero potuto essere tenute sotto controllo se fosse stato preso questo provvedimento, ma c'erano
ben pochi governatori disposti ad ammettere l'inefficienza totale dei canali normali.
Nel porto militare di Cadice, il colonnello Varela fu liberato dal carcere dalla guarnigione locale
e assunse il comando dell'insurrezione: le sue truppe attaccarono la comandncia, difesa dal
governatore civile Mariano Zapico e da un'improvvisata milizia operaia. Altro centro di resistenza fu il
municipio, ma venne fatta intervenire l'artiglieria. Poi, alle prime luci dell'alba del 19 luglio arriv il
cacciatorpediniere Churruca, con i primi rinforzi dell'armata d'Africa. Gli insorti avevano conquistato
un importante porto militare lungo la costa andalusa.
I ribelli si impadronirono anche di buona parte della costa verso il confine portoghese,
comprese Algeciras, La Lnea (dove i carlisti fucilarono 200 massoni) e Jerz. La repressione fu
selvaggia. Il professor Carlos Castilla del Pino, che allora aveva tredici anni, descrisse le esecuzioni
nella sua cittadina natale di San Roque: Portarono una coppia di anarchici, il cui figlio era mio
compagno di scuola, in un villaggio a venticinque chilometri di distanza e li fucilarono. In seguito un
falangista che aveva assistito all'esecuzione mi raccont che la donna, prima di essere giustiziata, era
stata violentata da tutti i marocchini del plotone d'esecuzione... Cinque carabineros feriti furono
trascinati fuori dai letti dell'ospedale: i moros li presero per le braccia e le gambe e li gettarono sul
cassone di un autocarro... una volta giunti sulla strada maestra, non era possibile farli stare in piedi per
fucilarli e allora i marocchini li uccisero a colpi di baionetta.12
A Huelva le sinistre mantennero il controllo per qualche giorno. Il comandante della Guardia
Civil da Madrid ordin al distaccamento locale di attaccare Siviglia, ma il reparto si affianc alle forze
di Queipo subito dopo il loro arrivo.
Nella capitale, Casares Quiroga si dimise dalla carica di Primo ministro alle 4 del mattino del
19 luglio. L'atmosfera a Madrid era stata molto tesa per tutta la notte. Perfino il rumore di un ritorno di
fiamma di un motore d'automobile faceva pensare che anche in citt ci fosse un'insurrezione: per tutta
quella calda notte i caff rimasero aperti e le strade affollate. La frustrazione popolare e l'irritazione
contro il governo aumentarono con la trasmissione di notizie contrastanti da parte delle varie stazioni
radio. L'UGT e la CNT cominciarono a sospettare un tradimento.
Al momento delle dimissioni di Casares Quiroga, Azaa chiese a un amico personale, Martnez
Barrio, presidente delle Cortes, di costituire un governo. Il suo Gabinetto fu composto soltanto dai
partiti repubblicani e Barrio ignor di proposito gli elementi di sinistra dell'alleanza del Fronte
Popolare, data la sua intenzione di giungere a una riconciliazione con la destra. Questo momento di
crisi rivel la cruciale divisione fra il governo progressista del Fronte Popolare e la sinistra.
Tuttavia l'apertura di pace di Martnez Barrio rivolta per telefono al generale Mola venne
fermamente respinta. Non  possibile, seor Martnez Barrio, rispose Mola. Lei ha i suoi e io ho i
miei. Se lei e io giungessimo a un accordo, avremmo tradito entrambi i nostri ideali e i nostri
uomini.13 Ironico fu forse il fatto che un generale ribelle dovesse ricordare al Primo ministro di essere
il rappresentante dei votanti ai quali doveva la sua nomina. Gli operai erano furibondi per quel governo
che consideravano del tutto inetto, se non traditore. Grandi dimostrazioni si formano
simultaneamente, scrisse un testimone oculare, e puntano verso il centro e verso il ministero della
Guerra come una valanga. La gente urla Traditori! Vigliacchi!. I militanti urlavano: Ci hanno
venduti! Faremmo meglio a tirarli fuori e a fucilarli!.14
Il governo di Martnez Barrio cadde di colpo. Barrio descrisse personalmente l'episodio: In
pochi minuti la dimostrazione politica aveva fatto cadere il mio governo. Era senza senso chiedermi di
combattere la ribellione militare con semplici ombre, prive di autorit e che mantenevano in modo
ridicolo la definizione di ministri.15 Il suo Gabinetto era durato meno di dodici ore.
Azaa a questo punto chiese a un altro suo amico personale di costituire il governo. Jos Giral,
docente universitario, era l'unico politico progressista il quale si rendeva conto che gli esponenti della
Repubblica non potevano pi rifiutarsi di affrontare la realt; nella mattinata del 19 sciolse per decreto
l'esercito e ordin la distribuzione delle armi alle organizzazioni dei lavoratori. Tuttavia anche in
questo caso ci furono governatori che rifiutarono di obbedire: a Madrid il governo dovette ordinare
formalmente al generale Miaja di ottemperare all'ordine; poi oltre 60.000 fucili furono trasportati con
autocarri alle sedi dell'UGT e della CNT, dove il grosso strato di grasso di protezione venne tolto con
fogli del giornale di partito. Soltanto 5.000 fucili avevano gli otturatori, gli altri erano in deposito nella
caserma Montaa, dove il colonnello Serra, uno dei congiurati, si rifiut di consegnarli.
David Antona descrisse la scena all'intero della sede della CNT, chiusa dal governo soltanto
poche settimane prima: Uno stanzino buio. Non potevamo quasi muoverci. Una babele di voci, di
grida, fucili, molti fucili. Il telefono non smetteva mai di squillare. Non riuscivi nemmeno a sentire la
tua voce. C'era soltanto lo scricchiolio degli otturatori dei fucili dei compagni che volevano imparare
alla svelta a maneggiarli.16
Per fortuna dei lealisti, altrettanta confusione regnava a Madrid fra i congiurati. Sembrava che
nessuno sapesse con certezza chi avrebbe dovuto prendere il comando, finch non fu il generale Fanjul
ad assumersi questa responsabilit. I generali ribelli si erano sempre resi conto dell'improbabilit di
impadronirsi di colpo di Madrid. Ma tenendo conto che la loro strategia si basava su un'azione di
resistenza fino all'arrivo di rinforzi da Pamplona, Saragozza e Barcellona, i preparativi per un assedio
furono sorprendentemente pochi.
Nel tardo pomeriggio del 19 Fanjul and alla caserma Montaa dove si rivolse agli ufficiali e ai
falangisti accorsi in aiuto. Ma quando tentarono di uscire inquadrati, si trovarono bloccati da folle di
madrileos fatti intervenire dall'UGT e dalla CNT. Ci fu uno scambio di colpi d'arma da fuoco e le
truppe si ritirarono: il gesto dei ribelli aveva pi l'aria di un gesto dimostrativo che di un'operazione
militare. All'esterno, gli altoparlanti diffondevano il discorso della Pasionaria che alla radio esortava
alla resistenza; poi gli assedianti si sistemarono in attesa del mattino.
Mentre i combattimenti sul continente si intensificavano nel pomeriggio del 18, il biplano
Dragon Rapide noleggiato a Londra da Luis Boln aveva prelevato a Las Palmas il generale Franco, in
abiti civili. Il pilota inglese avrebbe dovuto confrontare una carta da gioco strappata a met con il pezzo
in possesso del suo passeggero, ma Franco fece a meno di questo banale rituale: forse lo riteneva al di
sotto della dignit di uomo del destino. Come capo nominale avrebbe potuto essere accettato il generale
Sanjurjo, ma Franco era incrollabilmente convinto che le proprie abilit fossero indispensabili alla
buona riuscita della difficile impresa dei ribelli.
Franco raggiunse in aereo Casablanca, nel Marocco Francese, dove lo attendeva Luis Boln, per
accertarsi prima di tutto che l'armata d'Africa fosse sotto controllo. Telefon agli ufficiali a Larache, i
quali gli consigliarono di non atterrare a Tangeri. All'alba del 19 decoll alla volta di Tetun e durante
il volo indoss l'uniforme. Ad attenderlo all'aeroporto c'erano svariati ufficiali superiori ribelli, fra cui
Yage, Solans, Segu, Senz de Buruaga e Beigbeder, che misero l'armata d'Africa ai suoi ordini.17 Dal
rapporto, tenuto attorno all'aereo subito dopo l'atterraggio, Franco apprese che il successo
dell'insurrezione non era stato completo. Decise che Boln partisse subito con l'autorizzazione ad
acquistare aerei ed equipaggiamenti per l'esercito spagnolo non marxista, una definizione piuttosto
blanda delle forze che in seguito sarebbero state chiamate La Cruzada.
La seconda decisione presa da Franco quel giorno a Tetun fu ordinare che tutti quelli che erano
rimasti fedeli alla Repubblica venissero rinchiusi in un campo di concentramento alla periferia della
citt e nel castello di El Echo a Ceuta: ogni mattina arrivavano i falangisti a fucilarli a gruppi, dopo una
rapida selezione.18
Occorrevano urgenti rinforzi sul continente e, dato che la rivolta nella flotta era fallita, gli aerei
sarebbero stati essenziali per il trasporto in Spagna dell'armata d'Africa. Il 22 luglio il console tedesco
a Tetun inoltr a Wilhelmstrasse un messaggio del colonnello Beigbeder, gi addetto militare
spagnolo a Berlino:
Il generale Franco e il tenente colonnello Beigbeder presentano i loro omaggi al loro amico
l'onorevole generale Kuhlenthal, lo informano del nuovo governo nazionalista spagnolo e lo pregano di
inviare dieci aerei da trasporto truppe con il massimo numero di posti, tramite ditte private tedesche. Il
trasferimento deve avvenire per via aerea con equipaggi tedeschi su qualsiasi aeroporto del Marocco
Spagnolo. Il contratto sar firmato in seguito. Molto urgente! Parola d'onore del generale Franco e
della Spagna.19
Sulla costa settentrionale, Santander venne assicurata alla Repubblica senza spargimento di
sangue la mattina del 19, quando il 23 fanteria si rifiut di unirsi agli insorti. A Oviedo, per, la
sinistra era troppo fiduciosa, dopo la forza dimostrata nella ribellione delle Asturie del 1934. Il
comandante militare colonnello Aranda, nel corso dei mesi precedenti, era riuscito a convincere il
governatore civile e la maggior parte dei dirigenti operai di mantenersi fedeli al governo. Aranda,
sottolineando di agire in base a ordini della capitale, si rifiut di consegnare le armi. Il governatore
civile, rassicurato dalle sue dichiarazioni di lealt, lo defin uomo d'onore presso gli esponenti
sindacali. Aranda si impegn a tenere Oviedo, mentre i minatori organizzavano una colonna per andare
in aiuto a Madrid. Appena la colonna part, si dichiar favorevole agli insorti. Il governatore fu uno dei
primi a essere giustiziato, dopo che le truppe del colonnello e la Guardia Civil si impadronirono della
citt. Quando gli operai si resero conto che Aranda li aveva ingannati, circondarono la citt e iniziarono
un lungo e violento assedio.
A Gijn l'insurrezione fall grazie all'azione decisa dei portuali, i quali affrontarono le truppe
agli ordini del colonnello Pinilla che si ritirarono nella caserma di Simancas dove furono assediate per
oltre un mese, finch i dinamiteros fecero saltare gli edifici.
Gli eventi furono molto meno drammatici nella citt carlista di Pamplona. La mattina del 19 il
Direttore segu con scrupolo la propria tabella di marcia e proclam lo stato di guerra nella Navarra.
Ci fu scarsa resistenza in questa roccaforte del tradizionalismo, spesso definita la Vandea spagnola;
quelli della Casa del pueblo che tentarono di resistere furono massacrati.20 Per tutta la giornata nella
piazza principale continu l'afflusso di coltivatori carlisti per arruolarsi. Con in testa il grande basco
scarlatto, urlavano il vecchio grido di battaglia Viva Cristo Rey!. Uno spettatore francese comment
che non si sarebbe sorpreso se avesse visto organizzare, nello stesso momento, un autodaf di eretici.
Nel complesso furono 8.000 i requets che si radunarono cantando:
Dammi il mio basco
Dammi il mio fucile,
Ammazzer pi rossi
Dei fiori di maggio o d'aprile.
La Navarra aveva votato contro lo statuto autonomo basco offerto dalla Repubblica, per cui i
baschi erano bene al corrente della minaccia costituita dall'adesione dei carlisti alla rivolta militare. Il
19 i nazionalisti conquistarono la citt di Vitoria, cuore della provincia basca meridionale di Alava, ma
a Bilbao il governatore civile riusc a intercettare la telefonata di Mola al comandante militare.21 Venne
costituito un Consiglio di difesa per la provincia di Biscaglia, la fortezza di Basurto fu circondata e i
soldati furono disarmati.
Nel territorio orientale basco l'iniziativa proveniva quasi per intero dalle organizzazioni dei
lavoratori, come l'UGT a Eibar e la CNT a San Sebastin. In quest'ultima citt gli eventi
assomigliarono a quanto era accaduto a Oviedo. Il colonnello Carrasco si dichiar fedele al governo, e
una colonna venne inviata in aiuto a Mondragn. Quando il colonnello alla fine prese una decisione, i
suoi uomini furono assediati nell'Hotel Mara Cristina e al Gran Casino Club. San Sebastin, la capitale
estiva e la localit marina pi alla moda in Spagna, aveva un numero considerevole di sostenitori della
destra, i quali per non furono in grado di resistere all'attacco inaspettatamente feroce degli operai. Si
disse che nella loro fallita difesa del Mara Cristina i ribelli avessero usato ostaggi vivi come sacchi di
sabbia alle finestre, ma  probabile che si tratti di un esempio delle voci esagerate usate dalla
propaganda di quei tempi. Gli anarchici si impadronirono delle armi della caserma Loyola, dato che
non erano sicuri che il PNV, il partito nazionalista basco, si sarebbe opposto all'insurrezione. Questo, e
la loro successiva fucilazione di alcuni prigionieri di destra, peggior le loro relazioni con il PNV.
Nella Vecchia Castiglia, Burgos, citt di soldati e di preti, era nazionalista fino alle pietre,
come dichiar in seguito la contessa di Vallellano al dottor Junod della Croce Rossa.23 Non ci fu in
pratica alcuna opposizione, ma ci non ridusse il numero delle esecuzioni di massa, una volta ottenuti
nomi e indirizzi dal comando della polizia. I generali Batet e Mena, rimasti fedeli al governo, furono tra
i primi a essere fucilati. I pi influenti esponenti civili della destra appartenenti alla congiura  Sinz
Rodrguez, Goicoechea, il conte di Vallellano, Vegas Latapi, Yanguas, Zunzunegui e il marchese di
Valdeiglesias  si erano gi radunati a Burgos per dare il benvenuto al generale Sanjurjo come nuovo
capo dello Stato, ma attesero invano. Il suo aereo dal Portogallo si era schiantato al decollo e Il Leone
del Rif era rimasto ucciso sul colpo bruciando fra i rottami assieme alle sue uniformi da parata e alle
sue decorazioni.
A Valladolid, il cuore di quell'austera Castiglia romanticizzata da Jos Antonio, gli asaltos si
ribellarono contro il governatore civile Luis Lavn e occuparono Radio Valladolid e la posta centrale. Il
governatore fu arrestato e gli ufficiali ribelli che aveva imprigionato furono liberati. I generali Saliquet
e Ponte entrarono al comando, pistole alla mano, per assumere la guida dell'insurrezione. Il generale
Nicols Molero e quelli rimasti fedeli reagirono e nella sparatoria tre uomini rimasero uccisi e cinque
feriti, fra cui lo stesso Molero, che fu giustiziato parecchi giorni dopo. Saliquet proclam lo stato di
guerra e fece uscire le truppe nelle strade. I ferrovieri dell'UGT si batterono con molto coraggio, ma
vennero ben presto annientati. Le 478 persone che avevano cercato rifugio nella Casa del pueblo furono
incarcerate.24
La mancata conquista di Saragozza, capitale dell'Aragona, da parte delle sinistre fu una grave
sconfitta, soprattutto per gli anarchici. Il governo, diffidando delle intenzioni del generale Cabanellas,
mand un amico, il generale Nuez de Prado, a confermare la sua fedelt alla Repubblica. Cabanellas
si dichiar a favore dell'insurrezione e fece fucilare Nuez de Prado e il suo aiutante di campo. A
Saragozza c'erano circa 30.000 iscritti alla CNT, ma i loro dirigenti insistettero per agire con il
governatore civile, anche se non forn loro armi. Truppe agli ordini del colonnello Monasterio uscirono
nelle strade all'alba del 19 e gli operai, virtualmente indifesi, subirono uno spaventoso massacro.
A Barcellona la situazione fu molto diversa, anche se i congiurati militari la consideravano la
conquista pi sicura. I nazionalisti, contando sugli ufficiali dell'UME che erano di destra e anticatalani,
avevano 12.000 uomini da fare affluire dalle caserme per dominare la zona del centro. Il generale
Goded doveva arrivare in volo da Maiorca, una volta resa sicura l'isola, e assumere il comando.
Tuttavia i congiurati non tennero conto della determinazione delle organizzazioni operaie e non
previdero che gli asaltos, e, fatto pi sorprendente, la Guardia Civil si sarebbero opposti a loro.
La sera del 18 luglio, Companys, presidente della Generalitat catalana, si rifiut di distribuire
armi alla CNT, anche se gli erano pervenute notizie dei fatti del Marocco e di Siviglia e pur avendo
prove documentate dei piani per l'insurrezione a Barcellona. La polizia catalana arrest gli anarchici
armati, ma poi li rimise in libert dopo vigorose proteste del comitato regionale della CNT.
Gli anarchici, sapendo molto bene che cosa li aspettava se l'esercito si fosse impadronito della
citt, decisero di non lasciare la propria sorte in mano ai politici. Durante quella notte i comitati di
difesa locali della CNT proseguirono i preparativi di guerra; le armerie isolate furono occupate (un paio
con l'appoggio di sottufficiali favorevoli) e furono prelevate armi da quattro navi in porto. Venne preso
d'assalto perfino il rugginoso scafo della nave-prigione Uruguay, allo scopo di impadronirsi delle armi
delle guardie. Il sindacato dell'UGT dei portuali sapeva di un carico di dinamite in porto, e una volta
che questi si furono impadroniti dell'esplosivo, per tutta la notte fabbricarono bombe a mano
improvvisate. Tutti i negozi di armi della citt furono svuotati. Vennero requisiti automobili e autocarri
e gli operai metallurgici vi saldarono sopra rozze piastre come corazzatura, mentre sacchi di sabbia e
terra venivano ammucchiati come protezione alle spalle delle cabine degli autocarri. Tutti i veicoli
furono contrassegnati da grandi lettere pitturate sui tetti e sulle fiancate: perlopi si trattava di sigle
anarchiche, CNT-FAI, ma si notavano anche POUM e PSUC; alcuni avevano la scritta UHP (Unin
Hermanos Proletarios, Unione dei fratelli proletari), lo slogan comune dell'alleanza operaia nella
rivolta delle Asturie.
L'atmosfera di quella calda estate era molto elettrica. L'indomani mattina avrebbero dovuto
avere inizio le Olimpiadi Popolari (organizzate per boicottare le Olimpiadi nella Germania nazista).
L'evento fu dimenticato sotto la minaccia della crisi e gli atleti stranieri attesero pieni di disagio negli
alberghi e nei dormitori. (Il giorno dopo molti di loro si schierarono a fianco degli operai e circa 200
entrarono nelle colonne della milizia.) Companys, rendendosi conto di essere per il momento superfluo,
usc a passeggio lungo le Ramblas con un feltro calato sugli occhi per non farsi riconoscere. Le strade
erano affollate e piene di rumore, con altoparlanti appesi agli alberi che trasmettevano musica
frammista a comunicati. Nel ritrovo favorito degli anarchici, il caff A la Tranquilidad, c'era un
andirivieni di esponenti della CNT che ascoltavano le ultime notizie e le informazioni sulla
distribuzione di armi agli operai. I membri del comitato regionale, come Buenaventura Durruti, Juan
Garca Oliver e Diego Abad de Santilln, si tenevano in stretto contatto con la Generalitat, nonostante
la decisione di Companys. In realt alcuni asaltos ignorarono le istruzioni ricevute e distribuirono agli
operai i fucili della loro armeria.
Poco prima dell'alba del 19, i soldati della caserma Pedralbes ricevettero razioni di rum dai loro
ufficiali, poi fu comunicato loro di avere ricevuto da Madrid l'ordine di reprimere un'insurrezione
anarchica. Falangisti e altri sostenitori che indossavano parti di uniformi si unirono alla colonna che
aveva imboccato la Diagonal, uno dei viali principali di Barcellona.25 Quasi subito le sirene di tutte le
fabbriche diedero l'allarme alla citt. Alle 5 del mattino anche il reggimento di cavalleria Montesa era
stato fatto uscire dalla caserma nella Calle Tarragona, quello dei dragoni Santiago lasci la caserma
della Travessera de Grcia, mentre una batteria del 7 artiglieria leggera usciva dalla caserma Sant
Andreu, dove erano custoditi pi di 30.000 fucili.
La sortita dalle caserme era stata male coordinata. Il reggimento di fanteria della caserma
Parque venne duramente attaccato e costretto a ripiegare combattendo, mentre quello di cavalleria
Santiago fin disperso al Cinc d'Oros. Alcuni reparti non scesero nemmeno nelle strade; quelli che ci
riuscirono si mossero per occupare edifici strategici presso Plaza de Espaa e Plaza de Catalunya,
barricandosi all'Hotel Coln, al Ritz e alla centrale dei telefoni. I reparti attaccati in marcia eressero
barricate per proteggersi, ma diventarono bersaglio di autocarri pesanti lanciati in attacchi suicidi. I
soldati furono anche assaliti con ordigni esplosivi fatti in casa lanciati dai tetti e dalle fucilate di franchi
tiratori. Barricate per impedire loro l'accesso al centro furono erette da chi non era in grado di prendere
parte ai combattimenti; quelle costruite con le pietre della pavimentazione stradale potevano sopportare
anche le cannonate dell'artiglieria leggera, se erette a regola d'arte, come gli operai avevano imparato
durante i combattimenti per le strade nel corso della Semana Trgica del 1909.
Verso le 11 del mattino il generale Goded arriv da Maiorca su un idrovolante. L'isola era stata
facilmente occupata dagli insorti, anche se Minorca, con la sua base sommergibili a Port Mahon, fu
occupata per le sinistre da soldati e sottufficiali che si erano opposti ai loro ufficiali. Goded and subito
alla capitana (sede del capitano generale), dove arrest il comandante della divisione, Llano de la
Encomienda, rimasto fedele al governo. Non ci volle molto, per, perch tutti gli edifici in mano agli
insorti nel centro della citt finissero assediati. La bandiera costituita da un triangolo rosso e uno nero
della CNT-FAI sventol dappertutto sulle barricate, sugli autocarri e sugli edifici pubblici. Gli
altoparlanti nelle strade continuarono a trasmettere notizie, istruzioni ed esortazioni per tutta quella
lunga e calda domenica. Alcune chiese furono date alle fiamme dopo notizie di colpi di fucile dai
campanili (non da parte dei sacerdoti, come dicevano le voci, ma di soldati che avevano occupato i
campanili di Los Carmelitas e Santa Madrona). Ci furono esecuzioni sommarie, comprese quelle di una
dozzina di preti nel convento dei Carmelitani, accusati ingiustamente di avere sparato contro la folla
dalle finestre.
Gli assalti in terreno scoperto contro gli edifici assediati causarono gravi perdite. Poi, verso le 2
del pomeriggio, quando divenne evidente che l'esercito non sarebbe riuscito ad avere la meglio contro
un numero di avversari tanto decisi, il colonnello Escobar schier i suoi 4.000 uomini della Guardia
Civil a fianco degli operai, con una colonna di 800 che risal la Layetana fino alla Commissione
dell'Ordine Pubblico dove Companys attendeva al balcone. Uno squadrone a cavallo trott lungo le
Ramblas, rispondendo con il saluto a pugno chiuso agli applausi scroscianti della folla: era la prima
volta che questa formazione paramilitare veniva applaudita dagli operai di Barcellona, anche se la loro
istintiva diffidenza nei confronti della Guardia Civil non si dissip mai. Con la sua eccellente
precisione di tiro, la Guardia Civil si dimostr molto utile negli attacchi contro gli Hotel Coln e Ritz,
ma se gli anarchici riconquistarono da soli la centrale telefonica.
La vera svolta si ebbe nell'Avenida Icria, dove le barricate furono improvvisate con gli enormi
rotoli di carta per le rotative contro la cavalleria e il 1 reggimento artiglieria da montagna della
caserma Sant Andreu mandati in appoggio agli insorti assediati in centro. A un certo punto, durante gli
scontri, un piccolo gruppo di operai e un asalto corsero verso una sezione d'artiglieria degli insorti con
due cannoni da 75 mm. Mentre correvano verso gli artiglieri increduli, tenevano i fucili alti sopra la
testa per mostrare che non stavano attaccando; poi, senza fiato, cominciarono a dire ai soldati che non
potevano sparare contro i loro fratelli, e che i loro ufficiali li avevano ingannati. I due pezzi furono
girati e puntati contro le forze ribelli. Da quel momento un numero sempre maggiore di soldati si un
agli operai e agli asaltos.
Fu proprio una salva di pezzi d'artiglieria catturati, agli ordini di un portuale, a convincere alla
resa il generale Goded alla capitana. Molti repubblicani volevano fucilare sul posto quel capo degli
insorti, ma fu salvato da una comunista, Caridad Mercader, la madre dell'assassino di Trockij. Goded
fu condotto davanti a Companys, il quale lo persuase a diramare un appello alla radio per evitare
ulteriori spargimenti di sangue. Qui parla il generale Goded, disse al microfono, faccio questo
appello al popolo spagnolo: il destino mi  stato avverso e sono prigioniero. Dico questo perch tutti
coloro che stanno ancora combattendo non devono pi sentirsi in obbligo nei miei confronti.26 Le sue
parole furono di grande aiuto alle forze della sinistra in altre zone della Spagna, ma l'avere accettato di
fare quella dichiarazione non valse a salvargli la vita. In agosto una corte marziale di ufficiali
repubblicani lo condann a morte per ribellione.
Al calar della notte soltanto la caserma Atarazanas, vicino al porto, e la Sant Andreu resistevano
ancora. Le postazioni di mitragliatrici attorno al monumento a Colombo erano state ridotte al silenzio
all'imbrunire. L'aeroporto di El Prat era comandato da un ufficiale simpatizzante, il colonnello Daz
Sandino, e i suoi aerei le avevano attaccate permettendo a un'ondata di operai e di asaltos di occuparle.
Al Castello di Montjich la guarnigione aveva ucciso gli ufficiali ribelli e poi aveva consegnato le armi
al deposito della CNT.
La mattina dopo gli anarchici, sostenendo che l'assalto alla caserma Atarazanas spettava a loro,
intimarono alle forze paramilitari di tenersi da parte. L'ordine dell'attacco in massa fu dato da
Buenaventura Durruti: Adelante los hombres de la CNT!, e and all'assalto a fianco del suo
compagno d'armi Francisco Ascaso, che rimase quasi subito ucciso. Quell'azione finale port il totale
delle perdite a circa 600 morti e 4.000 feriti. Come durante tutti i combattimenti, gli attaccanti
dimostrarono disperato coraggio e abnegazione. Molte perdite furono inutili, soprattutto quelle subite
nell'assalto finale, quando gli anarchici avevano a disposizione artiglieria e appoggio aereo; tuttavia il
coraggio di quell'attacco pass nel folklore degli anarchici, mettendo in ombra il particolare che lo
slancio e il coraggio sono solo un pericoloso sostituto della scienza militare.
...
.
...
7.
.
La lotta per il predominio.
.
Il piano dei ribelli per l'insurrezione militare aveva assegnato un ruolo chiave alla marina: le
sue navi erano necessarie per il traghettamento dell'armata d'Africa sul continente. Questo era stato
concordato in anticipo nel corso di manovre navali vicino alle Canarie fra gli ammiragli e il generale
Franco. Le unit da guerra dovevano fare rotta a tutta forza verso il Marocco Spagnolo allo scoppio
dell'insurrezione.
Il 18 luglio, il generale Queipo de Llano dimostr la sua fiducia in questa strategia nel corso del
primo dei suoi loquaci interventi da Radio Siviglia, senza la minima preoccupazione che avrebbe
potuto rivelare, con questo, i piani della congiura:
La Marina, sempre fedele al battito del cuore della Nazione, si  affiancata a noi in massa.
Grazie al suo aiuto, il trasferimento delle truppe dal Marocco alla penisola deve avvenire con molta
rapidit e presto vedremo arrivare a Cadice, Mlaga e Algeciras le gloriose colonne della nostra Armata
d'Africa, che proceder senza sosta verso Granada, Crdoba, Jan, l'Estremadura, Toledo e Madrid.1
Questi ampi presupposti, tuttavia, si dimostrarono prematuri. La stragrande maggioranza degli
ufficiali della marina era di certo favorevole all'insurrezione: come gli ufficiali di marina della maggior
parte delle nazioni latine, quelli spagnoli erano pi aristocratici dei colleghi dell'esercito, nel quale si
erano formate sacche progressiste perch era diventato una scala per gli arrampicatori sociali del ceto
medio durante il XIX secolo. Gli ufficiali di marina, invece, tendevano a essere molto monarchici e
nella media il loro atteggiamento nei confronti degli uomini d'equipaggio, a quell'epoca, era ben poco
illuminato.
La mattina del 18 luglio il ministero della Marina a Madrid ordin a tre cacciatorpediniere di
salpare da Cartagena alla volta di Melilla e impart per radio l'ordine di cannoneggiare la citt insorta;
gli ufficiali seppero cos che l'insurrezione era cominciata. A bordo di due delle navi gli equipaggi
furono inquadrati in coperta e i comandanti spiegarono gli obiettivi della ribellione. Ma se si
aspettavano grida di entusiasmo, rimasero delusi.
Gli ufficiali inferiori della marina erano molto meglio organizzati dei loro corrispettivi
dell'esercito, e avevano tenuto una riunione segreta a El Ferrol il 13 luglio per discutere il da farsi
qualora gli ufficiali si fossero ribellati al governo. A Madrid, un radiotelegrafista, Benjamn Balboa,
intercett il messaggio dettato dal generale Franco a Tenerife, lo pass subito al ministero della Marina
e arrest l'ufficiale addetto alle telecomunicazioni, capitano di corvetta Castor Ibez, che apparteneva
ai ribelli. Balboa, per ordine del ministero, si mise subito in contatto con tutti i marconisti della flotta,
informandoli di quanto stava accadendo e chiedendo loro di tenere d'occhio gli ufficiali, una banda di
fascisti; di conseguenza, la maggior parte degli equipaggi venne informata degli avvenimenti e non
pot venire ingannata con false storie. Inoltre Giral, ancora ministro della Marina in quel momento,
ordin per radio la destituzione di tutti gli ufficiali che disobbedivano al governo.
Dei tre cacciatorpediniere davanti a Melilla soltanto gli ufficiali del Churruca rimasero al
comando, ma solo perch l'impianto radio era guasto. Sull'Almirante Valds e sul Snchez
Barciztegui (l'unit sulla quale era stato incarcerato Azaa) invece, gli equipaggi, preavvisati dai
marconisti, assalirono gli ufficiali e li sopraffecero; poi elessero un comitato di bordo, bombardarono
Melilla e Ceuta e tornarono alla loro base navale di Cartagena rimasta fedele al governo. I ribelli
avevano cos soltanto un cacciatorpediniere e una cannoniera, la Dato, per iniziare il trasferimento
dell'armata d'Africa in Spagna.
Entro la mattina del 19 il governo aveva ordinato a tutte le unit disponibili di trasferirsi a tutto
vapore nello Stretto di Gibilterra per impedire il traghettamento dell'armata d'Africa. Gli ufficiali che
volevano unirsi agli insorti non poterono evitare che gli equipaggi ne fosse informati. Sull'incrociatore
Miguel de Cervantes gli ufficiali resistettero fino alla fine; ma sulla maggior parte delle unit si
arresero appena l'equipaggio si impadron dell'armeria di bordo. L'unica corazzata in grado di tenere il
mare, la Jaime I, venne riconquistata dai marinai, come l'incrociatore Libertad e perfino il
cacciatorpediniere Churruca, dopo che aveva sbarcato a Cadice un tabor di regulares. I nazionalisti in
seguito accusarono i marinai ammutinati di avere assassinato i loro ufficiali e Giral di esserne
responsabile.
Dopo l'ordine del ministero della Marina che esonerava dal comando gli ufficiali ribelli, ci fu il
seguente famoso scambio di messaggi: Equipaggio Jaime I a ministero Marina. Abbiamo avuto seria
resistenza da parte comandanti et ufficiali di bordo, et li abbiamo sopraffatti con la forza... Chiediamo
urgenti istruzioni riguardo salme; Ministero Marina a equipaggio Jaime I. Calate salme fuori bordo
con rispettosa solennit. Notificate vostra presente posizione.2
Gli ufficiali della Royal Navy a Gibilterra stavano seguendo con attenzione gli eventi. La
semplice idea di un gesto del genere da parte degli equipaggi li faceva rabbrividire. Era ancora fresco il
ricordo dell'ammutinamento di Invergordon del 1931 e anche se era stato soltanto poco pi di uno
sciopero, erano trascorsi solo diciassette anni dalla molto pi seria rivolta della squadra francese nel
Mar Nero.3 Non vi erano dubbi verso chi andassero le loro simpatie e ci avrebbe avuto
un'apprezzabile influenza in vari settori. L'incaricato d'affari tedesco in Spagna, Vlckers, rifer in
ottobre a Wilhelmstrasse: Per quanto riguarda l'Inghilterra, abbiamo fatto l'interessante osservazione
che essa rifornisce i bianchi di munizioni da Gibilterra e che il comandante dell'incrociatore britannico
locale ci ha recentemente informato delle forniture d'armi sovietiche al governo rosso, cosa che di certo
non avrebbe fatto senza istruzioni.4
Con la repressione dell'insurrezione a bordo della maggior parte delle unit, molti ribelli erano
sicuri di essere condannati, poich sembrava che l'armata d'Africa non sarebbe riuscita a trasferirsi sul
continente. Mola, pur convinto che il loro progetto fosse fallito, continu soltanto perch non aveva
altra scelta. L'incaricato d'affari tedesco rifer a Wilhelmstrasse che la defezione della flotta poteva far
fallire il progetto di Franco e poteva significare il sacrificio delle guarnigioni delle principali citt.
Questo contrattempo non si trasform in una sconfitta per i nazionalisti perch essi riuscirono a
dare inizio al primo importante ponte aereo di truppe della storia.5 Anche se questo cominci quasi
subito con pochi Breguet e Nieuport dell'aviazione spagnola e Savoia-Marchetti S.81 italiani, venne
effettuato soprattutto con i trimotori Junkers 52 mandati da Hitler, il quale comment in seguito che
Franco avrebbe dovuto erigere un monumento a quell'aereo che era stato tanto importante per la sua
vittoria.6 Ma i nazionalisti furono anche avvantaggiati dal fatto che i nuovi comitati di bordo erano
male coordinati, riducendo cos notevolmente l'efficienza della marina repubblicana. Questa venne
inoltre scoraggiata dall'attaccare le unit che trasportavano reparti dell'armata d'Africa perch queste
erano scortate dalle corazzate tascabili tedesche Deutschland e Admiral Scheer. In tal modo i ribelli
riuscirono a fare passare il cosiddetto convoglio della vittoria, con 2.500 uomini e molto
equipaggiamento, comprese le armi pesanti che non potevano essere trasportate in aeroplano.
I combattimenti pi furiosi in seno alla marina non avvennero in mare, ma nel porto di El
Ferrol, nel settore nordorientale della Spagna. Il 19 luglio la CNT e l'UGT intimarono al governatore
civile la consegna delle armi, ma il comandante dell'arsenale militare si rifiut e i cospiratori
proclamarono lo stato di guerra. Il 29 fanteria di marina e reparti del 3 artiglieria costiera riuscirono a
tenere la citt per i ribelli, ma molti operai fecero causa comune con i marinai per occupare l'arsenale.
I marinai lealisti riuscirono anche a impadronirsi dell'incrociatore Almirante Cervera che era in
bacino di carenaggio e della corazzata Espaa immobilizzata. Queste due unit riuscirono a mettere
fuori uso il cacciatorpediniere Velasco, catturato da ufficiali ribelli, ma non riuscirono a brandeggiare le
loro torrette principali verso terra contro le batterie costiere a causa delle installazioni lungo la
banchina. Le distruzioni provocate da una battaglia fra grosse unit navali in una zona tanto ristretta
furono enormi. Il 21 luglio gli ufficiali nazionalisti riuscirono a trasmettere un falso dispaccio del
ministero della Marina che ordinava alle due navi di arrendersi e di evitare ulteriori spargimenti di
sangue. Il comandante lealista dell'Almirante Cervera, capitano di vascello Snchez Ferragut, e il
contrammiraglio Azarola accettarono di arrendersi a condizione che non ci fossero esecuzioni. Questo
venne promesso, ma in seguito non mantenuto.
L'insurrezione militare in altre zone della Galizia era cominciata, dopo qualche ritardo, nelle
prime ore del 20 luglio. A La Corua il governatore civile, Francisco Prez Carballo, amico personale
di Casares Quiroga, si rifiut di armare l'UGT e la CNT, assicurando che il governatore militare aveva
ricevuto dai suoi ufficiali la promessa solenne che non si sarebbero ribellati. Ma il generale Pita
Romero fu in seguito arrestato e fucilato cos come il comandante della divisione, generale Enrique
Salcedo, e come Prez Carballo; la sorte di sua moglie incinta, Juana Capdevielle, fu terribile: venne
arrestata, poi abort quando seppe che suo marito era stato assassinato; venne rimessa in libert, ma in
agosto alcuni falangisti la violentarono e poi la uccisero.7
Gruppi di operai con pochissime armi tennero testa alle truppe e a un forte distaccamento della
Falange comandato da Manuel Hedilla. Alla fine furono sopraffatti vicino alla tomba di sir John
Moore, proprio mentre stavano arrivando da Noya i rinforzi dei dinamiteros e dei minatori armati di
fucili. Accortisi che erano giunti troppo tardi e trovandosi di fronte a violenti contrattacchi, i
componenti della colonna si ritirarono sulle montagne; alcuni si suddivisero in bande di guerriglieri,
altri si aprirono la strada a oriente, verso Bilbao.
A Vigo, anch'essa caduta in mano ai nazionalisti, i soldati del reggimento Mrida ricevettero
una grossa razione di alcool, per cui verso il centro della citt marci una colonna di truppe mezzo
ubriache. Alla Puerta del Sol, l'ufficiale che la comandava proclam lo stato di guerra e quando civili
disarmati levarono grida di protesta, diede l'ordine di aprire il fuoco: i soldati cominciarono a sparare
in tutte le direzioni.
Nelle prime ore del mattino del 20 luglio i pochi cittadini armati di Madrid attorno alla caserma
Montaa furono raggiunti da molti altri, donne comprese. Due cannoni Schneider da 75 mm furono
messi in postazione e un capitano d'artiglieria, Orad de la Torre, li piazz nella Calle Bailn, a circa
500 metri. Pi tardi un pezzo da 155 mm, comandato dal sottotenente Vidal, fu portato fino a 200 metri
dal bersaglio.8
Migliaia di persone circondarono il complesso militare lungo il Paseo de Rosales dalla parte
della Stazione Nord. Era una massa che avanzava e si ritirava senza ordine. Un avvocato che era
presente ha descritto la scena: Dalla parte della caserma si sentivano fucilate. All'angolo della Plaza
de Espaa e della Calle de Ferraz un gruppo di asaltos stava caricando i fucili al riparo di un muro. Una
moltitudine di folla era accucciata o a terra fra gli alberi e le panchine dei giardini. Sopraggiunsero
alcuni aerei lealisti dal vicino aeroporto Cuatro Vientos, dove l'insurrezione era stata repressa il giorno
precedente. In un primo momento lanciarono manifestini chiedendo ai soldati di arrendersi; in seguito,
quando sganciarono bombe sulla caserma, migliaia di cittadini applaudirono e si misero a fare salti di
gioia, ma dall'interno le mitragliatrici aprirono il fuoco, uccidendone alcuni. Il giovane poeta inglese
Jack Lindsay, scrisse una poesia su quella giornata:
Trovammo per caso un cannone,
Lo portammo su un camion di una fabbrica di birra.
Attaccammo la caserma Montaa
Con poche vecchie pistole e le mani nude
Sotto il tiro falciante delle mitragliatrici.
C'ero anch'io.
Ho visto gli ufficiali farsi piccoli,
Con i volti sbiancati dalla paura.9
Non c' da sorprendersi che le emozioni siano state spesso pi forti del buon senso. Fra i pochi
privilegiati in possesso di armi ci furono quelli che spararono con vecchie rivoltelle contro le spesse
mura di pietra. L'assalto alla caserma Montaa dimostr quali orrori possono derivare dalla confusione.
Molti soldati volevano arrendersi e sventolavano bandiere bianche dalle finestre. La folla corse avanti
piena di gioia ma le mitragliatrici, dirette dagli ufficiali, tornarono ad aprire il fuoco, uccidendo molte
persone in terreno scoperto; ci avvenne parecchie volte, per cui la massa era furente, quando la
caserma fu conquistata in un assalto. La cosa fu resa possibile perch un sergente del genio
repubblicano riusc ad aprire dall'interno il portone prima di essere abbattuto da un ufficiale. Il
massacro che ne segu fu terribile.10
A Granada il generale Campins rimase fedele alla Repubblica e assicur al governatore civile
che ci si poteva fidare dei suoi ufficiali.11 Ma i colonnelli Muoz e Len Maestre fecero scattare
l'insurrezione. Campins fu arrestato il 20 luglio e fucilato in seguito per ordine del generale Queipo de
Llano per essersi opposto al movimiento salvador de Espaa. Gli operai, i quali avevano creduto che
la guarnigione e gli asaltos non si sarebbero ribellati, si resero conto troppo tardi di quanto stava
succedendo e i militari ribelli al tramonto erano padroni del centro della citt. I loro avversari si
ritirarono nel quartiere noto come l'Albaicn barricandovisi, e lo difesero per tre giorni; poi venne fatta
intervenire l'artiglieria e decine e decine di famiglie rimasero sepolte fra le macerie delle loro case.
Di tutte le principali citt, Valencia fu quella che sub il maggiore ritardo prima che la
situazione si chiarisse, perch il comandante militare, generale Martnez Monje, si rifiut di prendere
posizione. Il messaggio radiofonico del generale Goded da Barcellona fu un grave colpo per i
cospiratori locali, i quali trovarono molto difficile convincere i colleghi a seguirli. La CNT aveva gi
proclamato lo sciopero generale nella regione di Valencia e aveva aderito al comitato esecutivo
costituito dai partiti del Fronte Popolare nell'ufficio del governatore civile, funzionario che era stato
deposto dal comitato perch si rifiutava di prendere decisioni.
La CNT, con il suo seguito fra i portuali, era la pi numerosa delle organizzazioni dei lavoratori
e nella sua cooperazione con il Fronte Popolare insistette su varie condizioni. Una di esse chiedeva che
le forze paramilitari venissero suddivise fra gruppi pi numerosi di operai allo scopo di assicurarsene la
fedelt. La condizione fu accettata e i gruppi misti di intervento occuparono la stazione radio, la
centrale dei telefoni e altri edifici strategici; tuttavia, quando un distaccamento della Guardia Civil
venne inviato assieme ad alcuni operai in aiuto in un'altra zona, esso uccise i compagni e and a unirsi
ai nazionalisti.
Il generale Martnez Monje continu a insistere sulla propria fedelt, pur rifiutandosi di
distribuire le armi come gli aveva ordinato il governo. Erano in pochi a credere alle sue proteste, in
quanto era evidente che aspettava di capire quale piega avrebbero preso gli eventi in altre citt. La
questione se attaccare o meno le caserme venne ulteriormente confusa dall'arrivo da Madrid di una
delegazione guidata da Martnez Barrio. Alla fine perfino quelli che avevano paura di spingere nel
campo opposto chi era neutrale concordarono che la situazione era intollerabile. Infine gli edifici
militari furono conquistati due settimane dopo l'inizio dell'insurrezione. Questo insuccesso nella presa
di Valencia fu un grave colpo per gli insorti, perch non poterono avanzare verso Madrid da est.
In Andalusia, le forze di Queipo de Llano erano riuscite a conquistare soltanto il centro di
Siviglia e l'aeroporto. Gli aerei privati dell'aeroclub si dimostrarono molto utili per la ricognizione e
per dilettantesche azioni di bombardamento, ma la funzione vitale della pista fu quella di fungere da
punto di arrivo del ponte aereo dal Marocco, che comprendeva la V bandera comandata dal maggiore
Castejn. Il suo arrivo il 21 luglio permise l'assalto in forze contro il quartiere operaio di Triana;
Castejn e i suoi uomini attaccarono poi i quartieri della Macarena, di San Julin, San Bernardo ed el
Pumarejo, che resistette fino al 25 luglio.
L'addetto stampa di Queipo de Llano, Antonio Bahamonde, il quale in seguito cambi bandiera,
descrisse le operazioni contro quelle zone difese dagli abitanti quasi privi di armi, e sostenne che i
morti nella repressione furono pi di 9.000: Nei quartieri operai, la Legione Straniera e i regulares
marocchini andavano su e gi per le strade di case molto modeste a un piano solo, lanciando bombe a
mano nelle finestre e uccidendo donne e bambini. Los moros ne approfittarono per saccheggi e stupri. Il
generale Queipo de Llano, nei suoi commenti serali al microfono di Radio Siviglia... esortava le sue
truppe a violentare le donne e raccontava con crudo sarcasmo episodi brutali di tal genere.12
Le notizie di questi fatti scatenarono dure rappresaglie nelle campagne dell'Andalusia, dove i
contadini si erano sollevati contro i padroni delle terre e la Guardia Civil. Poi, una volta che le forze di
Queipo avevano occupato Siviglia, i ribelli cominciarono a dominare le campagne circostanti. Alcuni
figli falangisti degli agrari organizzarono cacce a cavallo contro i contadini. Questo genere di attivit
venne beffardamente definito reforma agraria, nella quale il bracero senza terra ne avrebbe
finalmente ottenuto un pezzo tutto per s.
In molte zone periferiche della Spagna un silenzio incredulo fece seguito all'improvvisa
violenza, ma una volta deciso il controllo delle principali citt, ci fu poco tempo per tirare il fiato.
Vennero organizzate rapidamente colonne per portare aiuto ad alcune zone, o per riconquistare localit
vicine. A Madrid l'UGT aveva organizzato un efficiente servizio informazioni mediante la rete
telefonica delle ferrovie, per scoprire dove la rivolta era riuscita e dove era invece fallita. Autocarri
carichi di miliziani operai partirono dalla capitale. Guadalajara venne riconquistata dopo aspri
combattimenti. Alcal de Henares fu strappata alla Guardia Civil che si era dichiarata a favore
dell'insurrezione e Cuenca venne riconquistata da 200 uomini comandati da Cipriano Mera. Altri
reparti di miliziani si diressero in fretta a nord per bloccare le truppe del generale Mola lungo la linea
della Sierra de Guadarrama.
Una grossa colonna di miliziani a bordo di autocarri, autopubbliche e vetture private confiscate
si spinse attraverso la pianura della Castiglia verso Toledo, dove il colonnello Moscard stava
organizzando la difesa nazionalista dell'Accademia militare nella fortezza dell'Alczar. Vi era soltanto
un pugno di cadetti, perch c'erano le vacanze estive, ma vi era stato radunato un forte contingente di
Guardia Civil dalle campagne circostanti. Un certo numero di ufficiali e numerosi falangisti portarono
il totale dei difensori attivi a circa 1.100. Nella fortezza c'erano anche pi di 500 fra donne e bambini, e
un centinaio di ostaggi di sinistra. Moscard, il quale non era coinvolto nella cospirazione, stava
agendo di propria iniziativa. Era riuscito a bloccare l'ordine del ministero della Guerra di inviare tutta
la produzione della fabbrica d'armi di Toledo a Madrid e i suoi uomini si erano ritirati nella fortezza
con la maggior parte dell'armamento, proprio mentre la colonna della milizia arrivava alla periferia
della citt. L'assedio dell'Alczar era cominciato e sarebbe stato carico di un eccezionale simbolismo
emotivo per i nazionalisti.
A Barcellona la preoccupazione principale degli anarchici era la caduta di Saragozza in mano
all'esercito e il conseguente massacro dei loro compagni. Colonne volanti di operai armati furono
organizzate in gran furia e lanciate nelle campagne d'Aragona. I villaggi e le cittadine che i
distaccamenti locali della Guardia Civil e i simpatizzanti della destra avevano assicurato
all'insurrezione vennero ripresi durante il percorso. La milizia, di solito, prima di proseguire fucilava
tutti quelli che considerava un pericolo. Tuttavia le colonne erano perlopi composte da operai
cittadini, la cui esperienza di combattimento era legata alle azioni nelle strade, non in campagna.
Non avevamo carte topografiche, ha raccontato Jordi Arquer, un dirigente del POUM, e non
sto parlando di vere e proprie carte militari, ma di semplici carte stradali della Michelin.13
Durante la loro avanzata, le colonne degli anarcosindacalisti, armate con i 30.000 fucili
prelevati nella caserma Sant Andreu, riconquistarono gli abitati caduti in mano ai ribelli e fucilarono
quelli che consideravano pericolosi. Delle colonne avanzanti soltanto quella di Durruti non cedette alla
tentazione di occupare le zone rurali, e questo si dimostr una pericolosa distrazione quando la citt
principale era in mani nemiche; il comandante regolare delle truppe repubblicane, colonnello Villalba,
ordin addirittura a Durruti di non lanciarsi con tanta furia verso Saragozza. Un forte contingente di
carlisti, inviato da Pamplona dal generale Mola, arriv di rinforzo alla guarnigione di Saragozza e le
forze di Durruti non avevano alcun appoggio. Le colonne della milizia di Barcellona, forti di circa
20.000 uomini, sarebbero state molto pi efficienti se si fossero concentrate contro un numero minore
di obiettivi; ma una formazione mobilitata con tanta spontaneit non poteva comportarsi come le truppe
controllate da uno stato maggiore.
I combattimenti furono caotici. Le improvvisazioni da entrambe le parti variavano da quelle
intelligenti a quelle poco pratiche. Pezzi d'artiglieria da campagna furono montati sui cassoni degli
autocarri, una specie di primitiva versione dell'artiglieria motorizzata; altri autocarri furono trasformati
in autoblindo, qualche volta con successo, anche se spesso il peso delle lastre d'acciaio risultava
eccessivo per i motori; furono sperimentate bombe a mano di ogni tipo, dette petardos (il cosiddetto
cocktail Molotov venne in pratica inventato dalla Legione Straniera quando fu attaccata nell'autunno
da carri di fabbricazione russa alla periferia di Madrid). Ma con l'originalit venne un disprezzo per
consuetudini militari pi prosaiche, come per esempio scavare trincee: battersi al riparo sottoterra era
contrario al concetto spagnolo della guerra, c'era la ferma convinzione che solo il coraggio poteva
portare alla vittoria.
Fu soltanto all'inizio di agosto che le rispettive zone diventarono chiare e i fronti riconoscibili.
Gli insorti controllavano una vasta fascia orizzontale di territorio dalla Galizia e dal Len a ovest fino
alla Navarra, e all'Aragona settentrionale verso est. Cos restavano circondate le zone costiere della
Biscaglia, delle Asturie, Santander e quella basca, nelle quali l'insurrezione era stata repressa. A sud e a
ovest i ribelli avevano conquistato soltanto una piccola parte dell'Andalusia.14
Solo a questo punto ci si rese conto che la Spagna si trovava di fronte a una guerra civile,
anzich a un colpo di Stato contrastato con violenza. L'insuccesso da parte repubblicana nel battere gli
insorti fin dal primo momento, quando slancio e istinto avevano la meglio sull'armamento e la scienza
militare, fece in modo che la Repubblica si trovasse coinvolta in un tipo di combattimenti del tutto
differente, in cui per vincere occorrevano qualit molto diverse.
Il principale vantaggio militare dei nazionalisti erano i 40.000 uomini dell'armata d'Africa, con
la loro esperienza di combattimento,15 ma si erano assicurati anche 50.000 uomini dell'esercito
metropolitano, male addestrati e male equipaggiati. Inoltre 17 generali e 10.000 ufficiali aveva aderito
all'insurrezione. Avevano circa due terzi dei carabineros di Queipo, il 40 per cento degli asaltos e il 60
per cento della Guardia Civil: in totale, circa 30.000 uomini sul complesso delle tre forze paramilitari
combinate. I nazionalisti potevano contare su circa 130.000 uomini tra ufficiali e soldati. La
Repubblica, al momento del decreto di Giral che scioglieva l'esercito, contava su 50.000 soldati, 22
generali e 7.000 ufficiali, oltre a circa 33.000 uomini delle forze paramilitari di sicurezza. In teoria, un
totale di 90.000 uomini.16
Nel caso di una guerra prolungata, sembrava che la Repubblica fosse in vantaggio: le grandi
citt con le loro industrie e la loro manodopera, la maggior parte della marina militare e di quella
mercantile, due terzi del territorio metropolitano, le riserve auree e l'esportazione di agrumi di
Valencia, la pi importante fonte di valuta estera della nazione. Tuttavia i nazionalisti erano pi che
compensati dagli aiuti dall'estero e dal controllo delle principali zone agricole. La loro primaria fonte
di reclute furono, per qualche tempo, le trib del Rif. Hitler e Mussolini avrebbero fornito un appoggio
militare, navale, aereo, logistico e tecnico, mentre il mondo degli affari britannico e americano forn
crediti vitali e carburante.
A questo punto i nazionalisti stavano cominciando a organizzare uno Stato militare, mentre
nella zona repubblicana veniva avviato un processo rivoluzionario. Il tentativo dell'esercito in quella
che sostenevano essere una controrivoluzione preventiva aveva minato quel poco che restava della
struttura dello Stato. Andreu Nin del POUM lo defin cos: Il governo non esiste. Noi collaboriamo
con esso, ma i ministri non possono fare altro che sanzionare quanto viene fatto dalle masse. La
rivolta della destra aveva spinto una rivoluzione non pianificata verso una sinistra che l'aveva accolta a
braccia aperte.
...
.
...
8.
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Il terrore rosso.
.
L'argomento pi drammatico del conflitto  quello delle atrocit. E quasi sempre  la visione
pi orribile quella che rimane impressa nell'immaginazione. La Spagna ne ha viste molte durante la sua
guerra civile, ma  stata anche una delle prime in cui la tecnica della propaganda di massa ha avuto un
ruolo di rilievo.
La guerra civile spagnola  stata una calamita per i corrispondenti esteri e le atrocit del nemico
fornite dagli addetti stampa offrivano materiale sensazionale. Nei primi giorni i corrispondenti fecero
poco, o poterono fare poco, per controllare la veridicit e i dati relativi alla maggior parte degli eventi. I
profughi giustificavano spesso il proprio panico con racconti di orrore esagerati o immaginari. Le
bande di operai di Barcellona definite come lorde di sangue di un massacro il 19 luglio erano in realt
gruppi di lavoratori usciti dal mattatoio e mandati, cos com'erano, a opporsi all'insurrezione militare.
Furono riferite folli valutazioni delle uccisioni: i nazionalisti annunciarono a quell'epoca che nel
territorio della Repubblica erano state massacrate 500.000 persone e dopo la guerra denunciarono una
cifra ancora pi grande di 55.000 morti. Forse la confusione e la rapidit degli avvenimenti indussero i
giornalisti a cadere nei clich, invece di indagare su quanto c'era dietro la ferocia della guerra. Dopo la
sua tendenza a ignorare la Spagna, l'Europa non comprese i turbolenti cicli di repressioni e rivolte che
ormai si erano sviluppati in un'esplosione che coinvolse ogni angolo della nazione.
Le prime frettolose impressioni fornite dai giornalisti con scarse prove di prima mano
danneggiarono in modo grave le relazioni internazionali della Repubblica, quando fu necessario
acquistare armi nei mesi cruciali del conflitto. I violenti eccessi riferiti da molti giornali giustificavano
il disgusto nei confronti della rivoluzione nella zona repubblicana che prevalse negli ambienti
conservatori e diplomatici britannici. Il governo di sinistra francese sotto Lon Blum represse le proprie
naturali simpatie e, preoccupato dall'occupazione della Renania da parte di Hitler in quella primavera,
si sent obbligato a seguire l'esempio britannico di rifiutare aiuti a entrambe le parti (atteggiamento che
fin per tornare a vantaggio dei nazionalisti). E fu soltanto dopo il bombardamento di Guernica
nell'aprile del 1937 che la battaglia per l'opinione mondiale cambi a favore della Repubblica, ma a
questo punto i repubblicani stavano gi perdendo la guerra.
La guerra civile spagnola assistette a molti atti tremendi, ma nella mente della gente
prevalevano quelli che avevano un significato religioso: i rossi che ammazzavano i preti e
disseppellivano le salme dalle cripte dei conventi; si disse addirittura che Dolores Ibarruri, La
Pasionaria, avesse troncato a morsi la vena giugulare di un sacerdote; o che requets carlisti avessero
fatto sdraiare un repubblicano come un crocefisso, prima di mozzargli gli arti al grido di Viva Cristo
Re!.
Non c' da sorprendersi che la popolazione di altre nazioni ricordasse la guerra dei Trent'Anni,
o le persecuzioni religiose dei Secoli Bui, e rabbrividisse di fronte a questa nuova barbarie. I
massacri non seguirono lo stesso schema nelle due parti. In territorio nazionalista l'incessante
epurazione dei rossi e degli atei sarebbe continuata per anni, mentre in territorio repubblicano fu
soprattutto un'improvvisa reazione, che si spense presto, alle paure represse, esasperata dal desiderio di
vendetta del passato.
Gli attacchi contro il clero erano destinati a provocare la pi vasta agitazione all'estero, dove il
potente ruolo politico della Chiesa era poco compreso. La Chiesa cattolica era il baluardo delle forze
conservatrici della nazione, la base di quello che le destre definivano la civilt spagnola. Non c' da
sorprendersi che il mondo esterno avesse la convinzione di una Spagna profondamente cattolica. La
battuta del filosofo basco Unamuno che in Spagna perfino gli atei erano cattolici, veniva presa sul
serio: secoli di fanatica superstizione imposti dall'Inquisizione avevano scolpito quest'immagine nella
mente degli europei. Tuttavia sorprese il fatto che pochi quotidiani esteri avessero collegato la
repressione religiosa che risaliva al Medioevo con il violento anticlericalismo che si svilupp nel XIX
secolo. La rabbia che port a questi eccessi in alcune zone era provocata da una radicata convinzione:
la promessa del paradiso per i miti non era che il vecchio trucco dei ricchi e dei potenti per far accettare
ai poveri la loro sorte sulla terra. Per gli anarchici, quanto meno, la Chiesa non rappresentava altro che
la sezione operazioni psicologiche dello Stato; e come tale era un bersaglio che rivaleggiava, per
importanza, con la Guardia Civil.
Durante la guerra i nazionalisti denunciarono l'eliminazione di 20.000 preti; in seguito
affermarono che i religiosi uccisi erano stati 7.937, ma questa cifra era ancora in eccesso di almeno un
migliaio. Oggi sappiamo che su una comunit ecclesiastica totale di circa 115.000 persone, furono
uccisi 13 vescovi, 4.184 sacerdoti, 2.365 appartenenti ad altri ordini e 283 suore, in grande
maggioranza durante l'estate del 1936.1 Fu un massacro tremendo, tuttavia i cattolici progressisti
all'estero dichiararono in seguito che l'uccisione dei preti non fu peggiore di quella degli elementi di
sinistra da parte delle destre nel nome di Dio. La Chiesa spagnola reag per questo atteggiamento,
tuttavia non disse nulla quando i nazionalisti fucilarono 16 sacerdoti baschi, compreso l'arciprete di
Mondragn. Soltanto il vescovo di Vitoria prese posizione e persuase il papa a protestare con il
generale Franco, il quale si infuri e dichiar che avrebbe mandato a Roma i vescovi che lo
appoggiavano.2 I nazionalisti uccisero anche una ventina di ministri protestanti, ma le rimostranze
furono inutili.3 L'argomento pi sensazionalistico sulla stampa mondiale riguardava gli stupri delle
monache, eppure il dettagliato atto d'accusa nazionalista sui crimini repubblicani pubblicato nel 1946
non fornisce prove per alcuno di questi episodi e accenna soltanto a un singolo caso.
Vi furono di certo occasioni in cui crudelt deliberate vennero inflitte a preti prima della morte,
soprattutto in Aragona, Catalogna e Valencia. Alcuni bruciarono vivi nell'incendio delle loro chiese e
ci sono notizie di evirazioni e di sventramenti, mentre alcuni furono sepolti vivi dopo essere stati
costretti a scavarsi la tomba. Numerose chiese furono date alle fiamme e saccheggiate. Piviali furono
usati in finte corride per le strade e un repubblicano che aveva indossato per burla i paramenti da
cerimonia dell'arcivescovo di Toledo venne quasi ammazzato da un miliciano ubriaco che lo aveva
scambiato per il primate. Il vino della comunione veniva bevuto dai calici, le vetrate a colori delle
finestre delle chiese venivano fracassate e i miliziani si facevano la barba nei fonti battesimali.4
Dopo il crollo della legge e dell'ordine nella zona repubblicana, la furia delle masse venne
diretta contro i generali ribelli e i loro sostenitori e poi ancora contro i nemici di classe: clero, agrari e i
loro figli seoritos, proprietari di fabbriche, capi politici e caciques, professionisti e commercianti.
Questa violenza dei primi giorni fu come un'esplosione brutale. Ma la vendetta non fu indiscriminata e
cieca come qualche volta  stato affermato.
L'uccisione dei religiosi fu tutt'altro che generalizzata, e, fatta eccezione per la regione basca,
in cui la Chiesa rimase indenne, non ci fu alcuna particolare tendenza regionale. Nelle zone rurali
depresse i preti erano spesso poveri e poco istruiti come i loro parrocchiani; quelli che si erano
preoccupati di dare sepoltura ai poveri come ai ricchi furono spesso risparmiati. Lo stesso di solito vale
per l'uccisione di commercianti e di professionisti: un avvocato o un negoziante che non si era
approfittato dei poveri o non si era dimostrato arrogante, di solito veniva lasciato in pace. I proprietari
di fabbriche e i direttori noti perch trattavano equamente i propri dipendenti furono quasi sempre
risparmiati e in molti casi assunti nelle nuove cooperative. Per contro, chi era notoriamente uno
sfruttatore ebbe scarse probabilit di sopravvivere, se veniva catturato nei primi giorni. Ci furono
ovviamente eccezioni in tutto questo, ma le voci di gente uccisa solo perch portava il cappello o la
cravatta erano soltanto il prodotto di un inevitabile complesso di persecuzione.
I partiti di sinistra e i sindacati requisirono edifici e costituirono le loro rispettive commissioni
d'inchiesta, note di solito sotto il nome di checas, dal russo ?eka.5 I sostenitori delle destre venivano
trascinati di fronte a questi tribunali rivoluzionari, se non erano uccisi prima. I nomi e gli indirizzi degli
appartenenti a gruppi coinvolti nell'insurrezione venivano presi nelle sedi ufficiali o in quelle di partito,
se gli elenchi non erano stati distrutti in tempo.  evidente che alcune vittime furono denunciate da
personale di servizio, da debitori e da nemici; e data l'accesa atmosfera di sospetti e la rapidit degli
avvenimenti, furono senza dubbio commessi molti errori.
Questa pretesa di giustizia si manifest soprattutto nelle citt grandi e piccole in cui
dominavano i socialisti e i comunisti. Spesso vennero presentate false tessere di appartenenza alla
Falange, in modo da garantire un procedimento rapido. Se dichiarati colpevoli, i prigionieri venivano
portati via e fucilati; i loro corpi erano spesso abbandonati in luoghi visibili, con cartelli in cui si
dichiarava che le vittime erano fasciste. Gli anarchici tendevano a disprezzare questa finta legalit e ad
ammazzare soltanto. Convinti della responsabilit individuale di ciascuno per la propria condotta,
respingevano qualsiasi forma di statalismo dietro la quale nascondersi. L'altro motivo di
un'esecuzione sommaria era la loro avversione a mettere chiunque in prigione, la pi simbolica di tutte
le istituzioni dello Stato.
L'istituzione delle checas non  una sorpresa, viste la mania delle spie e la frustrazione
provocata dalla mancata resistenza del governo contro l'insurrezione militare.6 Alcune di esse
diventarono bande dirette da opportunisti. Una checa istituita nel palazzo dei conti del Rincn a
Madrid, era diretta da Garca Atadell, un ex segretario generale della giovent comunista che part per
l'Argentina con il suo bottino, ma venne catturato in viaggio dai nazionalisti e in seguito giustiziato con
la garrotta.
Sfruttando la paura e il disordine, un gran numero di criminali trov facile operare sotto una
bandiera politica di comodo. Molti di coloro che portarono a fare un giro (secondo il gergo dei film
in uso a quell'epoca) fascisti autentici e immaginari erano adolescenti operai o commessi di negozio
che non erano fanatici politici, ma giovani eccitati dal proprio improvviso potere. L'attrice Mara
Casares (figlia dell'ex Primo ministro Casares Quiroga), che lavorava in un ospedale di Madrid con sua
madre, descrisse quanto accadde quando una mattina trovarono tracce di sangue nella loro automobile.
Il loro giovane autista, Paco, si strinse leggermente nelle spalle, poi dichiar: Abbiamo portato uno a
fare un giro all'alba, mi scusi se non ho avuto il tempo di ripulire l'auto. E nello specchietto
retrovisivo notai il suo indefinibile lieve sorriso; un sorriso di vanteria e di vergogna nello stesso
tempo, e anche una specie di atroce innocenza. L'espressione di un bambino colto sul fatto.7
Nonostante l'ondata di delitti politici a Madrid durante le prime settimane, i nazionalisti
rimasero una popolazione molto consistente, a giudicare da quanti ne saltarono fuori due anni e mezzo
dopo quando le truppe di Franco si avvicinarono. Gli appartenenti alle classi superiori e al ceto medio
che sapevano di essere in pericolo di solito tentavano di nascondersi, si travestivano da operai per
lasciare la capitale, oppure cercavano rifugio nelle ambasciate fin troppo affollate: si calcola che le
legazioni estere ospitassero un totale di 8.500 persone all'inizio di febbraio del 1937.8 Alcune
ambasciate, in rappresentanza di governi simpatizzanti per i nazionalisti, funsero da centri di
spionaggio, avvalendosi delle radio e delle valigie diplomatiche per fornire informazioni; qualche mese
dopo una checa apr una finta ambasciata e soppresse tutti coloro che arrivavano in cerca di rifugio. Le
uccisioni indiscriminate diminuirono soltanto quando iniziarono i controlli sui criminali liberati dalle
prigioni e quando nella zona di Madrid cominci l'attivit militare.
Il peggiore massacro nella capitale avvenne nella notte tra il 22 e il 23 agosto, subito dopo
un'incursione aerea e la notizia dell'uccisione di 1.200 repubblicani nell'arena di Badajoz. Miliziani e
civili infuriati marciarono sulla Prigione Modello quando si sparse la voce di una rivolta e di un
incendio causati da detenuti falangisti. 30 dei 2.000 internati, fra cui numerosi importanti elementi della
destra, molti dei quali ex ministri, furono trascinati all'aperto e fucilati.9 E l'inorridito Azaa fu sul
punto di dimettersi da presidente della Repubblica.10
A Barcellona le prime vittime delle vendette (dopo alcuni funzionari di polizia come Miguel
Badia) furono gli industriali che avevano assoldato pistoleros contro i dirigenti sindacali negli anni
Venti e, naturalmente, gli stessi sicari. Quest'ondata di repressioni venne eseguita perlopi da gruppi
investigativi e pattuglie di controllo costituite dal Comitato Centrale delle Milizie Antifasciste, ma
anche da individui privi di scrupoli e a volte da elementi psicologicamente instabili, che approfittarono
del caos.
Inevitabile fu una vasta resa di conti contro i crumiri; un paio di omicidi risal addirittura a
vecchie vertenze intersindacali. Desiderio Trillas, il capo dei portuali dell'UGT, venne abbattuto da un
gruppo di anarchici perch aveva impedito che gli elementi della CNT ottenessero lavoro; l'assassinio
venne subito condannato dalla direzione della CNT-FAI, che promise l'esecuzione immediata di
chiunque altro avesse ucciso per motivi personali. Fu una minaccia mantenuta: numerosi anarchici di
rilievo, come il leader del sindacato edili, Josep Gardenyes, il quale era stato liberato dal carcere il 19
luglio, e Manuel Fernndez, capo del sindacato fornitori di rinfreschi, furono giustiziati dai loro stessi
compagni della FAI perch si erano vendicati di spie della polizia dall'epoca della dittatura di Primo de
Rivera.11
Gli ufficiali dell'esercito che avevano appoggiato l'insurrezione e in seguito erano stati fatti
prigionieri, diventarono ben presto vittime. Una colonna di miliziani comandata da ngel Luzbel
Ruiz attacc la nave prigione Uruguay e fra il 29 e il 31 agosto uccise la maggior parte degli insorti che
vi erano detenuti.12
Sembra che i carcerati liberati siano stati responsabili di una buona parte delle violenze e di
molti saccheggi. I veri anarchici bruciavano le banconote perch simbolo dell'avidit della societ, ma
coloro che liberarono dalle prigioni non cambiarono abitudini con l'arrivo della rivoluzione sociale. Gli
eccessi dei criminali incalliti causarono amare lamentele da parte della CNT-FAI perch la malavita
disonora la rivoluzione, ma era riluttante a riconoscere di avere ammesso quasi chiunque a far parte
dell'organizzazione. I falangisti cercarono rifugio nelle loro fila, assieme ad altri che non avevano
interesse al libertarismo. A sinistra molti sostennero anche che i pi famigerati omicidi erano opera
della Guardia Civil, che tentava cos di difendersi dai sospetti di simpatizzare per le destre.13
Gli episodi di violenza peggiori avvennero nei primissimi giorni in tutta la zona repubblicana
della Spagna, pur variando da regione a regione. Nel complesso la ferocia peggiore si manifest nelle
zone depresse, soprattutto in Nuova Castiglia, dove nel corso del conflitto le sinistre uccisero pi di
2.000 persone. A Toledo fra il 20 e il 31 luglio ne furono uccise 400, a Ciudad Real circa 600 in agosto
e settembre. Ci furono episodi molto selvaggi anche in alcune parti dell'Andalusia, come a Ronda,
dove le vittime furono gettate dalle rupi. (Hemingway ne parl nel suo Per chi suona la campana.) Ma
a Ronda, come in molte cittadine e villaggi, le esecuzioni furono effettuate anche da gruppi provenienti
da altre parti. Fu un fenomeno che trova una notevole somiglianza con il modo in cui i contadini,
durante il XIX secolo, avevano bruciato la chiesa di un villaggio vicino, ma non quella del loro.
Prima del 27 luglio ci furono relativamente pochi atti di violenza a Mlaga, ma quel giorno
aerei nazionalisti bombardarono il mercato, uccidendo donne e bambini. Quell'incursione, giunta
subito dopo che Queipo de Llano si era vantato da Radio Siviglia di sapere dalle sue spie tutto quanto
accadeva nella citt, ebbe un effetto traumatico. I sospetti furono tirati fuori dalle carceri e fucilati
contro il muro pi vicino e ci furono ulteriori rastrellamenti nelle zone ricche della citt. In complesso a
Mlaga tra la fine di luglio e quella di settembre furono uccise circa 1.100 persone, compreso il
generale Paxtot. Durante lo stesso periodo anche Valencia e Alicante subirono terribili violenze, che
provocarono la morte di 4.715 persone in tutta la regione.
Le caratteristiche principali della situazione nella zona repubblicana furono l'assenza quasi
completa di controlli nei primi giorni, l'intensit e la rapidit delle uccisioni e i tentativi dei dirigenti di
sinistra e repubblicani di porre fine alle violenze. Vi sarebbe stato un paio di nuovi tragici episodi a
Madrid. Alla fine di ottobre 31 detenuti, fra cui Ramiro de Maeztu, autore della Defensa de la
Hispanidad, e Ramiro Ledesma Ramos, fondatore delle JONS, furono tirati fuori dalla Prison de las
Ventas e fucilati. In novembre, quando le forze di Franco erano alle porte di Madrid, 2.000 detenuti
vennero fucilati durante il loro sgombero verso l'interno, per evitare che fossero liberati dai
nazionalisti.
In settembre il governo di unit di Largo Caballero, composto da socialisti, repubblicani e
comunisti, decise drastiche misure per ristabilire la legge e l'ordine. Furono costituiti tribunali popolari
che, pur essendo tutt'altro che perfetti, rappresentarono un miglioramento, e si crearono consigli
municipali al posto delle pattuglie, i cui elementi vennero spediti al fronte: i casi di saccheggio e di
omicidio diminuirono rapidamente.
Perfino nei momenti peggiori della violenza, i dirigenti di tutte le organizzazioni e dei partiti
fecero il possibile per salvare vite umane. A Madrid il presidente Azaa riusc a salvare i monaci del
suo vecchio collegio dell'Escorial. Galarza y Gago, il ministro dell'Interno, salv Joaqun Ruiz
Jimnez. La Pasionaria intervenne a favore di varie vittime, suore comprese. Altrettanto dicasi di Juan
Negrn e di molti altri. In Catalogna, Companys, Ventura Gassol, Frederic Escofet e altri esponenti
della Generalitat, il rettore dell'Universit, professor Bosch Gimpera e il leader anarcosindacalista Joan
Peir fra gli altri, alzarono la voce contro i crimini e aiutarono centinaia di persone a rischio a fuggire o
ad abbandonare la nazione. E ci non accadde soltanto nelle grandi citt: in molte cittadine e villaggi,
governatori civili, insegnanti, sindaci e altri fecero il possibile per impedire che i detenuti venissero
linciati, anche quando le forze nazionaliste erano vicine.14
Nel complesso le vittime del terrore rosso nella zona repubblicana durante la guerra civile
salirono a circa 38.000 persone, quasi met delle quali furono uccise a Madrid (8.815) e in Catalogna
(8.352), durante l'estate e l'autunno del 1936.15 Da parte governativa ci fu una forte mescolanza di
sentimenti quando ebbe fine il massacro. La maggioranza era disgustata da quanto era accaduto.
L'intellettuale anarchica Federica Montseny lo defin una sete di sangue inconcepibile prima in
uomini onesti. Anche se La Pasionaria intervenne in varie occasioni per salvare vite umane, altri
comunisti assunsero un atteggiamento fatalista di fronte alla violenza; l'ambasciatore di Stalin si dice
abbia commentato, con una scrollatina di spalle, che in momenti del genere era inevitabile che la feccia
venisse a galla. La dubbia giustificazione che le atrocit erano state molto peggiori dall'altra parte non
venne usata fino a quando non entr in vigore nel 1937 la campagna di propaganda della Repubblica.
Eppure i diversi sistemi di violenza furono probabilmente pi significativi del numero esatto delle
vittime.
...
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...
9.
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Il terrore bianco.
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In effetti il sistema delle uccisioni nella Spagna bianca fu davvero diverso. Il concetto di
limpieza, cio di ripulitura aveva costituito una parte essenziale della strategia dei ribelli e il
processo cominciava non appena una zona era stata occupata e dichiarata sicura. Il generale Mola, nelle
sue istruzioni del 30 giugno per il settore marocchino, ordin alle truppe di eliminare gli elementi di
sinistra, i comunisti, gli anarchici, i sindacalisti, i massoni ecc.1 Il generale Queipo de Llano, che
defin il loro movimento la purga del popolo spagnolo, non specific i gruppi politici, ma si limit a
definire nemici tutti coloro che simpatizzavano con le correnti sociali avanzate o i semplici movimenti
di opinione democratica e liberale.2
In realt i nazionalisti si sentivano obbligati a effettuare una dura e intensa repressione in parte
per distruggere le aspirazioni democratiche incoraggiate sotto la Repubblica, e in parte perch
dovevano eliminare una maggioranza ostile in molte zone della nazione. Uno degli addetti stampa del
generale Franco, il capitano Gonzalo de Aguilera, dichiar addirittura al giornalista americano John
Whitaker che dovevano uccidere, uccidere e uccidere tutti i rossi, per sterminare un terzo della
popolazione maschile e ripulire la nazione dal proletariato.3 Fra il luglio del 1936 e gli inizi del 1937 i
nazionalisti permisero uccisioni a discrezione con la scusa della guerra, ma ben presto la repressione
divent pianificata e metodicamente diretta, incoraggiata dalle autorit militari e civili e benedetta dalla
Chiesa cattolica.
La repressione nella Spagna nazionalista cominciava non appena una zona era stata conquistata.
I primi a essere uccisi, a parte quelli fatti prigionieri sulla linea del fronte, che spesso venivano
eliminati sul posto, erano i dirigenti sindacali e i rappresentanti del governo repubblicano, soprattutto i
governatori civili e i sindaci, ma anche altri funzionari rimasti fedeli. Fin dall'inizio vennero soppressi
perfino i repubblicani cui era stata promessa la vita se si fossero arresi. Anche gli ufficiali rimasti fedeli
al governo furono uccisi o incarcerati. La consuetudine militare richiedeva che gli ufficiali regolari
lealisti o neutrali venissero sottoposti, dove possibile, a corte marziale. In generale, chi era indeciso
veniva incarcerato mentre la maggior parte di coloro che avevano continuato a servire il governo,
compresi sette generali e un ammiraglio, venne fucilata per ribellione. Questo singolare
capovolgimento di definizioni avvenne anche nella marina, dove i nazionalisti definirono ammutinati
i marinai che avevano seguito le istruzioni del ministero della Marina.
Una volta allontanatesi le truppe, cominciava una seconda e pi intensa ondata di uccisioni,
quando la Falange, oppure in alcune zone i carlisti, effettuavano una spietata epurazione della
popolazione civile. Fra i loro obiettivi i dirigenti sindacali, i funzionari governativi, i politici di
centro-sinistra (vennero fucilati 40 deputati del Fronte Popolare delle Cortes),4 intellettuali, insegnanti,5
medici, perfino le dattilografe che lavoravano per i comitati rivoluzionari; in realt era in pericolo
chiunque fosse anche soltanto sospettato di avere votato per il Fronte Popolare. A Huesca vennero
fucilate 100 persone accusate di essere massoni, quando la loggia cittadina non arrivava a una dozzina
di iscritti.6
La controparte nazionalista delle checas repubblicane erano i comitati locali, composti di solito
da importanti elementi di destra, come il principale latifondista, il comandante della Guardia Civil
locale, un falangista e molto spesso il prete, anche se alcuni rischiarono la vita per impedire massacri.
Tutti i liberali noti o sospetti, i massoni e gli elementi di sinistra venivano portati davanti al comitato.
Qualcuno poteva cercare di accusarne altri, in un tentativo di salvarsi dovuto al panico, ma per il resto
mantenevano un atteggiamento di stupore o di sfida; avevano i polsi legati dietro la schiena con spago
o filo di ferro prima di venire portati via per l'esecuzione. In Navarra un sacerdote impart gli ultimi riti
in massa a nazionalisti baschi davanti a un fossato appena scavato prima della scarica, ma per la
maggior parte i condannati venivano portati a gruppi contro il muro del cimitero. Quelli che sapevano
morire bene gridavano Viva la Repblica! oppure Viva la Libertad! allo stesso modo in cui i
nazionalisti condannati gridavano Viva Espaa!.
La Falange usava spesso la prigione locale come riserva di vittime quando le sue squadracce
non potevano trovare all'esterno qualcun altro da giustiziare. Nella sola Granada circa 2.000 persone
morirono in questo modo. Nessuno pu dire quante vittime siano state prelevate in casa o al lavoro e
poi fucilate di notte allineate davanti ai fari delle auto. Chi era sveglio a letto si faceva d'istinto il segno
della croce nel sentire gli spari in distanza. I cadaveri di questi clienti, come a volte venivano
definiti, erano lasciati all'aperto; se appartenevano ai sindacati, spesso la loro tessera veniva appuntata
sul petto come prova di colpevolezza.
In alcune zone, come a Siviglia e a Huelva, si usavano autocarri speciali, noti come furgoni del
macellaio, per trasportare i cadaveri al cimitero.7 A volte, tuttavia, le salme venivano esposte in segno
di monito, come accadde a quella della madre del leader comunista Saturnino Barnero, rimasta per
alcuni giorni a Siviglia nella Plaza del Pumarejo. A Huelva venne esposto anche il cadavere di un
pasticcere che aveva scagliato una pantofola contro il generale Sanjurjo, dopo il fallimento del suo
golpe nell'agosto del 1932. Questa pratica di esporre le salme continu a lungo,8 finch le autorit
nazionaliste non insistettero perch venissero sepolte, per ragioni di sanit pubblica.
Per i nazionalisti sembrava fare poca differenza che ci fosse stata o meno opposizione alle loro
forze. Nel centro militare di Burgos e nella capitale carlista di Pamplona non si era verificata alcuna
resistenza, eppure l'epurazione cominci subito. A Burgos, capitale della Castiglia, ogni notte venivano
portati fuori gruppi di condannati da fucilare sul bordo della strada statale. Ruiz Vilaplana, presidente
del Collegio dei dipendenti del tribunale, ricorda nelle sue memorie di avere assistito di persona
all'uccisione di 70 persone in una sola volta.9
Il 15 agosto a Pamplona, durante la processione della Vergine del Sagrario, i falangisti e i
requets prelevarono da 50 a 60 persone, compresi alcuni preti sospettati di separatismo basco. Prima
di ucciderli i requets volevano dare loro l'occasione di confessarsi, ma i falangisti rifiutarono; nella
confusione alcuni prigionieri tentarono la fuga, ma vennero abbattuti. Per risolvere la situazione, i
sacerdoti impartirono ai superstiti l'assoluzione in massa. Le esecuzioni vennero effettuate e gli
autocarri tornarono a Pamplona in tempo per consentire ai requets di unirsi alla processione mentre
entrava nella cattedrale.10 L'Associazione delle famiglie degli assassinati della Navarra ha identificato
2.789 persone giustiziate nella provincia.11
Com'era da aspettarsi, la repressione fu molto pi intensa e sistematica nelle zone in cui l'UGT
e la CNT avevano pi aderenti, soprattutto dove il Fronte Popolare aveva vinto le elezioni del febbraio.
Nella Rioja, per esempio, oltre il 60 per cento delle vittime apparteneva ai partiti del Fronte Popolare.
Pi di 2.000 persone furono giustiziate e seppellite in fosse comuni alla periferia di Logroo.12 Nella
Rioja non ci fu in pratica alcun villaggio che non avesse vittime sepolte nella fossa comune di La
Barranca.13 A Teruel i pozzi di Caud, profondi 84 metri, vennero usati per gettarvi i cadaveri degli
uccisi; un contadino che abitava nelle vicinanze sent e registr in un taccuino 1.005 colpi di grazia.14
A Siviglia, dove il bluff di Queipo de Llano aveva avuto la meglio sui soldati confusi, le prime
uccisioni furono giustificate come parte di un'operazione militare. Ma quando arrivarono i rinforzi
dell'armata d'Africa agli ordini del maggiore Castejn, i rastrellamenti non furono nient'altro che un
pauroso massacro, nel quale i superstiti venivano finiti a colpi di coltello o di baionetta. Subito dopo, il
colonnello Daz Criado venne incaricato dell'ordine pubblico e furono uccisi quasi tutti i funzionari
locali. Poich la prigione non era abbastanza grande, i nazionalisti usarono il cinema Juregui come
centro di raccolta di oltre 2.000 persone, oltre al music-hall Variedades, al comando della Falange e
perfino a due imbarcazioni ancorate presso la Torre del Oro. Francisca Daz, sorella di Jos Diaz
segretario generale del PC spagnolo, che allora aveva diciotto anni, venne interrogata per un'intera
notte; vide molti operai dell'oleificio locale legati insieme: stavano per essere portati fuori e fucilati.15
Nel 1936 la repressione nazionalista nella provincia di Siviglia provoc 8.000 morti.
Crdoba era stata occupata in poche ore il 18 luglio, dopo scarsa resistenza. Queipo de Llano,
furibondo perch non era stata fatta alcuna rappresaglia, invi subito in citt il maggiore Bruno Ibez
della Guardia Civil, il quale arrest 109 persone in base agli elenchi fornitigli dai proprietari terrieri e
dal clero. Pochi giorni dopo cominciarono le fucilazioni dei prigionieri nelle strade di campagna e nelle
macchie di olivi. Lo scantinato del comando della Falange in cui era rinchiusa la gente, assomigliava a
un pallone che veniva gonfiato nel pomeriggio e che la mattina dopo era vuoto. Ogni giorno c'erano
esecuzioni nel cimitero e lungo tutte le strade che uscivano dalla citt.16 Si calcola che a Crdoba
durante la guerra siano state uccise in totale 10.000 persone, un decimo della popolazione. Don Bruno
avrebbe potuto fare fucilare l'intera citt, racconta un avvocato falangista; lo avevano mandato a
Crdoba con carta bianca.17
A Huelva, una citt che i nazionalisti non conquistarono del tutto fino a met settembre, furono
uccise pi di 2.000 persone, compreso il governatore civile Diego Jimnez Castellano, e i comandanti
della Guardia Civil e dei carabineros che erano rimasti fedeli alla Repubblica. Si calcola che siano
scomparsi altri 2.500 abitanti, ma  possibile che molti di essi siano riusciti a rifugiarsi in Portogallo.18
Quando la colonna della morte del maggiore Castejn raggiunse Zafra, lungo la strada per
Badajoz, l'ufficiale ordin alle autorit locali di fornirgli l'elenco di 60 persone da fucilare. Un po'
alla volta quelli dell'elenco furono rinchiusi in una stanza del municipio. L'elenco che si allungava
venne mostrato ad alcuni abitanti, e fu consentito loro di togliere tre nominativi, a patto di sostituirli
con altri tre. Alla fine, 48 dei nomi erano stati sostituiti.19
Uno dei grandi lieux de mmoire della guerra civile spagnola fu la stessa Badajoz.20 Il massacro
effettuato dalle truppe del tenente colonnello Yage durante la sua conquista e la repressione che ne
segu si trasformarono nella prima battaglia di propaganda della guerra. I nazionalisti esagerarono le
proprie perdite nello scontro e anche il numero degli elementi di destra uccisi in precedenza dalle
sinistre. In realt, Yage non ebbe pi di 44 morti e 141 feriti, ma anche dopo la guerra i nazionalisti
non poterono attribuire alle sinistre pi di 243 uccisioni, mentre la valutazione delle esecuzioni da parte
nazionalista nella provincia variano da oltre 6.000 a 12.000.21
Lungo la strada verso Madrid le colonne nazionaliste seguirono lo stesso sistema:
sottomettevano i villaggi incontrati, devastandoli e lasciando sui muri a calce scritte tipo le vostre
donne daranno alla luce figli fascisti. Nel frattempo il generale Queipo de Llano minacciava i
repubblicani che ascoltavano Radio Siviglia con racconti sulla potenza sessuale delle truppe africane,
alle quali aveva promesso in premio le donne di Madrid. I corrispondenti di guerra furono tenuti
lontano da Toledo perch non assistessero a quanto accadde dopo i soccorsi all'Alczar. Duecento
miliziani feriti ricoverati in ospedale vennero finiti a bombe a mano e colpi di baionetta. La condotta
della campagna venne paragonata alla furia espaola della fanteria di Filippo II nel XVI secolo, che
terrorizz l'Olanda protestante nella sua avanzata che distruggeva tutto.
Presso Gibilterra un falangista raccont che la moglie di un elemento di sinistra venne
violentata da tutto un plotone d'esecuzione marocchino prima di essere fucilata. Il giornalista
americano Whitaker era presente quando presso Navalcarnero due giovani ragazze furono consegnate a
truppe marocchine dal loro comandante, il maggiore Mohammed Mizzian, e questi disse con calma che
non sarebbero sopravvissute pi di quattro ore.22 Il maggiore divent in seguito tenente generale
nell'esercito di Franco e i regulares furono in seguito fatti cristiani onorari dai nazionalisti. L'orrore
che ispiravano nel territorio repubblicano fece s che due di essi fossero fatti a pezzi dalla folla quando
l'autocarro a bordo del quale venivano trasportati come prigionieri si ferm in un villaggio per fare
rifornimento di benzina.
Un'altra localit di grandi sofferenze fu Granada, nota soprattutto per l'assassinio del poeta
Federico Garca Lorca, la vittima pi celebrata della guerra civile. L'atteggiamento dei fascisti e dei
militari nei confronti degli intellettuali si dimostr quanto meno di profonda diffidenza e di solito si
manifestava con una reazione inespressa in cui si mescolavano odio, paura e disprezzo. Questo venne
dimostrato a Granada dove furono assassinati cinque professori dell'universit. Garca Lorca era
rientrato a casa sua fuori della citt nella Huerta de San Vicente poco prima dell'insurrezione. (Con
l'inizio delle vacanze estive molti, da entrambe le parti, si salvarono o finirono uccisi soltanto in base ai
loro programmi di viaggio.) Il poeta era in pericolo per le sue simpatie progressiste, sebbene non
appartenesse ad alcun partito, e nemmeno il rifugio offertogli dal poeta falangista Luis Rosales e dalla
sua famiglia pot salvarlo.
Domenica 16 agosto, poche ore dopo l'assassinio di suo genero Manuel Fernndez Montesinos,
sindaco di Granada, venne catturato da un ex deputato della CEDA, Ramn Ruiz Alonso, il quale in
seguito afferm che aveva fatto pi danni lui con la sua penna che altri con le loro armi. Costui era
accompagnato da Luis Garca Alix, segretario dell'Accin Popular e dal latifondista falangista Juan
Luis Trescastro, l'autore del crimine, che avrebbe dichiarato in seguito: Abbiamo ammazzato noi
Federico Garca Lorca. Gli ho sparato io due colpi nel culo perch era omosessuale.23 H. G. Wells,
presidente del PEN, chiese particolari sulla sorte di Lorca non appena la notizia trapel, ma le autorit
nazionaliste negarono di essere al corrente di quanto gli era accaduto. La morte di Lorca rimase un
argomento proibito in Spagna fino alla morte di Franco nel 1975.
I nazionalisti giustificarono la brutalit della loro repressione come rappresaglia contro il terrore
rosso; ma com'era stato a Siviglia, Crdoba e Badajoz, e come sarebbe stato a Mlaga sei mesi dopo, le
stragi nazionaliste superarono di parecchio, se non di moltissimo, quelle delle sinistre. A Mlaga le
esecuzioni avvennero dopo che la milizia, e indubbiamente dopo che quasi tutti i responsabili delle
uccisioni degli elementi della destra, erano fuggiti lungo la costa, e ci dimostra che ci furono scarsi
tentativi di identificare i colpevoli. Ma soprattutto, il contrasto nel numero di uccisi dalle due parti non
poteva essere pi significativo.
Nell'agosto del 1944 il console britannico a Mlaga ottenne le cifre nazionaliste e le trasmise al
proprio ambasciatore a Madrid, il quale le fece pervenire a Londra. Rifer che i rossi, quando
comandavano a Mlaga dal 18 luglio 1936 al 7 febbraio 1937... giustiziarono o assassinarono 1.005
persone, ma che durante la prima settimana della liberazione, vale a dire dall'8 al 14 febbraio... i
nazionalisti giustiziarono 3.500 persone. E dal 15 febbraio 1937 al 25 agosto 1944, a Mlaga furono
legalmente condannate a morte e fucilate altre 16.952 persone.24 Secondo altre fonti, pi di 700
vennero fucilate contro il muro del cimitero di San Rafael soltanto fra il 1 e il 23 marzo 1937,25 ma
uno storico locale ha fatto salire a 7.000 le esecuzioni di Mlaga,26 circa un terzo del numero riferito al
console britannico. Qualunque sia la cifra esatta, era chiaro che le rappresaglie nazionaliste non
erano soltanto una questione di vendetta, ma erano anche motivate dall'idea di istituire un regno di
terrore, soprattutto nelle zone in cui la destra era numericamente inferiore.
Anche nelle zone in cui essa era forte, comunque, la mquina de matr era usata come un
importante messaggio. A Valladolid le pattuglie dell'aurora falangiste uccisero 914 persone, ma la
grande riserva di vittime fu una volta di pi la massa di prigionieri fatti subito dopo l'inizio
dell'insurrezione. Furono rinchiusi in carrozze tranviarie, e quasi tutti i giorni i falangisti ne facevano
scendere una dozzina da giustiziare in pubblico.27 Non era soltanto una folla di analfabeti che veniva
ad assistere allo spettacolo, ha raccontato un farmacista locale, Jess lvarez; era gente altolocata,
figli di famiglie distinte, persone istruite, che si definivano religiose... in un'affluenza tanto regolare ad
assistere alle esecuzioni, che furono organizzate bancarelle dove si vendevano caff e churros
[ciambelle], in modo che potessero mangiare e bere mentre guardavano.28 Il 24 settembre l'ufficio del
governatore civile di Valladolid pubblic una dichiarazione in cui si notava che di recente, per quanto
la giustizia militare assolvesse al compito di una necessaria punizione, sul luogo dell'esecuzione si
radunavano grandi folle. Il governatore civile esortava le persone pie a non andare ad assistere a
episodi del genere, e meno che mai a portarvi le mogli e i bambini.29
Nelle retrovie la Falange si era trasformata ben presto in una forza paramilitare nazionalista, e si
era assunta il compito del repulisti: una versione legittimata della tattica usata nei mesi precedenti. I
giovani seoritos, spesso aiutati da sorelle e amiche, si organizzavano in squadre mobili, usando le auto
da turismo dei genitori. Il loro capo, Jos Antonio, aveva proclamato che la Falange spagnola,
infiammata d'amore, sicura nella fede, conquister la Spagna per la Spagna al suono della musica
militare. I veri militanti avevano l'ossessione del compito di amputare le parti incancrenite della
nazione e distruggere il contagio straniero, rosso; gli altri sembravano soltanto trovare piacevole il
gangsterismo santificato. I carlisti, per contro, erano accesi dal fanatismo religioso di vendicare la
Chiesa cancellando i mali moderni come la massoneria, l'ateismo e il socialismo; avevano inoltre una
percentuale molto superiore di uomini validi al fronte di quanti non ne avesse la Falange e, nonostante i
violenti eccessi in numerose occasioni, erano considerati molto corretti nel trattamento dei loro
prigionieri di guerra.
Le stragi nazionaliste raggiunsero l'apice in settembre e continuarono per lungo tempo anche
dopo la fine della guerra. Non c' da sorprendersi, quindi, che la gente si sia chiesta se Franco voleva
ripetere la risposta data sul letto di morte dal generale Narvez, a chi gli chiedeva se intendeva
perdonare i suoi nemici: Non ho nemici. Li ho fatti fucilare tutti.
Nel corso degli ultimi dieci anni un lavoro dettagliato  stato svolto in Spagna, regione per
regione, allo scopo di stabilire il numero, l'identit e la sorte delle vittime. Sono state compilate
statistiche accurate per 25 province e dati provvisori per altre 4. Per poco pi di met della Spagna, si
arriva a un totale di oltre 80.000 vittime dei nazionalisti.30 Se si tiene conto delle morti mai registrate e
delle province non ancora studiate, ci si trova di fronte a un totale probabile di uccisioni ed esecuzioni
da parte nazionalista durante e dopo la guerra di circa 200.000 persone. Questa cifra non  molto
lontana dalla minaccia fatta dal generale Gonzalo Queipo de Llano ai repubblicani, quando aveva
promesso: Sul mio onore di gentiluomo, per ogni persona che ucciderete voi, noi ne uccideremo
almeno dieci.31
...
.
...
10.
.
La zona nazionalista.
.
Un colpo di Stato non ha bisogno di un'ideologia, basta un nemico. Una guerra civile, invece,
pretende una causa, una bandiera e una qualche forma di manifesto programmatico. Durante i
preparativi, i congiurati militari non si erano preoccupati molto della forma precisa di governo che il
loro pronunciamiento avrebbe proclamato. L'urgenza della cospirazione non permetteva loro di perdere
tempo a esaminare Costituzioni ipotetiche: ne avrebbero discusso i punti pi sottili e formulato una
giustificazione dettagliata della loro azione una volta raggiunta la vittoria. La sostanza era chiara per
tutti: un governo autoritario centralizzato. La forma, tuttavia, non era chiara, anche se fra le possibilit
c'erano il falangismo, il carlismo, una restaurazione della monarchia alfonsina e una dittatura
repubblicana.
Fino a quando questo problema avrebbe potuto essere risolto, la direzione nominale della
Spagna nazionalista venne costituita a Burgos il 24 luglio con la Junta de Defensa Nacional.1 Il
generale Cabanellas, comandante della divisione di Saragozza, assunse la presidenza, appoggiato da
nove generali e da due colonnelli. Questo establishment provvisorio venne organizzato da Mola, che
comandava l'armata del nord. Sembra sia stato un tentativo di ridurre i poteri di Franco, il quale
comandava la formazione militare pi importante. Prima dell'insurrezione, il generale Hidalgo de
Cisneros, il fedele comandante dell'aeronautica repubblicana, aveva dichiarato che il generale Goded
era pi intelligente, il generale Mola un soldato migliore; ma Franco era il pi ambizioso.2 (Il suo
giudizio su Mola doveva dimostrarsi molto inesatto.)
Mola aveva parlato di una dittatura repubblicana che avrebbe mantenuto la separazione fra
Chiesa e Stato, e aveva anche ordinato di ammainare a Pamplona la bandiera monarchica. I carlisti
erano rimasti colpiti dal suo atteggiamento a tal punto che negli ultimi giorni prima dell'insurrezione
erano addirittura sorti dubbi se impegnare i loro requets, necessari per garantire l'obbedienza delle
truppe regolari alla causa nazionalista. L'improvvisa importanza assunta da Queipo de Llano nella
ribellione, con la sua occupazione di Siviglia, deve averli altrettanto preoccupati. Non solo concludeva
le sue trasmissioni radiofoniche con Viva la Repblica! e l'Himno de Riego, l'inno liberale, ma
peggio di tutto, era massone. L'idea di battersi sotto il tricolore repubblicano era un anatema per tutti i
tradizionalisti. Soltanto i congiurati militari avevano giurato fedelt ad esso.
La speranza principale dei carlisti di salvaguardare i propri interessi venne distrutta il 20 luglio
con la morte del generale Sanjurjo. Il maggiore Ansaldo, pilota monarchico, era arrivato in Portogallo
per portarlo in volo a Burgos, annunciando di essere ora agli ordini del capo dello Stato spagnolo, il
che provoc scene di intensa emozione fra il seguito del generale. Il loro aereo leggero si schiant al
decollo e Sanjurjo mor tra le fiamme. Questo incidente  stato attribuito sia a un sabotaggio da parte di
un sostenitore di Franco sia alla vanit di Sanjurjo di portarsi appresso troppi bagagli pieni di uniformi,
spiegazione che sembra la pi probabile, anche se Ansaldo sostiene si sia trattato di sabotaggio.
Durante questo periodo di incertezza circa la forma del nuovo Stato, la Chiesa cattolica forn
all'alleanza nazionalista sia un simbolo comune di tradizione sia, pi importante, una causa che
trascendeva la confusione ideologica all'interno dei suoi ranghi. La sua natura autoritaria, centralistica
e la sua posizione a difesa della propriet erano accettabili per tutte le fazioni, esclusa l'ala sinistra
della Falange. La sua gerarchia si alle alla causa della destra e si videro importanti esponenti della
Chiesa fare il saluto fascista. Il cardinale Gom dichiar che giudei e massoni avvelenavano l'animo
della nazione con dottrine assurde.3 Il fattore pi importante dell'appoggio ecclesiastico
all'insurrezione nazionalista fu la lettera pastorale Le due citt resa pubblica il 30 settembre dal
vescovo di Salamanca, Pl y Daniel, in cui denunciava gli attacchi delle sinistre contro la Chiesa
cattolica e lodava il movimento nazionalista come la citt celeste dei figli di Dio.4 Pl y Daniel
pretese anche l'annullamento di tutte le restrizioni e riforme varate durante la Repubblica. E non
sarebbe rimasto deluso.
Pochi sacerdoti coraggiosi rischiarono la vita criticando le atrocit nazionaliste, ma la
maggioranza del clero nelle zone controllate dagli insorti gio nel suo ritrovato potere e nell'aumento
delle sue congregazioni. Chiunque non assistesse con regolarit alla messa correva il rischio di essere
sospettato di simpatie per i rossi. Gli imprenditori fecero affari d'oro con la vendita di simboli
religiosi, che venivano portati con ostentazione, pi per esorcizzare i sospetti che gli spiriti maligni.
Tornava alla mente il modo in cui la persecuzione degli ebrei e dei mori contribu a dare alla carne di
maiale un posto tanto importante nella dieta spagnola.
I differenti gruppi che costituivano il movimento nazionalista si rendevano perfettamente conto
dei pericoli della loro impresa, perch controllavano meno della met del territorio spagnolo e poco
meno della sua popolazione. Furono quest'incertezza e il desiderio di una direzione forte che permisero
a Franco di approfittarne nei mesi seguenti. Era un grande ammiratore e un degno successore di quello
che pu essere considerato il pi cinico fra gli uomini di Stato spagnoli, Ferdinando d'Aragona, citato
di solito come il vero modello del Principe di Machiavelli. Durante l'agosto divent quasi sicuro che
Franco sarebbe stato il Caudillo dei nazionalisti, il loro capo, ma nessuno sapeva con certezza quali
convinzioni si celassero dietro la sua blanda e compiaciuta espressione, n fino a che punto sarebbe
stato capace di riconciliare le divergenze nettamente marcate in merito alla forma futura dello Stato
nazionalista. La Falange si preoccupava di rimanere soltanto poco pi di un contingente ausiliario sotto
il comando dell'esercito. I monarchici volevano il ritorno di re Alfonso. I carlisti volevano una dittatura
reale cattolica di sapore populista, pur rendendosi conto che il loro pretendente al trono, l'ottantenne
Alfonso Carlos, non sarebbe stato accettato dai loro alleati. (Comunque, in settembre mor senza eredi
in seguito a un incidente automobilistico.)
La formula costituzionale di Franco per unificare i nazionalisti fu brillante sia per quello che
incluse sia per ci che lasci irrisolto. La base di questo suo approccio era una monarchia senza re. Per
la maggior parte dei nazionalisti Alfonso non era accettabile, e aveva ben poco fascino popolare;
tuttavia l'accordo soddisfece i tradizionalisti senza provocare la Falange o i repubblicani come Queipo
de Llano o Mola. Ed evit anche quella specie di frustrazione che provava Mussolini nei confronti di re
Vittorio Emanuele III, che aveva comportato forti tensioni fra monarchici e fascisti nelle forze armate
italiane.
Il 15 agosto, festa dell'Assunzione, venne organizzata a Siviglia una grande cerimonia, allo
scopo di rendere omaggio alla vecchia bandiera monarchica e di adottarla come vessillo della nueva
Reconquista. La cerimonia faceva anche parte del piano di Franco per affermare la propria autorit sui
potenziali rivali alla direzione nazionalista. Queipo dichiar che non ci sarebbe andato, sostenendo che
se Franco vuole vedermi, sa dove sono.5 Il leader degli insorti arriv con un vasto seguito, che
comprendeva anche il generale Milln Astray, fondatore della Legione Straniera, e venne ricevuto da
tutti i dignitari locali, con alla testa il cardinale Ilundin, ma non da Queipo. Raggiunsero tutti il
municipio nella Plaza de San Fernando. Queipo, il quale aveva deciso all'ultimo momento di
intervenire, tenne un lungo discorso sconnesso che provoc costernazione nel seguito di Franco. Il
tricolore repubblicano venne ammainato, poi fu issata la bandiera monarchica rosso-oro-rosso al suono
della Marcia Reale. Franco pronunci un discorso molto pi breve, in cui salut la nostra bandiera,
quella autentica, quella alla quale abbiamo giurato tutti fedelt, quella per la quale sono morti i nostri
antenati, cento volte ricoperta di gloria.6 Poi abbracci il vessillo, seguito dal cardinale Ilundin.
Siviglia era diventata rapidamente il feudo personale di Queipo e Franco era seccato per questo
comportamento prepotente: il ritratto di Queipo era dappertutto. Il suo volto dominava la citt ed era
riprodotto anche su vasi, portacenere e specchi; le case in cui erano stati uccisi i rossi furono le prime
a essere costrette a esporre la sua foto alle finestre. Contro questo imperversare di pubblicit il seguito
di Franco cerc di ottenere che venisse esposto anche il ritratto del suo capo. Alla fine si fece in modo
di proiettare la sua immagine sugli schermi dei cinema, al suono della Marcia Reale. Il pubblico faceva
il saluto fascista per i cinque minuti della sua durata. In seguito, gli edifici pubblici della zona
nazionalista furono obbligati a esporre il suo ritratto, e ogni volta che veniva suonata la Marcia Reale
alla radio, tutti coloro che non volevano sospetti sulla propria fedelt si alzavano in piedi e facevano il
saluto fascista.
Altrettanto stridente era la pubblicit di altri gruppi nazionalisti. Manifesti apparvero
dappertutto. Quello carlista proclamava: Se sei un buono spagnolo e se ami la tua patria e le sue
gloriose tradizioni, arruolati nei requets. Lo slogan della Falange era pi breve e pi minaccioso: La
Falange ti chiama. Ora o mai pi. Si disse che pi di 2.000 nuovi falangisti si arruolarono nella sola
Siviglia in un periodo di ventiquattr'ore. Queipo de Llano fu sia cinico sia esatto quando defin la
camicia azzurra un salvagente. Molti elementi neutrali o di sinistra che volevano evitare la mquina
de matr corsero ad arruolarsi e spesso tentarono di dimostrarsi pi fascisti dei fascisti.
I timori d'anteguerra di Jos Antonio furono confermati quando questo afflusso di opportunisti
soffoc le camisas viejas sopravvissute, i vecchi camerati. Quasi la met dei veterani prebellici era
morta nell'insurrezione. Nel frattempo Jos Antonio era in carcere ad Alicante, sorvegliato dai
miliziani. Onsimo Redondo era stato ucciso e Ledesma Ramos si trovava anch'egli in mano al
nemico. La Falange era cos in una posizione scomoda. I suoi effettivi si erano enormemente gonfiati
proprio nel momento in cui i suoi dirigenti erano fuori combattimento.7 Di conseguenza, la Falange si
comportava in modo imprevedibile. Alcuni suoi reparti andarono al fronte, ma la maggioranza rimase
nelle retrovie a fornire una burocrazia improvvisata e una polizia politica dilettantesca. Le pattuglie
falangiste, che si prevedeva controllassero gli individui sospetti, indossavano la camicia azzurra ed
erano visibilissime, mentre costringevano i passanti a fare il saluto fascista e a gridare Arriba
Espaa! Le ragazze falangiste entravano nei caff e chiedevano agli uomini perch non erano in
uniforme, poi offrivano loro vestitini da bambola con aria sprezzante, sotto l'occhio vigile di una
squadra di rinforzo di camerati maschi affacciati all'ingresso. Un visitatore tedesco rifer a
Wilhelmstrasse: Si ha l'impressione che gli stessi elementi della milizia falangista non abbiano scopi
o idee reali; piuttosto, sembrano giovanotti che trovano divertente giocare con le armi da fuoco e fare
retate di comunisti e socialisti.8
Jos Antonio era stato trasferito nel carcere di Alicante dalle autorit repubblicane ai primi di
luglio, poco prima dell'insurrezione. Gli era stato consentito un regime carcerario talmente comodo che
il conte de Mayalde riusc a passargli due pistole nel parlatorio. I piani per liberare Jos Antonio non
ebbero mai successo, prima il giorno dell'insurrezione, poi il giorno seguente. Un gruppo di falangisti
venne scoperto dagli asaltos, e nella sparatoria tre della squadra di soccorso rimasero uccisi.9 Ulteriori
progetti per liberarlo furono discussi in ottobre a bordo della corazzata tascabile Deutschland, ma
l'ammiraglio Carls, che comandava la squadra germanica, e il ministero degli Esteri tedesco si
opposero. Un altro progetto fallito coinvolgeva la torpediniera tedesca Iltis.10 Un ulteriore tentativo si
disse fosse stato scartato dal generale Franco, il quale non voleva in giro un rivale tanto carismatico.11
La procedura per portare davanti ai giudici Jos Antonio e suo fratello Miguel cominci il 3
ottobre davanti al Tribunale Popolare di Alicante: furono accusati di cospirazione contro la Repubblica
e di ribellione militare. Quando il vero processo cominci il 16 novembre, Jos Antonio fu autorizzato
a difendere se stesso, suo fratello e sua nuora Margarita Larios. I suoi studi di legge lo aiutarono a
realizzare un intervento molto efficace. Sapendo di essere condannato in anticipo, non si pieg a
chiedere clemenza; riusc tuttavia a fare ridurre le condanne di suo fratello e di sua nuora,
commentando che la vita non  un mortaretto da fare esplodere alla fine di una festa.
Jos Antonio fu giustiziato dalle autorit locali il 20 novembre, per il timore che il Gabinetto
dei ministri, che doveva riunirsi quella mattina stessa, modificasse la sentenza capitale in ergastolo.
Come conseguenza la Falange ebbe un suo grande martire, ma rimase senza alcun leader di rilievo: una
situazione che difficilmente poteva dispiacere a Franco. Il generale nascose per due anni tutte le notizie
sull'esecuzione, quando la sorte della Repubblica era ormai segnata. A Franco, troppo pragmatico per
essere geloso di un rivale morto, importava poco consentire che il culto di Jos Antonio si sviluppasse
in seguito.
Per quanto riguarda l'organizzazione militare della Spagna nazionalista, bisognava prestare
attenzione ai problemi economici. Una delle priorit per i generali ribelli era ottenere valuta forte dalle
esportazioni per finanziare la guerra. In Andalusia Queipo de Llano si dimostr un amministratore
commerciale di sorprendente competenza, anche se con la pistola in mano. Contrabbando, truffe ed
esportazioni di capitali diventarono reati punibili con la morte. Agli scambi che procuravano valuta
estera, come sherry, olive e agrumi, venne data la massima priorit e il generale organizz accordi
commerciali con il regime di Salazar a Lisbona. Gli esportatori dovevano consegnare entro tre giorni
alle autorit militari tutte le loro ricevute in dollari o in sterline.12 Tuttavia, la concessione di licenze
d'importazione, di monopolio e di diritti commerciali port alla corruzione e all'affarismo che si
sarebbero diffusi in tutta la Spagna nazionalista. I contributi al movimento furono un buon
investimento per chi lo fece in fretta. Contemporaneamente si moltiplicarono le organizzazioni di
carit, occupando il tempo del clero, delle beatas, delle vedove di guerra e di altri civili che avevano
ambizioni per il futuro.
Nel frattempo gli altoparlanti nelle strade diffondevano musiche come la violenta canzone
marcia della Legione El Novio de la Muerte (Il fidanzato della morte), e alla stazione radio ogni sera
c'era un annunciatore in piedi davanti al microfono a leggere con voce da araldo il bollettino
quotidiano del comando del Generalissimo. E fu contro quest'atmosfera militaristica che ci fu un gesto
di coraggio morale, un incidente caratterizzato dall'enfasi sul coraggio fisico in quella guerra. Il 12
ottobre, anniversario della scoperta dell'America da parte di Colombo, l'Universit di Salamanca
organizz un Festival della Razza Spagnola. Il pubblico era composto da importanti sostenitori del
movimento nazionalista, compreso un grosso contingente della Falange locale. Fra le personalit sul
palco c'erano la moglie di Franco, il vescovo di Salamanca che aveva diffuso la lettera pastorale, il
generale Milln Astray fondatore della Legione Straniera e Miguel de Unamuno, il filosofo basco
rettore dell'Universit. Unamuno era rimasto esasperato dalla Repubblica, e per questo in un primo
momento aveva appoggiato l'insurrezione nazionalista; ma non poteva ignorare il massacro in questa
citt dove comandava l'infame maggiore Doval della repressione delle Asturie, e nemmeno l'assassinio
dei suoi amici Casto Prieto, sindaco di Salamanca, Salvador Vila, docente di arabo ed ebraico
all'Universit di Granada, e Garca Lorca.
Poco dopo l'inizio della cerimonia il professor Francisco Maldonado aveva sferrato un violento
attacco contro il nazionalismo catalano e basco, che defin cancro della nazione da curare con il
bisturi del fascismo. Dal fondo della sala qualcuno lanci il grido di battaglia della Legione: Viva la
muerte!. Il generale Milln Astray, che sembrava lo spettro stesso della morte, con un braccio solo e
un occhio solo, scatt in piedi a lanciare lo stesso grido.13 I falangisti scandirono i loro evviva, con il
braccio levato nel saluto fascista rivolto verso il ritratto del generale Franco appeso sopra la poltrona di
sua moglie.
Il frastuono cess quando Unamuno si lev lentamente in piedi. La sua voce tranquilla fu un
impressionante contrasto. Tutti voi aspettate le mie parole. Tutti voi mi conoscete e sapete che io non
sono capace di tacere. A volte tacere equivale a mentire, perch il silenzio pu essere interpretato come
un consenso. Voglio commentare il discorso, se cos vogliamo chiamarlo, del professor Maldonado.
Lasciamo da parte l'insulto personale nell'improvviso scoppio di offese contro baschi e catalani. Io
stesso, naturalmente, sono nato a Bilbao. Il vescovo, che gli piaccia o meno,  un catalano di
Barcellona. E proprio ora ho sentito un grido necrofilo e insensato viva la morte!. E io, che ho
trascorso la mia vita a formulare paradossi, debbo dirvi, con l'autorit di un esperto, che questo
bizzarro paradosso mi ripugna. Il generale Milln Astray  un invalido. Diciamolo senza sfumature. 
un invalido di guerra. Come lo era Cervantes.14
Per sfortuna ci sono troppi invalidi oggi in Spagna. E ben presto ve ne saranno ancora molti di
pi se Dio non verr in nostro aiuto. A me fa male pensare che il generale Milln Astray debba dettare
il quadro della psicologia di massa. Un invalido cui manca la grandezza di Cervantes  abituato a
cercare un sinistro sollievo nel provocare mutilazioni attorno a s. Al generale Milln Astray
piacerebbe creare una Spagna nuova, una creazione negativa a sua propria immagine e somiglianza; per
questo motivo si augura di vedere una Spagna invalida, come ha chiarito senza volerlo.
Il generale non fu pi in grado di controllare la sua furia quasi inarticolata e pot soltanto urlare:
Muera la inteligencia! Viva la Muerte!. I falangisti ripresero il suo grido e gli ufficiali dell'esercito
estrassero le pistole. A quanto sembra la stessa guardia del corpo del generale punt la bocca del suo
mitra contro la testa di Unamuno, ma questo non imped al filosofo di gridare la sua sfida.
Questo  il tempio dell'intelletto e io ne sono il gran sacerdote. Siete voi che profanate il suo
sacro recinto. Voi vincerete, perch avete pi che a sufficienza la forza bruta. Ma voi non convincerete.
Perch per persuadere vi occorre quello che vi manca: la ragione e il diritto nella vostra lotta. Io ritengo
futile esortarvi a pensare alla Spagna.
Fece una pausa con le braccia che gli ricaddero lungo i fianchi. Poi concluse a voce bassa,
rassegnata: Ho finito. Sembra che la presenza della moglie di Franco gli abbia evitato di venire
linciato sul posto, anche se quando il generale venne informato dell'accaduto a quanto sembra avrebbe
voluto far fucilare Unamuno. Non se ne fece nulla, data la fama internazionale del filosofo e la reazione
all'estero provocata dall'assassinio di Lorca. Tuttavia Unamuno si spense dieci settimane dopo, con il
cuore spezzato e maledetto come rosso e traditore da coloro che aveva considerato suoi amici.15
...
.
...
11.
.
La zona repubblicana.
.
Fin dal primo momento l'insurrezione dei generali aveva frammentato la nazione in una massa
di guerre civili localizzate. Ma non fu questa la ragione principale del crollo dello Stato repubblicano.
La disastrosa reazione del governo centrale alla crisi fu uno dei fattori principali: forse l'inevitabile
paralisi di un governo di centro-sinistra di fronte a una rivolta di destra da una parte e a una rivoluzione
di sinistra dall'altra. Un altro fu la disintegrazione del meccanismo dello Stato, quando tanti suoi
funzionari, dal corpo diplomatico alla polizia, per non parlare delle forze armate, appoggiarono i
nazionalisti.
La CNT e l'UGT, che avevano sostenuto il peso dei combattimenti, riempirono rapidamente il
vuoto, creando organizzazioni rivoluzionarie sul territorio repubblicano. L'unica vera eccezione fu il
Paese Basco. Lass la situazione non  rivoluzionaria, venne osservato, la propriet privata non
viene messa in discussione.1 Le iscrizioni ai due sindacati aumentarono in modo enorme, in parte per
l'ammirazione per quanto avevano fatto, ma soprattutto per ragioni di opportunismo, in quanto erano
essi ad avere in mano il potere. Ben presto toccarono i 2.000.000 di iscritti ciascuno, un totale enorme,
tenendo conto dei territori perduti. Anche il POUM, e soprattutto il partito comunista, si svilupparono
rapidamente. I forti incrementi dei comunisti, che salirono a 250.000 iscritti in otto mesi, provenivano
dal ceto medio attratto dall'approccio disciplinato del partito, dagli ambiziosi e dagli elementi della
destra che temevano di essere arrestati, proprio come accadde agli esponenti della sinistra che
entrarono nella Falange per sopravvivere nella zona nazionalista.2
Nei primi giorni dell'insurrezione Madrid sembrava una citt rivoluzionaria. I miliziani
dell'UGT e della CNT sembravano onnipresenti nelle strade a controllare i documenti d'identit; la
loro uniforme consueta erano i monos, una tuta blu scuro, con distintivi o sciarpe colorate a indicare la
loro affiliazione politica: nero e rosso per gli anarcosindacalisti, rosso per i socialisti e i comunisti. La
mancanza di occasione, oppure la scarsa disposizione, a radersi con regolarit, li faceva sembrare
particolarmente aggressivi e temibili soprattutto agli occhi degli osservatori stranieri. Nessuno girava
senza fucile. Giovanotti fannulloni, scrisse Azaa nel suo diario, invece di andare in trincea a
combattere, sfoggiano la loro aria marziale per le strade, con il fucile a tracolla.3
Il primo rifiuto del governo a distribuire armi aveva lasciato un segno profondo. Gli operai
ricordavano quella sensazione di impotenza di fronte all'insurrezione militare e ci comport che
durante i primi mesi molte armi fossero tenute nelle retrovie. Inoltre, gli stratagemmi nazionalisti come
a Oviedo e San Sebastin significarono che c'era una certa riluttanza a impegnare troppi uomini al
fronte per l'eventualit di altre spiacevoli sorprese dietro le linee.
L'UGT socialista era ancora l'organizzazione pi potente a Madrid, anche se la CNT
continuava a guadagnare rapidamente terreno a sue spese. Ragazze con i colori rosso e azzurro della
Giovent Socialista giravano dappertutto a raccogliere fondi per le organizzazioni assistenziali di
sinistra, incoraggiate dalla loro nuova libert di parlare con chiunque senza timore di essere considerate
frivole. Si vedevano bambini delle scuole vestiti da Giovani Pionieri (un tentativo spagnolo di
avvicinamento al Komsomol) camminare in colonna scandendo slogan con le loro voci acute come una
monotona tavola pitagorica. I giornalisti esteri attribuivano molta importanza al fatto che non si
vedesse quasi pi per le strade il ceto medio in giacca e cravatta; tuttavia  probabile che ci fosse
dovuto pi al caldo eccezionale e alla nuova informalit che al pericolo di un'attiva persecuzione di chi
andava vestito in modo rispettabile.
Una volta partita buona parte delle milizie verso i vari fronti, Madrid cominci a perdere il suo
aspetto rivoluzionario. C'erano ancora mendicanti agli angoli delle strade e i negozi costosi e i
ristoranti tornarono a riaprire i battenti. La guerra avrebbe potuto benissimo essere oltremare. Soltanto i
giornalisti stranieri che affollavano i caff e i bar degli hotel della Gran Va sembravano credere che la
capitale fosse al centro degli avvenimenti. Nel frattempo la situazione economica stava peggiorando in
modo irreparabile. Data la scarsit di monete e di banconote i sindacati cominciarono a distribuire
tagliandi, che furono poi adottati dalle autorit municipali, costrette a trovare il modo di aiutare la
popolazione civile a sopravvivere quando la vita ogni giorno diventava pi difficile.
Lo shock della guerra civile indusse gli operai spagnoli sia a guardare oltreconfine, nella
speranza di un appoggio internazionale contro il fascismo, sia all'interno, nel senso che si fidavano
soltanto della comunit locale. Ogni cittadina e villaggio aveva il proprio comitato rivoluzionario, che
si supponeva rappresentasse l'equilibrio politico della comunit, responsabile dell'organizzazione di
tutto ci che avevano fatto prima il governo e le autorit locali. Sul confine dei Pirenei, miliziani
anarchici nelle loro tute blu stavano di guardia a fianco di carabineros dall'uniforme impeccabile, a
controllare i passaporti. Ed era il comitato della cittadina di confine, non un funzionario del governo
centrale, a decidere se uno straniero poteva entrare nella nazione.
I comitati locali organizzarono tutti i servizi di base. Requisirono alberghi, case private ed
edifici commerciali da usare come ospedali, scuole, orfanotrofi, alloggi per la milizia e sedi di partito.
A Madrid, il Palace Hotel, uno dei pi grandi d'Europa, venne usato nei primi giorni come rifugio per
gli orfani e il Ritz come ospedale militare. Costituirono proprie forze di sicurezza per porre fine agli
ammazzamenti indiscriminati e per motivi personali con la scusa di operazioni antifasciste. La giustizia
veniva amministrata da tribunali rivoluzionari, la cui procedura costitu un miglioramento rispetto ai
processi sommari dei primi giorni. Gli accusati ottennero assistenza legale e il diritto di invocare
testimoni, per quanto i livelli variassero di molto in alcune occasioni rimanendo una grottesca farsa.
Una volta svanite le paure iniziali delle prime settimane, le condanne a morte diventarono sempre pi
rare.
Nelle Asturie la CNT istitu il comitato di guerra di Gijn. La forza della CNT veniva dai
portuali, dai marinai e in particolare dai pescatori, che avevano costituito una cooperativa riguardante
tutti gli aspetti del loro mestiere: ad Avils e Gijn i pescatori avevano collettivizzato le loro
imbarcazioni, le banchine e la fabbrica di scatolame. L'UGT era pi forte nell'interno, fra i minatori;
alla fine il loro comitato si fuse con quello anarchico e un socialista divenne presidente del consiglio
unito. D'altro canto i socialisti di Santander assunsero la direzione del comitato di guerra, il che indusse
gli anarchici ad attaccare il loro sistema autoritario.
Nel Paese Basco, la situazione fu molto diversa. Le giunte di difesa furono sostituite dalla
repubblica autonoma dell'Euzkadi, costituita il 1 ottobre. (La bandiera basca rossa, verde e bianca,
l'ikurria, aveva gi sostituito il tricolore repubblicano.) L'istituzione formale del governo basco, con
Jos Antonio Aguirre come presidente, o lehendakari, venne confermata una settimana dopo in una
riunione di delegati municipali nel modo tradizionale, con il giuramento sotto la sacra quercia di
Guernica. Il partito conservatore basco mantenne i pi importanti ministeri, mentre a repubblicani e
socialisti furono affidati quelli minori.5 Gli anarchici, che erano forti a San Sebastin e nei paesi dei
pescatori, non chiesero alcun incarico nel governo, e peraltro non ricevettero alcuna offerta in tal senso.
I nazionalisti baschi stabilirono un controllo molto rigido con la loro milizia paramilitare, l'Euzko
Gudaroztea, dalla quale erano esclusi gli elementi di sinistra e i non baschi. Tuttavia l'UGT e la CNT
costituirono i propri battaglioni per combattere inquadrati nel corpo d'armata dell'Euzkadi. Questi
sentimenti misti dei baschi, fedeli alla Repubblica che aveva concesso loro l'autonomia, ma molto pi
vicini all'atteggiamento sociale e religioso dei nazionalisti, avrebbe causato una diffidenza disastrosa
all'interno dell'alleanza.6
Fra tutte queste mosse regionali per l'autogoverno, la pi straordinaria e pi importante avvenne
in Catalogna. Il giornalista John Langdon-Davies descrisse le contraddizioni di Barcellona, definendola
la pi strana citt del mondo oggi, quella dell'anarcosindacalismo che appoggia la democrazia, o degli
anarchici che mantengono l'ordine, e filosofi antipolitici al governo.7 La sera del 20 luglio Juan
Garca Oliver, Buenaventura Durruti e Diego Abad de Santilln si incontrarono con il presidente
Companys al palazzo della Generalitat. Avevano ancora le armi con cui avevano attaccato quella
mattina la caserma Atarazanas. Nel pomeriggio avevano preso parte a una conferenza indetta d'urgenza
di oltre 2.000 rappresentanti delle federazioni locali della CNT. Un disaccordo di base si svilupp fra
chi voleva istituire subito una societ libertaria e chi preferiva invece attendere la sconfitta dei generali.
Companys aveva difeso gli anarchici per un onorario nominale, quando era un giovane
avvocato. La sua simpatia verso di loro era insolita fra i nazionalisti catalani, i quali spesso li
definivano con il termine quasi razziale di murciani, perch la forza principale degli anarchici stava
negli operai immigrati non catalani. Anche se alcuni politici locali in seguito lo smentirono, si dice che
Companys abbia accolto i delegati anarchici con queste parole:
Prima di tutto devo dire che la CNT e la FAI non sono mai state trattate come meritavano per la
loro effettiva importanza. Voi siete stati sempre perseguitati in modo duro e io, con molto rammarico,
sono stato costretto dalla necessit politica a oppormi a voi, anche se una volta ero dalla vostra parte.
Oggi voi siete i padroni della citt e della Catalogna, perch voi soli avete sconfitto i militari fascisti... e
spero che non dimenticherete l'aiuto dei fedeli membri del mio partito... Ma voi avete vinto e tutto  in
vostro potere. Se non avete bisogno di me come presidente della Catalogna, ditemelo ora, e io
diventer soltanto un altro soldato nella lotta contro il fascismo. Se, al contrario... voi credete che io, il
mio partito, il mio nome, il mio prestigio, possano esservi utili, allora potete contare su di me e sulla
mia fedelt di uomo convinto che un intero passato di vergogna  morto.
Siano state queste le parole esatte di Companys o meno, Azaa defin l'episodio come un
complotto mirante ad abolire lo Stato spagnolo. Ma il presidente catalano era realista. Le forze
repubblicane ufficiali a Barcellona ammontavano a 5.000 uomini del corpo paramilitare e quanto era
accaduto altrove aveva dimostrato che era molto pericoloso contare interamente su di esse a
Barcellona. L'esercito regolare non esisteva pi perch gli ufficiali ribelli erano stati fucilati e i soldati
se n'erano andati a casa o si erano uniti alla milizia operaia. Nel frattempo, con i fucili della caserma
Sant Andreu e di altre sedi, si diceva che gli anarchici contassero su 40.000 armi distribuite fra i loro
400.000 esponenti a Barcellona e sobborghi. Sarebbe stata una follia se Companys avesse pensato di
attaccarli nel momento in cui godevano della massima forza e popolarit. Gli anarchici poi sembravano
essere i suoi migliori alleati contro la reimposizione del governo di Madrid. Companys espose
seccamente la situazione: Traditi dai normali guardiani della legge e dell'ordine, ci siamo rivolti al
proletariato per protezione.
Il presidente catalano aveva sottoposto agli anarchici un dilemma fondamentale. Garca Oliver
descrisse cos le alternative: Comunismo libertario, che equivale a una dittatura anarchica, oppure
democrazia, che significa collaborazione.9 Imporre la loro autogestione sociale ed economica al resto
della popolazione sembrava violare gli ideali libertari pi della collaborazione con i partiti politici.
Abad de Santilln dichiar che essi non credevano ad alcuna forma di dittatura, compresa la loro
stessa.10
Alla conferenza di Saragozza soltanto sette settimane prima, gli anarchici avevano affermato
che ogni filosofia politica doveva essere autorizzata a sviluppare la forma di coesistenza sociale che
meglio le si adattava. Ci significava lavorare assieme ad altri organismi politici con reciproco rispetto
delle differenze altrui. Per quanto sincera, questa era un'opinione semplicistica, dato che la sola idea
del controllo dei lavoratori e l'autogestione erano un anatema sia per i repubblicani progressisti sia per i
comunisti. Con il tempo questi due gruppi avrebbero vinto, costringendo gli anarchici a rinunciare a
molti dei loro princpi ed espellendoli poi dalle loro posizioni di potere.11
Anche se i dirigenti anarchici seduti nell'istoriato ufficio del presidente catalano, ai quali erano
state offerte in quel momento le chiavi del regno, avessero potuto prevedere il futuro, la loro scelta non
sarebbe stata pi facile. Essi avevano la forza di trasformare da un giorno all'altro la Catalogna e
l'Aragona in un non-Stato indipendente, ma questo avrebbe provocato un grosso contrasto con
socialisti e comunisti in un momento critico. Il governo di Madrid, inoltre, controllava la riserva aurea
e un boicottaggio del resto della Spagna repubblicana da parte delle imprese straniere avrebbe potuto
distruggere in brevissimo tempo l'economia della Catalogna. Eppure ci che sembra abbia influenzato
di pi la loro decisione furono l'esigenza di unit per combattere l'insurrezione militare e la
preoccupazione per i propri compagni in altre parti della Spagna. La necessit di solidariet ebbe la
meglio su altre considerazioni: non potevano abbandonarli in una minoranza che avrebbe potuto venire
schiacciata dai marxisti.
I dirigenti libertari proposero di conseguenza un controllo della Catalogna in comune con altri
partiti. Dietro loro raccomandazione, il 21 luglio venne costituito il Comitato Centrale delle Milizie
Antifasciste. Pur essendo in maggioranza, dissero che avrebbero riconosciuto i diritti delle minoranze e
avrebbero tenuto soltanto cinque dei quindici seggi a disposizione. Ingenuamente, speravano di
ricevere lo stesso trattamento in altre zone della Repubblica spagnola dove si trovavano in minoranza.12
Il Comitato Centrale delle Milizie Antifasciste gestiva letteralmente tutto, dalla sicurezza ai
servizi essenziali all'assistenza sociale; la Generalitat non era nient'altro che un governo-ombra,
oppure un governo in attesa, un artefatto puramente formulare.13 I suoi consiglieri potevano fare
piani e tabelle, ma avevano scarsa voce in capitolo per quanto veniva gi messo in pratica sul terreno.
L'importante conversione all'industria bellica era stata avviata da Juan Garca Oliver ed Eugenio
Vallejo durante i primi scontri; la Generalitat non istitu una commissione sulle industrie belliche fino
all'agosto e per molto tempo ebbe poca influenza,14 eppure, per quanto avesse perso l'iniziativa
politica, il governo catalano non aveva perso potere. La CNT non era in grado di controllare sia
l'economia catalana, che rimase nelle mani della Generalitat, sia il sistema bancario, che era passato
all'UGT socialista.
Le contraddizioni del potere politico avrebbero afflitto in molti modi gli anarchici. Il loro
manifesto del 1917, per esempio, aveva condannato vari tipi di manifestazioni, come le corride e i
cabaret indecenti che possono influenzare negativamente il popolo. Ma comportarsi da censori
dittatoriali era un affronto ancora pi grave per le loro convinzioni. Nel frattempo le Mujeres Libres,
anarcofemministe, ormai forti di 30.000 iscritte,15 stavano tappezzando di manifesti i muri dei quartieri
a luci rosse, tentando di convincere le prostitute ad abbandonare il loro modo di vivere, offrendo e
gestendo corsi di addestramento a lavori produttivi; ma altri anarchici erano meno pazienti: secondo
Kaminski, l'osservatore francese che simpatizzava per loro, avevano cominciato a eliminare sul posto a
colpi di pistola i lenoni e gli spacciatori di droga.
Un fenomeno notevole della guerra fu lo sviluppo spontaneo di un movimento femminista,
dopo le elezioni del 1936. Era nato non in base a letteratura o teorie venute dall'estero (tranne forse
alcune traduzioni di Emma Goldman), ma dalla convinzione istintiva delle donne che il rovesciamento
del sistema di classe avrebbe comportato anche la fine del sistema patriarcale. Gli anarchici avevano
sempre sostenuto l'eguaglianza di tutti gli esseri umani, ma, come sostenevano le Mujeres Libres, i
rapporti restavano feudali. L'esempio pi evidente in cui gli anarchici non riuscirono a realizzare gli
ideali che professano furono i livelli di retribuzione diversi per uomini e donne in quasi tutte le aziende
della CNT. La Giovent Socialista fu un altro punto focale di rilievo per il femminismo.
Pochi progressi furono fatti fuori delle citt, per quanto la principale dimostrazione della nuova
eguaglianza sia stato il fatto di vedere donne miliziane combattere in prima linea. Non vi sono dati
statistici a disposizione, ma  probabile che non vi fosse pi di un migliaio di donne combattenti al
fronte, mentre erano parecchie migliaia sotto le armi nelle retrovie e un battaglione femminile prese
parte alla difesa di Madrid. (L'ambasciatore tedesco rimase scosso quando un giorno Franco ordin
l'esecuzione di alcune miliziane cadute prigioniere e poi continu con calma a fare colazione.) Questo
passo verso una partecipazione paritaria venne severamente ridimensionato sotto una crescente
direzione autoritaria dello sforzo bellico quando la situazione militare peggior. Nel 1938 le donne
erano tornate a un ruolo strettamente ausiliario.16
Un osservatore a Barcellona comment l'atteggiamento nei confronti degli edifici. Scrisse che il
popolo aveva l'inclinazione a distruggere i simboli, ma che rispettava in modo ingenuo e a volte
esagerato tutto quanto sembrava utile: sedi religiose, monumenti patriottici e il carcere femminile
vennero distrutti o dati alle fiamme, mentre ospedali e scuole furono rispettati quasi con la stessa
reverenza accordata dai nazionalisti alle chiese.
Il successo pi importante del governo repubblicano del 1931-33 era stato nel campo
dell'istruzione pubblica e nella riduzione dell'analfabetismo. Le misure riguardanti il coinvolgimento
della Chiesa nell'istruzione pubblica crearono un gran vuoto nel sistema, tanto per cominciare, ma i
programmi per la costruzione di scuole e l'addestramento degli insegnanti furono altrettanto ambiziosi.
La Repubblica annunci di aver costruito 7.000 scuole contro le sole 1.000 durante i precedenti
ventidue anni. Il livello di analfabetismo, che in molte zone aveva raggiunto il 50 per cento sotto la
monarchia, venne drasticamente ridotto. Molti progetti ricchi d'immaginazione, come i teatri viaggianti
di Garca Lorca, facevano parte di un energico tentativo di aiutare le masse contadine a liberarsi dalla
vulnerabilit dell'ignoranza. Per tutto il tempo, in modo indipendente dagli sforzi sostenuti dal
governo, le Casas del pueblo dell'UGT e gli ateneos libertarios degli anarchici continuarono gli
sforzi in questa direzione.17 Durante il conflitto, ci che pi colp i visitatori stranieri come
Saint-Exupry fu soprattutto vedere nelle trincee i miliziani ignoranti studiare con tanta buona volont.
Le manifestazioni esteriori del potere della classe lavoratrice erano visibili a Barcellona pi che
a Madrid. Bandiere di partito agli edifici pubblici, soprattutto quella rossa e nera tagliata in diagonale
della CNT. Gli anarchici avevano posto la loro sede nell'ex edificio della Federazione degli
Imprenditori, mentre il PSUC controllato dai comunisti e diretto da Joan Comorera aveva occupato
l'Hotel Colon. Il POUM aveva requisito l'Hotel Falcn, anche se la sua base di potere principale era a
Lrida. Il POUM era in espansione perch sembrava una via di mezzo fra gli anarchici e i comunisti;
ma poich Andreu Nin, il suo capo, era stato a suo tempo molto vicino a Trockij, gli stalinisti odiavano
questo partito ancor pi degli anarchici: ignoravano il fatto che Trockij e la sua Quarta Internazionale
avevano attaccato spesso il POUM.
Barcellona era sempre stata una citt vivace e la rivoluzione di luglio non l'aveva calmata. Le
auto espropriate rombavano per le strade a tutta velocit, spesso provocando incidenti, ma queste
bravate finirono presto non appena la benzina venne riservata soltanto agli spostamenti essenziali. Gli
altoparlanti appesi agli alberi dei viali diffondevano musica e di tanto in tanto bollettini informativi
ridicolmente ottimistici. Questi venivano commentati da gruppi che discutevano gli avvenimenti come
l'attacco contro Saragozza, della cui imminente caduta erano convinti. Era un mondo di amicizia
istantanea, in cui il formale modo di presentarsi non usava pi. Gli stranieri erano benvenuti e la causa
antifascista veniva spiegata ripetutamente. I lavoratori avevano una convinzione semplice: se tutto
veniva chiarito, le democrazie non avrebbero potuto fare a meno di aiutarli contro Franco, contro Hitler
e contro Mussolini.
Prevaleva ovunque un'atmosfera di eccitazione e di ottimismo. Gerald Brenan ha detto che i
visitatori a Barcellona nell'autunno del 1936 non avrebbero pi dimenticato quella commovente ed
esaltante esperienza. Gli stranieri che davano una mancia se la vedevano restituire in modo educato con
la spiegazione che corrompeva sia chi la dava sia chi la riceveva. Forse il pi grande contrasto fra
Madrid e Barcellona era nell'uso degli alberghi: nella capitale il Gaylords venne in seguito requisito dal
partito comunista come residenza di lusso per alcuni dei suoi funzionari di grado pi elevato e per i
consiglieri sovietici; a Barcellona il Ritz venne impiegato dalla CNT e dall'UGT come Unit
Gastronomica Numero 1, una mensa pubblica per tutti i bisognosi. Questo pu essere stato in parte un
gesto simbolico, ma le enormi cucine dell'albergo erano l'ideale. Per entrarvi si doveva essere in
possesso di un lasciapassare del comitato locale, ma le guardie si rifiutavano di essere burocratiche;
non solo furono rari quelli che tentarono di mangiare due volte ma, secondo Langdon-Davies, sparirono
ben poche posate d'argento del Ritz. Gli anarchici spiegarono che ormai non apparteneva pi n a
un'azienda privata n allo Stato: il popolo non rubava a se stesso. Il loro principio di base era che la
comunit doveva assumersi ogni responsabilit sul benessere; lasciarla allo Stato equivaleva dare
all'autoritarismo un volto umano. Nel frattempo i profughi delle zone conquistate dai nazionalisti
vennero alloggiati negli appartamenti dei ricchi.
I difensori pi dichiarati della propriet non erano i repubblicani liberali, com'era prevedibile,
ma il partito comunista e il suo sussidiario catalano, il PSUC. Entrambi seguivano la linea del
Comintern di mascherare la rivoluzione. La Pasionaria e altri esponenti del Comitato Centrale
smentivano con energia che in Spagna ci fosse una qualsiasi forma di rivoluzione e difendevano con
vigore gli uomini d'affari e i proprietari terrieri. Questo in un periodo in cui i contadini ricchi, i kulaki,
morivano nei gulag sovietici. Il Comintern, senza ammettere una cos flagrante contraddizione,
registrava gli slogan comunisti prescritti per le campagne attorno a Valencia: Noi rispettiamo coloro
che vogliono lavorare le loro terre come un collettivo, ma chiediamo rispetto anche per coloro che
vogliono coltivarsele da soli; e Opprimere gli interessi dei piccoli coltivatori significa opprimere i
padri dei nostri soldati.18
Questa presa di posizione antirivoluzionaria, prescritta da Mosca, port un gran numero di
esponenti dei ceti medi nelle fila dei comunisti. Perfino i giornali tradizionali della comunit degli
affari catalana, Vanguardia e Noticiero, lodarono il modello sovietico della disciplina. Il modello
anarchico, nel frattempo, si era fatto sentire in tutta la zona della Repubblica, ma soprattutto lungo la
fascia costiera del Mediterraneo.
Questo straordinario movimento di massa operaio verso l'autogoverno provoca ancora accese
controversie. Il governo liberale e il partito comunista lo consideravano un grosso ostacolo ai tentativi
di organizzare lo sforzo bellico. Erano convinti che un controllo centrale fosse vitale in una nazione
come la Spagna, con il suo forte spezzettamento e la sua riluttanza a reagire a una minaccia salvo non
fosse vicina. Per esempio, gli anarchici catalani erano convinti che riconquistare Saragozza sarebbe
stato come vincere la guerra. Per quanto li riguardava, l'avanzata dell'armata d'Africa nel sud-ovest era
come se avvenisse in una nazione straniera. Per contro, i sostenitori dell'autogoverno dichiaravano che
non vi era motivo di battersi se non si fosse permesso alla rivoluzione sociale di continuare. Avendo
combattuto in giugno quando il governo si era rifiutato di armarli, gli anarchici erano molto risentiti per
il modo in cui questo si aspettava ora che abbandonassero tutto il loro guadagno. Questo fondamentale
scontro di opinioni minava l'unit dell'alleanza repubblicana. I sostenitori di uno Stato centralizzato
avrebbero avuto il sopravvento nel 1937, ma il morale del popolo venne ferito a morte dal tentativo del
partito comunista di prendere il potere durante l'azione.
I collettivi della Spagna repubblicana non erano come quelli statali in Unione Sovietica: erano
basati sulla propriet e sulla gestione in comune della terra o della fabbrica. Accanto ad essi c'erano
industrie socializzate, ristrutturate e gestite dalla CNT e dall'UGT, oltre ad aziende private sotto la
cogestione di lavoratori e proprietari. Esistevano anche cooperative per la commercializzazione dei
prodotti di piccoli proprietari e artigiani, anche se non erano una novit, in quanto avevano una lunga
tradizione in molte zone della nazione, soprattutto nelle comunit di pescatori. Nella sola Catalogna,
prima della guerra civile,  stato calcolato che c'erano circa 100.000 persone coinvolte in imprese
cooperative. La CNT era, naturalmente, il principale motore di questo sviluppo, ma anche i membri
della CGT diedero il proprio contributo.19
Le zone pi interessate erano la Catalogna e l'Aragona, con il coinvolgimento di circa il 70 per
cento delle forze lavoro. Il totale, per l'intero territorio della Repubblica, era di 800.000 persone nelle
campagne e di poco pi di 1.000.000 nell'industria. A Barcellona comitati operai assunsero tutti i
servizi, il monopolio petrolifero, le societ di navigazione, le grosse imprese ingegneristiche come la
Vulcano, la societ automobilistica Ford, le aziende chimiche, l'industria tessile e un'infinit di attivit
minori.
Qualunque presupposto da parte dei giornalisti esteri che il fenomeno rappresentasse soltanto un
ritorno romantico alle comuni di villaggio del Medioevo, era sbagliato. La modernizzazione non era pi
temuta, perch i lavoratori ne controllavano gli effetti. Nelle campagne e nelle fabbriche le migliorie
tecniche e la razionalizzazione potevano venire attuate in modi che in altri tempi avrebbero comportato
duri scioperi. I lavoratori del legno della CNT chiusero centinaia di laboratori inefficienti in modo da
concentrare la produzione in grandi impianti. L'intera industria venne riorganizzata su base verticale,
dal taglio degli alberi al prodotto finito. Mutamenti strutturali analoghi vennero attuati anche in altre
industrie diverse, come nella produzione degli articoli in pelle, l'ingegneria leggera, i tessili e la cottura
in forno. Ci furono, tuttavia, grossi problemi nell'ottenimento di nuovi macchinari per convertire le
aziende irrilevanti, come quelle per produrre i beni di lusso, oppure scarsamente utilizzate per la
carenza di materia prima, come l'industria tessile. E furono causati principalmente dal tentativo del
governo di Madrid di riaffermare il proprio controllo rifiutando alle aziende collettivizzate gli scambi
con l'estero.
La rivoluzione sociale nell'industria catalana venne ben presto minacciata in vari modi. Era
stata persa una notevole aliquota del mercato interno per l'insurrezione. La peseta aveva visto
diminuire una parte del proprio valore sul mercato allo scoppio della guerra, e di conseguenza le
materie prime rincararono quasi del 50 per cento in meno di cinque mesi. Questo era accompagnato da
un embargo commerciale ufficioso che i governatori filonazionalisti della Banca di Spagna avevano
chiesto alla comunit internazionale. Nel frattempo, il governo centrale tentava di mantenere il
controllo su tutto, trattenendo i crediti e gli scambi con l'estero. Largo Caballero, il pi acceso rivale
degli anarchici, arriv a offrire un contratto governativo per la produzione di uniformi ad aziende estere
per non assegnarlo alle fabbriche tessili della CNT.20 Recenti studi hanno rilevato che la riduzione nella
produzione industriale nel corso della guerra civile non pu essere stata causata dal disordine
rivoluzionario.21
Ci furono a volte lunghe discussioni e liti all'interno dei comitati dei lavoratori, ma quando i
problemi erano chiari, si perdeva ben poco tempo. I servizi pubblici, come l'acqua, il gas e l'energia
elettrica, funzionavano sotto la nuova gestione gi poche ore dopo l'assalto alla caserma Atarazanas.
Sfruttando lo schema concordato alla conferenza di Saragozza, la conversione di determinate fabbriche
alla produzione bellica comport che le industrie metallurgiche avevano cominciato la produzione di
autoblindo gi alla data del 22 luglio: pur non essendo sofisticate, non si trattava affatto di rozze
improvvisazioni. I lavoratori delle industrie catalane erano i pi specializzati della Spagna e il
sociologo austriaco Franz Borkenau sottoline il fatto che non avere tecnici ostacolati nelle loro
attivit, com'era accaduto in Unione Sovietica, costituiva una grande differenza.22
Non vi  dubbio che la maggiore debolezza degli anarchici fosse la finanza. Per molti di essi
maneggiare denaro equivaleva, sul piano morale, a dirigere un postribolo per un sacerdote. Molte
fabbriche e aziende erano gestite con un perfetto controllo economico dai rispettivi comitati, ma in altri
regnava un caos finanziario completo. Le entrate derivate dalle vendite erano considerate profitto, e
non si facevano scorte nemmeno di materie prime. Ma il denaro non era sperperato in spese folli: le
eccedenze rispetto ai salari venivano passate a organizzazioni assistenziali di sinistra oppure ai
collettivi delle campagne come investimento in nuovi macchinari. Tuttavia in alcuni casi si trov che il
proprietario era riuscito ad andarsene con tutta la cassa poco prima dell'aumento.
Dopo aver sconfitto il tentativo di colpo di Stato a Barcellona e aver riorganizzato la produzione
con notevole rapidit, gli anarchici erano furenti contro i tentativi del governo di Madrid di riprendere
il controllo negando i crediti. Un piano per impadronirsi delle riserve auree della nazione, in modo da
scavalcare il rifiuto governativo di scambi con l'estero, venne preso in esame, ma il comitato regionale
della CNT lo scart. Oltre alla finanza, l'altra principale debolezza era l'assenza di coordinazione fra le
cooperative all'interno di una particolare industria. Tuttavia il comportamento del governo in campo
industriale fu tale da mettere in dubbio che i ministri di Madrid avrebbero potuto fare meglio.
Nello stesso tempo, oltre alla trasformazione dell'industria, ci fu una fioritura di collettivi
agricoli nella parte meridionale del territorio della Repubblica, organizzati da esponenti della CNT, sia
per conto proprio sia in unione con l'UGT. Quest'ultima venne coinvolta quando riconobbe che la
collettivizzazione era il metodo pi pratico per la coltivazione dei latifondi meno fertili. Sarebbe anche
vero sostenere che in molte zone i socialisti seguirono questo comportamento per evitare l'intervento
degli anarchici in quello che consideravano il proprio feudo.
In Aragona alcuni collettivi vennero istituiti a forza dalla milizia anarchica, specialmente dalla
colonna Durruti. La loro impazienza nel mietere i raccolti allo scopo di alimentare le citt, oltre alla
fermezza delle loro convinzioni, port a volte a episodi di violenza. I contadini aragonesi reagivano nel
sentirsi dire da troppo entusiastici operai delle industrie catalane che cosa dovevano fare, e molti di essi
temevano che si arrivasse a collettivizzazioni di tipo sovietico. Borkenau mostr con un esempio
quanto pi efficaci potevano essere altri metodi. Il nucleo anarchico ottenne notevoli migliorie per i
contadini, eppure ebbe la saggezza di non tentare di imporre la conversione alla parte riluttante del
villaggio, ma attese che l'esempio degli altri avesse effetto.23 Non c' da sorprendersi che un
collettivo partito cos funzionasse meglio. In generale, gli studi sulla collettivizzazione concludono che
l'esperimento fu un successo per i contadini poveri aragonesi.24
Nella regione i collettivi furono circa 600, ma i villaggi completamente collettivizzati furono
pochi.25 Gli individualisti, soprattutto i piccoli proprietari che avevano paura di perdere il poco che
possedevano, furono autorizzati a detenere quanta terra la famiglia riusciva a coltivare senza aiuti
esterni da parte di salariati. Nelle zone in cui c'era sempre stata la tradizione delle piccole propriet, si
verificarono pochi cambiamenti. Il desiderio di lavorare in modo collettivo era pi forte tra i contadini
privi di terre, soprattutto nelle zone meno fertili, dove i piccoli appezzamenti non davano abbastanza da
vivere.26
Gli anarchici cercavano di persuadere i contadini che la propriet di un appezzamento dava una
falsa sensazione di sicurezza. L'unica vera sicurezza si ritrovava in una comunit, che badava ai propri
membri fornendo assistenza medica a malati e pensionati. In alcuni villaggi ci furono gravi risentimenti
quando alcuni individualisti affidarono i propri nonni e parenti malati alla collettivit mentre i membri
sani della famiglia si tenevano la loro produzione. Questo rafforz la convinzione dei collettivisti che
l'avidit e l'accaparramento erano il risultato inevitabile della concorrenza.
I soli sistemi alternativi alle libere collettivizzazioni per nutrire la zona repubblicana erano i
collettivi statali o la suddivisione della terra in piccoli appezzamenti. L'equivalente pi vicino ai
collettivi di Stato erano le fattorie sotto controllo municipale. Nella provincia di Jan, per esempio,
dove la CNT era in pratica inesistente e l'UGT era debole, la municipalit requis le terre e le
organizz. Borkenau ricorda che impieg gli stessi braceros sfruttati dai proprietari terrieri sugli stessi
appezzamenti per le stesse lunghe ore di lavoro agli stessi salari di fame. Come niente era cambiato
nelle loro condizioni di vita, niente era cambiato nel loro atteggiamento. Dato che venivano comandati
come prima e per lo stesso compenso, hanno cominciato a battersi contro la nuova amministrazione
come avevano fatto contro la vecchia.27 Borkenau ha affermato anche che i collettivi autoamministrati
erano molto pi felici pur non avendo ottenuto alcuna miglioria. Quello che importava era che i
lavoratori ora gestivano i propri collettivi...  in netto contrasto con i disastri della collettivizzazione di
Stato in Unione Sovietica, alla quale i contadini facevano resistenza macellando il bestiame e
sabotando i raccolti.
Gli anarchici attaccavano il reparto, la divisione delle terre, perch ritenevano che la terra sotto
controllo privato creava sempre una mentalit borghese, calcolatrice ed egoistica, che essi volevano
sradicare per sempre. Ma qualunque fosse l'ideologia, le cooperative autogestite erano quasi
certamente la migliore soluzione per il problema della fornitura dei viveri. I comunisti attaccavano
queste cooperative definendole inefficienti, ma in Aragona la produzione aument di un quinto.28 Non
solo la produzione non collettivizzata era inferiore, ma gli individualisti dimostravano le caratteristiche
peggiori dei piccoli proprietari introversi e sospettosi; quando i viveri erano scarsi, li imboscavano e
creavano un prosperoso mercato nero che, a parte l'interruzione delle forniture, minava molto il morale
della zona repubblicana. Il governatore civile comunista di Cuenca ammise in seguito che i piccoli
proprietari che abbondavano nella sua provincia si tenevano il loro grano mentre le citt erano alla
fame.
L'altra critica contro i collettivi fu il mancato rifornimento alle linee del fronte in quantit
regolari a intervalli regolari.  ovvio che ci furono molti casi di inefficienza, ma in linea generale
l'accusa  ingiusta, se si considera che tutti i loro veicoli e i carri erano gi stati requisiti. Quando
arrivavano mezzi di trasporto, i contadini, non sapendo quando sarebbero arrivati i prossimi, li
caricavano con viveri di ogni genere. La colpa fu in misura ben maggiore della milizia, che avrebbe
dovuto organizzare le cose in altro modo e preavvertire le fattorie collettive delle proprie necessit.
Anche l'esercito e le brigate internazionali avrebbero risentito della cattiva distribuzione dei
rifornimenti, spesso su scala addirittura peggiore.
Il governo centrale si allarm per la situazione in Aragona, dove l'unico potere in una zona in
prevalenza libertaria era quello delle colonne anarchiche della milizia. A settembre inoltrato delegati
dei collettivi aragonesi si riunirono in una conferenza a Bujaraloz, nelle cui vicinanze si trovava la base
della colonna Durruti. Decisero di fondare un Consiglio di Difesa aragonese, ed elessero presidente
Joaqun Ascaso, primo cugino di quel Francisco Ascaso caduto durante l'assalto alla caserma
Atarazanas.
In precedenza, durante l'estate, il governo aveva tentato di ristabilire il proprio controllo a
Valencia inviandovi una delegazione sotto Martnez Barrio, ma questa venne messa da parte dal
Comitato Esecutivo Popolare, composto soprattutto da elementi dell'UGT e della CNT. Le richieste
comuniste di disciplina e obbedienza al governo non furono ascoltate. Tuttavia i comunisti, che si
opponevano ai collettivi liberi, approfittarono delle condizioni locali per le loro campagne di
reclutamento. Il ricco territorio valenciano, la Huerta, era di propriet di piccoli possidenti molto
conservatori, che furono aiutati nel loro movimento di opposizione alla collettivizzazione da molti
coltivatori di agrumi.
Il governo di Giral a Madrid non condivideva l'entusiasmo degli anarchici per i collettivi
autogestiti, e non vedeva di buon occhio la frammentazione del potere centrale con la costituzione di
comitati locali. I suoi ministri progressisti credevano nel governo centralizzato e in una democrazia
basata sulla propriet convenzionale, e anche, assieme all'ala di Prieto del partito socialista e ai
comunisti, che soltanto con la disciplina e l'organizzazione si potesse prevalere contro il nemico. E
soprattutto erano preoccupati per la mancanza assoluta di un controllo sulla base industriale della
Catalogna. Ma dopo l'insuccesso di Martnez Barrio a Valencia, il governo di Giral non pot fare altro,
per il momento, che tentare di salvare le apparenze. Per il futuro il suo continuo controllo dei
rifornimenti e dei crediti lasciava prevedere che a forza di concessioni sarebbe stato possibile
incorporare nello Stato le organizzazioni rivoluzionarie.
...
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...
12.
.
L'armata d'Africa e le milizie popolari.
.
Con l'inizio di agosto le linee del fronte erano diventate molto pi chiare. Con lo sviluppo di
caratteri tanto diversi fra le due parti dopo l'insurrezione, sembrava che fossero in guerra due nazioni
del tutto differenti. I generali ribelli avevano urgente bisogno di mostrare i rapidi guadagni territoriali
fin dall'inizio, per convincere del successo l'opinione pubblica estera oltre a quella interna. Non
essendo riusciti a realizzare un colpo di Stato, essi avevano bisogno del riconoscimento internazionale,
dei crediti e del materiale che una guerra pretendeva. L'armata d'Africa del generale Franco doveva
fornire il contributo pi cospicuo a questa necessaria impressione di vittoria.
Anche se le forze sotto il generale Mola avevano un ruolo meno importante, il direttore aveva
fatto partire da Pamplona tre colonne composte perlopi da requets carlisti. La prima and
direttamente verso Madrid, una seconda di circa 1.400 uomini nella terza settimana di luglio punt in
direzione sud verso Saragozza di rinforzo alla guarnigione nazionalista locale e un'altra, molto pi
consistente, venne inviata a nord verso la costa basca.
I 1.000 uomini della colonna sotto il colonnello Garca Escmez, partiti per la capitale il 19
luglio, trovarono Guadalajara gi occupata da operai armati venuti da Madrid. Garca Escmez tent
allora un'altra linea di avanzata verso la capitale, svoltando verso nord per superare la Sierra de
Guadarrama lungo la strada principale di Burgos e il Passo di Somosierra. Le sue truppe si imbatterono
al valico in milizie madrilene, dove 125 anni prima i lancieri polacchi di Napoleone avevano aperto la
via della capitale con una carica suicida in salita sotto il tiro dell'artiglieria. Dopo parecchi giorni di
combattimenti gli uomini di Garca Escmez conquistarono il passo, ma poterono soltanto consolidare
le proprie posizioni perch avevano quasi esaurito le munizioni.
Una formazione nazionalista proveniente da Valladolid al comando del colonnello Serrador fu
rinforzata da alcuni elementi della Guardia Civil e da parte di un reggimento del genio trasmissioni
fuggito da El Pardo,1 e riusc a impadronirsi dell'altro passo all'Alto de los Leones a sud-ovest, ma
anch'essa risentiva della scarsit di munizioni. E fu una sorpresa che l'ideatore principale
dell'insurrezione non avesse costituito riserve a Burgos e a Pamplona durante i mesi precedenti. Le
difficolt di Mola furono risolte da Franco, quando gli fece pervenire forti rifornimenti dalla Germania
attraverso il Portogallo, con l'assistenza del regime di Salazar (i nazionalisti chiamavano Lisbona il
porto della Castiglia). Alcuni rifornimenti arrivarono anche a Vigo con il mercantile Montecillo. Per,
mentre le colonne nazionaliste venivano rifornite, anche le forze della milizia nelle montagne si erano
riorganizzate e avevano stabilito un fronte.
Il contingente pi potente di Mola, di 3.500 uomini, attacc in direzione nord da Pamplona. Il
piano era di scavalcare le alte cime della Navarra settentrionale puntando sulla costa per tagliare fuori i
baschi dal confine francese, poi conquistare la capitale estiva San Sebastin. L'11 agosto la colonna del
maggiore Beorlegui si infil a cuneo fra San Sebastin e la cittadina di confine di Irun. Sei giorni dopo
arrivarono la corazzata nazionalista Espaa, l'incrociatore Almirante Cervera e il cacciatorpediniere
Velasco a bombardare le localit costiere. Il governatore militare minacci di fucilare gli ostaggi di
destra se ci fossero state gravi perdite fra la popolazione civile. I nazionalisti risposero che stava
bluffando e il loro bombardamento dal mare fu seguito da incursioni aeree da parte di trimotori Junkers
52 su entrambe le localit.
La difesa di Irun dimostr che operai non addestrati, a patto che le postazioni difensive fossero
ben posizionate e preparate, potevano resistere in modo coraggioso ed efficace contro attacchi frontali
appoggiati da armamento moderno. La CNT aveva contribuito molto alla sconfitta dell'insurrezione
nella provincia di Guipzcoa, e i suoi membri si affiancarono ai minatori delle Asturie, ai nazionalisti
baschi e ai volontari comunisti francesi di Andr Marty (che avrebbe organizzato in seguito le brigate
internazionali), schierando un totale di 3.000 uomini. Le forze di Beorlegui erano inferiori come
numero, ma erano appoggiate da tutta l'artiglieria di Mola, da carri armati leggeri tedeschi e dagli
Ju-52. In rinforzo, Franco aveva inviato una bandera della Legione Straniera di 700 uomini, con una
batteria di pezzi da 155 mm.
Ci furono feroci combattimenti corpo a corpo sul costone di Puntza a sud di Irun, dove le
posizioni furono conquistate e riprese pi volte nell'arco di una settimana. La milizia si batt con
notevole abilit e coraggio, assistita anche dalle segnalazioni dei contadini francesi dall'altra parte del
confine che indicavano le postazioni dell'artiglieria di Beorlegui.2 Il convento di San Marcial era tenuto
da un pugno di dinamiteros delle Asturie e da miliziani: durante l'attacco finale, quando ebbero finito
le munizioni, si difesero a sassate contro i carlisti che venivano all'assalto.
In realt, la battaglia fu perduta perch sei camion di munizioni non riuscirono a raggiungere i
difensori a causa della chiusura del confine francese l'8 agosto. Telesforo Monzn, uno dei ministri
baschi, si era recato a Barcellona in cerca di armi; sfortunatamente aveva ottenuto soltanto un migliaio
di fucili e sei cannoni. Pochi giorni dopo, Miguel Gonzalez Inestal, capo del sindacato pescatori della
CNT, si era incontrato con Garca Oliver, Abad de Santilln e il presidente Companys. Lo avevano
aiutato con armi e un treno che sarebbe dovuto passare attraverso la Francia ed Hendaye, ma che venne
intercettato dalle autorit francesi.3
Irun era una distesa di macerie fumanti quando l'ultimo miliziano si ritir; alcuni difensori
erano riusciti a gettarsi in mare e raggiunsero a nuoto il territorio francese. Un'ultima raffica di
mitragliatrice fer il maggiore Beorlegui a un polpaccio: il vecchio soldato rifiut le medicazioni e mor
in seguito di cancrena.
Gli anarchici di San Sebastin erano furenti per la mancanza di appoggio da parte dei
nazionalisti baschi, soprattutto quando seppero che il governatore stava trattando la resa della citt.
Erano molto sospettosi dopo i tradimenti avvenuti nelle prime settimane di guerra, ma nonostante il suo
conservatorismo, il PNV, partito nazionalista basco, non aveva la minima intenzione di cambiare
bandiera. Tuttavia si opponeva in pieno alla politica della terra bruciata degli anarchici, che aveva
portato all'incendio di Irun durante la ritirata e intendeva ora difendere San Sebastin fino all'ultimo. Il
PNV ebbe la meglio, dopo che la sua milizia fucil alcuni anarchici. La citt fu abbandonata ai
nazionalisti il 14 settembre, il che comport l'accerchiamento della zona settentrionale repubblicana.4
Senza dubbio, il pi importante evento militare dell'estate fu la campagna spietatamente
efficace dell'armata d'Africa. Il suo arrivo sul continente, nei primi giorni dell'insurrezione, fu dovuto
soprattutto all'aiuto dell'aviazione tedesca e italiana. Non c' da sorprendersi se la propaganda
repubblicana insistette molto su questo intervento estero in una fase tanto vitale della guerra, ma le
veementi proteste tendevano a mascherare due verit scomode. Prima di tutto, le navi della marina da
guerra repubblicana dirette da comitati di marinai sembr mancassero della capacit o del desiderio di
un'azione offensiva, soprattutto per la presenza delle corazzate tascabili tedesche Deutschland e
Admiral Scheer a protezione dei convogli nazionalisti nello Stretto di Gibilterra. Ma era chiaro che
avevano l'ordine di evitare un conflitto aperto, e in ogni caso, come dichiar in seguito un consigliere
navale sovietico, le navi repubblicane non fecero il loro dovere.5
Sul fronte terrestre, la miscela repubblicana di ufficiali di carriera indolenti, di milizie operaie
cittadine e di contadini che miravano a restare vicino al loro pueblo si dimostr incapace di sferrare un
efficace contrattacco nell'importantissimo settore sudoccidentale prima dell'arrivo in forze delle truppe
coloniali. L'importanza militare del ponte aereo degli S.81 italiani e degli Ju-52 tedeschi non va, di
conseguenza, esagerata, anche se l'arrivo di 1.500 uomini fra il 28 luglio e il 5 agosto ebbe un'enorme
influenza sia sul morale dei nazionalisti sia sulla valutazione internazionale delle loro possibilit di
vittoria. In complesso, nei primi due mesi del conflitto, vennero trasportati in questo modo circa 12.000
uomini, prima che i nazionalisti avessero il controllo assoluto dello stretto.
Il ponte aereo dei legionari e dei regulares marocchini dell'armata d'Africa era bene avviato
durante la prima settimana di agosto. Il 6 anche Franco arriv in Spagna, lasciando al generale Orgaz il
comando del protettorato, e stabil il suo quartier generale a Siviglia, dove decise di dividere le sue
forze in modo da occupare l'Andalusia, oltre a proseguire con rapidit verso la capitale.
Il contingente principale sotto il colonnello Yage doveva puntare a nord, parallelamente al
confine portoghese, poi doveva piegare a nord-est verso Madrid. Yage doveva dimostrarsi il pi
aggressivo dei comandanti nazionalisti in campo. Sotto molti punti di vista queste qualit
sottolinearono il contrasto fra l'armata d'Africa e l'esercito metropolitano, pi apatico. Gli ufficiali
coloniali hanno sempre teso a essere meno alla moda e pi professionali, ma in Spagna questa
differenza era pi pronunciata rispetto alle forze britanniche o francesi. Tuttavia Franco, il supposto
archetipo di africanista, era molto convenzionale se paragonato al suo impetuoso subordinato.
Un reparto molto pi ridotto di soli 400 regulares doveva occupare l'Andalusia meridionale
agli ordini del colonnello Varela, istruttore segreto dei requets carlisti prima dell'insurrezione e
liberato dal carcere di Cadice dagli insorti il 19 luglio. Truppe coloniali partite da Siviglia occuparono
Huelva prima di ritirarsi per reprimere la resistenza rimasta a sud verso Cadice e Algeciras. Poi, nella
seconda settimana di agosto, le forze di Varela si spinsero a est per aiutare la guarnigione nazionalista
assediata a Granada. Una volta creato un saliente sulla citt, si prepararono ad attaccare Mlaga e la
fascia costiera oltre le montagne. Ma Crdoba era minacciata da una formazione di 3.000 repubblicani
sotto il generale Miaja, per cui il 20 agosto Varela si spost rapidamente in rinforzo alla piccola
guarnigione locale del colonnello Cascaj. Una volta stabilizzato il fronte di Crdoba, nella prima
settimana di settembre (non sarebbe cambiato di molto per il resto della guerra), Varela si spinse a sud
e il 18 settembre conquist Ronda.
Jos Miaja, comandante repubblicano del fronte sud e in seguito di Madrid durante l'assedio, fu
uno di quei generali che rimasero fedeli al governo probabilmente per la forza delle circostanze
piuttosto che per convinzione.6 Le sue truppe erano forze regolari, miliziani di Madrid e volontari
locali. L'inefficienza di uomini privi di qualsiasi addestramento nelle operazioni tradizionali era
prevedibile, ma l'inutilit e la cialtroneria degli ufficiali di carriera fu straordinaria. Franz Borkenau
visit il comando il 5 settembre, durante violenti combattimenti che stavano andando male. Il
comando, scrisse, stava facendo colazione, chiacchieravano, raccontavano barzellette, senza
preoccuparsi nemmeno di stabilire un contatto con le prime linee per molte ore. Anche i feriti
venivano ignorati.7
Nel frattempo, sulla direttrice nord d'avanzata il contingente di Yage veniva organizzato in
cinque colonne autonome di circa 1.500 uomini ciascuna, con legionari e regulares montati a bordo di
autocarri requisiti e accompagnati da pezzi d'artiglieria da campagna da 75 mm, oltre che da trimotori
S.81 pilotati da italiani in uniforme della Legione e da Junkers 52 con equipaggi tedeschi. Yage punt
sull'Estremadura, mantenendo una spinta in avanti superata soltanto dalle puntate corazzate del 1940.
La sua tattica era semplice ed efficace. Le forze autotrasportate proseguivano sulla strada principale a
tutta velocit fino a quando incontravano resistenza in una cittadina o in un villaggio. (Nessuna
imboscata veniva fatta in terreno aperto perch gli abitanti volevano difendere le proprie case e
avevano bisogno della sensazione di sicurezza offerta dai muri.) I nazionalisti intimavano la resa con
gli altoparlanti forniti dai tedeschi: tutte le porte e le finestre dovevano essere lasciate aperte e bandiere
bianche esposte in tutte le case. Se non giungeva risposta, o se c'erano colpi d'arma da fuoco, le truppe
scendevano dagli automezzi e sferravano un rapido attacco a tenaglia.
I concentramenti di difensori offrivano bersagli ideali per i soldati regolari muniti d'artiglieria e
appoggiati dai bombardieri. Reparti mobili avrebbero inflitto perdite pi elevate e ritardato di pi
l'avanzata nazionalista. Una volta occupato un villaggio, il susseguente massacro si supponeva venisse
effettuato per rappresaglia contro gli ammazzamenti dei rossi, ma era del tutto indiscriminato.
Queipo de Llano sosteneva che l'80 per cento delle famiglie andaluse era in lutto e noi non esiteremo
a ricorrere a misure ancor pi dure.
L'attacco nazionalista dimostr la vulnerabilit psicologica delle milizie operaie. Nei
combattimenti per le strade, infiammati da un coraggio collettivo, i miliziani erano audaci fino alla
follia. Ma allo scoperto, di solito le cannonate e le bombe d'aereo erano troppo per loro, perch
rifiutavano di scavarsi trincee (l'unica importante eccezione fu Irun). Gli spagnoli, dichiar in
seguito Largo Caballero al funzionario comunista Mije,8 sono troppo orgogliosi per scavarsi rifugi nel
terreno. Per la maggior parte le bombe sganciate erano in realt quasi inutili, ma gli aerei nemici erano
in mani esperte e provocavano il massimo terrore nei contadini che avevano scarsa esperienza in
tecnologie moderne. Inoltre, non avendo idea su come preparare una postazione difensiva, i miliziani
avevano una paura disperata di trovarsi ad affrontare da soli i coltelli dei marocchini. Le manovre
aggiranti che li sorprendevano di solito portavano a una fuga disordinata in preda al panico. Il caos era
accresciuto quando la popolazione di un villaggio intasava le strade con carretti e asini nella sua fuga di
fronte a truppe coloniali; a volte la popolazione requisiva anche i mezzi motorizzati delle milizie.
D'altro canto, la tattica nazionalista del terrore provocava episodi di eroismo, oltre alla fuga. I
contadini, una volta fatta allontanare la famiglia lungo la strada, tornavano a prendere la doppietta o
qualche fucile abbandonato e andavano a morire in difesa del loro pueblo.
Entro il 10 agosto le forze di Yage avevano compiuto un'avanzata di 300 chilometri fino a
Mrida. Poco a sud dell'abitato, al ponte romano che scavalca il Guardiana, le forze di Asensio
incontrarono forte opposizione. Il comitato difensivo della citt era organizzato da Anita Lpez, e
incoraggi molto la feroce resistenza. Anche lei era tra i caduti quando le truppe di Yage entrarono
quella notte in citt e cominciarono un terribile massacro.9 Il giorno seguente il grosso della milizia di
Mrida and al contrattacco, con l'appoggio di asaltos e di Guardia Civil mandati da Madrid. Yage
schier parte delle sue forze per contenerlo, mentre avanzava con il resto verso Badajoz, al confine
portoghese. Franco aveva insistito per questa diversione dall'asse principale d'avanzata: oltre a non
voler lasciarsi alle spalle un forte caposaldo nemico, voleva dimostrare che le fasce settentrionale e
meridionale della zona nazionalista erano ormai unite.
Badajoz era difesa da non pi di 2.000 miliziani male armati e da 500 regolari sotto il
colonnello Puigdendolas.10 Dovettero eliminare la Guardia Civil che si era pronunciata a favore
dell'insurrezione poco prima dell'arrivo di Yage. Le sue truppe presero posizione davanti alle mura
della citt il 14 agosto, poi nel pomeriggio inoltrato sferrarono un attacco a tenaglia, con la Legione
Straniera che and all'assalto di due porte sotto il tiro d'accompagnamento dell'artiglieria, mentre la
citt veniva attaccata dall'aria. Le truppe coloniali irruppero in citt e cominci il massacro. Battendosi
casa per casa a colpi di bombe a mano e di baionetta, i regulares non facevano distinzione fra
combattenti e civili. furono abbattuti miliziani perfino sui gradini dell'altare della cattedrale. I superstiti
furono ammassati nella plaza de toros. L'odore del sangue era nauseante.
Nel frattempo un ufficiale spieg che il saccheggio di propriet anche nazionaliste costituiva la
tassa di guerra pagata per la salvezza. Gli ufficiali organizzarono la spedizione del bottino dei
regulares alle loro famiglie in Marocco, perch contribuiva all'arruolamento. I legionari non si
caricavano del bagaglio inutile raccolto dai marocchini: essi si limitavano a esaminare le bocche dei
morti e a estrarne, dopo qualche colpo con il calcio dei fucili, le capsule d'oro dei denti.
Il 2 settembre Yage raggiunse la valle del Tago e svolt a oriente verso la capitale. Aveva gi
ordinato ad Asensio e a Castejn di avanzare su Navalmoral de la Mata attraverso le alte vette a sud del
fiume. Furono sottoposti a un'incursione da parte di aerei della squadriglia organizzata dallo scrittore
francese Andr Malraux, prima di incappare in un contingente di milizia forte di 8.000 uomini sotto il
generale Riquelme. Il rapido spiegamento delle forze coloniali, tuttavia, aggir le truppe repubblicane,
costringendole a battere in ritirata in disordine. La tattica di movimento dei coloniali conseguiva
sorprese che seminavano il panico fra i miliziani cittadini. Tuttavia c'erano gruppi indipendenti che
attaccavano le colonne nazionaliste e questa tattica di guerriglia probabilmente offriva migliori
occasioni per ritardare l'avanzata di quanto potesse fare la difesa statica di Riquelme attorno a un
obiettivo fisso.
Yage era deciso a mantenere la pressione della sua avanzata. Si spinse fino a Talavera de la
Reina, l'ultima citt di una certa importanza prima di Madrid. La rapidit e il successo della sua azione
avevano fortemente demoralizzato i 10.000 miliziani della capitale. Sembrava che l'armata d'Africa
fosse invincibile. Ancora una volta un movimento aggirante appoggiato dall'artiglieria e dall'aviazione
fu sufficiente a provocare una ritirata dei repubblicani. Soltanto i pi coraggiosi resistettero sulle loro
posizioni. La sera del 3 settembre la strada verso Madrid era cosparsa di armi abbandonate. La capitale
distava soltanto un centinaio di chilometri.
Yage aveva effettuato un'avanzata di 500 chilometri in quattro settimane, un'impresa che,
anche tenendo conto dell'esperienza e dell'addestramento dei suoi uomini, rub la scena all'operazione
di Mola nel Paese Basco. La mossa successiva dell'armata d'Africa provoca ancora discussioni. Franco
non si spinse a nord-est verso Madrid mantenendo la pressione prima che nella capitale venisse
organizzata una difesa adatta. Invece spost verso Toledo, a sud-ovest, la direttrice della sua avanzata:
laggi i nazionalisti stavano ancora difendendo l'Alczar; Yage protest duramente contro quella
decisione e Franco lo sostitu con Varela dopo la conquista di Ronda il 18 settembre.11
Come hanno rilevato in molti, Franco era sia ambizioso sia chiaroveggente in politica. La difesa
dell'Alczar era diventata l'argomento principale della propaganda nazionalista e la sua resistenza era
stata portata a un livello quasi mistico.12 Franco, in quella fase, era ancora poco pi che un primus inter
pares, e diventare il salvatore dell'Alczar avrebbe reso inattaccabile la sua posizione di leader del
movimento nazionalista.  stato controbattuto che Franco avrebbe potuto ottenere la stessa preminenza
se avesse conquistato Madrid, ma questa era un'impresa molto pi difficile. Una cosa era accerchiare e
bombardare milizie non addestrate in campo aperto; conquistare e ripulire una grande citt era
un'operazione completamente differente. Franco era troppo astuto per correre rischi non necessari
prima di una conferma ufficiale della sua leadership. Inoltre, mentre i sostenitori e i finanziatori esteri
potevano lamentarsi dell'eccessiva durata della guerra, soltanto una dura sconfitta li avrebbe indotti a
eliminare il rischio di perdite. Franco non credeva che le qualit combattenti della milizia di Madrid, o
il loro armamento, sarebbe migliorato nel futuro pi immediato e di conseguenza prefer aspettare un
paio di settimane l'arrivo di rinforzi. Era stato Mola a fare quella fatua vanteria di andare a prendere il
caff sulla Gran Va entro pochi giorni, non Franco. Ma nemmeno questi si sarebbe mai aspettato di
vedere Madrid resistere come fece. Un'altra teoria  che Franco voleva che l'avanzata fosse lenta per
avere il tempo necessario a ripulire le retrovie da potenziali avversari. Il generale italiano Mario Roatta
raccont molto tempo dopo che Queipo de Llano gli aveva riferito che le operazioni militari venivano
svolte con lentezza, come la spremitura delle olive, allo scopo di occupare e pacificare, un villaggio
dopo l'altro, l'intera zona.13
Durante l'agosto le milizie che assediavano l'Alczar giudicarono male sia l'avanzata di Yage
sia la resistenza dei difensori della fortezza. Sulle barricate attorno all'Alczar c'era un'atmosfera
rilassata, ed enormi quantit di munizioni per armi individuali erano state sprecate contro le massicce
mura dell'accademia militare. Ci volle del tempo prima che affluisse l'artiglieria, e anche il pezzo da
175 mm, quando arriv, distrusse soltanto le parti esterne. L'Alczar era come un iceberg: la sua forza
stava nella roccia sommersa. Nella scena c'era qualcosa che ricordava Buuel: miliziani con un
cappello di paglia in testa contro il sole, stavano sdraiati su materassi dietro le loro barricate e
scambiavano insulti con la Guardia Civil della difesa. Due volte al giorno c'era un tacito armistizio:
quando un mendicante cieco passava con il suo bastone lungo la Calle de Carmen tra le due linee
contrapposte nessuno sparava.
L'errore pi grave commesso in campo psicologico dagli assedianti repubblicani fu il tentativo
di usare come ostaggio il figlio del colonnello Moscard, Luis. Il 23 luglio un avvocato di nome
Cndido Cabello telefon all'Alczar dicendo che lo avrebbero fucilato se i difensori non si fossero
arresi. Moscard rifiut e, secondo la versione nazionalista, consigli a suo figlio, che era stato portato
al telefono, di morire da coraggioso. In realt Luis venne fucilato soltanto un mese dopo, come
rappresaglia per un'incursione aerea.14 Il drammatico ricorso a questa storia mascher poi il fatto che
dei 100 ostaggi di sinistra, comprese donne e bambini, che i difensori avevano portato dentro l'Alczar
all'inizio dell'assedio, non si seppe pi niente.15
Niente di tutto questo ferm la creazione del pi emotivo simbolismo per il movimento
nazionalista. I difensori, convinti che Luis fosse stato fucilato subito, non potevano pensare ad
arrendersi dopo un simile sacrificio. L'episodio venne usato come lezione morale per tutti coloro che si
trovavano in territorio nazionalista. Inoltre, poich la vecchia citt di Toledo era il centro del
cattolicesimo spagnolo, e si credeva che 107 sacerdoti fossero stati fucilati dalle sinistre, l'incidente
venne ingigantito con tutto il fervore della crociata contro gli atei, arricchito con implicazioni
mistiche di Abramo e Isacco, addirittura di Dio e di Cristo, da chi credeva nei paralleli. Drammatiche
rassomiglianze furono tratte da episodi della storia di Spagna: Filippo II che consegn all'Inquisizione
il proprio figlio da giustiziare e Alonzo Guzmn che lasci i mori crocifiggere suo figlio davanti alle
mura assediate di Tarifa nel XIII secolo. I giovani allievi dell'Alczar furono esaltati dalla stampa
nazionalista e dai loro sostenitori all'estero. In realt ve n'era soltanto un pugno, a quell'epoca, dato
che l'insurrezione nazionalista avvenne durante il periodo delle licenze estive dell'accademia: l'eroica
difesa che impegn tanti repubblicani fu condotta da elementi, meno significativi, della Guardia Civil.
Il rapido avvicinamento dell'armata d'Africa durante il settembre fece capire agli assedianti
quanto grave fosse la loro situazione. Si scavarono gallerie da mina nella base rocciosa sotto la fortezza
e fu predisposta una grande messinscena, alla presenza della stampa mondiale, quando la mina venne
fatta detonare, facendo crollare un angolo dell'Alczar. Tuttavia la presenza delle donne e dei bambini
all'interno rese controproducente il tutto, mentre le macerie fornirono una formidabile barriera che
consent ai difensori di respingere l'assalto. Verso la fine del mese le forze di soccorso di Varela
arrivarono a tiro. Alcuni miliziani rimasero al proprio posto e affrontarono con grande coraggio le
truppe coloniali, ma la maggior parte si diede alla fuga verso Aranjuz. Varela ignor la promessa di
Moscard di risparmiare i miliziani che si arrendevano, e nella rappresaglia corse molto sangue lungo
le ripide e strette strade della citt; molti miliziani preferirono il suicidio alla resa. Le sacche di
resistenza furono eliminate con i lanciafiamme e 200 miliziani feriti abbandonati all'ospedale di San
Juan Bautista vennero eliminati a colpi di bombe a mano e di baionetta.16 I nazionalisti, si disse,
prelevarono venti donne incinte nell'ala della maternit e le fucilarono contro il muro del cimitero.17
La figura emaciata ed eretta di Moscard attendeva con l'uniforme impregnata di polvere.
Accolse Varela con la formula tradizionale Sin novedad en el Alczar. Sin novedad era anche la
frase convenzionale per l'insurrezione, alla quale nessuno aveva chiesto al colonnello anziano (saltato
nella promozione) di aderire. Ripet la stessa scena per il generale Franco e per i giornalisti il giorno
dopo, 29 settembre. Moscard venne paragonato a uno dei grandi eroi guerrieri del Medioevo
spagnolo.18
I nazionalisti, soprattutto l'armata d'Africa, avevano dimostrato la loro capacit offensiva in
questi due primi mesi del conflitto, mentre le milizie repubblicane non avevano n l'addestramento n
la coesione necessari per effettuare operazioni efficaci contro truppe organizzate. Ed erano anche
disperatamente a corto di armi e di munizioni. Uno dei primi consiglieri sovietici rifer a Mosca che in
agosto e ai primi di settembre del 1936 c'era soltanto un fucile ogni tre uomini e una mitragliatrice ogni
centocinquanta-duecento.19
A Oviedo, conquistata dai nazionalisti grazie alla mossa del colonnello Aranda, l'assedio
continu nonostante ingegnosi e coraggiosi attacchi da parte dei dinamiteros delle Asturie. Autocarri
blindati e pilotati dagli operai con lanciafiamme improvvisati riuscirono a sfondare, poi vennero
respinti. I soccorsi agli assedianti, sotto forma di una colonna guidata dal colonnello Martn Alonso,
stavano scendendo dalla Galizia.
Nel sud, presso Andjar, un distaccamento di 1.200 uomini della Guardia Civil e falangisti
stava tenendo duro nel monastero di montagna di Santa Mara de la Cabeza sotto il capitano Corts.20
Piloti nazionalisti inventarono un sistema originale di paracadutare rifornimenti fragili: li attaccarono a
tacchini vivi che scendevano sbattendo le ali, fungendo cos da paracadute, e che potevano essere poi
mangiati dai difensori. Gli assedianti vennero sopraffatti nell'aprile dell'anno seguente da un attacco in
massa. Una difesa coraggiosa come quella di Toledo, ma che ebbe un riconoscimento relativamente
ridotto da parte nazionalista, perch rischiava di togliere gloria a Franco.
Anche se le milizie operaie costituivano l'unica risposta possibile alla rivolta dei generali, dato
che pochi reparti regolari erano rimasti fedeli, gli anarchici, il POUM e i socialisti di sinistra, compreso
Largo Caballero, le consideravano una virt anzich una necessit. C'era una forte convinzione che il
morale e la motivazione dovessero avere la meglio contro un nemico che dipendeva dai mercenari
dell'armata d'Africa o dai confratelli lavoratori che disertavano alla prima occasione. La sinistra
repubblicana sottovalutava lo zelo cattolico dei piccoli proprietari conservatori della Galizia, della
Vecchia Castiglia e della Navarra che diventarono le truppe migliori dei nazionalisti dopo i
professionisti delle colonie.
Nel frattempo il governo di Madrid, gli ufficiali regolari, i politici centristi e i comunisti
reclamavano un esercito convenzionale come unico mezzo per opporsi ai nazionalisti. L'atteggiamento
comunista derivava dalla convinzione che un comando centralizzato poteva venire infiltrato e
controllato; di qui la loro richiesta di Disciplina, Gerarchia, Organizzazione. Un simile piano di
militarizzazione veniva considerato con grande sospetto dai socialisti di sinistra, che lo definivano
controrivoluzionario e lo consideravano una tattica dello sforzo governativo di riacquistare il
controllo del movimento operaio. Gli anarchici lo osteggiavano ancor di pi, perch per essi un esercito
regolare era il peggiore aspetto dello Stato, e lo definivano l'organizzazione della criminalit
collettiva.
I due sindacati, l'UGT e la CNT, fornivano la maggior parte delle milizie, anche se ogni partito
aveva la propria. C'erano reparti della sinistra repubblicana, della Esquerra catalana, del POUM e dei
comunisti. Un miliziano riceveva 10 pesetas al giorno, in un primo tempo dalla sua organizzazione
locale, e in seguito dal governo; era l'equivalente del salario di un operaio specializzato, e divent un
grave peso per la malconcia economia.21 L'uniforme era la tuta operaia blu e un basco, o pi spesso una
bustina, con i colori del partito. L'equipaggiamento e l'armamento variavano: dopo sei mesi di guerra
alcuni miliziani portavano soltanto doppiette. La manutenzione delle armi era generalmente cattiva. Un
fucile non arrugginito era una rarit; venivano puliti di rado e l'olio veniva distribuito con molta
parsimonia; le poche mitragliatrici erano vecchie e mancavano di pezzi di ricambio. C'era una enorme
variet di calibri e in alcuni reparti occorrevano sedici tipi diversi di munizioni. Mortai e granate erano
disponibili, ma erano di solito pi pericolosi per i serventi che per il nemico, per cui si preferivano le
variet fabbricate in casa, in genere scatolette per la conserva di pomodoro riempite di dinamite.
Il grande inconveniente del sistema della milizia restava sempre l'assenza di autodisciplina.
All'inizio abbondarono gli episodi di reparti che abbandonavano il proprio posto per trascorrere il
finesettimana a Barcellona o a Madrid. Chiunque restava sveglio durante il turno di sentinella era
considerato stupido. Si sprecavano munizioni sparando contro gli aerei da distanze impossibili e si
perdevano posizioni perch nessuno voleva scavare trincee.  interessante notare che l'indisciplina era
pi marcata nei gruppi composti dagli operai delle fabbriche, i quali erano stati sottoposti a costrizioni
e controlli esterni; chi era abituato a condurre un'esistenza indipendente, come gli agricoltori e gli
artigiani, non perdeva l'autodisciplina. Molto rilievo era stato dato al fatto che i capi erano eletti e nei
reparti si mantenevano i raggruppamenti politici. Ma questa non era una difficolt, bens una fonte di
forza, in quanto ispirava fiducia fra elementi sospettosi degli estranei. Il vero problema si manifest
nelle prime caotiche settimane, quando l'atmosfera rivoluzionaria fece subito reagire i miliziani contro
tutto quanto si poteva definire autoritarismo. Perfino Bakunin aveva scritto che nel momento
dell'azione, i ruoli si dividono naturalmente in base alle capacit di ciascuno, apprezzate e giudicate
dall'opinione generale: alcuni comandano e dirigono, altri eseguono gli ordini. Ci vollero parecchie
settimane perch le milizie anarchiche lo accettassero. La disciplina era quasi un crimine, osserv
Abad de Santilln.22
L'elezione degli ufficiali e il processo a chi violava la disciplina da parte di tribunali di base
erano considerati dagli anarchici principi fondamentali; ogni squadra, di 10 uomini, eleggeva il proprio
caporale. Ogni centuria, composta di 100 uomini, eleggeva il proprio delegato. Una colonna variava
molto nel numero delle centurie: la colonna Durruti contava su 6.000 uomini al suo massimo, mentre
altre erano composte solo da poche centinaia. La maggior parte delle colonne aveva un consigliere
nella persona di un ufficiale regolare, ma, salvo non venisse considerato un autentico simpatizzante, di
solito se ne diffidava. C'era un certo numero di ufficiali molto radicali nell'esercito, come il colonnello
Romero Bassart, l'ufficiale coloniale che resistette all'insurrezione a Larache e divent in seguito
consigliere militare della CNT. Ci fu anche il poco convenzionale colonnello Mangada, trattato come
eroe nei primi giorni di guerra, dopo che il suo reparto avanz verso vila e respinse una colonna da
Salamanca comandata dal maggiore Doval in uno scontro molto confuso e inconcludente in cui cadde
ucciso il leader falangista Onsimo Redondo. In generale, tuttavia, la milizia repubblicana sospettava
della fedelt degli ufficiali dell'esercito, perch molti di essi si erano proclamati a favore del governo,
per poi tradire in seguito. Alcuni sinceri sostenitori della Repubblica vennero fucilati per errore, ed 
accertato che in parecchi casi ufficiali regolari fedeli furono considerati capri espiatori per sconfitte
della milizia.
In Catalogna, dove il sistema della milizia era molto radicato, l'ufficiale d'aviazione Daz
Sandino divent consigliere militare mentre il segretario generale, l'anarchico Juan Garca Oliver, si
incaric dell'organizzazione della milizia: il suo compito principale era predisporre programmi di
addestramento nelle retrovie. Anche se un decimo della milizia d'Aragona era composto da soldati che
avevano aderito al movimento operaio, l'addestramento dell'esercito metropolitano era stato talmente
carente che il loro aiuto fu molto scarso.
I volontari della milizia venivano equipaggiati all'ex caserma Pedralbes, ora Miguel Bakunin,
dove Garca Oliver aveva istituito la Scuola popolare di guerra. Lo stesso edificio veniva usato per gli
anarchici stranieri in arrivo per combattere nella colonna internazionale. Affluirono da tutta Europa e
dall'America Latina. C'erano molti italiani, fra cui Camillo Berneri, un professore di filosofia che
venne assassinato l'anno dopo durante i fatti del maggio a Barcellona, e Carlo Rosselli, il quale
organizz la colonna di Giustizia e Libert di progressisti e anarchici, ma che venne assassinato in
Francia nel giugno successivo da agenti di Mussolini. Un gruppo americano costitu la centuria Sacco e
Vanzetti e un gruppo tedesco form la centuria Erich Muhsam, che prese il nome dal poeta anarchico
assassinato due anni prima dalla Gestapo. Anche il POUM utilizz quelle caserme per le sue colonne di
milizia, che compresero anche volontari stranieri, il pi famoso dei quali fu George Orwell. Il PSUC
comunista, sotto Joan Comorera, si trov in una posizione difficile: la linea di condotta comunista
pretendeva un esercito regolare, non milizie, eppure nello stesso tempo doveva cooperare con il
governo catalano.
La pi grande operazione a est a quell'epoca fu l'invasione delle Baleari da parte della milizia
catalana. Ibiza fu presa facilmente e il 16 agosto 8.000 uomini invasero Maiorca agli ordini di un
ufficiale dell'aeronautica, Alberto Bayo, che in seguito divent addestratore dei guerriglieri di Fidel
Castro. Gli invasori costituirono una testa di ponte senza ostacoli, poi si fermarono, come sorpresi. Una
volta tanto, la milizia aveva a disposizione artiglieria, appoggio aereo e addirittura navale, eppure diede
il tempo ai nazionalisti di organizzare un contrattacco. Sopraggiunsero aerei italiani che mitragliarono e
bombardarono in pratica incontrastati la forza d'invasione. Il ripiegamento e il reimbarco, ordinati dal
nuovo ministro della Marina Indalecio Prieto, si trasformarono in una rotta. L'isola divent poi
un'importante base aeronavale dei nazionalisti per il resto del conflitto.
Il fronte d'Aragona era giunto a un punto morto dopo l'arrivo a Saragozza dei rinforzi carlisti.
L'unica eccezione fu un attacco non riuscito contro Huesca pianificato dal colonnello Villalba. La citt
era difesa da 6.000 uomini contro i 13.000 assedianti, ma una linea di rifornimento ferroviaria rimase
aperta consentendo ai nazionalisti di fare affluire rinforzi e materiali.23 Distaccamenti di miliziani
tenevano ogni collina in un'approssimativa prima linea, mentre i nazionalisti erano in postazione sul
lato opposto della valle. (L'esistenza quotidiana  ben raccontata da George Orwell nel suo Omaggio
alla Catalogna.)
A Madrid, il partito comunista aveva gi una base militare sulla quale costruire. Il suo MAOC,
la milizia operaia e contadina antifascista, forn i quadri iniziali del V reggimento. Il primo scopo dei
comunisti era farli sembrare e agire come soldati disciplinati; l'addestramento al combattimento era
secondario rispetto all'istruzione in ordine chiuso, ossia l'addestramento formale. Vennero costituite
compagnie d'acciaio (in seguito imitate da altri partiti) che sfilarono su e gi per le vie della capitale
con effetti apprezzabili.24 Marciare al passo costituiva un problema per la milizia. La mentalit del V
reggimento fu descritta al meglio da un funzionario di partito: Istituimmo slogan speciali destinati a
creare un'unit ferrea... Se il mio compagno avanza o si ritira senza ordini, ho il diritto di
sparargli.25
L'addestramento delle brigate internazionali doveva seguire un programma analogo, con ordine
chiuso, disciplina e indottrinamento politico che dovevano prendere buona parte del tempo prezioso
prima di mandarle al fronte. Il manuale di partito specificava che un soldato combatteva bene soltanto
se era accuratamente istruito sul perch combatteva. Questo addestramento ideologico era affidato ai
commissari politici e il V reggimento era responsabile del loro inserimento. Ufficialmente dovevano
sorvegliare l'affidabilit del comandante regolare; in realt erano agenti legati al piano del partito
comunista di impadronirsi dell'esercito repubblicano, che doveva essere costituito se si fosse
combattuta una guerra convenzionale. Questi cappellani laici diventarono in seguito causa di una
grande lotta politica fra i comunisti e il governo.
Il primo comandante del V reggimento fu Enrique Castro Delgado, assistito da consiglieri
comunisti stranieri. La campagna di reclutamento del partito del fronte comune, diretta dalla
Pasionaria, attir molti di coloro che ammiravano l'aspetto professionale del reparto. Circa il 25 per
cento delle nuove reclute era costituito da socialisti, circa il 15 per cento da repubblicani di sinistra. In
seguito essi scoprirono che le promozioni non erano virtualmente possibili senza la tessera del partito,
dato che il V reggimento serviva soprattutto come base di addestramento per futuri ufficiali comunisti
in un esercito convenzionale. Il partito comunista annunci che 60.000 uomini vi avevano prestato
servizio, ma un massimo di 30.000  forse un dato pi esatto.26 Comprese elementi come Juan
Modesto, un ex caporale della Legione Straniera, ed Enrique Lster, addestrato a Mosca, entrambi
diventati importanti comandanti.
La maggior parte degli ufficiali regolari preferiva cooperare con i comunisti perch il sistema
della milizia li faceva inorridire. Nel complesso questi ufficiali lealisti tendevano a essere i pi vecchi e
i pi burocratici elementi dell'esercito metropolitano, dato che i pi giovani e pi aggressivi si erano
schierati con i rivoltosi. Ma soltanto i soldati coloniali avevano un'esperienza pratica; l'esercito
metropolitano prebellico ben di rado aveva effettuato manovre.
I comandanti repubblicani avevano di conseguenza molto poco da offrire oltre a teorie di
seconda mano, residuo della Prima guerra mondiale. Accanto ai comunisti e al governo, i quali
volevano tutte le forze sotto il controllo di una struttura centrale, essi insistevano perch le milizie
adottassero un modello ortodosso. Alla fine le milizie dovettero acconsentire: non potevano resistere al
nemico a lungo senza importanti cambiamenti e i loro teorici non erano riusciti a proporre alcuna
strategia alternativa. Il governo e i suoi alleati avevano un ulteriore motivo per voler creare
un'organizzazione militare regolare: credevano che la Repubblica dovesse dare ai governi stranieri
l'impressione di uno Stato convenzionale in possesso di un esercito convenzionale.
...
.
...
PARTE TERZA.
...
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...
La guerra civile diventa internazionale.
...
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...
13.
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Le armi e i diplomatici.
.
Il successo parziale nell'insurrezione e le difficolt del governo e dei sindacati di reprimerla,
significarono per la Spagna dover affrontare una guerra lunga e sanguinosa. La necessit di armi per
questa lotta molto pi lunga costrinse entrambe le parti a chiedere aiuti all'estero. Fu questo il passo
principale verso l'internazionalizzazione della guerra civile spagnola.
Dei tre principali governi neutrali, quello britannico ebbe il ruolo pi cruciale. Gli Stati Uniti
isolazionisti diffidavano da impegni internazionali. Il governo francese di Lon Blum era allarmato per
il riarmo di Hitler e, nonostante il patto con la Russia, contava soprattutto sulla Gran Bretagna per la
difesa reciproca. Eppure quando Blum ricevette il 19 luglio un telegramma dal governo di Jos Giral in
cui si chiedevano armi, la sua prima reazione fu acconsentire all'aiuto. Il governo repubblicano voleva
20 bombardieri Potez, 8 cannoni da campagna da 155 mm, mitragliatrici Hotchkiss, fucili Lebel,
bombe a mano e munizioni.1 Prepar il loro invio in segreto con Pierre Cot, ministro dell'Aviazione.
La ragione di questa decisione fu che il governo di coalizione del Fronte Popolare di Blum era
in carica da sole sei settimane e c'erano combattimenti per le strade tra elementi di sinistra e gruppi
fascisti, come le Croix de Feu. Questa difficile situazione, anche se non paragonabile a quella in
Spagna nella primavera, rendeva inquieti i principali generali dell'esercito. I generali Gamelin, Duval e
Jouart, oltre ai potenti industriali del Comit des Forges, avvertivano che la minima ipotesi di un
coinvolgimento della nazione nel conflitto spagnolo rischiava di provocare una grossa tempesta.2 Lo
scrittore cattolico Franois Mauriac dalle colonne del Figaro ammoniva: Attenzione! Non vi
perdoneremo mai un crimine del genere!.3
L'invio degli aerei pu essere stato organizzato in segreto, ma simpatizzanti nazionalisti
all'ambasciata spagnola informarono la stampa e forse anche l'ambasciatore tedesco, conte Welczeck.
Il 23 luglio, questi rifer a Wilhelmstrasse: Ho appreso in via molto confidenziale che il governo
francese si  dichiarato pronto a fornire al governo spagnolo notevoli quantitativi di materiale bellico
entro i prossimi giorni. La fornitura riguarda circa 30 bombardieri, parecchie migliaia di bombe, un
considerevole numero di cannoni da 75 mm eccetera. La situazione di Franco probabilmente peggiorer
in maniera decisa, soprattutto in conseguenza della fornitura di bombardieri al governo.4 Non solo
questa fonte filonazionalista esagerava l'ammontare della fornitura prevista, ma a Tetun ufficiali
nazionalisti convinsero il console tedesco che non erano stati in grado di ritardare l'insurrezione perch
navi sovietiche erano giunte nei porti spagnoli con armi e munizioni per una sollevazione pianificata
dai comunisti.5
Blum sopravvisse agli attacchi dei giornali di destra restringendo l'accordo a vendite private di
aerei militari non armati, ma questo signific che la Repubblica veniva ora trattata a livello degli
insorti. A peggiorare le cose, l'ambasciatore spagnolo a Parigi, Juan Crdenas, si schier con i
nazionalisti. Il governo Giral chiese a Fernando de los Ros, allora in vacanza a Ginevra, di prendere il
suo posto, ma si perse tempo. De los Ros non poteva essere riconosciuto subito dal governo di Parigi:
mancava di fondi accessibili e non aveva alcuna esperienza di armamenti. La notte del 24 luglio ebbe
un incontro con Blum, Pierre Cot, douard Daladier e Yvon Delbos per esaminare una clausola
dell'accordo commerciale del 1935 che consentiva alla Spagna di acquistare armi fino al valore di 20
milioni di franchi.6
Un metodo alternativo per aiutare la Repubblica era quello di impedire che aiuti esteri
raggiungessero Franco. Il Foreign Office britannico temeva un'escalation del conflitto e avvert il
governo francese che aiutare la Repubblica avrebbe soltanto incoraggiato Hitler e Mussolini ad aiutare i
nazionalisti. Blum e Daladier, suo ministro della Guerra, sapevano che l'armamento francese era
inferiore a quello che potevano fornire i dittatori. Anthony Eden, il segretario agli Esteri britannico, si
trov d'accordo con Salvador de Madariaga, l'ex rappresentante spagnolo alla Societ delle Nazioni,
che, salvo un intervento straniero, le due parti erano talmente equilibrate che nessuna poteva vincere.
Questo ragionamento incoraggi il governo di Parigi a credere che sarebbe stato meglio per la
Repubblica se non fossero arrivate armi ad alcuna delle due parti.
Le ultime speranze del governo repubblicano spagnolo di non essere trattato alla pari con i suoi
nemici svanirono il 25 luglio. Il presidente Albert Lebrun indisse una riunione d'emergenza del
Consiglio dei ministri per discutere l'impatto della campagna stampa di destra contro gli aiuti alla
Repubblica spagnola. Qualsiasi tentativo di vendere armi a Madrid venne vietato; l'unica eccezione fu
la vendita di alcuni aerei disarmati da parte di aziende private o da terze parti come il Messico.7
Una politica di non intervento venne di conseguenza proposta dal governo di Parigi il 2
agosto, e doveva riguardare i governi francese, britannico, tedesco e italiano, oltre a qualunque altro
fosse rimasto coinvolto nel conflitto spagnolo. Non vi  dubbio che l'atteggiamento di Londra sia stato
cruciale. Come aveva dichiarato Eden, il governo francese ha agito con estrema lealt nei nostri
confronti.8 Il 3 e 4 agosto il ministro degli Esteri francese sond i colleghi italiano e tedesco circa le
loro intenzioni: entrambi evitarono una risposta precisa per guadagnare tempo mentre acceleravano le
loro forniture di armi ai nazionalisti. Nel frattempo, l'ambasciatore britannico a Parigi esercit
pressioni sul governo francese perch non aiutasse la Repubblica.9 Blum, temendo di alienarsi gli
inglesi, l'8 agosto sospese tutte le ulteriori forniture di armi oltre agli aerei civili. Il confine spagnolo
venne chiuso a tutti i commerci proibiti.
Quattro giorni dopo, l'incaricato d'affari francese a Londra sugger di formare una commissione
internazionale di controllo per sorvegliare l'accordo ed esaminare ulteriori azioni. Eden, tuttavia,
decise di annunciare che la Gran Bretagna avrebbe applicato un embargo sulle armi senza attendere la
risposta delle altre nazioni. Ci in pratica signific negare armi al governo riconosciuto e spesso
ignorare quelle destinate ai ribelli, perch il governo britannico si rifiutava di riconoscere le prove
dell'intervento tedesco e italiano. D'altro canto ci furono momenti in cui gli inglesi furono equidistanti.
Per esempio, risulta da un rapporto del ministero degli Esteri tedesco che l'ambasciata britannica a
Lisbona esercit forti pressioni sulle autorit portoghesi perch venisse impedito al mercantile tedesco
Usaramo di sbarcare un certo carico [probabilmente munizioni] e il cargo dovette ripartire e
scaricare altrove.10 E in seguito Franco si lament con l'ambasciatore tedesco di forti pressioni
britanniche sul Portogallo perch non riconoscesse il suo regime.11 Il governo Baldwin tuttavia dichiar
all'opposizione laburista che qualsiasi gesto attivo di simpatia nei confronti del governo repubblicano
spagnolo sarebbe stato considerato in quel momento contro gli interessi della Gran Bretagna e di
conseguenza poco patriottico.
La politica dell'appeasement non fu un'invenzione di Neville Chamberlain: aveva radici
profonde nella paura del bolscevismo. Gli scioperi generali del 1926 e la Depressione avevano fatto
della possibilit di una rivoluzione una preoccupazione molto reale per i politici conservatori; di
conseguenza costoro avevano un atteggiamento misto verso i regimi tedesco e italiano che avevano
schiacciato i comunisti e i socialisti nelle loro nazioni. Buona parte dell'elettorato nutriva sentimenti
antimilitaristi dopo la Prima guerra mondiale e una sensazione di colpa in merito all'umiliazione della
Germania da parte alleata con il Trattato di Versailles.12 Il ministro britannico a Berlino, sir Ivone
Kirkpatrick, scrisse in seguito che la nazione non poteva avere un'opinione illuminata della situazione
quando il governo non aveva fatto nulla per informarla.13
Quando scoppi la guerra civile spagnola, Eden dovette risolvere la situazione praticamente da
solo. Il Primo ministro Stanley Baldwin era malato all'inizio del conflitto e poi si preoccup della crisi
dell'abdicazione. Spero, disse a Eden, che non cercherai di darmi troppi fastidi con gli Esteri
proprio adesso. Come osservatore del conflitto Eden era tutt'altro che imparziale. Si suppone abbia
detto al collega francese Yvon Delbos che l'Inghilterra preferiva una vittoria dei ribelli anzich della
Repubblica, e professava ammirazione per Calvo Sotelo, che era stato assassinato e si era
autoproclamato fascista; aborriva gli ammazzamenti nella zona repubblicana e non faceva commenti
sulle atrocit nazionaliste. Dal personale diplomatico sul posto riceveva orribili descrizioni sulle
uccisioni nella capitale e a Barcellona, mentre l'ambasciatore sir Henry Chilton era uno sfacciato
ammiratore dei nazionalisti e preferiva restarsene a Hendaye invece di tornare a Madrid. Il governo
ascoltava gli ufficiali della Royal Navy che appoggiavano i ribelli. La base navale di Gibilterra era stata
riempita di profughi filonazionalisti, fra i quali i giornalisti britannici cercavano con cura resoconti di
prima mano sulle atrocit. L'ammissione di Franco della fine di luglio di essere pronto a fucilare
mezza Spagna era stata virtualmente ignorata.
Il nuovo addetto stampa di Franco, Luis Boln, aveva organizzato prima dell'insurrezione una
discreta ma efficiente campagna antirepubblicana a Londra, quando era corrispondente del quotidiano
monarchico ABC. Sostenne, con qualche giustificazione, di avere sviluppato un certo grado di
influenza nei circoli appropriati. Il suo pi importante alleato era il duca d'Alba, che era anche duca di
Berwick e che Churchill chiamava cugino. In questi ambienti Alba, con la sua simpatia per le
istituzioni inglesi, rappresentava lo spagnolo civilizzato, e le sue serene conversazioni al White's Club
erano infinitamente pi influenti sulla politica del governo delle dimostrazioni o dei comizi di massa.
Ma a quell'epoca, in un ambiente del genere, chiunque avesse preso la parola a favore del governo
repubblicano spagnolo avrebbe provocato una dura reazione, rappresentata dalle caricature delle
vignette di Bateman.
Eden non riconobbe il pericolo di Hitler e di Mussolini fino al 1937, e non si espresse in
pubblico contro l'appeasement fino agli inizi del 1938. Durante la prima parte della guerra civile
preferiva una vittoria fascista a una comunista; e credeva, non irragionevolmente dopo gli
avvenimenti degli ultimi vent'anni, che una rivolta sociale avrebbe comportato una dittatura comunista
oppure un fascismo. Ma il rifiuto di vendere armi alla Repubblica, in realt, rafforz i comunisti e
indebol le forze del centro e della sinistra non comuniste. Nell'estate del 1936 il PC spagnolo
rappresentava soltanto una piccola parte della coalizione repubblicana; la sua organizzazione e i suoi
metodi privi di scrupoli compensarono rapidamente questa sua inferiorit numerica, ma furono
soprattutto la spinta e il prestigio degli aiuti militari sovietici a fargli raggiungere una posizione di
preminenza.
Molti repubblicani spagnoli mantenevano l'ingenua convinzione che la Gran Bretagna avrebbe
preso le parti del pi debole, secondo la sua tradizione del XIX secolo. In effetti, la convinzione che le
democrazie li avrebbero liberati dalla dittatura persistette fino al 1946, sette anni dopo la conclusione
della guerra civile. Certo, nel 1938 c'era in Spagna una convinzione che perfino i conservatori
britannici sarebbero stati costretti a riconoscere la necessit di scendere in campo contro il fascismo;
ma vennero sottovalutati i profondi pregiudizi di alcuni circoli governativi.
L'unica circostanza che avrebbe potuto influire sulla politica estera britannica sarebbe stata una
minaccia diretta contro gli interessi tradizionali, il pi sensibile dei quali era la rotta per l'India. E fu la
minaccia di un'occupazione permanente da parte italiana di Maiorca e la rottura del gentleman's
agreement da parte di Mussolini a portare Eden a riesaminare la sua posizione soltanto il 7 gennaio
1937.14 Nel frattempo, l'azione della Royal Navy fu sorprendente per una nazione non interventista:
non solo gli apparati radio di Gibilterra furono messi a disposizione del generale Kindeln per
comunicare direttamente con Roma, Berlino e Lisbona, ma la corazzata Queen Elizabeth venne
dislocata di fronte ad Algeciras per impedire alle unit della marina repubblicana di cannoneggiarne il
porto.
Nello stesso tempo, mentre il governo repubblicano si rivolgeva alla Francia chiedendo aiuti
militari, i nazionalisti si rivolgevano ai loro alleati naturali, Germania e Italia. Dopo avere portato
Franco a Tetun il 19 luglio, Luis Boln era andato in volo a Lisbona, dove, subito prima del suo
schianto fatale, Sanjurjo controfirm l'autorizzazione ad acquistare aerei e rifornimenti per l'esercito
spagnolo non marxista. Boln arriv in volo a Roma il 21 luglio, dove fu raggiunto dal marchese di
Viana, segretario privato dell'ex re Alfonso XIII. Si incontrarono insieme con il conte Ciano, ministro
degli Esteri italiano e genero di Mussolini. Secondo Boln, la sua reazione fu entusiastica e spontanea.
Senza esitare per un istante ci promise gli aiuti necessari. Dobbiamo porre fine alla minaccia
comunista nel Mediterraneo, grid.15 Ma la decisione vera fu quella di Mussolini, che venne
persuaso ad aiutarli dopo che i rappresentanti italiani a Tangeri, incluso l'addetto militare e il console
generale, si incontrarono con Franco.16
Il 30 luglio Mussolini invi a Franco in Marocco 12 bombardieri S.81, due idrovolanti e una
nave carica di carburante e di munizioni. Tre aerei andarono perduti durante il volo di trasferimento:
uno cadde in mare e due effettuarono atterraggi di fortuna in territorio algerino, fornendo prove
dell'assistenza militare italiana; gli altri furono usati come copertura aerea del primo convoglio
nazionalista che attravers lo Stretto di Gibilterra il 5 agosto.
Mussolini mirava alla costituzione di un altro Stato fascista nel Mediterraneo, soprattutto uno
indebitato con lui. Ambiva rivaleggiare con la potenza navale britannica e sfidare i francesi in
Nordafrica.17 Un alleato spagnolo poteva controllare lo stretto occupando Gibilterra e offriva la
possibilit di basi nelle Baleari, senza comunque che la sua flotta si profilasse come rivale. La
conquista dell'Abissinia aveva aumentato in notevole misura le sue illusioni sulla potenza italiana, e
compito di Ciano era ottenere il riconoscimento dell'impero italiano. Gli S.81 vennero seguiti il 7
agosto dalla consegna di 27 aerei da caccia Fiat CR.32, 5 carri leggeri Ansaldo, 12 pezzi d'artiglieria da
campagna, tutti con munizioni e personale addestrato. Sei giorni dopo furono inviati 3 idrovolanti e il
19 agosto altri 6 caccia.18
La propaganda repubblicana tent di dimostrare  con documenti nazisti sequestrati al consolato
tedesco di Barcellona  che l'intervento fascista era stato preordinato e che i generali non avrebbero
potuto effettuare la ribellione senza queste garanzie. (I nazionalisti, dal canto loro, sostenevano di avere
scoperto a Siviglia documenti in cui si rivelava un piano per un colpo di Stato comunista.) In realt i
cospiratori militari non avevano ricevuto alcuna garanzia del genere. All'inizio della primavera del
1936 le relazioni fra l'Italia e la Germania erano tese soprattutto per la rivalit sull'Austria; tuttavia il
loro aiuto alla Spagna nazionalista si dimostr utile per forgiare l'asse Roma-Berlino, una frase usata
per la prima volta da Mussolini il 1 novembre 1936.
Il governo nazista aveva informazioni migliori sulla situazione in Spagna, sia grazie a contatti
non ufficiali sia tramite le sue fonti all'interno del mondo degli affari tedesco. All'inizio del conflitto i
diplomatici tedeschi, capeggiati dal ministro degli esteri Neurath, erano ostili agli aiuti a Franco per
timore di una reazione britannica. Hitler disprezzava questa branca del governo tedesco e teneva il suo
personale diplomatico quasi all'oscuro delle proprie azioni; lavorava invece con il servizio segreto
militare, diretto dall'ammiraglio Canaris, il quale si era incontrato con Franco in Spagna in numerose
occasioni ed era favorevole ad appoggiare le sue forze.
Il 22 luglio, come gi detto, Franco disse al colonnello Beigbeder di chiedere al governo
tedesco aerei da trasporto. Era stato in visita a Berlino in marzo con il generale Sanjurjo per ottenere
aiuti tedeschi per la costituzione di un'aeronautica militare spagnola. (La Lufthansa aveva contribuito
alla fondazione dell'Iberia nel 1927). Beigbeder prese i primi contatti sfruttando l'amicizia con il
generale Kuhlenthal. Poi altri emissari di Franco, Bernhardt e Langenheim, due commercianti nazisti
che abitavano in Marocco, il 25 luglio arrivarono a Berlino a bordo di un aereo Lufthansa requisito dai
nazionalisti.19 Dapprima videro funzionari di Wilhelmstrasse, ma il ministero degli Esteri tedesco era
molto incerto circa l'intervento a sostegno di Franco.20 Essi cercarono di impedire il contatto con
membri anziani del partito nazista ai due uomini, ma uno di essi, grazie ai suoi contatti, maneggi per
far giungere un messaggio a Rudolf Hess.21 Si incontrarono con Hitler a Bayreuth dopo una
rappresentazione del Sigfrido, e gli consegnarono una lettera personale di Franco. Il colloquio dur fino
all'una e mezzo di notte. Hitler diede ordine a Gring e al generale von Blomberg di esaudire la
richiesta: entro ventiquattro ore la sezione speciale del ministero dell'Aeronautica organizz la
spedizione di 20 trimotori Ju-52 (il doppio di quelli richiesti da Franco), 6 caccia monomotore
Heinkel-51, 20 cannoni contraerei e altro equipaggiamento.22 Hitler, convinto che Franco fosse il pi
competente e pi spietato fra i generali spagnoli, insistette perch aiuti militari fossero inviati soltanto
alle sue truppe. Gring, con un gesto tipicamente teatrale, chiam l'operazione Unternehmen
Feuerzauber, o Fuoco magico, dal titolo dell'ultimo atto del Sigfrido.
La sezione speciale del ministero dell'Aeronautica selezion anche piloti volontari. Gring
era entusiasta all'idea di collaudare la giovane Luftwaffe in questo o quell'aspetto tecnico. I tedeschi
erano molto pi decisi degli italiani a quell'impresa: offrirono le migliori macchine e gli esperti
disponibili e, anche se Franco era un alleato nel campo delle ideologie, pretesero il pagamento in rame
e minerali di ferro.23 Le trattative tra Franco e la Germania nazista passavano per una societ chiamata
Hispano-Marroqu de transportes (HISMA); la sua controparte tedesca era la Rohstoffe und Waren
Einkaufgesellschaft (ROWAK).
La prima fornitura d'armi raggiunse la Spagna il 1 agosto e il ritmo fu mantenuto sia
direttamente a Cadice sia via Lisbona: comprendeva carri armati Mark 1, oltre a cannoni contraerei da
20 mm e da 88 mm. Tuttavia l'intervento tedesco divent stabile soltanto in novembre, con la creazione
della Legione Condor dopo la mancata conquista di Madrid.
La vera ragione di Hitler di aiutare Franco era strategica. Una Spagna fascista avrebbe costituito
una minaccia alle spalle della Francia oltre che alle linee di comunicazione britanniche verso il Canale
di Suez. C'era poi la possibile tentazione di basi per sommergibili sulla costa atlantica. (I porti spagnoli
di Vigo, El Ferrol, Cadice e Las Palmas furono anche utilizzati come basi occasionali durante la
Seconda guerra mondiale). La guerra civile serviva anche a distogliere l'attenzione dalla sua strategia
nell'Europa centrale, oltre a offrire un'occasione per addestrare uomini e collaudare equipaggiamenti e
tattiche.
Quindici giorni dopo l'insurrezione era diventato evidente che i ribelli avrebbero ottenuto
appoggi militari da Germania e Italia, mentre le democrazie si rifiutavano di aiutare la Repubblica.
Questo squilibrio venne aggravato da aiuti finanziari ai nazionalisti, altrettanto vitali quanto quelli
militari in una guerra prolungata. Nei primi giorni il governo repubblicano controllava le 635 tonnellate
d'oro della riserva nazionale, l'equivalente di 715 milioni di dollari, per sostenere la peseta, mentre i
nazionalisti potevano offrire soltanto la probabilit di una vittoria per la loro valuta collaterale.24
Tuttavia Prieto l'8 agosto commise l'errore di dichiarare che la riserva aurea consentiva al governo di
resistere a oltranza, mentre la capacit finanziaria del nemico era trascurabile.
I nazionalisti si impegnarono subito nella ricerca di aiuti da parte di istituti finanziari stranieri,
oltre che da sostenitori spagnoli. Il principale sostegno per la cospirazione venne in origine dalle
gigantesche risorse dell'ex contrabbandiere del tabacco Juan March, che sembra contribu con 15
milioni di sterline. L'immensa generosit di Alfonso XIII, l'ex re, che forn 10 milioni di dollari, fu
possibile soltanto grazie alla vasta fortuna che era riuscito a trasferire all'estero: buona parte di questi
capitali che erano stati contrabbandati durante la Repubblica, soprattutto nei primi sei mesi dell'anno,
venne fatta rientrare in territorio controllato dagli insorti. Il movimento nazionalista chiese l'oro ai
privati cittadini, in particolare le fedi nuziali, per pagare le spese di guerra.
Esponenti del mondo finanziario e imprenditoriale americano e britannico diedero un grosso
contributo alla vittoria finale dei nazionalisti, sia con assistenza attiva, come quella fornita dal magnate
del petrolio Henry Deterding, sia con il boicottaggio contro la Repubblica, interrompendo il suo
commercio con azioni legali e ritardando i crediti nel sistema bancario.25
Il petrolio era ormai diventato vitale, in guerra, quanto le munizioni. L'US Neutrality Act del
1935 non rifletteva questo cambiamento, e permise a Franco di ottenere 3.500.000 tonnellate di petrolio
a credito nel corso del conflitto, cio pi del doppio delle importazioni totali della Repubblica. Il
presidente della Texas Oil Co. era un ammiratore dei fascisti, e, appena saputo dell'insurrezione, aveva
dirottato cinque petroliere in navigazione per la Spagna verso il porto nazionalista di Tenerife, che
possedeva una grossa raffineria. Dato che la Texaco era stata la principale fornitrice della Repubblica,
la sua decisione fu un grave colpo per il governo di Madrid. Altro fornitore, sia pure su scala pi
ridotta, fu la Standard Oil del New Jersey. La duchessa di Atholl, una dei pochi conservatori britannici
ad appoggiare la Repubblica fin dagli inizi, sostenne che la Rio Tinto Zinc Company contribu a
finanziare Franco fornendogli cambi esteri al doppio del tasso di conversione ufficiale. In seguito Ford,
Studebaker e General Motors fornirono ai nazionalisti 12.000 autocarri, circa tre volte il quantitativo
fornito dalle potenze dell'Asse, e la Dupont de Nemours, il gigante della chimica, forn 40.000 bombe,
facendole passare per la Germania, per aggirare il Neutrality Act.26 Nel 1945 il sottosegretario agli
Esteri spagnolo, Jos Mara Doussinague, ammise che senza il petrolio, gli autocarri e i crediti
americani non avremmo mai potuto vincere la guerra civile.27
Snobbata dalle potenze democratiche e dalla comunit internazionale degli affari, la Repubblica
poteva contare apertamente soltanto sull'appoggio del Messico e dell'Unione Sovietica. Come
risultato, il monito nazionalista su una cospirazione internazionale comunista ottenne una certa
credibilit. Dopo la morte di Lenin, la politica di Trockij di una rivoluzione mondiale si basava sul
presupposto che il comunismo sovietico non poteva prosperare finch era accerchiato da un mondo
capitalista ostile. La politica contraria di Stalin di un socialismo in una sola nazione, che trionf nel
1927, implicava un'astensione dal coinvolgimento in rivoluzioni all'estero. I comunisti cinesi, per
esempio, furono sacrificati al Guomindang di Chiang Kai-shek per favorire gli interessi sovietici, e nel
1933 Stalin ottenne il riconoscimento dal governo degli Stati Uniti promettendo di non impegnarsi in
attivit sovversive sul loro territorio.
Il 25 luglio Giral invi un messaggio al governo di Stalin, tramite l'ambasciatore sovietico a
Parigi, richiedendo armamento moderno e munizioni di ogni tipo e in grande quantit. Ma l'Unione
Sovietica aveva paura della situazione internazionale e delle possibili conseguenze. Ci non imped al
Cremlino di autorizzare aiuti meno controversi, con l'ordine all'NKVT (Commissariato del Popolo per
il Commercio Estero dell'Unione Sovietica) di vendere subito carburante agli spagnoli a prezzi ridotti
e alle condizioni pi favorevoli, nelle quantit necessarie.28
La richiesta di armi di Giral non ricevette risposta. Per le prime due settimane della guerra
civile spagnola la mancanza di commenti da Mosca sui fatti provoc l'allarme negli ambienti comunisti
esteri. Stalin stava per effettuare l'epurazione dell'Armata Rossa, creazione di Trockij, ed era
profondamente preoccupato della prospettiva che un'avventura all'estero potesse provocare Hitler, in
un momento di debolezza sovietico. Ma l'esiliato Trockij approfitt di questo silenzio per accusare
Stalin di tradire la rivoluzione spagnola e di favorire i fascisti. Non si sa se sia stato questo gesto di
Trockij a spingerlo all'azione, ma in ogni caso Stalin deve essersi reso conto che il comunismo
sovietico avrebbe perduto tutta la sua credibilit, e probabilmente la fedelt dei partiti europei, se non
avesse mosso un dito in sostgno della Repubblica. Di conseguenza Stalin decise di inviare aiuti al
governo spagnolo, ma mai sufficienti a consentirgli la vittoria; in tal modo non avrebbe spaventato il
governo di Londra, che considerava un alleato potenziale, n avrebbe provocato i tedeschi.
Il 3 agosto dimostrazioni popolari e spontanee riunioni di indignazione avvennero in tutta
la Russia. Gli operai delle fabbriche donarono contributi volontari per aiutare la Repubblica e il
governo invi i primi rifornimenti non militari. Funzionari del Comintern, sotto falso nome, furono
anche inviati in Spagna per assicurarsi che il giovane partito comunista spagnolo non perdesse
l'allineamento. Soltanto alla fine di settembre Stalin decise di fornire aiuti militari;29 il primo carico
part dalla Crimea il 26 settembre e giunse a Cartagena il 4 ottobre.
Il Messico, l'altra nazione che appoggi la Repubblica, si rifiut di aderire all'accordo per il
non intervento. Il presidente Lzaro Crdenas, nonostante le limitate risorse della sua nazione, forn ai
repubblicani 20.000 fucili Mauser, 20 milioni di cartucce e viveri. Questi fucili messicani furono
impiegati per armare le milizie madrilene schierate contro l'armata d'Africa che avanzava verso la
capitale.30
La guerra spagnola non era pi soltanto una lotta intestina. L'importanza strategica della
nazione e la coincidenza della guerra civile con i preparativi delle potenze dell'Asse per sperimentare
in Europa le loro armi preparate in segreto fecero in modo che la guerra perdesse quel suo carattere
dilettantesco. I nazionalisti erano inondati di consiglieri esteri, osservatori, esperti tecnici e personale
combattente; entro un mese dall'insurrezione, Franco aveva ricevuto 48 aerei italiani e 41 tedeschi. La
Repubblica, per contro, aveva ricevuto soltanto 13 caccia Dewoitine e 6 bombardieri Potez-54 francesi:
aerei antiquati e privi di armamento e di impianti per le armi. Il governo di Parigi non poteva fornire
piloti, cos la Repubblica dovette ricorrere a volontari, che costavano molto.
Malraux, l'autore della Condizione umana e presunto simpatizzante comunista, organizz un
reparto aereo con equipaggi stranieri e finanziato dal governo repubblicano; denominato squadriglia
Espaa, fu in seguito rafforzato. Questo provoc i sospetti e il disprezzo del rappresentante del
Comintern, Andr Marty, che non a torto si considerava Malraux un avventuriero. Quando
arrivarono i consiglieri sovietici, lo criticarono per aver trascurato i comandanti repubblicani, aver fatto
proposte assurde e perch conosceva poco la tattica aerea; e criticarono anche il suo reparto per la
completa assenza di disciplina e la sua mancanza di partecipazione in battaglia. Per senso di
giustizia, i suoi aerei obsoleti avevano poche possibilit di affrontare i caccia Heinkel o i Fiat, ma ci
non imped a Malraux di ottenere compensi esorbitanti per poche azioni, come gli ufficiali sovietici
riferirono a Mosca. Aveva reclutato di persona piloti e tecnici in Francia. Per la maggior parte erano
venuti qui per fare molti soldi. A causa delle sue insistenze il governo spagnolo pagava 50.000 franchi
al mese ai piloti, 30.000 franchi agli osservatori e 15.000 ai meccanici. Questo avveniva nel periodo in
cui il governo non aveva alcuna aviazione e fu facile per Malraux indurlo a pagare quanto chiedeva.31
La Repubblica, che non conosceva a fondo il mondo oscuro dei mercenari e dell'industria degli
armamenti, fu danneggiata da molti imbrogli da parte di avventurieri. Malraux emerge fra questi, non
solo perch fu un mitomane nelle sue pretese di eroismo  sia in Spagna sia in seguito nella Resistenza
francese  ma perch sfrutt con cinismo l'occasione di un eroismo degli intellettuali nella leggenda
della Spagna repubblicana.
Le relazioni tra stranieri e spagnoli erano di rado buone in entrambi i campi. Franco e i suoi
ufficiali odiavano essere in debito con gli alleati, mentre i loro spesso arroganti consiglieri tedeschi si
sarebbero forse trovati d'accordo con il commento del duca di Wellington sugli ufficiali spagnoli
aggregati al suo comando, che la debolezza nazionale si vantava della grandezza della Spagna. La
Repubblica, tuttavia, avrebbe sofferto di pi per colpa del suo unico potente alleato: l'Unione
Sovietica.
...
.
...
14.
.
Stati sovrani.
.
I nazionalisti avevano anch'essi bisogno di una struttura statale formalizzata per impressionare i
governi stranieri, ma non avevano la pretesa della democrazia. I valori autoritari di tutte le loro
componenti  esercito, Falange, carlisti e monarchici  volevano un solo leader, Franco, il quale aveva
stabilito il suo quartier generale a Cceres il 26 agosto e si era astenuto da qualsiasi aperta manovra
finch non era diventata effettiva la liberazione dell'Alczar a settembre inoltrato. Per quanto riguarda
la sua strategia militare, non fece alcuna mossa finch non ebbe tutto a suo favore.
Il suo comando della forza pi professionale, l'armata d'Africa, lo aveva reso fin dall'inizio il
pretendente alla carica di leader; poi la decisione tedesca di fornire aiuti militari soltanto alle sue forze
aveva dato corpo alle sue pretese. Ma Franco sapeva che se voleva soddisfare le proprie ambizioni a
lunga scadenza, doveva ottenere una netta superiorit morale, oltre che militare, su tutti i suoi rivali. E
questo l'ottenne con il soccorso a Toledo. Sfidare il salvatore dell'Alczar per la guida del
movimento nazionalista avrebbe richiesto molto coraggio.
Il primo grande passo verso la soluzione del problema del primato venne con la riunione,
chiesta da Franco, della Junta de Defensa Nacional all'aeroporto militare di Salamanca il 21 settembre.
Il generale Kindeln, che comandava l'aviazione, aveva preparato il terreno, assistito da dietro le quinte
dal resto della camarilla di Franco, compreso suo fratello Nicols, Orgaz, Milln Astray, Luis Boln e il
diplomatico Jos Antonio Sangrniz, i quali avevano lavorato con grande impegno per porre il loro
capo nella posizione pi vantaggiosa. Il generale Walter Warlimont, inviato di Hitler, aveva esercitato
lievi pressioni sulla questione dell'assistenza militare.
Quel giorno all'aeroporto di Salamanca erano presenti tutti i possibili candidati alla leadership:
Franco, Mola, Queipo de Llano e Cabanellas, il presidente nominale della Junta, che presiedeva la
riunione.1 I militari dovevano prendere una decisione in nome della Spagna di destra. Con il leader
della CEDA, Gil Robles, in esilio volontario in Portogallo (molti nazionalisti facevano ricadere la
responsabilit della guerra civile sulla sua mancanza di carattere), Jos Antonio nel carcere di Alicante,
dove sarebbe stato giustiziato, e Calvo Sotelo morto ammazzato poco prima dell'insurrezione,
bisognava tenere conto soltanto dei desideri dei monarchici e dei carlisti. Mola, Queipo de Llano e
Cabanellas erano tutti macchiati di repubblicanesimo o di massoneria in vario grado, per cui Franco
trasse beneficio dall'assenza di difetti troppo evidenti e dalla sua imperscrutabilit politica.
Nel corso di una sceneggiata giudicata in vario modo, il generale monarchico Kindeln propose
alla fine della seduta che Franco venisse nominato comandante supremo di tutte le forze di terra,
dell'aria e del mare, con il titolo di Generalissimo. Mola, cosciente che la sua reputazione aveva
risentito del mancato successo del suo piano di rivolta, accett con entusiastica buona grazia.  pi
giovane di me, ammise, e ha una posizione professionale pi elevata.  molto popolare ed  ben
conosciuto all'estero.2 Queipo, con la sua consueta mancanza di tatto, comment in seguito: Be', chi
dovevamo nominare? Cabanellas non poteva continuare, era un repubblicano convinto e tutti sapevano
che era massone. Non era possibile nominare nemmeno Mola, perch ci avrebbe fatto perdere la
guerra... E la mia reputazione era piuttosto malconcia.3 Soltanto Cabanellas dissent: voleva un
direttorio militare e gli cost caro. Sei giorni dopo Toledo cadde. Kindeln, convinto che Franco
avrebbe rimesso sul trono Alfonso, aiut nei preparativi per il 28 settembre, quando il salvatore
dell'Alczar doveva tornare a Salamanca per essere accettato come comandante supremo dagli altri
generali.
Il sostenitore di Franco pi attivo dietro le quinte fu il fratello Nicols: organizz una guardia
d'onore mista di falangisti e carlisti che salut suo fratello come capo quando tutti i generali si
radunarono a Salamanca. Poi, omettendo o cambiando parole chiave nel testo del decreto, fece Franco
capo dello Stato spagnolo, non semplicemente capo del governo dello Stato spagnolo per la
durata della guerra.4 Questo trucco non rese Franco gradito ai suoi colleghi, i quali si trovarono di
fronte a un fatto compiuto: si potrebbe definire un colpo di Stato all'interno dell'insurrezione. Mola era
profondamente irritato del fatto che Franco avesse assunto il potere politico oltre al comando supremo
militare. Si disse che Queipo avesse definito Franco figlio di puttana, oppure, secondo altre fonti,
porco. Ma Kindeln e Dvila riuscirono a convincere gli altri generali che Franco era stato
semplicemente nominato capo del governo per la durata del conflitto, come aveva stabilito il decreto
originale. Per Mola o per Queipo ci fu in ogni caso ben poco da fare, una volta che l'episodio venne
riferito dai giornali: protestare ora sarebbe equivalso a un tradimento della causa nazionalista.
Il 1 ottobre 1936 Franco ebbe l'investitura dei poteri nella sala del trono della generalit di
Burgos, alla presenza di diplomatici portoghesi, tedeschi e italiani. Cabanellas era stato costretto ad
accettare la sconfitta completa. Seor Jefe del Estado Espaol, proclam, in nome del Consiglio di
Difesa Nazionale trasferisco a Lei i poteri assoluti dello Stato. Franco usc sul balcone a ricevere gli
applausi della folla. Nel discorso che pronunci, promise: Nessuna casa sar stata senza focolare, n
alcuno spagnolo senza pane. L'anniversario di quel giorno sarebbe stato celebrato per quasi
quarant'anni come il giorno del Caudillo.5 La giunta militare diretta da Cabanellas fu subito
sostituita con una Junta Tcnica del Estado, diretta dal generale Dvila.6
Una volta diventato Caudillo, Franco non permise mai lo sviluppo di un'opposizione. I suoi
discorsi riguardavano abilmente aspetti compatibili con le ideologie rivali nazionaliste, e dimostr
intensi sentimenti religiosi allo scopo di corteggiare i carlisti e la Chiesa. Lo slogan falangista Una
Patria, un Estado, un Caudillo venne trasformato in Una Patria: Espaa. Un Caudillo: Franco. Ma
non ci volle molto perch si udisse il grido scandito Franco! Franco! Franco!.
Gli scrittori nazionalisti fecero paragoni con la Prima Reconquista. Questo ispir l'immagine
pi opportuna nelle menti degli insorti. Per i falangisti era la nascita della nazione; per i carlisti e i
monarchici alfonsini rappresentava l'istituzione di una dittatura reale cattolica; per la Chiesa era
l'epoca della supremazia ecclesiastica e per i proprietari terrieri la base della loro ricchezza e potenza.
Franco era molto diverso da Hitler e da Mussolini: era un astuto opportunista il quale, nonostante la sua
retorica, non soffriva molto di visioni del destino troppo pericolose.
La nuova posizione di Franco venne consolidata da buone notizie. L'incrociatore nazionalista,
Canarias, appena costruito, era sceso da El Ferrol, localit di nascita del Caudillo, lungo le coste
portoghesi, per attaccare le navi della Repubblica davanti a Gibilterra. Era riuscito ad affondare il
cacciatorpediniere Almirante Fernndez e a costringere le altre unit a cercare rifugio nel porto di
Cartagena. Il blocco dello stretto era cos finito e i rinforzi dal Marocco potevano essere traghettati
senza distogliere aerei dalle incursioni.
Nella zona repubblicana, il governo Giral si era dimesso il 4 settembre. Non era mai riuscito a
controllare la situazione, e nemmeno a raccogliere abbastanza appoggi per influenzarla. Tutti i partiti
politici riconobbero che c'era soltanto un uomo degno della fiducia dei comitati rivoluzionari. Largo
Caballero stava godendo di una vasta ondata di popolarit dopo la visita che fece alle postazioni delle
milizie nella Sierra de Guadarrama. Largo Caballero, scrisse il suo compagno socialista
Zugazagoitia, ha conservato agli occhi delle masse le sue mitiche qualit e il suo pathos ha cominciato
a fare il miracolo di una difficile rinascita di entusiasmo collettivo.7
Perfino Prieto, il socialdemocratico del ceto medio, riconobbe che il suo grande rivale,
l'ostinato proletario a volte con i paraocchi, era l'unico candidato adatto a prendere il posto di Giral.8
Sia Prieto sia i comunisti tentarono di mantenere una facciata pi progressista possibile, ma Largo
Caballero voleva una coalizione a preponderanza socialista: capiva di essere stato sfruttato dai
progressisti nel primo governo repubblicano, quando avevano minato la sua attivit di ministro del
Lavoro.
Il nuovo governo fu presentato come un'unit simbolica contro il nemico comune, in quanto
aveva riunito in un'unica amministrazione il centro progressista e la sinistra rivoluzionaria. Si definiva
il governo della vittoria e fu il primo in Europa occidentale a comprendere i comunisti. Segn
l'iniziale e pi importante passo verso il progressivo recupero di potere dai comitati locali. Di fronte ai
successi nazionalisti (Talavera e Irun stavano per cadere), fu uno sviluppo che perfino gli anarchici
trovarono difficile da sfidare. Tuttavia la Repubblica era ancora lontana da quello Stato delle classi
medie che la propaganda comunista tentava di rappresentare agli occhi del mondo esterno. La
Pasionaria e Jess Hernndez insistevano che la Spagna stava subendo una rivoluzione borghese
democratica e che erano motivati soltanto dal desiderio di difendere la Repubblica democratica
fondata il 14 aprile 1931.
In realt, i comunisti spagnoli non erano molto soddisfatti che Largo Caballero, l'uomo che
avevano presentato come il Lenin spagnolo, fosse ora a capo del governo. Essi riferirono a Mosca l'8
settembre che nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a evitare un governo Caballero. Avevano
anche tentato, seguendo gli ordini del Comintern, di non esservi inclusi, ma tutti avevano tanto
insistito sulla partecipazione dei comunisti al nuovo governo, che fu impossibile evitarla senza creare
una situazione molto pericolosa. Stiamo prendendo le misure necessarie per organizzare il lavoro dei
nostri ministri.9
Marty, nel frattempo, sapeva che il potere dei comunisti non doveva risiedere nel Consiglio dei
ministri. Consisteva nell'infiltrarsi nelle forze armate e nella polizia, oltre che nei metodi di
propaganda. L'influenza politica del PC ha superato ogni speranza... Soltanto il nostro partito sa
quello che bisogna fare. Gli slogan del partito vengono raccolti e pubblicati da tutti i quotidiani... Il
nostro partito fornisce quadri per la polizia... La forza principale dell'esercito  stata diretta verso la
costituzione di quello che  diventato l'orgoglio dell'esercito popolare: il V reggimento della milizia. Il
V reggimento, che gode di una gloria militare ben meritata, conta su 20.000 combattenti. Tutti i
comandanti del reggimento sono comunisti. Il compagno Checa, il funzionario di partito dal nome
adatto, responsabile per l'esercito e la polizia, forniva le direttive per effettuare l'interrogatorio di
coloro che erano stati arrestati per motivi gravi.10
Il presidente Azaa, rimasto rappresentante del parlamentarismo progressista, contrario
all'inclusione dei comunisti nel governo, era sempre pi isolato e prevalse il volere di Largo Caballero.
I due ministri comunisti accettarono l'incarico soltanto dopo l'autorizzazione da Mosca. Jess
Hernndez divent ministro dell'Istruzione Pubblica e Vicente Uribe dell'Agricoltura. lvarez del
Vayo, che Largo non sapeva ancora essere un sostenitore dei comunisti, ebbe gli Esteri.
Il governo di Largo Caballero comprendeva anche tre suoi sostenitori socialisti e Prieto con due
suoi simpatizzanti socialdemocratici, uno dei quali, il futuro Primo ministro Juan Negrn, divent
ministro delle Finanze. Largo tenne per s quello della Guerra e diede a Prieto l'Aeronautica e la
Marina. C'erano anche due ministri repubblicani di sinistra (uno di essi era Jos Giral), uno
dell'Esquerra Catalana, un nazionalista basco e due rappresentanti dell'Unione Repubblicana di
centro.11
Largo Caballero aveva invitato i suoi vecchi rivali, gli anarchici, a entrare nella coalizione di
governo per allargare la rappresentanza del gruppo antinazionalista. Gli anarchici fecero una
controproposta (che non fu accettata): un Consiglio nazionale di difesa con Largo come presidente,
cinque esponenti della CNT, cinque dell'UGT, quattro liberalrepubblicani e nessun comunista.
Avevano ammesso tacitamente la necessit di un coordinamento centrale e di una collaborazione a una
guerra convenzionale. Tuttavia nessun anarchico entr nel governo di Largo.
I comitati cominciarono a ricevere nuove denominazioni e per quanto molti delegati originari
restassero al loro posto, si sottomisero un po' alla volta al controllo dall'alto. E una nuova forma di
parit politica si intrufol nei consigli municipali che sostituirono i comitati locali. Questo deform la
loro immagine di forza politica locale, soprattutto in Catalogna, e favor i comunisti, i quali
guadagnarono pi rappresentanza di quella che sarebbe stata giustificata dal loro scarso seguito.
A Valencia il Comitato Esecutivo Popolare, che aveva tenuto alla larga con tanto disprezzo la
delegazione di Martnez Barrio inviata dal precedente governo di Madrid, riconobbe quello nuovo l'8
settembre, ma gli inviati del Comintern si irritarono quando un anarchico molto popolare di Valencia
dichiar, a un comizio di massa a Madrid il 25 settembre: C' un solo partito che vuole monopolizzare
la rivoluzione. Se questo partito continua nella sua politica, abbiamo deciso di schiacciarlo. C' a
Madrid un ambasciatore straniero [il sovietico Marcel Rosenberg] che interferisce negli affari della
Spagna. Noi lo avvertiamo che gli affari spagnoli riguardano soltanto gli spagnoli.12
L'effettiva amministrazione in Catalogna, il Comitato Centrale delle Milizie Antifasciste, il 26
settembre si fuse con la Generalitat in un nuovo governo. Era diretto da Jos Tarradellas e
rappresentava tutte le organizzazioni dei lavoratori e tutti i partiti del Fronte Popolare. Questo port a
un avvicinamento della CNT anarchica, del PSUC comunista e dell'antistalinista POUM, che segn la
prima accettazione di un governo da parte anarchica: era giunta a un compromesso perch sapeva che
Madrid avrebbe altrimenti continuato a creare problemi ai suoi collettivi di credito autogestiti e alla sua
valuta per le materie prime.
Il POUM era stato uno dei pi eloquenti critici del rifiuto del potere in Catalogna da parte della
direzione della CNT; ci era dovuto in parte al fatto che propugnava una via autoritaria verso la nuova
societ, ma soprattutto perch era pi conscio di una minaccia stalinista degli anarchici catalani, i quali
non riuscivano a immaginarsi di essere contrastati a Barcellona. Andreu Nin, il leader del POUM e ora
consigliere per la Giustizia, aveva vissuto in Unione Sovietica quanto bastava per rendersi conto di
quanto l'infiltrazione nei posti chiave rendesse quasi irrilevante il numero degli iscritti al partito
comunista. Dal punto di vista dei nazionalisti catalani, la linea moderata di Companys stava
cominciando a dimostrarsi efficace. Gli anarchici potevano continuare a chiamare Comitato Regionale
di Difesa il governo cui avevano aderito, ma ci che importava era che tre di essi ne facessero parte. E
questo segn il primo passo importante per la perdita di potere degli anarchici in Catalogna.13
Per la fine di settembre, il Consiglio di Difesa d'Aragona era l'unica organizzazione non
governativa nella parte meridionale del territorio repubblicano a mantenere il controllo sulla propria
vasta zona. Questa organizzazione anarchica, controllata dalla FAI e diretta da Joaqun Ascaso, era
sottoposta a forti pressioni da parte della campagna comunista per un controllo centralizzato. In ottobre
il comitato riconobbe che avrebbe dovuto fare alcune concessioni, se voleva sopravvivere. Vennero
chiamati a far parte del consiglio i partiti del Fronte Popolare e Joaqun Ascaso fece con successo una
visita diplomatica alla capitale. Fu concordato un reciproco riconoscimento senza compromessi che
apparissero troppo dannosi, ma in seguito divent chiaro che il governo centrale e i comunisti non
avevano alcuna intenzione di lasciare in vita il consiglio aragonese pi del necessario.14
Largo Caballero non si rese conto a questo punto di venire usato dai liberali, dai
socialdemocratici e dai comunisti per ristabilire il potere centrale dello Stato. Dopo il suo risentimento
in merito al modo in cui era stato convinto a partecipare al governo del 1931-33, pensava che questa
volta la sua posizione di Primo ministro gli desse il controllo della macchina del governo, e fu soltanto
in novembre che cominci a rendersi conto di avere ricaricato quella che Lenin chiamava la pistola
dello Stato, e che altri stavano tentando di togliergliela.
Per quanto la nomina di Largo Caballero fosse stata accolta con soddisfazione da molti, il
Comintern non si lasci impressionare. Marty, in una relazione a Mosca del 17 ottobre, lo defin un
cattivo burocrate sindacale, e rifer che lui e Prieto trascorrevano la maggior parte del tempo ad
attaccarsi a vicenda sui rispettivi fogli, Claridad e El Socialista.15
Uno degli argomenti a favore di un controllo centrale era che la prova di un governo stabile e
autorevole a Madrid avrebbe persuaso i governi di Londra e Parigi a cambiare atteggiamento sulla
vendita delle armi. Questa speranza venne infranta quando la realt del non intervento divent chiara. I
primi Stati interventisti, l'Italia e la Germania, avevano accolto con molta freddezza il piano di non
intervento; poi si erano resi conto del vantaggio potenziale e Ciano accett quell'atteggiamento in linea
generale, insistendo per che doveva includere tutti gli aspetti, anche gli aiuti propagandistici. Italia
e Germania avrebbero potuto allora accusare l'Unione Sovietica di violare l'accordo e giustificare la
propria attivit di intervento. I tedeschi acconsentirono al patto in linea di principio, ma sostennero che
per metterlo in atto ci voleva un blocco. Il governo sovietico, che non voleva essere tagliato fuori dalla
manovra, segu la stessa tattica, insistendo che bisognava tenere a freno il Portogallo. Quest'ultimo
doveva diventare il capro espiatorio di Stalin presso il Comitato per il non intervento, in quanto
attaccare i dittatori era troppo rischioso per i suoi gusti.
Sembra vi siano pochi dubbi sulla sincerit del governo francese nelle sue intenzioni originali.
Lo stesso non si pu dire di Eden. Il fatto che si fosse accorto che le ambizioni dell'Asse erano soltanto
incoraggiate dall'accondiscendenza, tende a porre qualche interrogativo sul suo comportamento nel
1936. Era ipocrita nell'evitare la responsabilit quando proclam che gli spagnoli non proveranno
alcuna gratitudine verso gli intervenuti, quando il governo britannico non riusc a mantenere la propria
imparzialit pur insistendo nella sua pretesa di essere il gendarme internazionale. Per di pi, quando
sostenne che rifornendo di armi la Repubblica avrebbe indotto Hitler ad appoggiare Franco, Eden si
dimostr in errore. Perfino il reclutamento nazionalista di mercenari del Rif che contravveniva al
Trattato di Fez del 1912 in base al quale era istituito il protettorato spagnolo venne ignorato. E il
governo repubblicano era talmente preoccupato di non urtare gli imperi francese e britannico che non
concesse l'indipendenza al Marocco e non fece alcun serio tentativo di alimentare sentimenti
anticoloniali nel mandato.
Le riunioni del Comitato per il non intervento cominciarono a Londra l'8 settembre, dopo
svariati rinvii, causati soprattutto dal rifiuto tedesco di parteciparvi finch la Repubblica non avesse
restituito il relitto di uno Junkers 52 atterrato fuori campo. Il Comitato era organizzato dal Foreign
Office a Londra sotto la presidenza di Lord Plymouth, e il resto dei commissari era composto dagli
ambasciatori delle nazioni firmatarie, che includevano ogni Stato europeo, tranne la Svizzera.
L'ambasciatore della Repubblica a Londra, Pablo de Azcrate, rifer che ci furono discussioni
confuse, complicate e sterili in cui avvennero denunce e controdenunce.16 Eden stesso dovette
ammettere che lunghe discussioni continuarono... accuse accolte con secche smentite con scarsi
risultati per entrambe.
Il ministro degli Esteri britannico tent di sostenere che in ottobre i sovietici stavano inviando
apertamente rifornimenti in Spagna e le prove che avevamo a disposizione erano pi specifiche di
quelle contro i dittatori di Roma e Berlino.17 Eppure a Ginevra a fine settembre aveva ricordato che il
ministro degli Esteri spagnolo, lvarez del Vayo, mi aveva lasciato documenti e fotografie per
dimostrare il modo in cui Hitler e Mussolini stavano violando l'accordo. Anche l'incaricato d'affari
tedesco era preoccupato per il modo in cui le uniformi della Wehrmacht venivano apertamente
applaudite nelle strade di Siviglia. E considerando le simpatie della Royal Navy a Gibilterra, non era
forse una sorpresa che fosse stato chiuso un occhio quando formazioni di aerei da trasporto Junkers e
Savoia-Marchetti avevano sorvolato Gibilterra durante il ponte aereo dell'armata d'Africa da Tetun a
Siviglia. L'ambasciatore americano in Spagna, Claude Bowers, condann in seguito l'intera procedura:
Ogni mossa del Comitato per il non intervento  stata fatta per servire la causa della ribellione... Il
Comitato  stato il gruppo pi cinico e disonesto della storia.18
...
.
...
15.
.
L'Unione Sovietica e la Repubblica spagnola.
.
Durante l'ottobre del 1936 i nazionalisti concentrarono le loro forze migliori per rinnovare
l'attacco verso la capitale da sud-ovest. La loro continua avanzata dava l'impressione che la
Repubblica fosse colpita a morte, ma la difesa di Madrid divent rapidamente un richiamo per tutti
coloro che, non solo in Europa, temevano e odiavano le forze trionfanti del fascismo internazionale.
Lo slogan comunista Madrid sar la tomba del fascismo era molto emotivo e la battaglia per la
capitale contribu a far salire al potere il partito. Dai 38.000 iscritti della primavera del 1936, il PCE
doveva passare a 200.000 entro la fine dell'anno e a 300.000 nel marzo del 1937.1
Il PC spagnolo ricevette dai capi del Comintern Dimitri Manuilskij e Georgi Dimitrov l'ordine
di collaborare alla sconfitta dell'insurrezione e alla difesa della Repubblica spagnola democratica e
indipendente.
Questa linea strategica, decisa all'epoca in cui l'Unione Sovietica aderiva al Comitato per il non
intervento, era conforme a svariati obiettivi politici: primo, smentire l'opinione che la Spagna stesse
subendo una rivoluzione mirante a insediare un regime comunista; secondo, contrapporsi alla pretesa
del loro nemico, aiutato dall'esterno, che il suo era un movimento nazionale; terzo, cercare di
riconciliare il leninismo con l'idea tradizionale del liberalismo spagnolo.2
Tuttavia la situazione non era certo incoraggiante. La posizione militare peggiorava di giorno in
giorno. La capitale sembrava condannata dopo la sconfitta a Talavera, mentre Bilbao era minacciata
dopo la perdita di Irun e di San Sebastin. I repubblicani non erano ancora riusciti a conquistare
Oviedo, avevano subito uno scacco a Toledo e l'offensiva degli anarchici contro Saragozza si era
arenata. Riuscivano ancora a resistere a nord di Madrid, nella Sierra de Guadarrama, ma questa, come
tutti i successi repubblicani, era soltanto un'azione difensiva.
Tali risultati deludenti e il forte appoggio tedesco e italiano ai nazionalisti indussero Dimitrov,
segretario generale del Comintern, a pensare a un intervento da parte dell'Unione Sovietica. Il 28
agosto scrisse nel suo diario: La questione dell'aiuto alla Spagna (possibile organizzazione di un
corpo internazionale). Il 3 settembre annot: La situazione in Spagna  critica, e il 14 settembre
Organizzare aiuti alla Spagna (in forma clandestina).3
Per alcuni anni la questione di un intervento sovietico nella guerra civile spagnola  stata
polarizzata fra due versioni schematiche: una strategia del Comintern per istituire un regime sovietico
agli ordini di Mosca, e un'eroica Unione Sovietica, madrepatria del proletariato, che aiutava in modo
disinteressato la Repubblica costituita legalmente. Nessuna di queste due interpretazioni  corretta, ma
la seconda  certamente pi lontana dalla verit, alquanto complicata.4
Dagli anni Venti, la presenza sovietica in Spagna era aumentata, soprattutto sotto la forma di
propaganda culturale. Il Comintern non aveva fatto niente di pi rispetto alla sua azione in altri Stati
occidentali: infiltrarsi e aspettare. Appena appresa la notizia del colpo di Stato del 18 luglio 1936, il
Comintern aveva raccolto dai suoi principali agenti, soprattutto l'argentino Vittorio Codovilla che
teneva sotto controllo il partito comunista spagnolo fin dal 1932, le maggiori informazioni possibili,
mentre le autorit sovietiche esaminavano la situazione. Stalin, come abbiamo visto, non decise di
intervenire fino a settembre, due mesi dopo l'insurrezione. Soltanto allora il regime sovietico prese in
esame la possibilit di sfruttare il conflitto e di attirare appoggio interno e internazionale. Il Politburo a
Mosca ordin di organizzare grandiose manifestazioni mentre il Comintern avviava una campagna
internazionale. I cittadini sovietici contribuirono con 274 milioni di rubli (circa 11.416.000 sterline) per
scopi umanitari nella Repubblica spagnola.5
Il governo sovietico invi in Spagna Michail Kol'cov, il pi famoso corrispondente della
Pravda, seguito da due registi cinematografici, Roman Karmn e Boris Makaseev. Tre settimane dopo
il loro arrivo, nei cinema di Mosca venivano proiettati filmati dal fronte spagnolo e articoli venivano
pubblicati quasi ogni giorno sulla stampa sovietica. Il 21 agosto il governo di Mosca nomin Marcel
Rosenberg ambasciatore a Madrid e un mese dopo il vecchio bolscevico che aveva comandato l'attacco
al Palazzo d'Inverno, Vladimir Antonov-Ovseenko, console generale a Barcellona. Nel frattempo Ilja
Ehrenburg, corrispondente delle Isvestja, teneva informato Rosenberg sul conflitto politico in
Catalogna e sulle lamentele di Companys contro il governo centrale. Il Politburo approv anche la
nomina di Jacob Gaikins a segretario d'ambasciata e di Arthur Staevskij ad addetto commerciale.
Fra i consiglieri militari c'erano il generale Ivan Berzin (Griin), Vladimir E. Goriev
(Sancho) come addetto militare, Nikolaj Kuznecov (Kolja) come addetto navale e Jakob
mu?kevi? (Douglas) come consigliere aeronautico. Per la maggior parte gli ufficiali superiori in
Spagna erano elementi dello spionaggio militare, il GRU. L'ambasciata sovietica ebbe sede all'Hotel
Palace, fino a otto settimane dopo, quando segu il governo a Valencia. Il Comintern mand personale
proprio, con Palmiro Togliatti (Ercole o Alfredo), il capo del PC italiano in esilio, uno dei pi
influenti nel campo delle decisioni del Comintern; in seguito Togliatti divent il principale consigliere
del PC spagnolo. L'ungherese Ern Ger (Pedro) ricopr lo stesso ruolo nel PSUC di Barcellona. Il
consigliere pi potente e temuto che arriv in Spagna fu Aleksandr Orlov, il rappresentante del
Commissariato del Popolo per gli Affari Interni, l'NKVD, che si sarebbe occupato della polizia
segreta.6
In un primo momento il PC francese e i suoi dirigenti costituirono la principale fonte
d'informazioni per le direttive del Comintern. Poi, ben presto, le comunicazioni sulle forniture di armi,
rapporti degli ufficiali del GRU e dei consiglieri militari sovietici vennero trasmesse sia al mattino sia
alla sera a una centrale radio sulla Collina dei Passeri vicino a quella che  oggi l'Universit di Mosca.7
Il governo di Largo Caballero il 16 settembre approv l'istituzione di un'ambasciata a Mosca.
Cinque giorni dopo il medico socialista Marcelino Pascua, che parlava russo e aveva visitato l'Unione
Sovietica per studiare la salute pubblica, fu nominato ambasciatore. Pascua venne ricevuto a Mosca con
una grande cerimonia e gli fu consentito di incontrare Stalin. D'altro canto il governo repubblicano non
fece nulla per facilitare il compito al nuovo ambasciatore.8
Le autorit sovietiche conoscevano dal loro servizio informazioni, l'NKVD, e dai
rappresentanti del Comintern la critica situazione in cui la Repubblica si trovava verso la fine di agosto.
Il segretario generale del PC francese, Maurice Thorez, present al Comintern un rapporto in data 16
settembre, in cui sottolineava la mancanza di un esercito regolare nella Repubblica e di una scala
gerarchica. Il 22 settembre Codovilla richiese soprattutto armi. Come conseguenza lo spionaggio
militare sovietico predispose un piano di contingenza per l'assistenza militare e l'organizzazione di un
gruppo del GRU per attuarlo. Venne completato il 24 settembre e prese il nome convenzionale di
operazione X. Il ministro della Difesa Clement Voroilov, vecchio compagno di Stalin dai tempi della
guerra civile russa, dieci giorni dopo inform il Cremlino che era stata predisposta la vendita di 80-100
carri russi T-26, basati su un modello Vickers, e di 50-60 aerei da caccia. Stalin diede la sua
approvazione.9
Pi importante della quantit era la qualit dell'armamento inviato. E questa variava
enormemente. Fucili e cannoni da campagna erano spesso in cattive condizioni e obsoleti; una fornitura
di cannoni di epoca zarista divent nota come la batteria della Grande Caterina; dieci tipi diversi di
fucili arrivarono da otto nazioni, e richiedevano sei calibri diversi per le munizioni, molti erano preda
bellica della Prima guerra mondiale e alcuni di essi erano vecchi di cinquant'anni.10 I carri armati T-26
e in seguito i BT-5, erano invece moderni, migliori dei carri tedeschi in possesso dei nazionalisti. Gli
aerei, per quanto moderni per i sovietici, furono ben presto surclassati dai nuovi velivoli tedeschi che
entrarono in servizio l'anno seguente.
L'ostacolo maggiore per il migliore impiego di tutto questo materiale venne dal settarismo dei
comunisti, che lo tenevano gelosamente a disposizione delle proprie forze. I comandanti di reggimento
si trovarono costretti a iscriversi al partito per assicurare ai propri uomini munizioni e assistenza
medica. I consiglieri, soprattutto il comandante dei carri armati generale Pavlov (Pablito) e
mu?kevi? per l'aviazione, prendevano tutte le decisioni, spesso senza consultarsi con i colleghi
spagnoli. Prieto, ministro dell'Aeronautica, osserv che i sovietici e il pi alto ufficiale dell'aviazione
militare spagnola, il colonnello Hidalgo de Cisneros y Lpez de Montenegro, un aristocratico con forti
tendenze comuniste, non volevano dirgli nemmeno quali aeroporti venivano usati e neppure quanti
aerei erano efficienti. Luis Araquistin, compagno socialista di Prieto, dichiar che il vero ministro
dell'Aeronautica era il generale russo.
Non era un'esagerazione. Una relazione a Mosca dimostra con chiarezza che mu?kevi?, o
Douglas come era chiamato, controllava completamente l'aeronautica militare repubblicana. Il
dipartimento  comandato dal colonnello Cisneros. Un ufficiale molto onesto e di fermi princpi che
gode di una grande autorit sia negli ambienti dell'aviazione sia in quelli del governo, ed  amico
dell'Unione Sovietica. Non vi  dubbio che in questo momento gli manchino sia le conoscenze teoriche
sia l'esperienza tattica per comandare da solo le forze aeree. Se ne rende conto e accetta con onest e
gratitudine il nostro aiuto. [mu?kevi?] come capo consigliere, ha stabilito con lui i migliori rapporti...
Si pu senza dubbio affermare che, pur rimanendo ufficialmente nella posizione di consigliere,
mu?kevi?  in realt il comandante di tutte le forze aeree.11
Una delle questioni pi importanti della guerra civile spagnola  il pagamento delle forniture
sovietiche con le riserve auree del Banco de Espaa.12 A quell'epoca la Spagna possedeva le quarte
riserve auree del mondo in ordine di grandezza, grazie soprattutto al boom del suo commercio durante
la Prima guerra mondiale. Sembra che sia stato l'economista russo Arthur Staevskij a suggerire al
ministro delle Finanze spagnolo Juan Negrn l'idea di tenere un conto corrente in oro a Mosca.
Madrid era minacciata dall'avanzata dell'armata d'Africa e questo accordo poteva servire all'acquisto
di armi e di materie prime.13 L'oro poteva venire convertito in valuta estera tramite la Banque
Commerciale pour l'Europe du Nord, o Eurobank, a Parigi (entrambe parte dell'organizzazione
finanziaria del Cremlino in Francia).
Il 24 luglio Giral aveva autorizzato la prima spedizione d'oro, in questo caso a Parigi, per
pagare gli acquisti di armamenti francesi. Quando il Comitato per il non intervento cominci i suoi
lavori, l'oro venne ancora inviato, fino al marzo del 1937, per acquistare armi da altre fonti. In
complesso 174 tonnellate, il 27,4 per cento del totale delle riserve auree spagnole, furono trasferite in
Francia.14
Il 13 settembre il Consiglio dei ministri autorizz Negrn a trasferire a Mosca il resto dell'oro e
dell'argento del Banco de Espaa. Due giorni dopo 10.000 cassette piene del prezioso metallo partirono
dalla stazione di Atocha e giunsero il 17 settembre ai magazzini portuali di La Algamecha a Cartagena.
Un quinto, 2.200 cassette, venne spedito a Marsiglia e il resto, 7.800 casse, fu inviato a Mosca, via
Odessa. Erano scortate da personale dell'NKVD e sorvegliate da carabineros. Giunte a Odessa, furono
affidate alla sorveglianza del 173 reggimento fucilieri dell'NKVD.15 Queste 510 tonnellate di metalli
preziosi valevano almeno 518 milioni di dollari del 1936.16 Uno dei primi conti che la Repubblica
dovette saldare con l'oro era di 51.160.168 dollari, per il fraterno appoggio militare gi fornito.17
 molto difficile giudicare il modo di calcolare dei sovietici nella valutazione del debito della
Repubblica per le armi e altre spese, come il trasporto e l'addestramento delle truppe governative e
degli specialisti. Nulla era gratuito e molti costi sembra siano stati perlomeno esagerati. L'Unione
Sovietica sostenne che con i crediti concessi nel 1938 (dopo l'esaurimento del conto corrente in oro,
stando ai loro calcoli) la Repubblica era in debito per 661 milioni di dollari in merci e servizi, mentre
erano stati inviati a Mosca soltanto 518 milioni di dollari in oro. Ma le cifre sovietiche non rivelano
come sia stato calcolato il cambio dell'oro in rubli, dei rubli in dollari e dei dollari in pesetas. In
un'epoca in cui il cambio rublo-dollaro era fissato a 5,3:1, l'Unione Sovietica usava il tasso 2,5:1, con
un conseguente ampio profitto.
Quando trapel la notizia del trasferimento a Parigi e a Mosca delle riserve auree spagnole il
valore della peseta repubblicana croll sul mercato estero, e si ridusse a met fra novembre e dicembre.
Il costo delle importazioni divent un terribile onere per un'economia gi provata e il costo della vita
sal vertiginosamente.18
Il ruolo di Negrn a quell'epoca fu importante per i futuri sviluppi. Nell'organizzazione
dell'invio dell'oro a Mosca, si avvicin molto a Staevskij, un polacco inviato come addetto economico
sovietico. Questi riconobbe subito che Negrn era pi di uno qualsiasi di cui l'Unione Sovietica potesse
fidarsi. Negrn credeva fermamente nella centralizzazione del potere politico, e, ovvio, anche di quello
economico.  nostra opinione, rifer Staevskij a Mosca, che si debba fare tutto il possibile per
appoggiare la concentrazione di tutte le esportazioni e importazioni  vale a dire tutte le operazioni in
valuta estera  nelle stesse mani.19
Sia Negrn sia Staevskij si irritarono con la Generalitat e gli anarchici in Catalogna per avere
assunto la supervisione degli affari finanziari. I catalani stanno prelevando senza alcun controllo
centinaia di milioni di pesetas dalla filiale del Banco de Espaa, rifer il polacco a Mosca.20 Secondo i
due, il fatto che il governo centrale non fosse intervenuto per aiutare l'industria catalana era irrilevante,
e odiavano anche il console generale sovietico a Barcellona, Antonov-Ovseenko, che nutriva chiara
simpatia per Companys ed era in buoni rapporti con il leader anarchico Garca Oliver. Garca Oliver
non obietta alla direzione unificata n alla disciplina in battaglia, rifer Antonov-Ovseenko, ma 
contrario al ripristino della posizione permanente degli ufficiali, base del militarismo. E con ovvio
piacere mi ascolta quando io mi dichiaro d'accordo con il suo programma militare.21
Antonov-Ovseenko not anche i commenti del ministro dell'Esquerra, Jaime Miravitlles: Gli
anarcosindacalisti stanno diventando sempre pi cauti nella loro gestione dell'industria. Hanno
rinunciato alla loro idea di introdurre l'egualitarismo nelle grandi imprese. Antonov-Ovseenko, il
leader bolscevico che aveva preso d'assalto il Palazzo d'Inverno, era diventato compagno di Trockij e
apparteneva all'opposizione di sinistra, ma la sua confessione in quell'agosto, ammettendo le proprie
colpe e condannando i suoi ex compagni, non lo salv dai sospetti degli stalinisti.22 Pu essere stato
uno di quei funzionari inviati in Spagna per preparare in seguito la loro caduta, ma il vecchio
bolscevico non riusc affatto a comprendere il pericolo incombente. Chiese ai consiglieri sovietici e al
governo centrale di appoggiare un'offensiva in Catalogna e il 6 ottobre 1936 il console generale
trasmise a Rosenberg, l'ambasciatore sovietico in Spagna, un dettagliato rapporto: La nostra opinione
sull'anarchismo in Catalogna  sbagliata... Il governo vuole davvero organizzare la difesa e sta facendo
molto in questa direzione, per esempio sta organizzando uno stato maggiore capeggiato da un abile
specialista anzich dall'ex Comitato delle Milizie Antifasciste. Le sue parole furono ignorate. La
propaganda del Comintern considerava la Catalogna e l'Aragona il regno della fazione makhnovista
spagnola. E siccome era stata l'Armata Rossa a distruggere gli anarchici makhnovisti in Ucraina,
Antonov-Ovseenko avrebbe dovuto notare i segni premonitori.23
Poi pass nel campo delle relazioni internazionali, appoggiando i contatti della Generalitat con i
marocchini e promettendo loro l'indipendenza della colonia nella speranza di provocare
un'insurrezione proprio nell'area di reclutamento di Franco. Due settimane fa, comunic a Mosca,
una delegazione del comitato nazionale del Marocco, che pu essere considerata fidata in quanto ha
molta influenza sulle trib del Marocco Spagnolo, ha cominciato le trattative con il Comitato delle
Milizie Antifasciste. I marocchini si solleverebbero subito, se il governo repubblicano garantisse che in
caso di successo il Marocco diventer uno Stato indipendente, e a condizione di ricevere immediati
appoggi finanziari. Il comitato catalano  incline a firmare un accordo del genere e ha inviato una
delegazione speciale a Madrid dieci giorni fa. Caballero non ha espresso alcuna opinione e ha suggerito
che la delegazione marocchina tratti direttamente con il governo centrale.24 Anche se questa mossa
venne esaminata dal governo di Madrid e dal PC spagnolo, Mosca la respinse irritata. L'ultima cosa
che Stalin voleva era provocare la Francia, la cui colonia in Marocco avrebbe potuto sentirsi
incoraggiata a ribellarsi anch'essa, e dare agli inglesi l'impressione che i comunisti stessero preparando
una rivoluzione mondiale.
Antonov-Ovseenko sembra sia stato condannato dalle critiche di Staevskij e Negrn. Ci
avvenne nel febbraio seguente, quando Antonov-Ovseenko si dimostr un ardente difensore della
Catalogna. Negrn osserv che era pi catalano degli stessi catalani. Antonov-Ovseenko ribatt di
essere un rivoluzionario, non un burocrate. Negrn rispose a sua volta che si sarebbe dimesso, perch
considerava la dichiarazione del console una sfiducia politica e, mentre era pronto a battersi per i
baschi e i catalani, non voleva farlo per l'Unione Sovietica. Staevskij rifer tutto questo a Mosca (c'
da chiedersi se abbiano entrambi provocato apposta Antonov-Ovseenko) e i giorni del console generale
furono contati.25
Come conseguenza delle informazioni dalla Spagna che esprimevano la pi completa
frustrazione in merito alla decisione di Largo Caballero di combattere contro il potere comunista
nell'esercito, il Cremlino stava gi cercando un politico forte e fedele in grado di controllare
dall'interno gli avvenimenti, di fare buona impressione sulle democrazie borghesi, soprattutto Gran
Bretagna e Francia, e di porre fine alle offese commesse da alcune province. Staevskij aveva gi
visto in Negrn il candidato ideale, e verso la fine del 1936 rifer a Mosca: Il ministro delle Finanze ha
molto buonsenso ed  molto vicino a noi.26 Ma anche se il consiglio di Staevskij venne tenuto in
considerazione, avrebbe seguito la sorte di Antonov-Ovseenko. Nel giugno del 1937, lui, Berzin e
Antonov-Ovseenko furono richiamati a Mosca e giustiziati. Il grande errore di Staevskij fu di essersi
lamentato nell'aprile del 1937 del cattivo comportamento dell'NKVD in Spagna, un errore curioso per
un personaggio cos attento e prudente.
...
FINE PARTE 1.